14 marzo 2016

«Cerchiamo idee da finanziare, per un Carso bello, organizzato e innovativo». Intervista a Pizziga, Presidente del GAL

el sunto «Se Carso, Trieste e Gorizia non collaborano, perderemo ancora soldi, giovani e futuro». Le idee raccolte dal GAL verranno finanziate con 2,25 milioni

Il 21 marzo, ad Area Science Park alle ore 16.00, il GAL Carso inizia una consultazione col territorio rurale di Trieste e Gorizia alla ricerca delle idee migliori per rafforzare l’economia e le reti sociali locali. Le idee che verranno inviate al GAL potranno essere finanziate dai 2,25 milioni di euro che il GAL dovrebbe avere in dotazione da novembre 2016. Per far capire al pubblico di cosa stiamo parlando, ho intervistato il Presidente del GAL, David Pizziga e gli ho chiesto di spiegare la sua visione per il futuro del Carso, soprattutto in campo agroalimentare e turistico.

Collaboro con David da marzo 2015, all’interno del GAL. David, di famiglia mista slovena-italiana, è direttore commerciale di un’azienda farmaceutica che fattura circa 85 milioni di euro in giro per l’Europa. La sede dell’azienda è vicina a Trieste. Ha accettato a marzo 2015 di diventare Presidente del GAL Carso, un ente semi-pubblico che ha l’obiettivo di aiutare “lo sviluppo” del Carso, all’interno di fondi e leggi della Politica Agricola Comune dell’Ue e della Regione Fvg.

David sconta il fatto di indossare lo stile del manager, ben diverso da quello dei portatori d’interesse del Carso (agricoltori, artigiani…). Ma ha due gran pregi: di essere una persona creativa fuori dagli schemi e di essere un grande motivatore e formatore del team di lavoro. E’ diventato divertente e stimolante lavorare con lui, tanto che ho iniziato a credere che il GAL potrà stracciare i suoi limiti dati dalla burocrazia ed essere significativamente utile al territorio nei prossimi anni. Ecco le mie domande e le sue risposte.

Partiamo da un triangolo bollente: Trieste, Gorizia e Carso. Come vedi i rapporti in questo difficile ménage à trois?

Il GAL, per sua definizione, deve aiutare la ruralità del Carso e per questo ha dei fondi europei a disposizione. Il nostro Carso abbraccia, come fosse un’innamorata, le città di Trieste e di Gorizia. Il Carso corteggia e si fa corteggiare con queste due città.

Ma se il “no se pol!” dovesse essere sempre la risposta ai corteggiamenti anche la nostra fertilità si bloccherebbe… Perderemmo ancora più giovani di quanto già ne stiamo perdendo. Per chi la legge in versione economica, se abbiamo la possibilità di collaborare insieme e di usare del denaro per questo, dobbiamo farlo. Se no, continueremo a perdere soldi, cioè giovani e futuro.

Qual è il valore del contributo professionale, dalla tua esperienza di manager, che reputi di dare al GAL come Presidente del Cda?

Attualmente mi occupo di commercializzare, con successo, presidi medico chirurgici e farmaci di produzione internazionale di importanti marchi americani e italiani nelle repubbliche dell’ex Jugoslavia. E’ un mercato fatto di tante nazioni diverse, dove coesistono varie religioni diverse, politiche diverse, alle quale mi interfaccio in almeno 5 lingue differenti. Vendo prodotti “innovativi” in mercati ospedalieri di diverse nazioni  che sono conservatrici dal punto di vista della spesa per la sanità pubblica. Sono mercati dove vige in prima battuta il “no se pol”.

Penso che, in una zona come la nostra, a casa mia, dove conosco i caratteri e gli animi delle diverse nostre lingue, si può fare qualcosa di buono: creando una vision e una mission per il futuro delle nostre terre, cioè dei nostri produttori, imprenditori, delle nostre città, ma fondamentalmente per i nostri giovani dai quali dipende il futuro della nostra cultura.

I miei valori da spendere per il GAL sono semplici, quelli della famiglia: ascoltare gli anziani cioè i saggi nelle famiglie, rimanere vicini a casa per formare lo zoccolo duro dell’esistenza, imparando dal passato per non ripetere gli errori già sperimentati. Tutto questo, unito alle mie esperienze nei mercati internazionali con le multinazionali: vuol dire creare più opportunità, benessere per i produttori del Carso, per gli imprenditori della zona, ma anche per la gente comune delle nostre due meravigliose città (l’intervista continua sotto la foto).

Il sentiero nei pressi dell'azienda agricola Castelvecchio, a Sagrado (Go), rinnovato con fondi del GAL Carso

Il sentiero nei pressi dell’azienda agricola Castelvecchio, a Sagrado (Go), rinnovato con fondi del GAL Carso

Qual è la responsabilità di un imprenditore, secondo te, nei confronti degli altri?

Come manager, direttore, imprenditore si ha una sola mansione: quella di portare la responsabilità sopra le proprie spalle, di tutto quello che succede in azienda e nelle famiglie intorno ad essa. Ai miei ragazzi cerco di insegnare di non desiderare troppo presto una funzione di responsabilità. A loro spiego che più in alto si vuole salire nella gerarchia, come posizione nella struttura gerarchica dell’azienda, più forte lassù tira il vento e si abbassano le temperature. Bisogna essersi preparati per tempo, aver fatto esperienze, acquisito competenze. Dai leader ci si aspetta sempre e comunque che ci possano guidare, che ci possano portare salvi nei porti  e che ci possano portare lauti guadagni. Era così anche ai tempi di Marco Polo.

Come GAL, hai a che fare soprattutto con agricoltori. Quando torni nella tua vita lavorativa nel mondo farmaceutico, hai a che fare con dirigenti pubblici, medici, case farmaceutiche. Qual è la differenza tra questi due mondi?

Non ci sono differenze per un manager, direttore o imprenditore tra i due mondi, quello del GAL fatto soprattutto di agricoltori ed artigiani e il mondo nel quale lavoro quotidianamente, ovvero l’azienda che distribuisce farmaci e presidi medico chirurgici a medici e amministratori degli ospedali. Entrambi gli ambienti si aspettano che io faccia numeri, entrambi si aspettano che io li renda soddisfatti e possibilmente più benestanti. Entrambi sono pronti a giudicare e nel caso a volgere il pollice verso il basso: sfida assolutamente non facile che ho colto. Questo, per il GAL, è in accordo con il fatto che il mio incarico di Presidente sia privo di qualsiasi compenso (l’intervista continua sotto la foto).

David Pizziga è il secondo da destra. La foto è di dicembre 2015, scattata a Smarje, dove i Presidenti dei GAL di Istria e Carso si sono riuniti per iniziare a collaborare

David Pizziga è il secondo da destra. La foto è di dicembre 2015, scattata a Smarje, dove i Presidenti dei GAL di Istria e Carso si sono riuniti per iniziare a collaborare

Come valuti il livello della produzione agroalimentare in Carso?

La qualità media è molto elevata. Da noi, i produttori strappano alla pietra carsica i pochi fazzoletti di terra coltivabile e fanno del prodotto il loro gioiello, la ragione della loro vita. Alzare ancora il livello dei prodotti è una delle sfide fondamentali che dobbiamo porci nel futuro. Parallelamente a questa sfida, dobbiamo cercare anche di aumentare le quantità delle produzioni.

Come GAL, per aiutare gli agricoltori nel raggiungimento di questi obiettivi, abbiamo pensato di trovare sinergie nelle istituzioni che sono già presenti sul Carso. Abbiamo ipotizzato che la ricerca ci possa aiutare a raggiungere i due obiettivi menzionati. Abbiamo chiesto aiuto alla nostra AREA Science Park di Padriciano, proponendo di diventare il loro laboratorio applicativo della ricerca. Pare che la sfida sia stata colta e che ne stia uscendo una bella storia dagli esiti vincenti e che vedrà protagonisti tutti: le tradizioni, l’innovazione con il futuro, gli imprenditori della ruralità ma anche tutta la popolazione delle nostre due città appartenenti al Carso e al quale il Carso da sempre appartiene.

Come proponi sia sviluppato il turismo in Carso?

Per esperienza risponderei con un “dipende”.  Il GAL sta per lanciare una consultazione a livello popolare su come gli imprenditori, la gente comune vede e si immagina il Carso tra 20 a 40 anni. Abbiamo anche costituito una commissione di esperti che possa valutare tutte le idee provenienti dal basso, per poterle riversare in veri e propri business plan: in parole povere vogliamo “progetti realizzabili” da qui al 2020 fino al 2040. Tornando al tema precedente: abbiamo bisogno di leader che possano indicare la vision di un azienda e del Carso. Gli anglosassoni, Drucker e altri luminari del management, dicono che il leader deve essere in grado di traghettare l’azienda nel futuro e farle fare il dovuto successo.

Dal mio punto di vista posso citare il verso di Igo Gruden, che tra si trova inciso in una lapide iniziando a salire le scalinate di Canovella de Zoppoli: «Zemlja ta je naša, tvoji dedi spijo v njej, zanjo bori se naprej» (Questa Terra è nostra, i tuoi nonni vi riposano, lotta avanti per lei, ndr).

Il poeta usa l’espressione “lottare per la propria terra”, non ha usato “proteggere la propria terra”.  “Proteggere” è una chiusura: mentre il mondo va avanti, noi siamo ancora sempre chiusi costretti a vivere il passato, chiusi senza diritti nei confronti della propria terra. Pertanto, propongo che interpretiamo la parola “lotta” come un qualcosa che porti del bello: un qualcosa che trasformi la nostra terra vincolata da leggi europee in un giardino visitabile, un giardino fertile, certo con i limiti dati dalle tante pietre, ma comunque un giardino da mostrare con orgoglio ai “foresti”, nonché un qualcosa di accessibile per la popolazione locale delle due città di Trieste e Gorizia.

Il Carso, turisticamente, io me lo immagino in tanti modi quante sono state le mie esperienze all’estero. Me lo immagino profondamente cambiato rispetto a quello che è oggi: aspettiamo di vedere le idee che arriveranno dalle consultazioni. Quello che vedo avanti a noi è fondamentalmente un turismo del Carso elegante e organizzato che diventi economicamente sostenibile e in grado di portare del beneficio economico anche alle città di Gorizia e Trieste.

Il GAL sta anche portando avanti una consultazione con le scuole su quello che i ragazzi vogliono come futuro del territorio. Cosa credi emergerà da questa consultazione e come vorresti, per tuo figlio, il Carso tra 20 anni?

Fino a quando mi reputavo giovane urlavo le mie idee e intuizioni alle istituzioni con la sensazione di non essere mai stato ascoltato. Oggi che giovanissimo non sono più, ma ho la fortuna di essere padre di un ragazzo studente alla scuola Manna di Trieste, guardando a lui e ascoltandolo, valuto che siamo qui solo per loro, come i nostri genitori lo sono e lo erano per noi.  Il mondo era nostro come ora è già loro. Quindi oggi ancora più di ieri, in un mondo che è diventato globale, ha ancora più senso urlare alle istituzioni le nostre idee di sviluppo prendendole dai più giovani, cercando questa volta, di farsi ascoltare per realizzarle.

L’h0 già detto: Trieste, Gorizia e Carso non esisteranno più senza belle mule e muli, senza “fanti” e “punce” (“ragazzi” e “ragazze“, in sloveno, ndr), senza corteggiamenti, senza amore e relazioni anche tra città e campagna, senza ideali di famiglia, qualunque essi siano. Usando una definizione coniata tra i collaboratori giovani del GAL che mi trovano d’accordo: dobbiamo fare due passi indietro verso le nostre tradizioni del Carso per fare 100, 1000 e più passi verso il futuro. Quindi dai ragazzi delle scuole, dalle loro idee di sviluppo del Carso, mi aspetto grandi cose e un ulteriore conferma della necessità di darci una mossa verso il futuro.

Personalmente, per i nostri figli desidero che non debbano andare per sempre all’estero a guadagnarsi il pane. Già i nostri parenti hanno dovuto farlo nel passato. Per i nostri figli desidero che Trieste, Gorizia, il Carso, l’Istria, e oltre diventino un volano di innovazione, di imprese collegate worldwide, costantemente in crescita capaci di proporre prodotti in svariati campi, sistemi, servizi innovativi per tutto il mondo, sempre all’avanguardia. Un territorio, un popolo, tante lingue: come lo era in passato, per poter conquistare un futuro migliore per le generazioni più giovani.

PER APPROFONDIRE SULLA CONSULTAZIONE DEL GAL CARSO COL TERRITORIO
Vieni lunedì 21 marzo, ad Area Science Park alle ore 16.00:
il programma
l’evento Facebook, in italiano  / l’evento Facebook, in sloveno
il sito del GAL Carso
– l’ntervista a Pizziga su Rai3 in sloveno
cosa sono i GAL? In Italia e in Europa
(chiarimento ulteriore: l’autore di quest’articolo è un consulente a contratto col GAL)

L'agriturismo Fruske di Medeazza, il cui rinnovamento è stato finanziato dal GAL Carso

L’agriturismo Fruske di Medeazza, il cui rinnovamento è stato finanziato dal GAL Carso

 

5 commenti a «Cerchiamo idee da finanziare, per un Carso bello, organizzato e innovativo». Intervista a Pizziga, Presidente del GAL

  1. Franca

    Bravo Enrico, bella intervista e bravo David, avete comunicato passione e determinazione nell’impresa di sviluppare il nostro Carso.
    Complimenti per tutto il lavoro che lo staff e CdA del GAL CARSO stanno facendo… le camicie sudate non sono sette, ma molte molte di più.
    Franca

  2. Davide

    Mi piace molto l’approccio del nuovo cda che è stato intrapreso per coinvolgere il territorio in tutti i suoi livelli a dare i propri contributi per una idea futura di Carso. Sono fiducioso dell’operato di questo GAL Carso. Non rimane che augurare buon lavoro. Davide

  3. Mario

    Bello!, ma noi operatori che ci muoviamo sul territorio e facciamo da vero punto di riferimento per i turisti che lo vogliono scoprire nei suoi aspetti più nascosti e particolari vorremmo essere ascoltati da chi costruisce il prodotto. Ci troviamo a fare promozione, attività, divulgazione, addirittura alle volte “commercializzazione” , ma siamo sempre considerati dei semplici dilettanti, alle volte quasi dei volontari, come se lavorare nella natura, con le attività motorio-sportive fosse un semplice passatempo e non una professione. Portiamo idee e anche risultati, ma poi quando c’è da dividere i soldi non abbiamo mai un posto sui tavoli che contano. Si apprezza quello che facciamo, ma chissà perché i nostri progetti non vengono mai finanziati mentre lo sono progetti che muoiono nello stesso istante in cui finiscono i fondi stanziati. Passi fondamentali devono essere una semplificazione dei regimi fiscali per le prestazioni in ambito turistico-sportivo e l’intervento delle amministrazioni per dotarci di punti operativi visibili e in luoghi strategici dai quali partire con le varie attività sul territorio (mtb, nordic walking, escursioni, …).

  4. Kaiokasin

    “anche il più tecnologicizzato dei mondi dovrà proporsi un rapporto con la natura che trascende l’uomo se non altro per avergli dato origine” Andrea Zanzotto

  5. Kaiokasin

    “Proteggere” è una chiusura
    proteggere v.tr.
    1. difendere, aiutare, soccorrere, sostenere, appoggiare, tutelare, salvaguardare
    CONTR combattere, ostacolare, avversare
    2. facilitare, favorire, agevolare, patrocinare, affiancare, spalleggiare, garantire
    CONTR abbandonare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *