25 Novembre 2014

Per le famiglie italiane meno feste e più diritti

el sunto Ha senso istituire l'ennesima festività, invece di pensare a nuove forme di tutela che non discrimini nessun tipo di famiglia e che tenga conto dei di

Famiglia naturale vs famiglie. Se n’è discusso ieri sera in aula del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, quando è stata respinta con 22 voti contrari e 7 a favore una mozione depositata dai consiglieri Barbara Zilli (LN) e Claudio Violino (Misto) che impegnava la Giunta a individuare una data per celebrare la festa della famiglia naturale,  cioè quella fondata sull’unione fra uomo e donna, promuovendone direttamente e indirettamente attraverso scuole, associazioni ed Enti locali la valorizzazione dei principi culturali, educativi e sociali. La stessa mozione chiedeva al Governo centrale la non applicazione del documento standard per l’educazione sessuale in Europa, redatto dall’ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità.

“La Lega protegge la famiglia, Pd e grillino la vogliono distruggere“. Così Barbara Zilli, consigliera regionale della Lega Nord in aula, specificando però che nel contempo biasima e condanna “qualunque episodio di intolleranza nei confronti anzi sono la prima sostenitrice del principio dell’equità sociale.”

Nessun problema a  tutelare maggiormente la cosiddetta “famiglia naturale”, ovvero quei nuclei familiari composta da padre, madre (legalmente sposati) e prole. Che ne facciamo però delle famiglie monogenitoriali, dei padri e delle madri single, delle coppie di fatto, che siano esse di sesso diverso o dello stesso sesso?

Un caso che la mozione sia stata discussa pochi giorni dopo la manifestazione delle Sentinelle in piedi in Piazza Sant’Antonio?  Che vi sia dietro tutto ciò una vera nostalgia per la famiglia tradizionale e non un modo per attirare quegli elettori che fino a dieci anni fa avevano un partito che rappresentava i valori tradizionali?

La realtà che viviamo nel quotidiano però è ben lontana da quella dipinta dalla mozione dei consiglieri Zilli e Violino. I dati statistici  e questo dossier ci mostrano un’Italia diversa, dove ci si sposa sempre di meno, dove si fanno sempre meno figli e dove aumentano i nuclei famigliari che non si ispirano ai valori del matrimonio tradizionale. Alla luce di questi dati avrebbe ancora senso istituire l’ennesima festività, invece di pensare a nuove forme di tutela che non discriminino nessun tipo di famiglia e che tengano  conto dei diritti civili?

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4 commenti a Per le famiglie italiane meno feste e più diritti

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