13 Giugno 2012

Workshop sulle politiche marittime a Trieste: presenti il Tavolo Tecnico Transnazionale e il sindaco di Muggia

Il sindaco di Muggia Nerio Nesladek ed il Tavolo Tecnico Trasnazionale – promosso dalla Uil Vigili del Fuoco del FVG e Coordinato da Adriano Bevilacqua – hanno partecipato al “Second Workshop on Maritime Affairs in the Adriatic Ionian Macro-Region”, un workshop internazionale promosso dalla Commissione europea, dal Ministero degli Affari Esteri italiano e dalla Regione sulle politiche marittime nella Strategia per la Macroregione Adriatico-Ionica.

L’evento, che si è svolto nelle giornate di ieri e di oggi, 12 e 13 giugno 2012, alla Stazione Marittima di Trieste, annoverava tra gli obiettivi primari quello di approfondire il dialogo con i territori e i diversi stakeholder in merito alle esigenze sottese alla Strategia, nonché di ragionare sinergicamente sulle tematiche illustrate e raccogliere tutti i contributi in previsione della prossima definizione di un piano d’azione.

Oltre alla partecipazione di relatori provenienti da tutti gli Stati membri dell’area Adriatico-Ionica, l’evento vantava la partecipazione del Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri, Marta Dassù, del Commissario europeo per la pesca e gli affari marittimi, Maria Damanaki, dei Presidenti delle Regioni italiane coinvolte nella costituenda Macroregione, nonché i Ministri degli Esteri dei paesi membri dell’Iniziativa Centro Europea (InCE).

Il Tavolo Tecnico Transazionale ed il sindaco Nerio Nesladek hanno preso parte alla tavola rotonda volta alla raccolta e all’elaborazione di conclusioni e spunti per contribuire alla definizione della Strategia Adriatico-Ionica sul tema della “Protezione dell’ambiente marino e pesca”. Coordinato dal Direttore della divisione Tutela dell’ambiente marino e costiero del Ministero dell’Ambiente Oliviero Montanaro, il tavolo annoverava tra i membri Mitja Bricelj, Direttore dell’Istituto per l’Acqua in rappresentanza del Ministero della Repubblica Slovena, Maurizio Spoto, direttore della Riserva Marina di Miramare, Paola del Negro,dell’OGS, l’Ambasciatore Alessandro Grafini, segretario generale dell’Iniziativa Adriatico Ionica e Nenad Smodlaka, direttore del Centro di ricerca marina dell’Istituto “Rudjer Boskovic” in rappresentanza della Croazia.

Gli interventi dei ricercatori del Tavolo Tecnico Transnazionale  hanno evidenziato, in primis, attraverso una sintetica ma esaustiva esposizione del dott. Ing. Marino Valle, la situazione che sta attualmente coinvolgendo il Golfo di Trieste con i quattro progetti di attività a rischio di incidente rilevante sinergici tra loro. A conclusione, un interrogativo aperto ha lasciato spazio alla riflessione in relazione a quali provvedimenti si intendano adottare per evitare che la situazione segnalata degeneri in una procedura di infrazione contro l’Italia.

Lo sviluppo di una politica energetica condivisa non solo tra Italia, Croazia e Slovenia, ma anche e soprattutto coerente a livello europeo, per evitare inevitabili tensioni tra le diverse realtà confinanti e promuovere lo sviluppo armonico delle microaree nel rispetto non solo degli interessi nazionali dei singoli paesi ma anche e soprattutto di una cornice ben più grande quale l’Europa: questo alla base dell’intervento del prof. di Idrodinamica navale all’Università di Trieste Radoslav Nabergoj, che ha proposto un unico terminal marino transazionale comune ai tre Paesi localizzato in mare aperto che assicuri la condivisione degli obiettivi, la sinergia degli interessi, l’equilibrio geopolitico e l’armonia di coesistenza e collaborazione delle popolazioni dell’area.

Un invito ad un ragionamento congiunta con Slovenia e Croazia che consideri l’utilizzo di una tecnologia di rigassificazione a “ciclo chiuso” anche quello del biologo marino dott. Carlo Franzosini, che ha posto all’attenzione del tavolo le gravi conseguenze ambientali derivanti dall’uso di ingenti quantitativi di acqua di mare nel processo di rigassificazione di cui si ha prova tangibile, per esempio, sui litorali veneti, invasi da abbondanti schiume originate dagli scarichi del terminale GNL di Porto Viro. Un impianto come quello previsto a Zaule preleverebbe e restituirebbe sterile sino a 768 mila metri cubi di acqua al giorno: il volume di un edificio avente come base Piazza Unità ed alto 22 piani!

La prof.ssa di Biologia all’Università di Trieste dott. Marina Zweyer è intervenuta, infine, rimarcando come i progetti attualmente previsti nel Golfo di Trieste non siano affini al concetto di coesione territoriale, di protezione ambientale e di sviluppo economico e sociale sostenibile che sono alla base di questo workshop e che, anche in questa occasione, vedono concordi i rappresentanti dei tre Stati coinvolti.

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10 commenti a Workshop sulle politiche marittime a Trieste: presenti il Tavolo Tecnico Transnazionale e il sindaco di Muggia

  1. Avatar sfsn

    ma perchè nela cartina le marche xe in verde?

  2. Avatar Carlo

    La Regione Marche è la capofila della proposta di macroregione Adriatico-Ionica:
    http://www.balcanicaucaso.org/Cooperazione/Dalle-regioni/Macroregione-Adriatico-ionica-avviate-le-consultazioni-a-Bruxelles-94687

    …il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, nella sua veste di relatore della proposta di parere per la costituzione della Macroregione Adriatico-Ionica, le cui consultazioni sono state avviate il 23 maggio 2011 a Bruxelles.

  3. E straordinario come si riesce a parlare intorno alla pappa calda!!!

    Il Porto Libero di Trieste (PLT) è il porto focale di tutto il mediterraneo (non solo mar adriatico e ionio), e proprio questo porto che può accogliere le navi più grandi del mondo e si trova nel punto geografico più centrale per lo sviluppo economico del Centroeuropa, si trova in stato di totale abbandono.
    Perché?
    Semplicemente deve essere amministrato come dallo Strumento del PLT, Allegato VIII del Trattato di Pace con l’Italia 1947. Se questo Strumento non viene utilizzato non ci sarà nessuna PACE e sviluppo, ne per Trieste, ne per il Centroeuropa, ne per il mediterraneo, ne per il mondo intero.
    Se vogliamo rimanere impantanati per altri 58 anni, economicamente, socioculturalmente e con la sicurezza globale, basta continuare ad ignorare la legge vigente del Porto Libero e Territorio Libero di Trieste, poiché questa, vi assicuro, sarà in vigore anche tra 1 milione di anni.
    Spiacente di dover affermare che il PLT non è di proprietà dei triestini e tantomeno dei italiani o di una macro-regione adriatica, ma è di proprietà di tutte le nazioni del mondo, cosi è stato stabilito nel 1947 e cosi sia.

  4. Avatar Dario Predonzan

    “…il porto focale di tutto il mediterraneo”
    Proprio sicuro?
    Mai sentito parlare – ad esempio – di Marsiglia, Barcellona, ecc.?
    “Se questo Strumento non viene utilizzato non ci sarà nessuna PACE e sviluppo, ne per Trieste, ne per il Centroeuropa, ne per il mediterraneo, ne per il mondo intero”.
    A parte le sgrammaticature, frasi del genere non suonano un po’ ridicole? Perché ragionare – sognare – come se Trieste e il suo porto fossero il “bunigolo del mondo” non credo porti molto lontano…

  5. Dario, dici “..Trieste e il suo porto fossero il “bunigolo del mondo” non credo porti molto lontano…” forse non ti sei accorto ma tu sei rimasto indietro. O forse volevi spiegarci cosa è successo nei ultimi 2 anni con il porto?

  6. Avatar Dario Predonzan

    Meglio indietro che fuori…di testa.

  7. Mi viene il vomito ogni volta che sento parlare di un´Euroregione in cui Trieste:
    1. E´tagliata fuori dal suo retroterra naturale
    2. E´messa assieme ai porti concorrenti che ne hanno causato la decadenza
    3. E´accomunata ad economie floridissime, come Albania, Grecia, Montenegro, Calabria…

    Hanno silurato l´Euroregione vera, prima di farlo hanno inventato questa idiozia per confondere le idee ed adesso qualche mona ancora crede che Trieste ci abbia qualcosa da guadagnare.

    BOICOTTO!

  8. Avatar ufo

    Julius, scusime – ma no penso che a causar la decadenza sia stadi i porti concorenti. Gaveva ragion Vivante, diria piutosto.

  9. @ ufo. Quando Trieste era l´unuico porto dell´Austria, era ricca. Dopo il 1918 si trovo´ad essere uno dei tanti porti dell´Italia e comincio´la decadenza. Prova a dimostrare il contrario…

  10. Avatar Sandi Stark

    Nel 1947 el porto gaveva batù el record asburgico dei traffici.

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