22 Novembre 2009

Franco Rotelli: “Con Radiofragola abbiamo un rapporto preferenziale”

01rotelliTrieste. Franco Rotelli, ho letto l’oggetto della delibera n.688 del 29 settembre 2009, per cui l’azienda a cui fa capo – l’Azienda Servizi Sanitari n.1 (l’ASS triestina)- erogherà un finanziamento cospicuo alla cooperativa “La Piazzetta”, proprietaria di Radio Fragola.
Premesso che non abbiamo niente contro l’emittente comunitaria, tant’è che abbiamo seguito il 25esimo con un’intervista al caporedattore A. Di Napoli, potrebbe spiegarci meglio com’è stato deciso questo finanziamento?

Sottolineo che il finanziamento è per la cooperativa non per Radiofragola. Nel senso che le prestazioni richieste non sono tanto quelle della radio, quanto quelle della pubblicizzazione attraverso varie forme tra cui manifesti, poster e altro materiale. Si tratta di una campagna pubblicitaria sui problemi della salute assegnata dalla nostra azienda attraverso una gara pubblica che è stata fatta.

Sul sito dell’ASS c’è l’oggetto della delibera ma non l’esito della gara. Può dirci se altri soggetti hanno partecipato alla gara e quale ne è stato l’esito?

Mi risulta che è stato fatto un regolare bando di gara e la valutazione ha fatto sì che il finanziamento fosse assegnato alla cooperativa “La Piazzetta”. Non è una novità visto che la collaborazione con la cooperativa va avanti ormai da una decina d’anni.

Quindi, scusi se insisto, non sa dirmi se ci sono stati altri concorrenti per l’assegnazione del finanziamento?

Non seguo direttamente queste cose. Le procedure sono curate dall’ufficio approvvigionamenti. Ritengo che senz’altro ci sia stato qualcun altro. Comunque la gara è stata fatta di sicuro, poi quanti e chi abbia partecipato dovrà chiederlo agli uffici competenti.

Nulla da eccepire sulle trasmissioni radiofoniche e sul programma “Infomasalute” trasmesso da Radio Fragola, ma Metz, presidente della cooperativa proprietaria di Radio Fragola, ha dichiarato che il 70% dei quei soldi sarà destinato “all’ideazione, alla produzione, alla stampa e alla distribuzione di locandine e materiali informativi”.
Mi può spiegare come mai avete assegnato questo compito di marketing ad una cooperativa che gestisce una radio?

Abbiamo scelto una cooperativa che non gestisce solo la radio. “La Piazzetta” fa una serie d’attività di questa natura da anni.

Quindi la cooperativa ha un’attività di tipografia per la stampa del materiale pubblicitario. Giusto?

Sì, ha anche un’attività di “microtipografia” per la stampa di volantini, di locandine e manifesti.
Si tratta di 96 mila euro in 2 anni di cui 16mila sono l’IVA, per cui sono 80 mila euro netti in due anni, vuol dire 40mila euro in un anno. Con questi soldi non è che si facciano grandissime cose, certo si possono fare dei bei progetti. Penso che 40 mila euro netti bastino a pagare più o meno una persona e mezza. Però sono un po’ stufo di dover discutere di queste cose. Io mi occupo di sanità…

Certo, però, se non mi sbaglio, questi sono soldi pubblici…
C’è un’ossessione nel vedere i conti dell’ASS. E questi sono sotto il controllo di chiunque. Ci saranno 500 persone che controllano i conti della nostra azienda, linea per linea, conto per conto…

Non volevo essere tra questi 500. Ma essendo soldi pubblici, penso sia un dovere rendere conto alla comunità e anche ai nostri lettori…
Ma per carità, abbiamo 500 controllori che esaminano tutto…

Le spiego il mio scetticismo: ho letto di questa delibera sul quotidiano “Il Piccolo” e l’articolo lasciava spazio a dei sospetti. Così volevo approfondire con i diretti interessati il fatto.

Se mi consente sono stufo di questa stampa e di coloro che ci lavorano. Io penso che in questa città il giorno in cui Il Piccolo sarà tutta un’altra cosa respireremo tutti molto meglio..

(dopo lo sfogo salta la linea o il direttore Rotelli chiude la conversazione. Richiamo, il telefono squilla 5 volte e poi riprendiamo l’intervista telefonica..)

Scusi è caduta la linea o qualcuno l’ha fatta cadere…

Non avevo intenzione di andare avanti su questa discussione.

Cambiamo argomento. Ancora delle precisazioni: spulciando sul sito della vostra azienda, si scopre che l’ASS triestina ha destinato diversi contributi a La Piazzetta.
Sede gratuita nel padiglione M del parco San Giovanni, finanziamenti notevoli, contributi mirati: perché c’è questo rapporto preferenziale con Radio Fragola? Ci sono altre testate, radio, siti internet che fanno informazione in città…

E’ un rapporto che nasce una ventina d’anni fa perché Radio Fragola l’abbiamo inventata noi. Poi le cose si sono evolute ma tutti i contributi sono rivolti non alla radio ma una cooperativa. Noi come azienda abbiamo certamente un rapporto privilegiato con le cooperative sociali di tipo B (la legge che definisce la cooperazione sociale individua due tipi di cooperative: le A, di assistenza di terze persone, le B, di produzione e lavoro che hanno almeno il 30% di soci svantaggiati, ndr).L’azienda fa ogni sforzo per aiutarle, è doveroso aiutare persone che hanno problemi gravi offrendogli un’attività piuttosto che riempiendole di medicinali. In termini meno semplicistici pensiamo che sia un dovere della nostra azienda impegnarsi per l’inclusione lavorativa di persone che hanno delle disabilità. E le cooperative sociali che svolgono funzioni complementari al nostro impegno sono certamente favorite. E sono parecchie quelle che godono di facilitazioni da parte nostra..

Ancora una precisazione: in una precedente edizione del programma “Informasalute”, andata in onda lo scorso aprile su Radiofragola, lei ha dichiarato che il servizio svolto dai media in campo sanitario è disastroso. Ha detto che “il loro mestiere, riferito ai servizi di informazione, è quello di semplificare la vita mentre la malattia, con cui abbiamo a che fare noi ogni giorno, la complica”. Cosa si aspetterebbe in più dai giornalisti locali?

Mi aspetterei la correttezza. Le faccio un esempio: pochi giorni il fa “Il Piccolo” ha dedicato una pagina intera alla sanità, intitolata “Ambulanze sporche, 118 nel caos”. Una pagina intera a partire da una lettera delle redazioni sindacali. Bene, una pagina intera per dire che il 118 a Trieste non funziona. Il giorno dopo la stessa testata ha smentito con un articolo a fondo pagina di poca visibilità. Mentre la notizia falsa è stata messa a tutta pagina. Se questo è il modo di fare giornalismo io spero che muoia presto.

Augurare la morte non è il massimo..

Chiaro, questi sono profondamente in malafede. Tutti possono sbagliarsi, bucare completamente una notizia, ma il giorno dopo devono dedicare alla smentita almeno lo stesso paginone.
Offendere il lavoro degli altri è un delitto. Il primo dovere di un giornalista è di non offendere nessuno. Deve rispettare tutti e rispettare la verità, dopo di che è libero di fare il suo mestire. Chi offende o non rispetta la verità è un mascalzone.

Cosa pensa del servizio d’informazione fatto da Radio Fragola? Ha mai avuto modo di ascoltarlo?
Spero e penso che non dicano mascalzonate e non offendano nessuno. Sarebbe già molto meglio di quello che fanno tanti altri.

(Nota dell’autore: l’intervista è antecedente all’articolo sul finanziamento. E’ stata realizzata ignorando che la delibera poteva essere emessa senza l’ espletamento di una gara precedente. In ogni caso quest’ultima, diversamente da quanto dichiarato da Rotelli, non c’è stata)

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Un commento a Franco Rotelli: “Con Radiofragola abbiamo un rapporto preferenziale”

  1. massimiliano ha detto:

    “Però sono un po’ stufo di dover discutere di queste cose. Io mi occupo di sanità…”

    penso sia una sintesi perfetta.

    domanda:
    e allora lì, che ci fai?

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