6 novembre 2014

Trieste Science+Fiction guarda al 2015

el sunto Chiusa un’edizione strepitosa, il Trieste Science+Fiction Festival preannuncia quella del prossimo anno. Sarà all’altezza di quella appena terminata?

Questa edizione del Trieste Science+Fiction Festival è andata davvero oltre le aspettative. Quando alla fine della cerimonia di premiazione sono state chiamate sul palco tutte le persone che hanno collaborato alla realizzazione dell’edizione 2014, il palco della sala Tripcovich si è riempito – e non è uno spazio piccolo. In quei cinque giorni un piccolo esercito si è mosso dietro le quinte per far sì che ogni cosa funzionasse a puntino. E il pubblico del festival ha dedicato a queste persone un applauso quanto quelli indirizzati ai vari ospiti, a ragione.

Come spettatore, e non sono solo, ho visto il festival come una macchina che non ha perso un colpo: non so se sia stato davvero così, nella concitazione dei grandi eventi è facile che questo o quell’ingranaggio si inceppi, è fisiologico. Ma il risultato è stato fantastico, grandioso. Alla qualità dell’offerta proposta, di film, eventi collaterali e ospiti (Jodorowsky! Enzo G. Castellari! Sasha Grey!) è corrisposto un servizio eccellente.

535896_551781531632853_6306952144793326269_n-1All’inizio del festival, rispondendo al mio entusiasmo per il programma, un mio amico ha vaticinato così: “Par che sarà sai bel sì. Cussì bel che me sa che el prossimo anno no se farà più”, riferendosi alla tipica (e pessima) abitudine della città di lasciarsi sfuggire molti dei propri gioielli. È stato dunque con grande sollievo che, alle premiazioni finali, abbiamo sentito il direttore del festival Daniel Terzoli annunciare che l’edizione 2015 si farà, e che (fra tutte le città che fanno parte dell’European Fantastic Film Festival Federation) sarà Trieste a consegnare il premio Méliès d’oro.

Questo significa che Trieste sarà la capitale europea della fantascienza nel 2015! Immagino già una sala Tripovich strapiena, una programmazione entusiasmante come quella di quest’anno, ancor più attività collaterali che coinvolgono la città (no, questo non è un festival nerd-only: mettetevelo bene in testa), gli organizzatori indaffaratissimi e il pubblico in sala a dialogare con i filmmaker, rispettoso e attento con quelli che apprezza, spietato con quelli che giudica mediocri. E sento già la platea urlare ancora, a inizio proiezioni, “raggi fotonici!”. Che poi, se ci pensate bene non sono solo un’arma di Mazinga Z: sono la materia stessa di cui è fatto il cinema.

 

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