2 Febbraio 2016

Acclamazioni per la Norma al Teatro Verdi di Trieste

el sunto Il 29 gennaio è ripresa la stagione operistica del Teatro Verdi di Trieste con la messa in scena della " Norma" di Vincenzo Bellini

di Flavia del Ben

Il 29 gennaio è ripresa la stagione operistica del Teatro Verdi di Trieste con la messa in scena di uno tra i più rappresentativi e affascinanti titoli del repertorio belcantistico ovvero il melodramma ” Norma” di Vincenzo Bellini. Opera in due atti su libretto di Felice Romani, tratto dalla tragedia “Norma, ou l’Infanticide” di Luis-Alexandre Soumet.

Era il 1831, Bellini aveva 30 anni quando in soli tre mesi compose Norma la sua ottava opera. Di lì a quattro anni, dopo la stesura dei Puritani, morirà a Parigi.
La prima rappresentazione assoluta del melodramma fu alla Scala di Milano il 26 dicembre 1831 con un clamoroso fiasco, dovuto probabilmente alla linea compositiva scelta dall’autore che privava il finale del primo atto del “concertato” con la presenza in scena del coro e degli interpreti com’era consuetudine all’epoca. Bellini spiazzò il pubblico terminando l’atto con un terzetto.

La vicenda si svolge nella Gallia invasa dai Romani, la sacerdotessa Norma, figlia di Oroveso capo dei Druidi, è stata segretamente sedotta da Pollione proconsole Romano dal quale ha avuto due figli custoditi dalla fedele Clotilde all’insaputa di tutti.

L’ultima rappresentazione della Norma al Verdi risale al 2009. Ma come non ricordare che nel lontano 1953 ad emozionare il pubblico triestino con il capolavoro Belliniano ci fu un cast indimenticabile: Maria Callas, Elena Nicolai, Franco Corelli e Boris Christoff. E’ superfluo ricordare che Norma fu uno dei cavalli di battaglia della Divina, tant’è che grazie alla sua interpretazione si riportò l’opera sulle scene e si coniò il termine di “soprano drammatico d’agilità”.
L’allestimento di questa magnifica Norma è lo stesso che venne creato per il Petruzelli di Bari nel 1991 prima dell’incendio che distrusse il teatro, in coproduzione fra la fondazione Teatro Lirico Verdi di Trieste, la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzelli e Teatri di Bari.
Interessante la scenografia di Pier Paolo Bisleri e Mario Schifano che è composta da pochi elementi, senza sovrapposizioni, blu, notturna perché l’azione si svolge di notte, dove gli spazi vengono movimentati con pochi elementi classici bianco- marmorei a indicare la Roma di Pollione. Di grande impatto anche i fasci di luci che giocano un ruolo fondamentale sulla scena. I costumi di Giovanna Buzzi, molto sobri, (le donne indossano dei pepli bianchi) bene si amalgamano all’insieme scenico.
La regia è di Federico Tiezzi, ripresa magistralmente da Oscar Cecchi che fa degli interpreti quasi dei “tableaux vivants” con il risultato di infondere allo spettatore maggiore drammaticità.
La produzione si è rivelata di eccellenza anche sul piano musicale, a cominciare con la bella prova del coro istruito dal maestro Fulvio Fogliazza.
La concertazione corretta e trasparente del Maestro Fabrizio Maria Carminati ottiene risultati eccellenti dall’ orchestra del Verdi che ha dato il meglio di sè, fin dalla celeberrima sinfonia iniziale.
Il punto di forza del cast sono le donne: Marina Rebeka nel ruolo di Norma e Anna Goryachova in quello di Adalgisa. Per Marina Rebeka, soprano di fama internazionale, questo è un doppio debutto. Di provenienza belcantistica, la sua interpretazione ha incantato, emozionato e conquistato il pubblico del Verdi. Dotata di agilità e drammaticità vocale, di presenza scenica e di carisma, ha focalizzato l’uditorio su di sé per tutta la recita. Scrosci d’applausi dopo la più nota cavatina dell’opera: “casta diva”.
Anna Goryachova nel ruolo di Adalgisa si è dimostrata un soprano di raro spessore musicale e scenico, con padronanza assoluta del personaggio. Sono struggenti i duetti Adalgisa-Norma, per non parlare della scena ultima con il ” Deh! non volerli vittime” dove Norma si rivolge al padre, scalfisce il cuore… Il finale è fortemente emozionale, anche per la scelta scenica, che non rivelerò ma invito tutti ad andare a vedere quest’opera anche perchè non so quante altre occasioni avremo di sentire la signora Rebeka. Con Norma sarà al Metropolitan di New York.
Ricordo gli altri interpreti, tutti bravi ma sicuramente oscurati dalle donne: Pollione: Sergio Escobar, Flavio: Motoharu Takei, Oroveso: Andrea Comelli, Clotilde: Hanna Yevtiekhova.
Si replica fino al 6 febbraio.

Flavia Del Ben

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