20 Maggio 2009

Speciale Parco del Mare / 2: Dati, cifre e confronti

Il modello cui si guarda con interesse, speranza e forse un po’ d’invidia è Genova. Fino al 1992 il capoluogo ligure era infatti tutt’altro che una meta turistica. Poi vennero le “Colombiadi” per i cinquecento anni dalla scoperta dell’America, e con esse i soldi. 160 miliardi di lire, che i Costa convertono in «circa 70 milioni di euro attuali». Oggi l’Acquario accoglie mediamente ogni anno 1 milione e 300 mila visitatori: 17 euro il biglietto d’ingresso, più spese per souvenir e ristorante. Ogni anno circa un milione viene investito per rifare almeno una vasca ed introdurre migliorie, mentre ogni 3-4 anni si provvede ad una riprogettazione di un’area.

Per Trieste l’assessore Giovanni Ravidà ritiene realistica la soglia dei 900 mila ingressi all’anno: si prevedono biglietti di 15 euro per gli adulti, da incrementarsi a 15,50 dopo i primi tre anni (16 dal sesto all’ottavo, 16,60 nono e decimo), così da rientrare dalla spesa in dieci anni. Ma se, chissà perché, andasse male? Solo stando sotto i 500 mila visitatori si andrebbe certamente in passivo. Già oggi però Trieste accoglie 300 mila turisti ogni anno, senza l’acquario: va detto che molti sono congressisti… Certo è che il Parco del Mare non dovrà restare una cattedrale nel deserto, ma fare da volano a «una proposta culturale e turistica di prim’ordine, dalla qualità urbana di una città pedonalizzata e brulicante, dall’identità di una Trieste fervida, ricca di talenti, ricercatori e studenti, di Bavisele e di Barcolane e di botteghe artigiane in Cittavecchia».

Il progetto è ambizioso e vale la pena crederci. Tenendo tuttavia a mente i dati sconfortanti presentati dall’assessore al Bilancio. Il censimento del 2001 parlava di un 53,6% di popolazione non attiva, cioè non propriamente “brulicante” e “fervida”. Nel 2007 avevamo il 26,15% di ultrasessantacinquenni, contro una media nazionale del 19,9%, con una popolazione giovanile (0-29) del 22,76%, mentre in Italia – Paese a crescita zero – è del 30,6%. Dall’acquario ci possiamo attendere un miracolo del genere? Ultimo dato, abbiamo la più bassa propensione all’impresa di tutto il Paese, provincia per provincia.

Fabio Omero, sul suo blog, metteva in allarme citando il caso di Lisbona (e Lisbona è Lisbona): l’Oceanografo attira ogni anno 1 milione e 200 mila visitatori, e quasi solo nei mesi estivi. Omero inoltre avvertiva, commentando su bora.la, che l’ufficio turistico di Valencia stimava di accogliere nel 2007 due milioni di turisti. Se l’Aquario di Genova conta su 1 milione e 300 mila visitatori all’anno, l’Ufficio del Turismo di Valencia calcolava di raggiungere nel 2007 i 2 milioni di turisti in totale. Valencia, è bene ricordarlo, ha il Parco Oceanografico Universale; e, fra l’altro, il cinema planetario “Hemisferic”, quello con lo schermo IMAX Dome di 900 mq, ed il museo delle scienze “Principe Felipe” di 40 mila mq (praticamente quattro volte il Parco del Mare di Paoletti). Ma soprattutto Valencia nel 2007 ha ospitato l’America’s Cup. Due milioni di turisti nel 2007, con tutta ‘sta roba: noi puntiamo a 900 mila con acquario e Barcolana…

Se tutto andrà bene come ci dicono, cominceremo a vedere qualcosa a partire dalla primavera del 2010.

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