24 settembre 2009

Important Artifacts – Trieste Version

artefact

Ultimamente, la cura e la coltivazione della mia dimensione intellettuale
non va oltre a uno stanco spritz alla Stazione Rogers, sputtanando i “giovani artisti triestini e mitteleuropei”.

Per capirci, l’altro giorno ho visto un frigorifero degli anni ’60
a cui spuntavano dei capelli.
Il primo pensiero è andato a un posto meraviglioso: il Salone Rocco, in via San Francesco.
Al Salone Rocco, c’è Giovanni.
Barbiere terrone DOP.
Visualizzazione ingrandita della mappa

Mi sto facendo crescere un po’ i capelli.
E per la prima volta vado al Salone Rocco, stanco del mio rasoio casalingo.
Il Signor Giovanni usa le forbici e mi sistema un po’ quei pochi peli rimasti.

Mi alzo, chiedo “quant’è”, e Giovanni mi intima di andarmene.
“Quando avrai un po’ più di capelli, mi pagherai”.

Penso che il Signor Giovanni dovrebbe vedere questo frigorifero e metterlo in piega.

La vera maturità intellettuale – e per maturità intendo quel punto in cui non impari più nulla e non scopri più nulla – la raggiungi quando ti liberi da qualsiasi timore di dire pubblicamente (in privato è troppo facile) :
– “mai vista/letta/ascoltata una stronzata simile

Noli me tangere.
Ed è proprio in questo perfetto stato d’animo
che poi ti capita di leggere la storia d’amore raccontata
nel modo più creativo, freddo ma appassionato, devastante e malinconico
da che tu abbia memoria.

Vi giuro, è meglio persino dei Ponti di Madison County.

Leanne Shapton se fosse nata in Italia sarebbe finita a fare la cameriera alla Stazione Rogers proponendo i suoi lavori nel tempo libero.
Grazie al cielo, Leanne è nata a Toronto e ora è una giovane art director del NY Times.

Un giorno le passa sottomano un catalogo d’asta: si tratta di alcuni oggetti personali di Truman Capote. Foto dell’oggetto, didascalia, e base d’asta.
Rimane sconvolta.
Attraverso questi freddi oggetti, la biografia pazzesca di Capote comincia a prendere vita pagina dopo pagina.

Leanne comincia così a pensare a una storia d’amore tra Harold Morris, fotografo giramondo, e Lenore Doolan, critica culinaria.
E comincia a raccontare i quattro anni del loro amore attraverso un catologo d’asta dei loro oggetti personali.

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Il libro s’intitola “mportant Artifacts and Personal Property From the Collection of Lenore Doolan and Harold Morris, Including Books, Street Fashion and Jewelry”.

important-artifacts-cover

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E raccoglie le cartoline che lui ogni giorno dei suoi dieci giorni di missione a Londra le invia.
Raccoglie tantissimi libri in almeno due edizioni diverse ciascuno.
Perché quando lui partiva per un viaggio, leggevano lo stesso libro contemporaneamente.

Ogni oggetto è un pezzo del puzzle della storia.

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Conoscersi, amarsi, odiarsi, lasciarsi.
Tutto attraverso le estensioni degli uomini: gli oggetti.

“Important Artifacts” è una delle cose più geniali e appassionanti
che mi siano mai capitate di leggere.

L’unico problema adesso è come far centrare questo pezzo con Bora.La.
Ah, sì. Ecco.

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Il libro non si trova in Italia.
Ma lo potete trovare su Amazon.

Oppure qui, che è meglio di Amazon perché non paghi le spese di spedizione: aphrohead.com

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Un commento a Important Artifacts – Trieste Version

  1. tmorosiniorre

    bellome ne porti uno ”quando torni a ponte

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