20 Febbraio 2008

Gli immigrati?!? Criminali!

Sad but true. Circa il 40% dei cittadini del triveneto vedono i nuovi arrivati, quelli con la pelle o le parole strane, “un pericolo per la sicurezza”. Questo dato, che è stato rilevato da Demos in un recente sondaggio per il Gazzettino, fa contesto con l’accresciuta percezione dei cittadini di vivere in una comunità insicura che è rilevata da molte aziende di ricerca tra cui Swg. Riccardo Illy faceva notare a un incontro pubblico, qualche giorno fa, come tuttavia questa percezione sia in contrasto con una diminuzione del crimine e dei crimini contro le persone nell’arco degli ultimi decenni.

Intanto, ecco cosa dice il lancio completo dell’Ansa (pubblicato sul sito della Regione) sul sondaggio di Demos a proposito della percezione degli immigrati:

19-FEB-08 00:17
NORDEST: SONDAGGIO,TORNA EQUAZIONE IMMIGRAZIONE-CRIMINALITA’

(ANSA) – VENEZIA, 19 FEB – Si rafforza l’equazione fra immigrazione e criminalità: quattro cittadini su dieci nel nordest vedono chi giunge da oltre confine come un pericolo per la sicurezza. A rivelarlo sono i dati raccolti da Demos per Il Gazzettino. Un atteggiamento che contrasta, da oltre un decennio, con la ‘domanda’ espressa dal mondo dell’impresa: tre persone su dieci continuano a vedere i nuovi arrivati come una risorsa per l’economia. Secondo quanto emerso dalla ricerca, il senso di insicurezza si accompagna ad un rafforzamento del legame percepito tra il fenomeno dell’immigrazione e quello della criminalità comune. E’ il 40% delle persone interpellate – un campione complessivo di 1.048 persone rappresentativo popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto, Friuli – Venezia Giulia e nella provincia di Trento – a esibire questa convinzione. Si tratta del valore più alto fra quelli ottenuti negli ultimi otto anni, e sale fino al 56% nei segmenti di elettorato che si orientano verso i partiti di centro-destra. Già da qualche tempo – è detto – si è invece assottigliata la componente sociale che considera gli immigrati una ‘necessita” per il sistema produttivo regionale. La quota di persone che vedeva nei flussi in ingresso in Italia e un rimedio per la carenza di manodopera aveva raggiunto il 35-36% fra il 2002 e il 2004. Poi, complice la percezione di una congiuntura economica meno favorevole, il perimetro di questo gruppo si è sensibilmente ristretto, con una flessione attorno ai dieci punti percentuali: oggi torna leggermente a crescere, ma si ferma appena sotto la soglia del 30%. (ANSA).

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