13 Ottobre 2009

Il vescovo Crepaldi: “Affinare gli strumenti di integrazione”

Trieste. “E’ fondamentale affinare gli strumenti dell’integrazione perché, se non si curano gli strumenti, i buoni propositi non servono a nulla. Gli strumenti ovviamente sono quelli del dialogo istituzionale, ma anche quelli di carattere pastorale”. E’ Giampaolo Crepaldi, il neo-arcivescovo di Trieste, a lanciare il monito sull’apertura dell’integrazione europea all’area balcanica.
Lo ho fatto stamani, intervenendo ad un seminario internazionale, organizzato da Mcl, Eza, Feder.Agri e Napredak, sul tema “Ue e Balcani: sfide per l’integrazione in Unione Europea e dialogo sociale”.

A rilanciare la questione dell’apertura dei confini dell’Ue Carlo Costalli. Il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori ha affermato la necessità di continuare ad incoraggiare i popoli dei Balcani a scegliere il cammino della riconciliazione, proiettandoli verso una “prospettiva europea”, in una famiglia con “radici comuni”, con l’obiettivo di riunire le famiglie delle nazioni europee, nell’Ue. “E, quindi – ha spiegato Costalli – da una parte accelerare l’ingresso della Croazia, dall’altra favorire sempre più un avvicinamento ed un’integrazione in Unione Europea di Serbia, Bosnia-Erzegovina, Macedonia e Montenegro. L’Europa – ha aggiunto Costalli – non sarà veramente unita senza i Balcani. E anche nei Balcani non ci sarà pace duratura finché non saranno completamente integrati in Europa”.

(fonte: Rinascita Balcanica)

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