19 Marzo 2011

Centrale Krsko, il Wwf: “Chiusura della centrale altro che raddoppio”

Pubblichiamo la nota del WWF FVG

Fukushima pare troppo lontana da Lubiana. La catastrofe della centrale nucleare giapponese non pare infatti aver fatto riflettere i responsabili energetici sloveni, sui programmi relativi al raddoppio della centrale di Krško.
Recenti dichiarazioni, riprese anche sulla stampa italiana, del premier Borut Pahor (che nel corso della sua visita negli USA aveva parlato anche di nucleare con gli interlocutori americani) confermano infatti la volontà di proseguire con il progetto di “Krško 2”, sia pure adottando “la tecnologia migliore e livelli di sicurezza altissimi”.
Analoghe le dichiarazioni dei responsabili del Piano energetico sloveno, che sarebbe ormai pronto.
Il WWF ricorda che la centrale di Krško sorge in un’area ad elevata sismicità (sono già stati registrati terremoti di intensità fino al sesto grado della scala Richter) e che in caso di incidente grave la dispersione di sostanze radioattive nell’atmosfera interesserebbe certamente anche l’Italia (Trieste è distante solo 139 km, Udine 177).
Di conseguenza, l’associazione ribadisce la richiesta, già avanzata alcuni anni addietro, affinché il Piano energetico sloveno sia sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica transfrontaliera, in base alla Direttiva europea 2011/42/CE.
“E’ giusto perciò – afferma Roberto Pizzutti, presidente del WWF Friuli Venezia Giulia – che anche italiani e austriaci possano dire la loro sui programmi sloveni di incremento della produzione nucleare e sui pericoli conseguenti.”
“Certo – prosegue Pizzutti – sarebbe preferibile che i Paesi confinanti cercassero di integrare le proprie politiche energetiche con la Slovenia, per aiutarla a fare a meno non solo della futuribile centrale Krško 2, ma anche di quella attuale. Purtroppo, mentre qualcosa si può forse ancora sperare che venga fatto in questo senso dall’Austria (che ha rinunciato definitivamente al nucleare dopo il referendum del 1978), nulla invece ci si può attendere dal Governo di Roma, ottusamente pronto a portare avanti il programma nucleare italiano.”
Il WWF osserva che il Governo di Lubiana pare non prendere in alcuna considerazione i più recenti studi divulgati a livello europeo, come ad esempio quello di Ecofys e WWF International, secondo cui pressoché tutta la domanda mondiale di energia al 2050 potrà essere soddisfatta con il ricorso alle fonti rinnovabili ed uno sforzo sistematico in direzione dell’efficienza energetica.
Ad analoghe conclusioni è arrivato anche lo studio di Erec e Greenpeace, relativo all’Europa, che potrebbe ridurre entro il 2050 del 95 per cento le emissioni di CO2, con il ricorso massiccio alle fonti rinnovabili e all’efficienza in tutti i campi.
“Il Governo sloveno – ancora Pizzutti – non assegna particolare importanza all’obiettivo di combattere i cambiamenti climatici riducendo le emissioni di CO2. Oltre a puntare sul nucleare, che implica comunque emissioni rilevanti (e crescenti nel tempo) di CO2 soprattutto per il ciclo di produzione del combustibile nucleare, sta infatti procedendo il progetto di ammodernamento della centrale a carbone di Šoštanj, che da sola emetterà, per molti decenni, oltre 3 milioni e mezzo di tonn/anno di CO2, cioè circa il 17 per cento delle attuali emissioni “gas serra” dell’intero Paese e circa il 20 per cento rispetto a quelle del 1990. Appare perciò impossibile che la Slovenia possa raggiungere l’obiettivo di ridurre, come previsto dagli impegni sottoscritti in sede UE, dell’80-95 per cento, rispetto ai livelli del 1990, le emissioni di CO2 entro il 2050.”
Come se non bastasse, di recente è emerso che il porto di Koper-Capodistria è stato utilizzato – nella più completa segretezza – per far transitare un carico di scorie nucleari provenienti dalla Serbia e dirette via mare in Russia. Sarà quello il porto di imbarco anche per le scorie di Krško 1 e 2? Ce n’è abbastanza per chiedere al Governo di Lubiana la massima trasparenza e condivisione, anche con i Paesi confinanti, sulle scelte strategiche che coinvolgono aspetti di enorme importanza per la salute pubblica e l’ambiente.

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