29 Novembre 2013

Ziberna: “Scongiurare la soppressione delle stazioni di Mossa e Capriva”

Scongiurare la soppressione delle fermate alle stazioni ferroviarie di Mossa e Capriva del Friuli. Un grave disservizio che andrà a colpire soprattutto studenti e lavoratori pendolari che non possono, così, usufruire di nessun altro mezzo di trasporto pubblico locale, visto che i costi sono assai più elevati e gli orari non difficilmente conciliabili”.

A sollevare il problema è il vicepresidente del Gruppo Pdl in Consiglio Regionale Rodolfo Ziberna in un’interrogazione alla Giunta. Ziberna ha inviato anche una lettera urgente sul tema all’amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti.

“Con il nuovo orario invernale di Trenitalia in vigore dal prossimo 14 dicembre – rileva Ziberna – le fermate dei treni regionali locali a Mossa ed a Capriva del Friuli sono state cancellate e, pertanto, i cittadini dei due paesi dovrannogiocoforza rivolgersi alle stazioni di Cormons o di Gorizia.

“Un disservizio di non poco conto, visto che fino a oggi le due stazioni avevano cinque fermate giornaliere sulla tratta Udine-Trieste, ed altrettante nella tratta inversa, che garantivano sia nelle ore mattutine che in quelle serali la possibilità di raggiungere comodamente le due città. Un tanto, quindi, garantiva anche a chi non possiede l’automobile di potersi spostare comunque nelle ore di maggior affluenza e molto spesso per motivi di lavoro. Altre fermate erano, inoltre, garantite con un servizio di autobus sostitutivo che, però, oltre ad essere proposto ad un prezzo più elevato, è notevolmente più scomodo.

“Una decisione grave – prosegue l’esponente del Pdl – anche perché entrambe le stazioni non possono essere considerate un costo per Trenitalia S.p.a., in quanto non vi è personale, non ci sono biglietterie, locali per ripararsi e nemmeno servizi igienici: le fermate sono limitate allo strettissimo tempo necessario a far salire e scendere i viaggiatori.

“Oltretutto, recentemente la stazione di Mossa è stata anche adeguata dal punto di vista strutturale alle normative vigenti con il pieno rifacimento delle banchine e la loro messa in sicurezza. La stessa stazione, ben tenuta dal punto di vista architettonico, può essere considerata come un piccolo gioiello, proprio grazie alla manutenzione costante cui è stata sottoposta nel periodo in cui c’era ancora il personale in servizio, tanto che si è anche proceduto a rendere più funzionale e gradevole l’accesso diretto dalla strada.

“E’ necessario che la Regione intervenga urgentemente per far scongiurare la soppressione delle due stazioni isontine. Soppressione che – conclude Ziberna – creerebbe gravi danni economici agli utenti e che va a contrastare pesantemente sia con l’attuale politica dei trasporti del FVG, sia con le reiterate affermazione dei vertici di FS S.p.a. in merito alla rinnovata centralità di questa Regione nelle direttrici ferroviarie più importanti”.

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