29 giugno 2009

Resta disoccupato e si dà fuoco

Si è dato fuoco nel giardino di casa, a Fogliano. E’ accaduto nel pomeriggio di ieri: vittima un 40enne rimasto senza lavoro e assistito dai servizi sociali da alcuni mesi.
Si è trattato di un gesto disperato, secondo gli inquirenti, legato con ogni probabilità a problemi economici. L’uomo è stato visto questa mattina da alcuni operatori della società multiutilty Iris, che stavano effettuando un servizio di raccolta nella zona, nel giardino della sua abitazione, riverso a terra, privo di conoscenza, ancora vivo, ma con ustioni gravissime estese a circa il 90 per cento del corpo. E’ stato trasportato al centro grandi ustionati di Padova in gravissime condizioni.

4 commenti a Resta disoccupato e si dà fuoco

  1. Goriziano al VERDE

    I politici che ci rappresentano dovrebbero capire la reale difficoltà che un 40 enne fà a trovare lavoro, le politiche sociali per i nuovi poveri di Gorizia sono zero,fai prima a chiedere la carità oppure andare direttamente alla caritas,perchè dal comune ti senti abbandonato e quando ti và bene ti danno 200,00 euri con tre figli a carico e la moglie solo per sei mesi e ti sottolineano SUSSIDIO STRAORDINATIO!!
    PER NOI POVERI NON CI SONO I SOLDI MA PER LE OPERE PUBBLICHE Sì!
    Personalmente preferirei una strada con qualche buca che una persona che si da fuoco
    Questo gesto estremo lo capisce solo chi come me è nella stessa situazione e si sente solo e abbandonato,e sò che sono in molti che con la loro dignità stanno nel silenzio.
    Che amarezza e quanta tristezza che sto provando in questo momento.

  2. FRANCESCO MANZELLA

    Assistiamo sempre più spesso a questi episodi, dettati dalla disperazione.
    Non possiamo come società assistere impassibili a questi eventi, anche se ogni caso va analizzato singolarmente.

  3. francesco

    sono in perfetta sintonia con goriziano al verde,non per le opere pubbliche,che anche loro portano del lavoro,ma per la insensibilità di molti politici che,come ho già scritto diverse volte,loro hanno diverse entrate,e sicuramente non sono i loro problemi,bisognerebbe cambiare le regole del gioco,ma è solo questione di tempo le cose così non possono durare.Sono uno che si interessa molto delle problematiche del lavoro sopratutto per quelli che non lo hanno,per cui in parte posso capirti.I politici non sanno(o forse no)chi è senza lavoro, sopratutto chi ha famiglia perde la sua autostima e la fiducia nelle istituzioni,(e qulche volta famiglia e amici).I politici si sono dimenticati delle regole fondamentali della costituzione italiana”una repubblica fondata sul lavoro.Con il nostro gruppo ti siamo molto vicino.francesco

  4. virus

    Nella nostra nazione ancora si pensa che le leggi debbano sostenere l’ingresso nel mondo del lavoro per i giovani e possibilmente per garantire al lavoratore un posto da mantenere fino alla pensione e da garantire in ogni modo possibile, rendendo difficile per il datore di lavoro il licenziamento e garantendo tutto al lavoratore assunto a tempo indeterminato, anche la cassa integrazione o la mobilità se l’azienda per cui lavora chiude.
    Purtroppo il mondo è cambiato e per chi non appartiene a quel bel “mondo antico” c’è poco da ridere.
    Peggio di tutti sono i single dai 40 anni in su. Detrazioni zero, bollette da pagare al 100% anche se il single è ovviamente monoreddito e se perde un lavoro atipico e non rientra nella mobilità deve sostenere la concorrenza dei giovani disoccupati che offrono al datore di lavoro la possibilità se assunti di costare meno per i vari sgravi contributivi.
    In questo modo sicuramente si favorisce i giovani ma mi pare che la costituzione su questo argomento sia chiara… non si può discriminare… tutti devono avere pari opportunità… ma di fatto non è così.
    Basterebbe poter licenziare ed assumere chiunque in una settimana, non favorire nessuno con sconti contributivi e utilizzare tutte le risorse per dare almeno 800 euro a chi perde il lavoro ma obbligando il disoccupato retribuito ad accettare qualsiasi lavoro anche temporaneo e se rifiuta togliere l’assegno. Mi hanno detto che in alcuni paesi del nord europa le agenzie interinali si occupano del reinserimento del disoccupato che ha il sussidio e sono pagate per ogni inserimento.
    Penso che soluzioni di questo tipo possano far girare bene le cose.
    Ma credo che questo tipo di soluzioni i sindacati non le accetteranno mai, loro tutelano il Cipputi, il lavoratore tipico degli anni ’70.
    Scrivo queste cose con molta amarezza, quest’anno compirò 50 anni, ho un lavoro precario, sono single e so che se dovessi perderlo …
    🙁

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