6 Febbraio 2013

Giorno del ricordo: il programma delle celebrazioni a Trieste

E’ stato presentato nel Municipio di Trieste il porgramma delle celebrazioni per il “Giorno del Ricordo”. La cerimonia solenne si svolgera’ domenica 10 febbraio, alle ore 10.00, alla Foiba di Basovizza. La ricorrenza e’ stata istituita dal Parlamento italiano nel 2004, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano dalmata e delle vicende del confine orientale del secondo dopoguerra.

Alla Foiba di Basovizza, sara’ presente un picchetto della scuola militare ”Nunziatella” in divisa storica. Dopo l’ingresso dei gonfaloni e l’alzabandiera, sara’ celebrata la Santa Messa, con la lettura della ”Preghiera per gli infoibati” e gli interventi delle autorita’. Sara’ questo il momento centrale del programma messo a punto da Comune e Provincia di Trieste, Comitato per i Martiri delle Foibe e dalle diverse Associazioni e realta’ legate al mondo degli esuli istriani fiumani e dalmati.

Sul significato del ”Giorno del Ricordo”, sulla volonta’ di superare le antiche ferite e di costruire un futuro migliore per le giovani generazioni si sono soffermati in particolare il vicesindaco Fabiana Martini e il presidente della Provincia, Maria Teresa Bassa Poropat, che ha anche presentato il nuovo depliant realizzato per far conoscere il significato del monumento, realizzato nel 2010 nella zona ”delle Noghere”, in memoria dell’esodo. Il presidente della Lega Nazionale Paolo Sardos Albertini ha parlato del forte impegno profuso anche prima del 2004, ricordando che quest’anno sara’ possibile raggiungere la Foiba di Basovizza con un servizio pullman che partira’ alle ore 9.20 di domenica 10 febbraio.

Tag: , .

Un commento a Giorno del ricordo: il programma delle celebrazioni a Trieste

  1. effebi ha detto:

    Proiezione del film-documentario:

    “NAPUSTENI GRAD – THE ABANDONED TOWN”

    Il film ideato e diretto da Magadlena Piekorz è stato prodotto dalla “Factum” una casa di produzione cinematografica di Zagabria. Nell’anno 1997, a Grisignana si svolse un laboratorio cinematografico internazionale organizzato dalla stessa casa di produzione per quegli studenti che volevano intraprendere la carriera cinematografica. La giovane regista polacca, che ebbe occasione di partecipare a questo corso, scelse di sviluppare il suo lavoro raccontando delle vicende dell’esodo ed in particolare dell’abbandono di Piemonte d’Istria attraverso la figura di Gigi, il campanaro del paese.

    Nel documentario, un giovane croato che funge da guida ed intervistatore dei protagonisti della storia dialoga con Gigi tra i vicoli del paese e cerca attraverso le parole del campanaro di capire il perché di quell’abbandono così cruento, così straziante. Il giovane croato pone delle domande ma non a tutte il nostro vecchio campanaro, come le altre persone rimaste, riescono a dare piena risposta così l’intervistatore decide di spostarsi oltre confine per arrivare a Trieste dove la maggioranza dei piemontesi che lasciarono il paese si erano trasferiti dopo la fine della seconda guerra mondiale.

    Inizia così un dialogo a distanza tra Gigi che è rimasto in paese e i piemontesi della nostra Comunità che furono costretti ad andarsene e che al giovane croato raccontano la loro storia, la loro vicenda, la loro verità.
    Alla fine, con le risposte cercate, questo giovane croato ritorna in paese, a Piemonte, consapevole che a causa di quelle ancorché lontane ferite il paese rimarrà purtroppo abbandonato ancora forse per molto, con un destino quasi segnato. Un paese senza la sua anima, senza la sua gente. Un anima senza il suo paese, senza il suo corpo. Un corpo, il paese di Piemonte d’Istria che attraverso la campana della sua più vecchia chiesa sembra però ostinatamente lanciare ancora un richiamo alla sua anima lontana.

    Questa la motivazione della giuria del festival Videopolis di Padova ( Folco Quilici, Claudio G. Fava tra i componenti ) che ha voluto premiare l’opera di una regista dalle origini così lontane dalle nostre vicende ma molto attenta , pronta e sensibile a coglierne gli aspetti :

    “All’interno di una sezione ricca di opere di particolare talento, la giuria ha inteso premiare la sintesi poetica con cui l’autrice ha saputo recuperare una toccante testimonianza individuale come paradigma della ben più vasta tragedia delle popolazioni istriane”.

    The abandoned town – Napusteni grad – Il paese abbandonato

    Scritto e diretto da Magdalena Piekorz.

    Casa di produzione Factum Zagabria.

    Premi:
    1 premio – 2002 International Croatian Film Festival – Zagabria
    1 premio – 2003 Festival Internazionale Videopolis – Padova

    Pubblicato dalla Regione Veneto (Festival Videopolis di Padova) e da Factum Zagabria (con la promozione del Ministero della Cultura della Croazia)

    ———————————-
    Mercoledi 13 febbraio ore 17.30

    Presso:
    Associazione delle Comunità Istriane
    Via Belpoggio 29/1 Trieste
    -ingresso libero-

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *