5 Novembre 2011

Verso la nascita della prima classe trilingue con insegnamento in italiano, sloveno e tedesco

“Esco-Educare senza confini” è il nome del progetto che giungerà alla creazione di una rete formativa trilingue in italiano, sloveno e tedesco.

L’assessore regionale all’Istruzione e alla Ricerca, Roberto Molinaro, ha firmato oggi a Malrborghetto una lettera d’intenti assieme al vicepresidente e assessore all’Istruzione della Carinzia, Uwe Scheuch, ed al rappresentante del Governo sloveno, Roman Gruden, per il sostegno della formazione trilingue e trilaterale, anche attraverso la costituzione di una classe scolastica trilingue, “di Alpe Adria”.
Viene proseguito, in tal modo, l’analogo percorso che ha già avuto un efficace riscontro nell’esperienza delle scuole materne delle tre realtà contermini, denominato “A tre mani”.

“Lo scopo del documento siglato oggi – ha spiegato Molinaro – è quello d’imprimere un salto di qualità ai progetti di formazione transnazionale e di segnare una tappa fondante che consentirà di passare alla fase costitutiva della rete formativa trilaterale, per pervenire anche al riconoscimento di un titolo di studio internazionale”.
Per l’assessore regionale, l’accordo odierno intende dare continuità al lavoro già intrapreso attraverso la collaborazione transnazionale, raccordando in un’unica strategia i diversi progetti e programmi delle tre realtà, nel contempo valorizzando lo scambio delle conoscenze tra le tre Nazioni, anche mediante una “contaminazione” delle esperienze maturate dai diversi sistemi educativi. Per dare concretezza rapidamente a tali propositi sarà costituito un gruppo di lavoro transfrontaliero.

Nell’occasione dell’odierno incontro promosso dall’assessore Molinaro, ha avuto anche luogo una riunione di una settantina di rappresentanti del mondo scolastico di Friuli Venezia Giulia, Carinzia e Slovenia, proprio allo scopo di individuare le basi di un percorso scolastico trilingue. Prima della stipula dell’accordo, dopo il saluto del sindaco di Malborghetto Alessandro Oman, Patrizia Pavatti, della direzione Istruzione, Università e Ricerca della Regione, ha osservato che il futuro europeo plurilinguista sarà garantito solamente se l’intera dimensione della formazione sarà condivisa e partecipata: in tal senso, un esempio concreto potrà essere rappresentato rappresentato dalla costituzione di una classe scolastica in cui gli allievi parlino ed utilizzino le lingua italiana, tedesca e slovena.

638 commenti a Verso la nascita della prima classe trilingue con insegnamento in italiano, sloveno e tedesco

  1. Paolo Geri ha detto:

    Benissimo. Le tre lingue parlate da piccolo in famiglia. Quello che mi disturba un po’ è l’ assenza di Trieste pur con tutto il rispetto per il Sindaco di Malborghetto. Anche nella nostra città un po’ di “trilinguismo” come era in tempi lontani non farebbe male.

  2. Mauricets ha detto:

    preferisco la scuola trilingue.

  3. dultan ha detto:

    grandi

  4. maja ha detto:

    non sarebbe una novità.
    le classi trilingui ci sono già presso il ginnasio sloveno di celovec (klagenfurt).
    si chiamano Kugijev razred (la classe di Kugy).

  5. arlon ha detto:

    IERA ORA. E desso anche a Trieste, grazie.
    Che serviva.. l’altroieri.

  6. mutante ha detto:

    grande idea!

  7. maja ha detto:

    non per far polemica, però i me disi che con l’autonomia scolastica ghe saria *za* la possibilità de studiar anche sloven o tedesco (o altre lingue) anche nele scole italiane.
    non come lingua veicolare, certo, ma come lingua straniera, però saria za un inizio.
    se no i lo fa, vol dir che no ghe xe richiesta e/o volontà.

  8. Jasna ha detto:

    @maja n. 8
    Infatti io alle medie ho fatto tedesco come prima lingua straniera e inglese come lingua “sperimentale” (così classificata, credo fosse un modo come un altro per inserirla nel programma).

    Bellissima la scuola trilingue, mi mangio le mani per non aver avuto la possibilità di fare un’esperienza del genere.

  9. chinaski ha detto:

    poi bisognera’ vedere se la faranno davvero, perche’ qua, a furia di tagli, mi sa che fra poco a scuola resteranno solo le ore di religione.

  10. Mauricets ha detto:

    la miglior cosa, le famiglie scelgono liberamente. in questo modo chi è veramente interessato deve essere sostenuto, altro che tagli!!!

  11. Jasna ha detto:

    @11 …e soprattutto, se portato a livelli più alti di istruzione, permetterebbe di aggirare le scuole private (superiori) che offrono questo tipo di insegnamento.

  12. Stefano Bertuzzi ha detto:

    Davvero ottima iniziativa che mi auguro che venga replicata e incentivata. Tra l’altro un mio personale pensiero è che più lingue si imparano in età scolare e più i giovani saranno pronti per questo mondo dove le opportunità vanno cercate spesso lontano da casa.

  13. Kat ha detto:

    ottimo. dovrebbe esserci in tutte le scuole dell’alpeadria questa opzione.

    inoltre io propongo di inserire il mandarino come lingua facoltativa

  14. Mauricets ha detto:

    la libertà e la possibilità di apprender sono sempre le benvenute.

  15. bona lama ha detto:

    ottimo in teoria ma a fare le divisioni si insegna in che lingua? Se si parla di storia si può insegnare ogni giorno in lingua differente ma aritmetica e geometria?

  16. Julius Franzot ha detto:

    Ottima cosa, finalmente fatti concreti. Capisco i dubbi del commento 16 e non ho una risposta. Sarebbe interessante sapere come risolvono il problema alla scuola Kugy di Klagenfurt.

  17. dimaco ha detto:

    mia fia fa le scole superiori a gorizia. la va al gregorcic e li studia sloven, talian, tedesco e inglese. ai miei tempi al Cnkar se studiava anche il serbocroato.

  18. Tergestin ha detto:

    @ Chinaski 10

    Questa xe grandiosa! 😀

  19. Fiora ha detto:

    @2 Giusto P.G.! E sarebbe questo il modo più intelligente e utile di riesumare la Defonta!

  20. Fiora ha detto:

    @10 “… ora di religione” facoltativa e cussì a parte l’oto per mile de chi che la vol, per la scola no ‘cori più bori, ah Chi?! 😀

  21. dimaco ha detto:

    te ga ragion suor gertrude

  22. Franca ha detto:

    Mi la farìa pentalingue col furlan e l’magiaro. ‘na confuzion pe i muleti!

  23. dimaco ha detto:

    niente lanfur che no servi. il magiaro però no se sa mai che podessi tornar a servir se tachemo de novo le teste ala galina

  24. Jasna ha detto:

    Dimaco la differenza con la scuola di tua figlia (credo eh) è che in questa scuola trilingue non si insegnano 3 lingue come materia, ma si utilizzano per fare le materie.

    Alle scuole slovene mi risulta che la lingua di insegnamento sia lo sloveno, poi a parte si fa l’ora di inglese e quella di tedesco. Come in quelle italiane, con la differenza che la lingua veicolare è l’italiano.

  25. bruno ha detto:

    ma cossa lingue!? che i ghe insegni ben a marciar insieme ai bersaglieri, cavarse le braghe davanti alla pulia e combinarse de paiazzi durante le manifestazioni…tutto questo in tre stati differenti.

  26. dimaco ha detto:

    la lingua veicolare è lo sloveno come dici tu jasna.

  27. maja ha detto:

    una scuola bilingue (l’unica in regione) c’è a san pietro del natisone (špeter slovenov).
    entrambe le lingue sono usate come lingua veicolare.
    lo stesso sistema viene usato anche nelle scuole bilingui del prekmurje sloveno, dove vive la minoranza ungherese.
    (http://books.google.it/books?id=x1aw6j7xHpwC&pg=PA113&lpg=PA113&dq=bilingual+education+prekmurje&source=bl&ots=HT9_ac0mRm&sig=stbRz7E2kWZOxZ90MHG9PZ2CZlI&hl=it&ei=zz-1TufnH46h-QaZvImFBg&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=2&ved=0CCYQ6AEwAQ#v=onepage&q=bilingual%20education%20prekmurje&f=false)

  28. Mauricets ha detto:

    anche questa è una buona idea.
    due lingue veicolari in zona di ts sarebbe una buona idea.
    la preferisco all’ipotesi di una, sia essa italiana o slovena.

  29. giorgio (no events) ha detto:

    bellissima iniziativa. Ancora oggi a Trieste non c’è una scuola pubblica italiana in cui si possa imparare lo sloveno come seconda lingua.

  30. maja ha detto:

    si tratta di due cose diverse, mauricets.

    le scuole slovene ci sono per tutelare la minoranza; per dare l’opportunità agli appartenenti della minoranza di studiare e di socializzare in quella che si suppone essere la loro lingua madre.
    non è una questione di ghettizzazione.

    anch’io sarei favorevole all’istituzione di scuole bilingui a trieste.
    non le sceglierei per i miei figli, ma molti altri lo farebbero volentieri, credo.

  31. maja ha detto:

    giorgio

    c’è: la rismondo.

  32. Mauricets ha detto:

    io credo che l’ideale sia:
    scuola con una lingua veicolare (italiano o sloveno) piu una scuola con due lingue veicolari (italiano piu sloveno)
    in questo modo, liberamente, le famiglie posso avere queste altrnative:
    1 scuola di lingua italia
    2 scuola di lingua slovena
    3 scuola di lingua italiana – slovena

    si potrebbe anche fare la tri lingue.
    ma credo che con i tagli alla scuola siano discorsi difficili.

  33. giorgio (no events) ha detto:

    @ maja
    grazie, ma ormai nè io nè mio figlio siamo in età scolare, sarà per il nipote…

  34. maja ha detto:

    i tagli, appunto.
    dovessimo occuparle noi genitori le scole, altroché.

  35. Mauricets ha detto:

    35maja
    tutto contro i cittadini, se non si puo scegliere liberamente non vi è democrazia.
    perchè una famiglia che si sente a meta tra due culture è obbligata sceglierne una a discapito dell’altra?

  36. maja ha detto:

    cussì xe, mauri.
    per mi no xe un problema, ma magari per ti sì.

    cmq, se volemo semplificar: nei matrimoni misti la scuola slovena no implica rinunciar alla parte italiana, viceversa, la scelta dela scola italiana nela maggior parte dei casi porta a una perdita totale della lingua slovena.
    se la lingua resta solo nell’ambito famigliare, la sparisi nell’arco de qualche generazion.
    me par che no sè pochi qua che la gavè persa per strada.

  37. Jasna ha detto:

    Esatto maja, io sono una di quelli. Nonna che parlava sloveno, papà che parla dialetto sloveno (ma lavora con croati e serbi, e mescola), figli che non parlano neanche dialetto goriziano.
    Ma la nuova generazione è stata spedita alle scuole slovene! :] almeno qui non siamo sfigati come a Bolzano, dove questa possibilità non l’avremmo avuta

  38. Mauricets ha detto:

    appunto, per questo se ci fosse stata una scuola con due lingue veicolari certamente i miei me l’avrebbero fatta frequentare. e io avrei fatto ugualmente questa scelta per mio figlio.

    mancando la scelta “mediana” propendo per quella italiana.

  39. Giampaolo Lonzar ha detto:

    @@@ VARI – toh! i se ga inventa’ L’Austria -Ungheria

    Dopo 94 anni!!!l’ultimo in famiglia mia la ga fata nel 1917.

    Par un programa TV ” NON E’ MAI TROPPO TARDI”

  40. Mauricets ha detto:

    interessante articolo per chi interessato ai problemi scolastici:

    In un confronto fra 57 paesi i nostri quindicenni (unici) risultano al 33° posto come competenza linguistica, al 38° per abilità matematica

    http://27esimaora.corriere.it/articolo/svantaggi-e-costidel-figlio-unico-%E2%80%9Call%E2%80%99italiana/

  41. Giampaolo Lonzar ha detto:

    @@@ VARI – Io ho 5 nipoti, quasi tutti hanno fatto gli anni di asilo ed elementari scuole slovene.
    Poi per le medie ,per questioni logistiche si e’ interotto l’uso. Ma dato che abitano in zone dell’altipiano le amicizie son rimaste e continuano a praticare.

  42. maja ha detto:

    ognidun fa le sue scelte mauricets.
    ti te ga fato la tua.
    però no xe escluso che un giorno tuo fio no te dirà: ma perchè, papà?
    (no te biasimo, eh. digo solo che a differenza de un tempo ste robe succedi sempre de più.)

  43. Giampaolo Lonzar ha detto:

    @41 MAURICETS – Non occorre guardare i 15enni,
    anche tra gli adulti quelli che parlano due lingue ,bilingui locali a parte,sono pochi,
    3 lingue pochissimi.

    I miei nonni erano privilegiati, comunque io ho spiegato ai miei nipoti un concetto semplice :
    Se da Trieste vai a Vladivostock verso est ti serve una lingua slava, se vai verso Ovest ti serve L’Inglese ,una lingua neolatina la sai gia’ pertanto studia Sloveno ed Inglese.

  44. Mauricets ha detto:

    a certamente potra succedere, ma spero lui abbia piu opzioni disponibili in futuro. magari sposera una slovena e fara una scelta diversa.

  45. Jasna ha detto:

    @44 Giusto ragionamento, ma lo sloveno non è una lingua per viaggiare… direi piuttosto un’ottima base per il russo, il serbo o altre lingue slave più parlate. Senza dimenticare che è una scelta intelligente (secondo me anche ovvia, ma magari non per tutti) per chi vive nella nostra regione.

  46. Giampaolo Lonzar ha detto:

    @46 MAURICETS – l’abilita’ matematica per gran parte degli Italiani e’ un problema veramente.
    Io lavoro con le navi e sempre piu’ eqwuipaggi sono misti e gli orientali sono sempre piu’ presenti.
    Sulle navi dove il Commissario se e’ orientale ,la contabilita’ che poi, e’ piu’ aritmetica che matematica ,viene eseguita anche nel 50%del tempo piu’ veloce di navi con Commissari caucasici e senza errori.
    E’ una cosa che mi sta lasciando sempre piu’ perplesso.

  47. Mauricets ha detto:

    in effetti è così.
    sarebbe da studiare, senza pregiudizi, gli altri sistemi scolastici. e prenderne le parti buone.

  48. Mauricets ha detto:

    nel mio piccolo posso dire che in genere gli operai provenienti dalla exyugo ne sanno piu di noi in matematica, aritmetica e geometria.

  49. Giampaolo Lonzar ha detto:

    @46 JASNA – E’ chiaro che e’ un elemento di accesso, io lavoro con le navi e’ conosco il croato, cosa che mi e’ stata di grande aiuto sia con bulgari,russi,ucraini. Anche viaggiando in Cechia,Slovacchia, Russia con quelli che non sapevano Inglese e/o Tedesco ci si riusciva a capire.
    Un po’come chi non sa Spagnolo , con l’Italiano uno si destreggia all’inizio abbastanza bene se poi lo studia il passo e’ breve.

  50. Mauricets ha detto:

    50Giampaolo Lonzar
    è vero, la figlia di un mio collega essendo serba, ma ha fatto le superiori e l’universita a ts (ingegneria edile), è stata assunta dalla rizzani, destinazione russia. conoscere il cirilico è stato fondamentale.

  51. Giampaolo Lonzar ha detto:

    @ 49 MAURICETS – e gli impiegati al computer !!!

  52. Fiora ha detto:

    @50 forse parlando dell’importanza del conoscere le lingue ,resto In T., dei! 🙂
    Giampaolo a me per nell’imparare lo Spagnolo, l’Italiano ha remato contro…
    Con la sicumera del “tanto xè là e là” sono incappata in tanti “falsi amici” che mi portavano a sbagliare, producendomi in effetti comici… 🙁
    Mentre con l’Inglese e il Francese la diversità e le eventuali vaghe analogie non mi fuorviavano.

  53. massimo p ha detto:

    @ Maja: solo per precisar “špeter slovenov” xe la direta traduzion del nome San Pietro degli Slavi

  54. maja ha detto:

    massimo #54

    lo so. ma ufficialmente si chiama san pietro al natisone. resta San Pièri dai Sclavòns in firulano, però.

  55. maja ha detto:

    firulano 🙂

  56. Sandi Stark ha detto:

    Voi ridè, ma la scorsa estate a Pècs (Hungaria) xe confluidi tutti i studiosi de multilingismo del mondo, a studiàr la politica multilingue asburgica, nella fattispecie la tutela dei diritti delle minoranze. Per farvela curta, ogni suddito de l’Impero gaveva diritto de avèr una scola nella propria lingua madre entro 7 km de distanza da casa. E iera cussì, solo in qualche posto remoto come la Bosnia, no i rivava a rispettàr i 7 chilometri e iera ancora qualche analfabeta.

    L’AU iera 200 anni avanti, ma no i iera ancòra rivài al concetto de scòla multilingue, unico rimedio nei posti misti, per evitàr i nazionalismi linguistici. Me sembra semplice: se tutti conossi le lingue dei altri, se tutte le lingue xe paritarie e parificate, nissun poderà mai più lamentarse de “quei altri”, nissun poderà sentirse vittima de ingiustizie e nissun poderà dir che qualchidùn se aprofitta de le tutele.

    Xe del tutto diverso dalle scòle slovene, che no le risolvi un semplicissimo problema: i “bilingui perfetti”, o mejo i fiòi dei matrimoni misti dove ogni componente de la famiglia ghe parla sempre e solo nella propria lingua. Le scòle slovene induci i fiòi dei matrimoni misti, a dover sceglier se stàr de una parte o de quel’altra, e questa xe un’atrocità, meno pezo de l’assimilaziòn ma comunque ingiusta.

    In diversi posti in provincia de Gorizia, nella stessa famiglia xe 3 lingue madri: furlàn, slovèn e italiàn. E fin poco tempo fa ghe ne podeva esser anche 4 o più. 3 lingue madri, 3 identità familiari. Costringer una persona ad una scelta, a privilegiàr una parte della propria identità linguistica e culturale, xe una violenza.

    Unico rimedio, el bilingismo. E ancora mejo el trilinguismo e quadrilinguismo. Go conossù mi, un muleto de 4 anni che parlava 4 lingue; mami e papi sloven e italiàn, nonni uno tedesco e l’altro inglese. A scòla, i ghe gavessi fatto studiàr una quinta lingua. E adesso xe anche i fiòi adottai, esempio: mama e papà italiàn e slovèn, el fio xe indiàn o ispanico, ma el va alla scòla slovena.

    I fiòi no ga limiti de apprendimento contemporaneo delle lingue, e prima se comincia mejo xe, bisognassi fàr da l’asilo nido. In Canada xe stài analizzài casi de 7-linguismo, de più no se sà perchè no i ga trovà dei campioni de 8-linguismo perfetto.

    I fioi bilingui e trilingui, i ga una marcia in più, xe dimostrà che i ga dei QI superiori ai monolingui e che i xe più svèi nella maggior parte delle attività didattiche. Chi pensa in varie lingue, dopra el codice più appropriato per archiviàr i pensieri nel zervèl: de solito i bilingui italiani dopra l’italiàn per i sentimenti dove xe più ricchezza lessicale e la lingua slava o tedesca per le robe pratiche e tecniche, ma anche per dei concetti come ad esempio Heimat e Vaterland che in italiàn xe confusi nella parola Patria. Oppùr Dom e Hisa, che in italiàn xe confusi nella parola Casa.

    Za questo banale esempio, dovessi far pensàr de la ricchezza culturale e de pensiero, che el bilinguismo ghe regàla a una persona.

    Altro esempio banale, xe osservàr come comunica tra de lori due “bilingui perfetti”… i cambia codice a seconda de come se sposta el discorso e l’umòr de la conversaziòn, per esser più precisi, più divertenti, più allusivi, eccetera.

    Se xe de far vitz, dopràr i più complicati zoghi de parole de due o tre lingue, xe de una comicità grandiosa. Robe che i monolingui no pol capìr, e tanto meno i nazionalisti linguistici.

    Ma conossendo le lingue anche se sparagna: l’ammiraglio Haus a Pola, leggeva tutti i giornài del mondo meno quei giapponesi e cinesi. I altri spendeva capitài per i traduttori, e i gaveva le informazioni dopo 3 giorni. I ufficiài della nostra Marina conosseva in media 6 lingue, i doveva savèr tedesco, italiàn, croato, ungherese, francese e inglese. Metti caso che uno iera ceko, rumèn o polacco, ed ecco che el saveva 7 lingue.

    Mio nonno saveva 8 lingue. El iera partì militàr conossendo italiàn, slovèn e tedesco. Diventando istruttòr, el doveva conosser le altre, e iera corsi de insegnamento talmente pratici, che i uficiài che ghe fazeva i esami, i ghe palava nei vari dialetti per vedèr se el sarìa sta in grado de capìr i soldài che el doveva addestràr. Un umile fabbro, eh? Niente de speciale.

    Mia bisnonna conosseva 5 lingue: slovèn, italiàn, tedesco. In collegio delle Alesandrinke i ghe gaveva imparà inglese e turco. Una bambinaia eh? Niente de speciale.

    Dio mio cossa che gavemo perso coi ‘taliàni…

  57. Luigi (veneziano) ha detto:

    @ Sark

    “ogni suddito de l’Impero gaveva diritto de avèr una scola nella propria lingua madre entro 7 km de distanza da casa. E iera cussì, solo in qualche posto remoto come la Bosnia, no i rivava a rispettàr i 7 chilometri e iera ancora qualche analfabeta.”

    Ebbene: in Dalmazia esisteva una sparsa minoranza italiana, che più o meno a partire dal 1880 non ebbe più NESSUNA scuola pubblica in lingua italiana, salvo che a Zara.

    Dice: ma quanti italiani vuoi che ci fossero?

    Tanto per dirne una, a Spalato ce n’erano cira 2000. La scuola più vicina nella propria lingua era a circa 150 km di distanza.

    Perché questo fatto? Perché il signor Stark non sa che la politica scolastica a quel tempo era decisa a livello locale (comune), a livello di circolo (gruppo di comuni) e a livello di Land (nel caso in specie: il regno di Dalmazia). E quindi che ti capitava? Che a livello locale la maggioranza era croata, a livello di circolo croata, a livello di regno croata, e quindi questi si rifiutarono di aprire scuole pubbliche italiane.

    Che successe allora? Successe che PRIVATAMENTE vennero aperte delle scuole in lingua italiana, da parte della Lega Nazionale.

    Tutto ciò è noto da moltissimi anni, a tutti quelli che hanno studiato la politica scolastica imperiale.

    Chissà se adesso lo imparerà, e chissà se imparerà anche una cosa POSITIVA che ancora ignora, e cioè che esistevano PURE le scuole bilingui PRIVATE, nell’impero (cosa che egli esclude).

    Per esempio: nel Margraviato dell’Istria ne esistevano 11: 10 miste lingua croata/lingua italiana e 1 mista linagua slovena/lingua italiana.

    Adesso veniamo ad ull’analfabetismo, che secondo lui affliggeva solo qualche sperduto paesino della Bosnia. Ebbene: il censimento del 1910 andò anche a contare gli analfabeti per provincia.

    Ecco le cinque migliori (analfabetismo totale: né leggere, né scrivere, per persone con più di 10 anni):

    Voralberg: 8,1 per mille (0,81%)
    Austria Superiore: 17,2 per mille
    Boemia: 21,2 per mille
    Tirolo: 23,8 per mille
    Austria Inferiore: 24,3 per mille

    Ecco invece le cinque peggiori:
    Dalmazia: 628,2 per mille (62,8%)
    Bucovina: 538,9 per mille
    Galizia: 406,0 per mille
    Istria: 398,2 per mille
    Gorizia-Gradisca: 155,1 per mille

    Trieste aveva un tasso di analfabetismo totale pari all’85,2 per mille (8,52%)

    Ecco qua il conto CORRETTO, quindi.

    L.

  58. Mauricets ha detto:

    io sono un esempio vivente del bilinguismo mancato.

  59. mutante ha detto:

    ho una figlia di quattro mesi: io le parlo solo in inglese, mia moglie in italiano. differenziando i canali, dovrebbe essere evitata la confusione.

  60. Danilo Ulcigrai ha detto:

    @ Sandi Stark: interessantissimo post.
    Dai che qualcossa se movi. Per noi “veci”(parlo per mi….)ormai xe tardi, ma per i muleti de desso un domani poderà esser una roba normale.

  61. maja ha detto:

    mutante

    sì, secondo gli esperti di bilinguismo la regola aurea è “una persona-una lingua”, da applicare sempre e comunque.
    il che non è sempre facile, ma pare sia la cosa migliore per crescere un bilingue precoce.
    (http://bilinguepergioco.com/)

  62. Sandi Stark ha detto:

    Redaziòn!!!!!!!!! No son più disposto a farme diffamàr da quel personaggio.

    La mia affermaziòn sui 7 km da casa provièn dal storico Stefan Wedrac, pubblicada sulla rivista Storia e Futuro n° 19 del febbraio 2009.

    Redaziòn, se te interessa la fonte te la dago perchè la xe anche on-line:

    http://www.storiaefuturo.com/pdf/1224_ted.pdf

    “Il famoso articolo 19 della Costituzione del 1867 garantiva a tutte le nazionalità il diritto alla conservazione e alla cura delle rispettive culture, come pure delle lingue nazionali. Inoltre, la parificazione delle lingue doveva essere riconosciuta dallo Stato nella vita pubblica, e nelle province con più di una nazionalità dovevano esserci scuole pubbliche per ciascuna di esse, con quella lingua di insegnamento. In più fu importantissima la legge sulla scuola elementare del 1869 (con i suoi successivi emendamenti) che stabiliva da un canto che fosse l’ente gestore della scuola a scegliere la lingua d’insegnamento, dall’altra che si doveva istituire una scuola con una certa lingua d’insegnamento “lì dove nella media di cinque anni vivono entro una distanza di un’ora più di 40 scolari che devono frequentare una scuola distante più di mezzo miglio”.

    Con nota a piè di pagina che specifica:

    “Così stabilito nel Reichsvolksschulgesetz vom 14. Mai 1869, R.G.Bl. Nr. 62, paragrafo 59. Si intende un vecchio miglio geografico (geographische Meile) austriaco, corrispondente a circa 7,4 chilometri.”

    Adesso cara redaziòn due xe le ipotesi, o te son d’accordo che quell’individio insulta e diffama el prossimo, oppur te devi ciòr provvedimenti.

    Te ricordo che la diffamaziòn xe un delitto previsto dall’art. 595 del Codice Penale, e che se a mazzo stampa (o altro mezzo di pubblicità), xe previsti da 6 mesi a due anni de reclusiòn.

    Vedi ti cara redaziòn, se no te ciòl provvedimenti, anche una semplice ammoniziòn, no posso pensàr altro che te son complice.

  63. Luigi (veneziano) ha detto:

    Diffamazione? Ma che caspita dici? Diciamola in un altro modo, allora: non è che hai raccontato una frottola: gli è che proprio NON CONOSCI la materia di cui parli!

    Eppure ne parli!

    Possibile che OGNI tuo messaggio è INFARCITO di fatti sbagliati?

    Studia qualcosa, leggi qualche libro! Eppure ne sono stati stampati parecchi, sulla questione scolastica nell’Impero A/U!

    Ma tu vuoi dirmi che non sai NIENTE delle note di protesta degli autonomisti dalmati a Vienna, puntualmente inascoltate, per aprire scuole pubbliche italiane a Ragusa, Sebenico, Spalato e perfino a Knin (Tenin)?

    Come t’ho detto un’altra volta, non puoi pensare di raccontarne una collana e di farla franca.

    Ad ogni modo, autorizzo la Redazione a darti mio nome e cognome. Ovviamente saprai che nel caso in cui tu mi faccia pervenire una querela per diffamazione e questa non risultasse fondata, scatta il reato di calunnia.

    Va’ da un avvocato e fatti spiegare.

    Ciao Ciccio!

    L.

  64. Luigi (veneziano) ha detto:

    Ad ogni modo, anche a te voglio fare un regalo: ti offro una ofnte di conoscenza della VERA SITUAZIONE in alcune lande del fantasmagorico Impero A/U.

    Si tratta di un discorso che un deputato croato dalmata (di Spalato, per la precisione) a Vienna tenne il 3 dicembre 1910, in parlamento.

    Questo deputato è uno che poi fece carriera: Jospi Smodlaka (non ti spiego chi fu: vattelo a guardare da solo).

    Il link è questo qui (è tradotto in inglese):

    http://ecommons.library.cornell.edu/bitstream/1813/2159/1/Smodlaka_Dalmatia_1910.pdf

    Forse noterai che ad un certo punto Smodlaka lamentò il fatto che in Dalmazia si muore di fame, si beve acqua che sarebbe meglio chiamare fango, più della metà dei villaggi dalmati non ha l’acqua, la metà dei villaggi croati non ha nessun tipo di scuola, nella metà del paese la percentuale degli analfabeti è pari al 100%.

    Adesso Stark fa un coccolone…

    L.

  65. Sandi Stark ha detto:

    Redaziòn, rinnovo l’appello: son stà diffamà ripetutamente dal quel personaggio, che me accusa de contàr balle premeditatamente, e no c’entra eventuali antipatie personali perchè no rispondo accuratatamente da diversi giorni alle sue provocazioni.

    O Bora.la xe un blog dove le persone pol diffamàr el prossimo impunemente, allora per favòr disèlo ciàro in modo che la gente se regola e decidi dove perder el proprio tempo nel tentativo de scambiarse informazioni con el prossimo.

    Oppur Bora.la xe un blog dove vigi per lo meno la netiquette, per no dir le regole del codice penale. In questo caso, me aspetto per favòr che mettè un frèn ai insulti e alle diffamazioni.

  66. Luigi (veneziano) ha detto:

    Come ho scritto nel mio ultimo messaggio, mi devo correggere: tu non è che racconti balle PREMEDITATAMENTE. Io ho scritto che NON CONOSCI la materia di cui parli, ERGO racconti cose non vere. Non vogliamo chiamarle balle? Chiamiamole inesattezze. Grosse come una casa, ma inesattezze.

    Dopo di che, ho già scritto e ripeto: la redazione ha il mio permesso di inviarti il mio nome, il mio cognome e il mio indirizzo di posta elettronica.

    L.

  67. Luigi (veneziano) ha detto:

    Anzi: mi correggo ancora: io non ho mai scritto che tu scrivi balle PREMEDITATAMENTE, per cui non devo correggermi su questo punto.

    Sei però un’inesauribile fonte di INESATTEZZE.

    Adesso sei più tranqui?

    L.

  68. Fiora ha detto:

    @68 da utente, lettrice assidua e (vara là 🙂 ) pure affezionata, sebbene anni luce lontana dalle tue siderali altezze conoscitive, caro Luigi ho l’ardire e pure il diritto di dirti che non so se tu conosca come me quattro lingue, ma quella nella quale ti esprimi è talmente ricca di sinonimi e sfumature, che potresti farne un uso meno grossolano e alla fin fine più producente all’acqua del tuo mulino…
    Oso rimandarti a Croce e alla sua manfrina su interazione tra forma e contenuto!
    Ciau, caro Sandi. Non ti curar di lui, e no sognarte de privarne dei tui interessantissimi apporti e….sempre viva l’A. 😉

  69. Fiora ha detto:

    …la supponenza non paga mai!

  70. Mauricets ha detto:

    Il sistema dell’istruzione nel Tirolo agli inizi del Novecento, prima dell’annessione al Regno
    d’Italia all’indomani della prima guerra mondiale, era articolato ed efficiente. Fin dalla riforme di
    Maria Teresa d’Austria, alla fine del XVIII secolo, la scuola di base nell’Impero asburgico esisteva
    in ogni villaggio ed era compito dei comuni garantire l’istruzione dei fanciulli e delle fanciulle,
    predisponendo i locali e retribuendo i maestri e le maestre. Scuola voleva dire imparare a leggere,

    http://www.comune.bolzano.it/UploadDocs/2661_Dalla_scuola_asburgica_alle_Katakombenschulen.pdf

  71. Katja ha detto:

    Maja al 37: purtroppo anche nelle famiglie miste dove si fa la scelta dell’istruzione nella lingua minoritaria ci sono sempre piu persone che optano x l’uso della lingua maggioritaria in pubblico (e non escludo anche a casa)pur essendo di madrelingua slovena. ne vedo e ne sento ogni giorno. non giudico ma penso che se si vuole mantenere lo sloveno da questa parte del confine questa è la strada giusta x non riuscirci.

  72. Katja ha detto:

    scusate ho omesso rivolgendosi a figli o nipoti.

  73. Luigi (veneziano) ha detto:

    @ Fiora
    Ma non dirmi! Non hai idea di quanto mortificato io mi senta, per codeste tue parole.

    Scusami, cara Fiora.

    E adesso passiamo a una domanda, che vale anche per Mauricets: secondo Stark nell’Impero pullulavano le scuole e non esisteva analfabetismo.

    Secondo i dati del censimento del 1910, in Dalmazia l’analfabetismo superava il 1910, e secondo lo spalatino Josip Smodlaka , in certe zone della Dalmazia l’analfabetismo era pari al 100% e la metà dei villaggi dalmati non aveva nessuna scuola.

    La domanda è: ha ragione Sandi Stark o hanno ragione i censimenti A/U e Josip Smodlaka, secondo voi?

    Ma voglio ancor più girare il coltello nella piaga, con un confrontino.

    L’Italia – notoriamente – per Stark è un’incommensurabile merdaccia.

    Ebbene: nel 1911 si svolse il censimento anche nel “nostro” paese.

    Il tasso di analfabetismo medio risultà pari al 46,2%, il che sta a significare che nei trent’anni 1881-1911 questa merdaccia di paese aveva abbattuto il tasso di analfabetismo di 21,1 punti percentuali (dal 67,3% al 46,2%).

    Noto quindi che in Dalmazia e Bucovina nello stesso periodo (1910/1911) il tasso di analfabetismo era superiore a quello medio del Regno d’Italia.

    Ma se scorporo i dati, scopro che nel 1911 il tasso di analfabetismo in alcune regioni italiane era il seguente (fra parentesi il dato del 1861 – 1871 per Veneto e Lazio):

    Piemonte: 11% (54,2%)
    Lombardia: 13,4% (53,7%)
    Liguria: 17% (54,2%)
    Veneto: 25,2% (64,7%)
    Emilia Romagna: 32,7% (77,6%)
    Lazio: 33,2% (67,7%)
    Toscana: 37,4% (74%)

    In parole povere, si dimostra che in parecchie regioni d’Italia in cinquant’anni (o 40, in Veneto) s’era riusciti ad abbattere il tasso di analfabetismo a livelli MINORI rispetto a quanto aveva fatto l’Austria in CENT’ANNI in Istria e Dalmazia!

    E questo accadde in uno stato-merdaccia, rispetto al più bel regime della storia dell’Uomo, che notoriamente fu l’Impero!

    Che mi dite, o alati lettori?

    L.

  74. Luigi (veneziano) ha detto:

    correzione: secondo il censimento del 1910, in Dalmazia il tasso di analfabetismo superava il 62%, e non il… 1910!

    L.

  75. Luigi (veneziano) ha detto:

    @ Katja

    Sono d’accordo con te. La questione è stata studiata in lungo e in largo in Istria, per non dire dell’esperienza altoatesina.

    In Alto Adige vige la seguente regola: NO alle scuole mistilingui. Ma non solo: la lingua d’ambiente “italiana” (dico lingua d’ambiente perché lì non è considerata “seconda lingua”) non viene insegnata se non dopo – mi pare – i sette anni. Quindi un bimbo fino ai sette anni si deve rafforzare nella sua lingua materna, che è una sola.

    E’ dimostrato che l’uso di un registro linguistico duplice in una scuola fa prevalere la lingua d’ambiente maggioritaria negli ambiti extra-classe: corridoi, giardino, luoghi esterni alla scuola.

    Il che significa – secondo me – che la creazione di scuole mistilingui italo/slovene può portare all’affievolimento della coscienza linguistica slovena in queste zone di confine.

    Lo stesso può avvenire se s’immettono aliquote importanti di bambini itlofoni (intendo dire: italofoni a casa) nelle scuole della minoranza. Basta una percentuale relativamente bassa di bambini italofoni in una scuola slovenofona perché questi bambini inconsciamente trascinino tutti gli altri a parlare in italiano negli spazi comuni.

    L.

  76. dimaco ha detto:

    tutto dipende da come è stata posta la domanda nel censimento Luigi.

  77. Mauricets ha detto:

    Luigi fai sempre paragoni impropri.
    paragona aree uguali
    il sud dell’italia con il sud dell’impero.
    e non il sud dell’impero con il nord dell’italia come fai.

  78. Mauricets ha detto:

    All’indomani dell’unificazione, nel 1861, l’Italia contava una media del 78% di analfabeti con punte massime del 91% in Sardegna e del 90% in Calabria e Sicilia, bilanciata dai valori minimi del 57% in Piemonte e del 60% in Lombardia.

    http://www.parlandosparlando.com/view.php/id_1355/lingua_0/whoisit_1

  79. Luigi (veneziano) ha detto:

    @ Mauricets

    Come evidentemente non hai notato, il signor Stark in un suo intervento precedente ha affermato che l’analfabetismo nell’Imper non esisteva, salvo forse in qualche sperduto paesino della Bosnia. I dati da me postati lo smentiscono su tutta la linea. Dopo di che, si può discutere di tutto quel che vuoi, ma questo è un smeplicissimo fatto, così com’è un FATTO che non è vero che esistessero scuole in ogni lingua delle varie minoranze. In pratica, è smentito su tutta la linea.

    @ dimaco

    All’epoca le “domande” erano semplici: il rilevatore segnalava se uno sapeva leggere e scrivere. Se non sapeva né leggere né scrivere, allora era considerato analfabeta.

    Ho anche la tabella suddivisa per tipologia e sesso: quanti sanno leggere ma non scrivere, quanti sono gli uomini, quante sono le donne.

    E i dati sconfortanti della Dalmazia sono perfino confermati dal discorso del dalmata croato di Spalato Josip Smodlaka.

    E’ un po’ dura mettere in dubbio tutto quanto per amore di Sandi Stark, che dici?

    L.

  80. dultan ha detto:

    adesso go capido perché xe tuta sta ignoranza a trieste, grazie luigi

  81. Paolo Geri ha detto:

    E’ un po O.T. ma riguarda il tema dei censimenti di cui è sempre difficile fidarsi. Guardate quello attuale in Italia sullo stato di nascita. E’ notizia di ieri che la UE ha deciso che si debba indicare l’ “attuale” appartenenza statale del luogo di nascita proprio e dei genitori. Da noi la cosa determina effetti paradossali. Io avrei dovuto dichiarare che sono nato in Italia, mentre sono nato a tutti gli effetti (1951) nel Territorio Libero di Trieste, all’ epoca stato riconosciuto dall’ ONU. Mio padre e mia padre sarebbero nati in “Austria” mentre ewrano nati a Trieste e Pirano, ma quando cì era l’ Impero Austro-Ungarico. Per non parlare di chi è nato a Capodistria nel 1955 (risulterebbe nato in Slovenia che allora non esisteva …) e potrei continuare.
    Per cui qui la questione non è nemmeno come ha fatto notare qualcuno il come è posta la domanda nei censimenti, ma la volontà evidente di “pilotarli”.

  82. Paolo Geri ha detto:

    E’ un po O.T. ma riguarda il tema dei censimenti di cui è sempre difficile fidarsi. Guardate quello attuale in Italia sullo stato di nascita. E’ notizia di ieri che la UE ha deciso che si debba indicare l’ “attuale” appartenenza statale del luogo di nascita proprio e dei genitori. Da noi la cosa determina effetti paradossali. Io avrei dovuto dichiarare che sono nato in Italia, mentre sono nato a tutti gli effetti (1951) nel Territorio Libero di Trieste, all’ epoca stato riconosciuto dall’ ONU. Mio padre e mia padre sarebbero nati in “Austria” mentre ewrano nati a Trieste e Pirano, ma quando cì era l’ Impero Austro-Ungarico. Per non parlare di chi è nato a Capodistria nel 1955 (risulterebbe nato in Slovenia che allora non esisteva …) e potrei continuare.
    Per cui qui la questione non è nemmeno come ha fatto notare qualcuno il come è posta la domanda nei censimenti, ma la volontà evidente di “pilotarli”.

  83. Paolo Geri ha detto:

    E’ un po O.T. ma riguarda il tema dei censimenti di cui è sempre difficile fidarsi. Guardate quello attuale in Italia sullo stato di nascita. E’ notizia di ieri che la UE ha deciso che si debba indicare l’ “attuale” appartenenza statale del luogo di nascita proprio e dei genitori. Da noi la cosa determina effetti paradossali. Io avrei dovuto dichiarare che sono nato in Italia, mentre sono nato a tutti gli effetti (1951) nel Territorio Libero di Trieste, all’ epoca stato riconosciuto dall’ ONU. Mio padre e mia padre sarebbero nati in “Austria” mentre ewrano nati a Trieste e Pirano, ma quando cì era l’ Impero Austro-Ungarico. Per non parlare di chi è nato a Capodistria nel 1955 (risulterebbe nato in Slovenia che allora non esisteva …) e potrei continuare.
    Per cui qui la questione non è nemmeno come ha fatto notare qualcuno il come è posta la domanda nei censimenti, ma la volontà evidente di “pilotarli”.

  84. Katja ha detto:

    luigi al 76 sta già succedendo

  85. Mauricets ha detto:

    80Luigi (veneziano)
    in effetti ha semplificato. le varie aree avevano di sicuro diversi gradi di sviluppo.
    come del resto è anche oggi. e in ogni parte del mondo.

  86. Mauricets ha detto:

    76Luigi (veneziano)
    è un bene, perche cosi i nazionalismi, propri delle aree di confine, non avranno dove attecchire. perche in entrambe le comunita il pericolo dell’esasperazione nazionale è presente. nessuno ne è immune.

  87. Luigi (veneziano) ha detto:

    @ Geri

    Guarda che non è come dici tu: l’ “attuale” appartenenza statale significa “appartenenza di oggi”, non “l’appartenenza dell’epoca in cui nacquero”.

    L.

  88. maja ha detto:

    katja e luigi

    infatti.
    io mi sono anche un po’ rotta di farmi il culo a casa con libri, cd, cartoni ecc, tutti rigorosamente in sloveno, per poi mandare le mie figlie all’asilo a imparare l’italiano e disimparare lo sloveno.
    è anche per questi motivi che sarei favorevole all’introduzione dello sloveno nelle scuole italiane e/o all’istituzione di una scuola bilingue. perchè le nostre scuole somigliano sempre di più a delle scuole di lingua straniera e sempre di meno a uno strumento di tutela della minoranza.

  89. Mauricets ha detto:

    72Katja
    ma fai un ragionamento sbagliato. ognuno parla quello che vuole,come vuole dove vuole. se si sente di comportarsi come dici deve essere libero di farlo. o vuoi obbligarlo per forza a parlare la lingua che vuole una componente nazionale?
    questo è un ragionamento del ventennio.

  90. Giampaolo Lonzar ha detto:

    @66 SANDI STARK – ma come te pol pensar ti o altri de ver ragion su qualcosa che te scrivi!!
    El “DOGE” ga sempre ragion. Punto.
    Lui pol dirte tuto usando tuti i epiteti che el conossi o el se inventa ,certi nianche so coss’ che vol dir!!!
    Sara’ Venessian per maltratar quei de le cologne!?
    Lu’ se la ga’ ligada al dito quela che nel 1382 gavemo preferì l’Austria a la Serenissima.
    El xe come l’omo che vien rifiuta’ e ciolto in giro da una dona!
    El disprezo e el rifiuto ghe fa saltar i copi.

  91. Mauricets ha detto:

    89maja
    ma imposto? senza lasciare libertà di scelta?
    come nel ventennio?
    ma i giovani se ne fregheranno e la sentiranno come imposizione e otterrai l’effetto contrario.

  92. maja ha detto:

    ma di che libertà di scelta parli, mauricets?
    in famiglia siamo tutti sloveni. la nostra libertà di scelta consiste nel volere rimanere tali. punto.
    le scuole slovene dovrebbero servire proprio a questo: a fornire un’istruzione ai bambini slovenofoni o bilingui nella loro lingua madre ovvero seconda lingua. non a insegnare una lingua straniera.
    mi chiedo se a te farebbe piacere mandare tuo figlio in una scuola in cui la metà dei bambini in prima elementare non conosce una parola di italiano.

  93. Mauricets ha detto:

    scusatemi tanto, ma conoscete la nuova realta etnica nelle scuole?
    nelle classi ci sono bambini serbi, moldavi, cinesi, sloveni, romeni, pakistani.
    secondo voi quando giocano in che lingua parlano? visto che ci sono anche bambini italiani che comunque sono la componente maggiore e di riferimento.
    sara gioco forza che l’idioma comune sara l’italiano. o cosa fanno? la torre di babele?

  94. Mauricets ha detto:

    93maja
    guarda che è cosi, buona parte non conosce una parola di italiano, e allora? lo impareranno.

  95. chinaski ha detto:

    maurice, scusa ma stai ribaltando i termini della questione. la scelta e’ sempre libera per le famiglie. e’ lo stato che dovrebbe essere obbligato a rendere questa liberta’ di scelta effettiva. nel ventennio era tutto il contrario: lo stato obbligava tutti a parlare italiano.

    ci sono due questioni:

    – la questione della minoranza slovena, che ha tutto il diritto di conservare la sua lingua, la sua identita’ e la sua cultura.

    – la questione degli italiani che vorrebbero poter imparare lo sloveno per vari motivi, sia pratici (piu’ possibilita’ di lavoro), sia culturali (voglia di conoscere una lingua e una cultura che sono parte importante della citta’)

    (secondo me comunque non sarebbe male che da queste parti, nelle scuole italiane, lo sloveno venisse inserito come materia curricolare. e non venirmi a dire che sarebbe una limitazione della liberta’, perche’ allora dovresti dire la stessa cosa della chimica o della storia dell’ arte)

  96. Mauricets ha detto:

    e poi le scuole slovene ci sono:

    Liceo scientifico statale “F. Preseren” con l’annessa sezione classica è una scuola secondaria superiore con lingua d’insegnamento slovena fondata nei primi mesi del secondo dopoguerra. Inizialmente comprendeva il solo liceo scientifico che però non offriva la possibilità di accedere a tutte le facoltà, perciò nel 1948 è stata aperta la sezione classica. Nel dicembre del 1969 la scuola è stata intitolata a France Prešeren. La sede era inizialmente in via Lazzaretto Vecchio, dal 1965 a tutt’oggi è nello stabile eretto dalla Provincia in Strada di Guardiella 13/1.Le lezioni nel Liceo France Prešeren si svolgono in lingua slovena, eccezion fatta per le ore di italiano. L’insegnamento ha tre indirizzi di carattere formativo generale ed offre le basi adatte sia al proseguimento degli studi sia all’inserimento in ambienti lavorativi diversi. Nel nostro istituto si è particolarmente attenti a coltivare la lingua e la cultura slovena ed a rafforzare la collaborazione con altre culture ed identità.

    http://www.preseren.it/italiano/presentazione.htm

  97. Mauricets ha detto:

    96chinaski
    non sono d’accordo.
    io la penso in modo diverso.

  98. Paolo Geri ha detto:

    #88. luigi

    Lo so. E’ questo l’ aspetto che contesto della “interpretazione” UE. Se uno fosse nato a Fiume nel 1933 è nato in Italia. Se vi è nato dopo il Trattato di Pace del 1947 è nato in Jugoslavia. Sul mio certificato di nascita che tuttora posseggo (1951) non c’ è scritto “nato in Italia”, ma nato nel Territorio Libero di Trieste.

  99. chinaski ha detto:

    ma si’ maurice, lo so che la pensi in modo diverso, ne abbiamo gia’ discusso altre volte, potremmo fare copiaincolla 🙂

  100. maja ha detto:

    appunto, mauricets.
    nelle scuole italiane l’idioma comune è l’italiano.
    nelle scuole slovene la lingua d’uso dovrebbe essere lo sloveno.
    non conosci la lingua, ma scegli di iscrivere tuo figlio a una scuola slovena per dargli un’opportunità in più?
    benissimo! però fatti il culo pure tu, genitore. dagli l’opportunità di imparare veramente, impegnandoti anche tu.
    non demandare tutto alla scuola e pretendere miracoli. se non sei disposto a farlo, non stupirti se tuo figlio arranca e se i genitori slovenofoni ti guardano male quando pretendi che le riunioni si facciano in italiano “per sveltire”.

  101. Mauricets ha detto:

    96chinaski
    perchè secondo me i tempi non sono maturi.
    sarebbe strumentalizzato.
    non sortirebbe i risultati sperati.
    riporterebbe a galla i nazionalismi.
    gli italianni piu intransigenti non lo accetterebbero mai, a costo di ritirare i figli in quelle ore se fosse reso obbligatorio.
    daresti il via ad una spirale nazionalista che non sai a cosa potrebbe portare.

  102. mutante ha detto:

    diciamo che sarebbe già una botta di vita che i genitori triestini parlassero ai figli in italiano anzichè triestino. un bambino che impara bene l’italiano, non ha problemi a imparare il triestino. uno che invece ha sentito solo il triestino, faticherà a imparare un italiano accettabile.

  103. mutante ha detto:

    @maurice: scuole così devono essere una scelta.

  104. maja ha detto:

    e poi, mauricets, questi tuoi discorsi mi hanno veramente rotto.
    li conosco, quelli come te: gli ex sloveni che hanno un problema con la propria identità.
    sono loro che rompono alle riunioni perchè non capiscono; sono loro che pretendono le comunicazioni in italiano; sono loro che non si curano minimamente del fatto che il figlio non spiccichi una parola di sloveno al di fuori della scuola; sono loro che se ne fregano dell’abbassamento del livello di insegnamento a causa della scarsa conoscenza della lingua eccetera.
    tanti genitori perfettamente italiani si comportano in maniera totalmente diversa: pagano insegnanti private, iscrivono i figli ai circoli sportivi sloveni, li mandano al centro estivo sloveno, fanno loro stessi dei corsi di lingua slovena per aiutare i figli con i compiti e così via.
    e basta, dai, con questo spauracchio del nazionalismo. i tempi sono cambiati.

  105. Giampaolo Lonzar ha detto:

    @53 FIORA – Son d’accordo che l’apparente somiglianza all’inizio può portare a strafalcioni, pero’ facilita tanto la comprensione e la comunicazione iniziale.
    Poi in spagnolo, empiricamente , i vocaboli incomprensibili sono di origine araba.
    in Inglese i famosi ” Odd pairs and false friends” a volte danno delle belle sorprese.

  106. Sandi Stark ha detto:

    @91 Caro Capitano, a mi me basteria de podèr discorrer con voi senza esser diffamà, ingiurià e offeso:

    @ 58 “Ogni tanto dovresti tenere a freno la fabbrica delle panzane”

    @ 428 “25 ottobre del 1954…” Che spudorata menzogna (o ignoranza)!

    @ 438 Sei un ballista all’ennesima potenza, vecchio mio!

    @ 443 Triplamente ballista

    @ 450 Sei un cialtrone di prima natura.

    @451 E adesso – mio caro cialtrone – …

    @ 451 continua ad andare in giro a continuare a sparare le tue sciocchezze proto-fasciste contro gli italiani, cialtrone di un cialtrone che non sei altro.

    Solo a sto punto, ghe davo del fassista, nei modi e nel pensiero:

    @463 Sandi Stark: Go perso un’oretta de tempo per risponder, no go certo voia de passàr le giornade per el troll fassista, sia nel pensiero che nel modo de fàr. A proposito moderatòr, xe permesso insultàr el prossimo o accusarlo ripetutamente de contàr balle?

    el continua…

    @ 470 Sei un volgare razzista che non esita a falsificare la storia pur di far finta di aver ragione. Cialtrone di un cialtrone che non sei altro.

    dopo questo post, no ghe go mai più risposto, ma lui ga continuà a diffamarme ed insultarme.

    E visto che no l’insulta solo el sottoscritto, el mio no xe un caso personale. E continuo a no capìr come mai Bora.la permetti tutto questo. Se vedi che ghe va ben cussi.

    Allora, se la redaziòn no rispondi alla mia richiesta de moderàr le diffamazioni, le ingiurie ed i insulti del soggetto, significa che ghe va ben cussì.

    Xe qualchidùn altro che vol associarse alla mia petiziòn alla redaziòn, per avèr un blog dove se possi finalmente rivolgerse uno all’altro in modo civile ed educato?

  107. Mauricets ha detto:

    101maja

    “pretendi che le riunioni si facciano in italiano “per sveltire”

    scusa questa è una posizione oltranzista.
    se a quella riunione ai genitori di carie nazionalita, mettiamo romeni, greci, serbi, cinesi, pakistani cosa fai?
    fai l’assemblea nella lingua, bene o male, compresa nella maggior parte o no?
    o solo bambini di famiglie purosangue slovene possono frequentare le scuole slo?

  108. Mauricets ha detto:

    105maja
    appunto, lo fanno per libera scelta. vedi che non c’è bisogno di nessuna imposizione.
    chi lo vuole lo fa chi non lo vuole non lo fa.

  109. Tergestin ha detto:

    @ Sandi Stark

    Si’, son anca mi assolutamente perplesso come credo bona parte dei utenti, dal fatto che qua dentro ghe sia un personaggio de questo stampo che oltre a trollar ed esser piuttosto ambiguo su diversi punti de vista (mai no el me ga risposto concretamente sul perche’ un omo figo, de mondo, pien de impegni e robe del genere se preoccupi tanto de una cita’ dove no el xe nato, cressudo, no ghe vivi ne altro ma passi le ore a tirar casin per essa, specialmente su quei unici due temi dove el scatta) , el se permetti de insultar con tanta aroganza e maleducazion el resto dell’utenza co’ i contraddici le sue tesi intrise de nazionalismo e propaganda.

    Anca mi go deciso de iniziar a ignorarlo el piu’ possibile, se non altro perche’ so za’ dove che el va a parar.

    E anca mi trovo assolutamente sconcertante che la redazion no ghe daghi perlomeno un avviso de frenar i sui modi, notoriamente incivili.

  110. chinaski ha detto:

    maurice#102

    nel tuo schema i nazionalisti vincono comunque.
    forse bisognerebbe rompere quello schema, che dici?

  111. Luigi (veneziano) ha detto:

    Sulla questione della scuola slovena.

    Devo dire che si tratta di un grosso problema. Io conosco in qualche maniera l’altra faccia della medaglia, e cioè la questione della scuola della minoranza italiana in Slovenia e Croazia.

    Lì c’è stato ancora negli anni ’80 chi ha proposto di imporre un “filtro etnico”: alle scuole italiane si iscrivono solo quelli che sono etnicamente italiani. Diciamo che è andata così: l’ha proposto l’allora presidente dell’Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume – Antonio Borme. Ma la sua proposta è stata messa sotto il tappeto, perché se fosse passata allora avrebbero dovuto chiudere un sacco di classi, formate in maggioranza assoluta da croati. Poi l’ha proposta un ministro di Tudjman, e allora c’è stata la levata di scudi per lo stesso motivo.

    Morale della favola: oggi nelle scuole italiane si parla sloveno e croato, salvo durante la lezione frontale.

    La realtà della minoranza italiana è la stessa di quella della minoranza slovena, in senso ancor più esasperato, perché lì la minoranza italiana è numericamente molto minore.

    Ma il pericolo di assimilazione linguistica c’è, ed è tanto più forte – paradossalmente – quanto più forte è l’integrazione fra le due componenti etniche.

    Questo è il motivo per cui in Alto Adige la SVP si è sempre opposta non solo alle scuole miste, ma anche all’insegnamento precoce della lingua italiana nelle scuole tedesche. All’asilo tedesco si parla solo in tedesco, e l’italiano si impara solo dagli otto anni in su.

    Anche in questa maniera i tedeschi – che sicuramente hanno una visione di lungo termine – hanno rovesciato i termini della questione: lì da parecchi anni sono gli italiani che si germanizzano, diminuendo costantemente di numero.

    L’altro corno della questione è quello della proprio “autocoscienza nazionale”: è dimostrato che si è tanto più portati a parlare la propria lingua e a trasmetterla, quanto più si ha piena coscienza della porpria “autocoscienza nazionale”. Il che apre un’altra enorme voragine, giacché qui entriamo in terreno superminato, che in tempo zero può cadere nel “nazionalismo”, anche perché il termine “autocoscienza nazionale” si declina sia in positivo (“io sono io”), che negativo (“io non sono te”). E il passaggio da “io non sono te” a “io sono meglio di te” è alle volte sorprendentemente breve.

    Adesso però basta con le cose serie: devo tornare a vestire l’orbace per sfottere un po’ Sandi Stark: l’ho sconvolto, poverino…

    L.

  112. Mauricets ha detto:

    111chinaski
    si, e l’unica via è l’integrazione soft.

  113. dimaco ha detto:

    Tergestin te se ga dimentigà de scriver che l’omo xe esule aquisito per matrimonio (se no go capì mal) e per procura.
    Sandi lassilo star che quando no ghe va zo la storia, a furia de copiaincola la cambia tuta. E poi se te ghe rispondi ben comincia col carosel lamentandose del antiitalianità dei utenti.

  114. Mauricets ha detto:

    l’assimilazione linguistica è sempre esistita nelle popolazioni europee, è un fenomeno naturale che dovrebbe fare il suo corso.
    mettere argini o volerlo pilotare è una delle conseguenze del nazionalismo.

  115. chinaski ha detto:

    @maurice#113

    integrazione? scusa, ma chi e’ che si dovrebbe integrare? gli sloveni fanno storicamente parte di questa citta’, mica si devono integrare.

  116. Mauricets ha detto:

    ma gli stranieri no, e trieste ne è piena.
    potrebbero avvicinarsi alla comunita slovena o a quella italiana.

  117. Mauricets ha detto:

    un romeno potrebbe andare a vivere a san dorligo, con chi si relaziona?

  118. Mauricets ha detto:

    anzi, per esperienza pesonale, un lavoratore serbo vuole mandare il figlio all’asilo sloveno.
    eppure lui non parla lo slo. l’italiano si.
    che facciamo lo escludiamo?
    la maestra che fa?
    si innervosisce perche deve parlare in italiano nel caso non conosca il serbo?

  119. Luigi (veneziano) ha detto:

    @ dimaco

    Scusami se ti ho un po’ dimenticato. Però anche tu sei un po’ a corto di cazzate. Ti vedo un po’ moscio: finiti i bambini a merenda?

    L.

  120. dimaco ha detto:

    scusa che te chiedo luigi, ma ti te son nele asicurazioni giusto?

  121. Mauricets ha detto:

    stiamo tornando a come ts era prima del 18, molte lingue e tante comunita.
    la slovena sara come allora una delle minoranze, non la minoranza.
    a presto scuola privata per la comunita serba, se vi interessa la notizia.

  122. Giampaolo Lonzar ha detto:

    @107 SANDI STARK & 110 TERGESTIN – No conosso el regolamento . Del resto lui de profession el fa el tutologo, el ne vol insegnar educazion,civilta’ etc . forse che questa xe la civilta’ italiana e no se gavemo acorti.
    I libri che ga lù xe la verità assoluta, adesso vol spiegar anche el multilinguismo,
    come che funziona etc.etc. No so come che gavemo fato a casa senza de lù!?
    Mi calcolo che el ga qualche complesso de superiorita’ ,te vedara’ fra un poco dovaremo
    rivolgerse a lù disendo ” PADRENOSTRO” e se el te guantera’ che te porconi el te mandera’
    el diavolo e se te son sloven el Kudic’.
    E se a casa te ga’ qualche libro tipo” Trieste e la dedizione all’Austria el te mandera’ qualchidun a sequestrarlo e fara’ un rogo in piaza Granda e ti de sora liga’ su un pal con scrito torno el colo ” ERETICO”.
    Po’ in Italia tuti saveva leger e scriver ,e in A.U. tuti analfabeti e la trasmission TV ” NON E’ MAI TROPO TARDI ” la xe stada fata per noi de le vece province perche’ no se se capiva con la nova amministrazion.
    SANDI el ga ragion ,che no te gà capì el suo alto nobile,spirito,altruistico de farte veder la luce della conossenza e dela onesta virtù de portarte sulla strada de capir che la verita’ xe esclusivamente Italiana e che per sei secoli gavemo visu e credù nel pecato.

  123. dimaco ha detto:

    me chidevo luigi ome mai un pezo groso come ti el perdi tempo su bora.la

  124. mutante ha detto:

    se ASSICURA che no manchi cazzade, retorica e arroganza…

  125. chinaski ha detto:

    maurice, il tuo discorso avrebbe senso se anche noi italiani ci ponessimo rispetto agli altri con spirito di minoranza.

  126. dimaco ha detto:

    ma bonus malus? o el va direto in franchigia. 🙂

    chidevo perchè go becà una strana omonimia tra il nostro luigino e un’altro. chisà se vol smentir la roba.

  127. maja ha detto:

    muricets

    “o solo bambini di famiglie purosangue slovene possono frequentare le scuole slo?”

    no, le dovrebbero frequentare solo i bambini che già conoscono la lingua di insegnamento.
    iscrivere un bambino che non sa una parola di sloveno a una scuola slovena è come pretendere che un bambino di un anno che a malapena cammina, impari ad andare in bicicletta.
    (o, se vogliamo guardare il rovescio della medaglia, è come pretendere che i bambini che in bicicletta ci sanno andare da mo’ reimparino prima a camminare.)
    quanto ci vuole, a capirlo?

    (scema io che mi metto a discutere di queste cose con te, perchè ho idea che sia più materiale da psicanalista che da blog.)

  128. Mauricets ha detto:

    questo non è escluso che in futuro avvenga.
    in fin dei conti gli italiani lo erano, e gia ora nelle scuole siamo spesso alla pari tra bambini stranieri e italiani.

  129. Mauricets ha detto:

    129maja
    infatti il mio collega serbo vuole iscrivere il figlio all’asilo slo.

  130. maja ha detto:

    #131
    digli che imparerà benissimo l’italiano.

  131. dimaco ha detto:

    mia figlia ha imparato l’italiano andando a scuola. A casa parliamo solo in sloveno. l’asilo nido lo ha fatto in Slo ma non mi pare che abbia avuto problemi ad apprenderla seppur tardi

  132. Mauricets ha detto:

    129maja
    e poi non è vero del tutto.
    molti stranieri che arrivano con i figli in eta scolare non parlono una sillaba di italy.
    eppure riescono ugualmente a raggiungere obbiettivi sufficienti.
    non solo quelli inseriti nella prima elementare, ma anche ben oltre.

  133. Luigi (veneziano) ha detto:

    @ dimaco 125

    Ahhh ecco: volevo ben dire che non avevi finito il repertorio della cazzate. Bentornato!

    @ lonzar
    Insomma: possibile che tu e gli amichetti non riusciate a DIMOSTRARE quello che venite a dire?

    I dati del censimento a/u li hai visti o no? Eppure li ho postati in originale, così nessuno può raccontare di manipolazioni delle fonti etc.

    E’ colpa mia se gli A/U smentiscono Stark? Secondo te dovrei dargli ragione per la sua bella faccia?

    Ragazzi: siete proprio ben messi!

    L.

  134. chinaski ha detto:

    maurice#134

    ma e’ un discorso diverso, perche’ gli albanesi (tanto per fare un esempio) che frequentano la scuola italiana possono comunicare con i compagni di classe italiani solo in italiano, perche’ e’ l’ unica lingua in comune che hanno.

    non si possono tracciare parallelismi all’ ingrosso.

  135. dimaco ha detto:

    visto che un paio di volte ti sei firmato volevo sapere se eri tu uello che lavora per il leone. tto qui. mi servirebbe un preventivo.

  136. dimaco ha detto:

    perchè sei sempre così aggressivo. non ti fa bene alla salute sai?

  137. maja ha detto:

    mauricets #129

    non – è – la – stessa – cosa.
    l’taliano è la lingua maggioritaria. è dovunque: a scuola, in tv, nelle biblioteche, al cinema, negli uffici. anche volendo, non si può non imparare.
    tu perchè hai dimenticato lo sloveno? perchè hai deciso coscientemente di farlo o perchè non avevi l’occasione o la volontà di praticare la lingua?

    dei, dei, mauricets, no sta parlar a vanvera. informite un poco.

  138. Mauricets ha detto:

    139maja
    non è vero.
    molti serbi parlano solo serbo in casa, satellite e solo tv serba. vacanze in serbia.
    amicizie serbe. praticamente cominciano a far conoscere l’italiano appena dal terzo anno di asilo. eppure vanno a scuola e imparano comunque tutto e a sufficienza.
    per piacere ….

  139. Mauricets ha detto:

    136chinaski
    e ovvio, ma se frequentassero una scuola slo?

  140. Luigi (veneziano) ha detto:

    @ dimaco

    Boh. In realtà non ti capisco. Comunque sia, non lavoro per il leone.

    L.

  141. maja ha detto:

    non è vero staminchia.
    anch’io ho imparato l’italiano a scuola. quando andavo ancora all’asilo sono stata ricoverata al burlo e non capivo una mazza di quello che mi dicevano i dottori e le infermiere. poi l’ho imparato, anche so ho sempre frequentato quasi esclusivamente ambienti sloveni.
    tu invece hai imparato un dialetto sloveno da tua madre. perchè non lo parli più?

  142. Luigi (veneziano) ha detto:

    Quello che lavora per il leone – permettimi – c’ha settant’anni andati…

    L.

  143. chinaski ha detto:

    maurice

    #140 questa non l’ho capita. e nel primo e secondo anno di asilo che fanno? gli mettono i tappi nelle orecchie?

    #141 quello che dice maja, e che piu’ o meno dico anch’io, e’ che non puoi paragonare la situazione di un albanese che frequenta una scuola italiana in italia con quella di un italiano che frequenta una scuola della minoranza slovena in italia.

    se poi vuoi che analizziamo il caso di un afgano che frequenta una scuola slovena di trieste, facciamolo pure, ma mi sa che stiamo perdendo il focus. 🙂

  144. Mauricets ha detto:

    quindi vedi che si puo benissimo andare in una scuola slovena senza parlare slo in famiglia. i bambini comunque imparano tutto. in un modo o nell’altro.
    quindi è vero che il problema e per gli insegnanti che non vogliono interagire con famiglie di altre nazionalita.

  145. Mauricets ha detto:

    145chinaski
    stanno a casa visto che non è obbligatorio.

  146. Jasna ha detto:

    @Mauricets

    Credo che il tuo ragionamento sia basato su due premesse sbagliate.

    1) Gli sloveni che vivono in FVG non sono paragonabili agli stranieri che immigrano qui da altri stati. Né possono essere a loro paragonati gli italiani che volessero inserirsi nel sistema d’istruzione sloveno. Siamo conterranei, con la differenza che la lingua maggioritaria è l’italiano e quindi è impossibile che un bambino sloveno non la impari. Mentre quale bambino italiano impara accidentalmente lo sloveno? Questo però non dovrebbe andare a discapito della promozione della lingua slovena all’interno degli ambienti scolastici, al contrario: visto che l’italiano è ovunque, rafforziamo lo sloveno dove si può, dove ci sono educatori che lo parlano correttamente e i bambini possono assorbirlo e mantenerlo a lungo.

    2) Per quanto riguarda l’iscrizione di bambini non di madrelingua slovena nelle [i]scuole[/i] slovene, anche in questo caso il paragone con gli stranieri che vengono a vivere qui e iscrivono i bambini a scuola non regge. Gli stranieri non hanno scelta, esistono scuole albanesi? Esistono scuole di lingua araba? No. Quindi tutti alla scuola italiana.

    Chi vuole iscrivere il figlio alla scuola slovena dovrebbe impegnarsi a mandarlo prima di tutto all’asilo sloveno e come ha detto Maja cercare di fargli trascorrere molta parte del tempo libero con bambini sloveni all’interno di associazioni slovene.
    Ho un esempio pratico. Ho un cugino di 6 anni. A casa parlano italiano, ha una nonna slovena che però parla italiano e due nonni italiani che parlano sloveno solo quando non vogliono farsi capire dai nipoti (soprattutto quando eravamo piccoli). La mamma di questo bambino decide di iscriverlo all’asilo sloveno. Si informa sull’inserimento di un bambino italofono, le maestre danno istruzioni. Inizia a comprare libri e a cercare cartoni animati. Impara lo sloveno dai libri di suo figlio, la nonna italiana inizia a parlargli in sloveno (non come lingua principale, qua e là).
    Entra in asilo, il primo periodo le maestre traducono per lui ma presto inizia a capire tutto (ha 3 anni, se non ora quando?). Lo iscrivono alla scuola di musica slovena. Frequenta gli amichetti sloveni dell’asilo, non so che lingua parlino quando giocano, fatto sta che dopo tre anni arriva una zia da Lubiana, parla con lui e afferma che parla lo sloveno meglio di certi bambini sloveni, che a casa parlano dialetto e lo mescolano con la lingua (come tanti bambini italiani col loro dialetto regionale). Lui non potrebbe mescolare il dialetto goriziano con lo sloveno, non sono parenti. 😉 E questo lo ha facilitato.

    Quest’anno ha iniziato la scuola slovena. Non credo che sarà un peso per gli altri bambini perché è molto seguito a casa e tutti lo incoraggiano a parlare sloveno con chiunque sia in grado di capirlo.

    Iscrivere un bambino in una scuola con lingua di insegnamento di cui ha zero esperienza è scorretto nei confronti degli altri alunni ma soprattutto nei confronti di quel bambino.
    E’ inutile spendere per fare le scuole slovene se non si cerca di entrare nell’ottica del perché sono state fatte. In Alto Adige gli italiani non possono andare alle scuole degli austriaci, vogliamo fare anche qui così? Mi sembrerebbe un grandissimo spreco.

    Infine, per chi dice che è una violenza la scuola monolingue slovena e che serve la scuola bilingue italiana e slovena direi che siamo immersi nella lingua italiana, nelle scuole slovene si studia l’italiano e per quante ore di lezione si facciano non compenseranno mai la preponderanza dell’italiano nella vita quotidiana.

    PS: prima che fiocchino le solite illazioni Bora.laliane, sono italiana, ho fatto le scuole italiane e ho studiato lo sloveno perché mi interessava.

  147. Mauricets ha detto:

    “e’ che non puoi paragonare la situazione di un albanese che frequenta una scuola italiana in italia con quella di un italiano che frequenta una scuola della minoranza slovena in italia.”
    e perche no?
    entrambi frequentano una scuola che non è quella della lingua parlata in famiglia.

  148. Jasna ha detto:

    Orpo ma non funzionano i codici qua? Come si fa a fare il corsivo, il grassetto, ecc…?

  149. chinaski ha detto:

    maurice,

    il problema e’ che chi parla albanese in famiglia, quando va in una scuola italiana non puo’ far altro che parlare italiano. invece chi parla italiano in famiglia, quando va in una scuola della minoranza slovena finira’ per parlare italiano coi compagni di classe.

    l’ho gia’ scritto mille volte, ora mi sarei anche un po’ stufato. senza rancore, eh

  150. Jasna ha detto:

    Non puoi paragonare perché l’italiano può scegliere la scuola nella sua lingua madre, quindi se vuole andare in una scuola di altra lungua deve prendersi la briga di non essere un peso per gli altri, iniziando da piccolo e prima di andare a scuola a imparare.

    L’albanese non ha scelta, o italiana o italian. O slovena, o quello che vuoi, fatto sta che non può scegliere la via facile. Questo non implica che anche la sua famiglia dovrebbe impegnarsi per aiutarlo a inserirsi al meglio, cercando di insegnargli la lingua prima di andare a scuola.

  151. maja ha detto:

    mauricets
    tu parli di cose che non conosci.
    parli per preconcetti e luoghi comuni.
    metti da parte il tuo problema identitario personale e prendi in mano qualche libro o opuscolo sul bilinguismo e la tutela delle minoranze.

  152. Mauricets ha detto:

    148Jasna

    ma i punti principali sono:

    1 se vuole un albanese puo mandare in una scuola slo suo figlio?

    2 rendere obbligatorio lo sloveno nelle scuole italiane è opportuno?

    3 non è meglio inserie lo slo nelle scuole e renderlo facoltativo?

    per il punto 3: tenendo conto di dove viviamo e le tensioni nazionaliste che si possono creare?

  153. Jasna ha detto:

    Poi Mauricets, se io voglio il figlio bilingue proprio perché io non lo sono, mi do da fare per aiutarlo. Pretendere che per scienza infusa e a suon di basso profitto e figuracce in classe impari male la seconda lingua e magari anche dare la colpa alle maestre significa essere abbastanza miopi, ma soprattutto pigri. Fai un figlio? Seguilo. Lo vuoi bilingue? Studia la lingua con lui e dagli modo di impararla. Non hai voglia? Scuola italiana, io l’ho fatta e la mia vita va alla grande lo stesso, lo sloveno lo coltivo quando posso ma almeno non mi hanno condannata a un’esistenza da ultima della classe spedendomi a 6 anni in mezzo a bambini di un’altra lingua. A 6 anni mi sono trasferita in un paese dove parlano friulano, non ho capito niente per anni. Ma niente eh. Figurati se fosse stato lo sloveno, e magari dover fare i compiti in quella lingua.

  154. Mauricets ha detto:

    152Jasna
    lascia stare la briga o le altre cose, io chiedo se è possibile la libera scelta o no.

  155. Fiora ha detto:

    cito l’incipit del tuo post 74 Luigi Veneziano (e credimi non ti serve chiarire che si tratti dite in quanto sei incofondibile ” Fiora, ma non dirmi non sai quanto mi mortifichino le tue parole…”
    A differenza di te che sembri non volere altro, io a mortificare non ci tengo…neppure te!
    La mia autostima non ha bisogno di “rinforzini” quali il mortificare il prossimo per sentirmi più in gamba…
    L’impressione che mi dai è che tu faccia proprio questo.
    Spero per te che fuori di “qui” tu non sia quel cugno saccente a “segmenti”, quale appari qui dentro.
    Una sorta di…Mariso.

  156. Jasna ha detto:

    Quali tensioni nazionaliste mauricets??? Che palle!! Siamo nel 2011, qua ogni due anni qualcuno si offende per i cartelli bilingui, a me ste cose mi fanno aria.

    Un albanese può mandare il figlio dove vuole, perché fai domande retoriche? Secondo me sarebbe giusto sloveno obbligatorio (magari anche poche ore) nelle scuole dei comuni dove c’è una minoranza slovena, fino alle medie. Ha sicuramente più senso del tedesco che facciamo alle medie, 90% della gente ha il piccone e non lo ricorda più. Invece piccone in una lingua in cui ti imbatti più facilmente ha più senso, perché è meno probabile che la dimenticherai.
    Dalle superiori in poi, studiate quello che volete.

  157. Mauricets ha detto:

    155Jasna
    ma non è vero dai!!!
    ma sai quanti stranieri a 7 anni in classe di mio figlio non parlavano una sillaba di italy. e nemmeno in famiglia. eppure tutti hanno raggiunto la sufficienza e molti anche meglio di triestini.
    e alle medie il divario è ulteriormente diminuito!!!

  158. Mauricets ha detto:

    158Jasna
    non è retorica, visto che è stato scritto che per frequentare le scuole slo è meglio fare prima l’asilo slo o parlarlo in famiglia.

    ma seu no arriva a ts dall’estero e vuole mandare il figlio in una scuola slo puo o no?
    qua èstao scritto: 129maja

    “no, le dovrebbero frequentare solo i bambini che già conoscono la lingua di insegnamento.
    iscrivere un bambino che non sa una parola di sloveno a una scuola slovena è come pretendere che un bambino di un anno che a malapena cammina, impari ad andare in bicicletta.”

  159. Mauricets ha detto:

    “Secondo me sarebbe giusto sloveno obbligatorio (magari anche poche ore) nelle scuole dei comuni dove c’è una minoranza slovena, fino alle medie”
    158Jasna
    secondo me no. deve essere facoltativa.
    obbligatoria solo dove la comunita è maggioranza.

  160. Jasna ha detto:

    Se uno straniero viene alla scuola italiana e non sa la lingua comunque non ha altra scelta, un italiano che va alla scuola slovena e non sa la lingua, HA scelta. Poi ovvio, libero di stare lì a tentare la sorte a nome dei suoi genitori ambizioni ma poco lungimiranti, a trascinare indietro la classe etc. Non mi permetterò mai di dire niente sui bambini stranieri che nelle scuole italiane rallentano il programma, perché non hanno scelta e perché lo stato dovrebbe prevedere delle azioni a loro dedicate. Invece non vedo perché le scuole slovene, fatte per gli sloveni in italia dovrebbero prevedere azioni per italiani che voglioni imparare lo sloveno ma non si sbattono per farlo in modo coerente.

    Ripeto, ognuno fa quello che vuole. Vuoi mandare il bambino alla scuola slovena anche se non parla la lingua? Mandalo. Nessuno lo caccerà. Ci sono bambini che si riprendono subito, altri che vanno malissimo a scuola per tutta la vita anche nella scuola della loro lingua. Certo che se ci si potesse venire incontro ogni tanto…

  161. Jasna ha detto:

    Bene Mauricets. Torno a scrivere la tesi, che parla di cooperazione transfrontaliera tra persone un po’ più easy di te.

  162. Mauricets ha detto:

    162Jasna
    scusami forse spiego male.
    ma uno straniero ha come un italiano 2 opzioni:

    1scuola con lingua veicolare italiana.
    2scuola con lingua veicolare solvena.

  163. Luigi (veneziano) ha detto:

    Ebbene sì: sono pienamente d’accordo con Jasna.

    L.

  164. Luigi (veneziano) ha detto:

    Aggiungo che in Croazia l’accesso di studenti della maggioranza nelle scuole italiane ha avuto come effetto secondario l’abbassamento qualitativo medio dell’insegnamento, proprio per le dinamiche già descritte.

    L.

  165. Mauricets ha detto:

    e allora che fai?
    impedisci a una famiglia di mandare il figlio in una scuola?
    facciamole scuole razziali?

  166. Mauricets ha detto:

    tanto amanti della liberata e poi…

  167. Fiora ha detto:

    Jasna e MauriceTs ero talmente imbufalita con chi fa pessimo uso della lingua italiana da aver perso il vero filo della discussione,ma mi sono riletta il vostro ping pong, tra l’altro correttissimo ( perché il Maurice non sarà “easy”,ma si dimostra sempre un signore! )beh, io penso che il parere di Jasna, sulle modalità dell’insegnamento dello sloveno sia più aderente alla realtà, non implichi coercizione e in definitiva di maggior senso pratico.

  168. dimaco ha detto:

    @166
    e ti pareva!!!!
    mai che succeda il contrario.

  169. Mauricets ha detto:

    169Fiora
    a mio modo di vedere i tempi non sono ancora maturi per un passo del genere.
    lo slo al posto dell’inglese(perche scordatevi che con i tagli si possano avere 2 lingue alle elementari) non è una via percorribile a trieste.
    sarebbe piu pragmatico dare la possibilità a chi non fa religione, per scelta, di usare l’ora di alternativa come opportunità per lo sloveno.

  170. maja ha detto:

    mauricets #167

    nessuno impedisce niente.
    però l’inserimento massiccio di bambini non slovenofoni nelle scuole slovene non giova a nessuno.
    contribuisce all’abbassamento della qualità dell’insegnamento per tutti e svilisce la funzione di tutela della minoranza a danno dei bambini sloveni.
    (e smettila con sto razzismo che non esiste. nella scuola che frequentava mia figlia c’era anche una bambina nigeriana, adottata da uno sloveno e un’italiana. benvoluta e anche molto brava, grazie all’impegno delle maestre e al sostegno dei genitori.)

  171. dimaco ha detto:

    in fin dei conti i bambini non hanno pregiudizi. siamo noi adulti che glieli insegniamo

  172. Sandi Stark ha detto:

    Jasna, io ti posso raccontare una storia diversa sulle scuole slovene. Ma l’errore di fondo è dire “io sono italiana” in conseguenza della lingua. Se ti senti italiana solo per la lingua, ti invito a confrontarti con i ticinesi e chiederti come mai si sentono svizzeri.

    E’ errato anche il contrario. Non ci sono “sloveni” o “italiani” a Trieste, ci sono solo triestini. Che possono essere di lingua madre italiana, slovena o bilingui. Oppure di altre lingue madri.

    Il sistema delle scuole “slovene” o “italiane” è sbagliato, ho già spiegato perchè. A suo tempo andava bene così, bisognava recuperare l’assimilazione italiana. Ma non c’erano ancora altri modelli di insegnamento.

    In breve, le scuole sono diventate fucine di “sloveni”, e poteva anche essere sensato visto che prima erano state “fucine di italiani”.

    Ma c’è un piccolo particolare: l’identità percepita dai ragazzi delle scuole slovene, vede come “più vicini” i triestini rispetto agli italiani dell’Italia, ma anche rispetto gli sloveni di Lubiana. Di meno rispetto agli italiani di Roma, ma sempre pià “distanti” rispetto a tutti i triestini. E poi, sempre lo stesso campione, segnalava come “più vicini” i triestini di città, rispetto ai parlanti sloveno del Carso. In Carso invece, non ricordo il risultato della ricerca.

    Ci furono diverse interpretazioni sui risultati di questa ricerca, una delle quali fu che lo sterotipo di “carsolino ignorante” era stato assorbito anche dai parlanti sloveno della città.

    Una mia interpretazione invece, accolta come interessante anche dagli autori, suggerisce che i ragazzi (era l’anno 2000 circa) rifiutano istintivamente il nazionalismo linguistico, per intenderci, quello ottocentesco che ancora prevale.

    E prevale sia da una parte che dall’altra, è noto che la “minoranza slovena” è anche un serbatoio di voti, e ci sono molti segnali che le due compagnini nazional-linguistiche, non sono per niente contrapposte, anzi, sarebbero felici di continuare lo status quo della separazione della popolazione in base alla lingua, e quindi della scuola che gliela insegna.

    Hai mai notato una polemica tra il Primorski ed il Piccolo? Hai mai sentito la Lega Nazionale polemizzare contro le associazioni slovene di Trieste e viceversa? La Lega Nazionale aborre sempre il bilinguismo ovviamente, ma sembra che lo status quo stia bene a tutti. Compresa la sinistra triestina, che recluta abbondantemente tra le file dei parlanti sloveno di sinistra. Che votano un partito italiano, ma frequentano associazioni slovene.

    La divisione della popolazione in base alla lingua, comporta ingiustizie e sofferenze per i bilingui. Se vanno alle scuole ialiane ricevono l’ostracismo familiare, se vanno a quelle slovene, saranno tagliati fuori dall’altra parte della cittadinanza.

    Dimmi quante compagnie “miste” di ragazzi conosci, ossia di ragazzi che frequentano le scuole slovene ed altri che frequentano le scuole italiane. Io non ne conosco, ed ogni volta che chiedo ai ragazzi che frequentano le scuole slovene, mi rispondono che gli piacerebbe ma che di fatto è impossibile. Ci sono dei rari casi di amicizie personali tra un bilingue ed un monolingue, che possono risalire ai tempi dell’asilo nido o nell’ambito familiare, ma svaniscono con il tempo.

    Poi ci sarebbe anche la strumentalizzazione della Storia, perchè i ragazzi che frequentano le scuole slovene vanno in colonia in Slovenia, e lì è capitato di sentirsi raccontare che Trieste era una città slovena conquistata dall’Italia. Pochi anni fa, due bambini bilingui stavano giocando al Tivoli di Lubiana. Giovavano in italiano, perchè quello era per loro il codice dei giochi.

    Furono aggrediti da coetanei sloveni, che evidentemente erano stati educati a considerare gli italiani come “cattivi” ed antisloveni. Non che sia del tutto sbagliato, ma non certo nel caso di quei due bambini e delle loro famiglie.

    Conosco diversi altri aneddoti del genere, anche se ora non mi giungono più all’orecchio, forse la Slovenia ha già smaltito la sua sbornia nazionalista conseguente all’indipendenza. Speriamo.

    Per dare un taglio a questo abominio, la strada è una sola: il bilinguismo, il trilinguismo ed anche di più.

    Non solo, lo sloveno dovrebbe diventare lingua parificata dell’Italiano, anche in città. Entro due-tre generazioni, nessuno potrebbe più dire che qualcuno è privilegiato o penalizzato per la lingua.

    Resterebbero emarginate solo le famiglie che si sarebbero rifiutate di mandare i figli alle scuole plurilingui. Ma non potrebbero che dare la colpa a loro stessi.

  173. Mauricets ha detto:

    172maja
    io potrei dire che il massiccio inserimento di stranieri alla duca d’aosta o alla bergamas ha danneggiato i bambini italiani e ne ha limitato l’apprendimento.

    ne hanno colpa i genitori?
    ne hanno i bambini?

    ne ha colpa chi non prevede adeguati correttivi finanziari e organizzativi.

    ma non esiste una scuola su basi etniche, o razziali.

    ognuno va a scuola dove crede sia meglio.

  174. Mauricets ha detto:

    174Sandi Stark
    concordo con quanto scrivi, ma a mio modo di vedere con due stati nazionali che si contrappongono (perchè questa è la vera verità)sara difficile un vero bilinguismo. la via mediana sta in una fase di “volontariato” dove si possano usare strumenti “meno appariscenti”.

  175. maja ha detto:

    mauricets

    “Le scuole di cui al secondo comma dell’articolo 1 sono riservate agli appartenenti al gruppo linguistico sloveno, cittadini italiani o regolarmente residenti nella zona.”
    (http://www.skgz.org/legge-19-luglio-1961-n-1012-disciplina-delle-istituzioni-scolastiche-nella-provincia-di-gorizia-e-nel-territorio-di-trieste)

    come vedi, se io ho detto che i bambini dovrebbero *sapere* lo sloveno, la legge dice che dovrebbero *essere* sloveni.
    eppure le scuole slovene sono piene di bambini non sloveni. che razzisti, ah?

  176. Mauricets ha detto:

    177maja
    non riesco a capirti.
    tu li vuoi o no i bambini non sloveni nelle scuole della minoranza.
    si o no?

  177. maja ha detto:

    no, non riesci a capirmi.
    almeno questo è chiaro.

    (ti stiamo dicendo più o meno le stesse cose almeno in quattro: jasna, chinaski, io e addirittura luigi.)

  178. Mauricets ha detto:

    riservata non significa ad uso esclusivo.

    se la scuola a 100 posti e gli sloveni sono 70 gli altri 30 possono essere occupati da non sloveni.
    viceversa se su 100 posti vi sono 100 sloveni gli altri restano fuori.

  179. Jasna ha detto:

    @Sandi Stark

    “Ma l’errore di fondo è dire “io sono italiana” in conseguenza della lingua. Se ti senti italiana solo per la lingua, ti invito a confrontarti con i ticinesi e chiederti come mai si sentono svizzeri. E’ errato anche il contrario. Non ci sono “sloveni” o “italiani” a Trieste, ci sono solo triestini. Che possono essere di lingua madre italiana, slovena o bilingui. Oppure di altre lingue madri”.

    Io non sono triestina Sandi, forse hai capito male. Non so perché mi considero italiana, so solo che a casa mia non si coltivano tradizioni diverse da quelle dominanti nazionali. E mi dispiace! Ma è così.

    E’ molto bella la tua idea delle scuole plurilingui, io queste cose le appoggio senza pensarci due volte! Però nel frattempo cerco di tener presente quello che c’è, e che non sembra in aria di ulteriori finanziamenti, e cerco di prendere il massimo dal sistema scolastico che abbiamo. Per questo ho detto quella cosa sulla scuola bilingue vs. scuola solo slovena, diciamo che non mi sembra una cosa grave. Però magari non riesco a calarmi nei panni di chi si sente parte di più culture, e questo è sicuramente un limite alla mia sensibilità e alla mia capacità di capire il problema.

    Io alla scuola plurilingue ci andrei anche così, da italiana, e anche adesso che ho finito di studiare.

    Per quanto riguarda compagnie miste, ne conosco una della zona di Gorizia di gente fascia 20-30 anni, e(ma non so se vale) mio padre ha un gruppo di amici sloveni e italiani che si trovano assieme per hobby comuni, e così i miei zii e le mie zie.

  180. Mauricets ha detto:

    L’iscrizione e la frequenza nelle scuole con lingua d’insegnamentoslovena sono sottoposte alle norme vigenti per le corrispondenti scuole italiane.

  181. Mauricets ha detto:

    per evitare la chiusura delle sezioni(pochi alunni di madrelingua slovena) è meglio accettare i non sloveni. o pensi possano fare classi di 10 alunni?

  182. maja ha detto:

    mauricets

    qualche volta te son pezo de lojze.
    desisto. ciao.
    (un ultimo consiglio: prova guglar susanna pertot.)

  183. Mauricets ha detto:

    anticipo Luigi:
    in cro ci vanno anche i croati nelle scuole italiane cosi è possibile avere i numeri, altrimenti chiusura e niente fondi. li farebbero classi da 5 alunni.

  184. Redazione ha detto:

    @107
    No, no ne va ben.
    Abbiamo moderato ora i commenti segnalati e quelli successivi.

  185. Mauricets ha detto:

    Esperienze e racconti di genitori italiani alla scuola di Vermigliano (Ronche) (Tratto da Isonzo-Soča n.59, ottobre-novembre 2004)
    di Carla Zanolla

    http://www.balcanicaucaso.org/Dossier/Dossier/Ho-iscritto-mio-figlio-alla-scuola-slovena

    questi genitori hanno fatto scelte libere.

  186. Jasna ha detto:

    @Redazione

    Anche al commento 58 si insulta Sandi Stark (“al raccontafrottole di Stark”).

  187. Sandi Stark ha detto:

    176 Mauricets; E difatti xe proprio cussì, con gente che ga interesse de tignìr divise le comunità, no podaremo mai aspettarse de tornàr al cosmopolitismo e multilinguismo dei nostri nonni. Pecà per i fiòi.

    Però xe vero, che le istanze pol partir dal basso. A Klagenfurt xe scole bilingui, trilingi, quadrilingui e in un ginnasio, i insegna anche 9 lingue.

    No xe difficile fàr una scola multilingue, a Trieste esisti delle conoscenze a livello mondiale. Lassemo perder i modelli didattici, che se rangi i tecnici.

    Però una scòla multilingue privata se pòl fàr. Prima della parificaziòn, i fiòi doverà far i esami nella scola italiana o in quella slovena. La parificaziòn dovessi rivàr entro pochi anni, basta rispettàr i parametri del ministero.

    Tecnicamente no ne servi niente, a TS gavemo dei esperti più che titolati. Servi solo de farla, ma mi no volessi fàr una scola per ricchi come quella inglese de Opicina.

    Dovessi esser una scola per tutti, e servi che un Ente la finanzi. Basta che i daghi el posto, per pagàr i insegnanti xe fondi europei e Interreg che vanza. E xe anche previsto el scambio de insegnanti, quindi podessi anche esser fatta a costo zero o quasi.

    Con mi xe za d’accordo diversa gente, ma manca un poco de sostegno popolare.

    E per quanto riguarda noi nel nostro piccolo, podessimo cominciàr immediatamente, fazendo scambio de fiòi con delle famiglie astriache, slovene eccetera, nel periodo delle vacanze.

    Funzioneria cussì: piuttosto che pagàr centinaia de euro per i centri estivi, un tot. de genitori se metti d’accordo. I se metti in contatto con i corrispondenti dei altri paesi e se combina el scambio culturale.

    Ogni gruppo de fiòi che se scambia, sarà seguì da 1-2 dei loro genitori come garanti, sorveglianti e interpreti. I nostri va in montagna, i suoi va al mare, gratis o quasi. I fioi zoga tra de lori, i se abitua e i se impara uno co’l’altro. Le famiglie pol anche diventàr amiche, e da cosa nasce cosa.

  188. Mauricets ha detto:

    una scuola MITTELEUROPEA. direi.

  189. Sandi Stark ha detto:

    Hvala lepa redaziòn, dali ste mi, malo “Vertrauen in die Welt”

  190. Katja ha detto:

    90 maurice

    rispondo:

    mai detto che uno non può essere libero di parlare come vuole dove vuole con chi vuole io parlavo semplicemente di coerenza. se iscrivi tuo figlio o tuo nipote alla scuola slovena
    almeno cerca di sforzarti un po’ e parlarla (se essa è la tua lingua madre) con lui se no questo penserà che sti maestri sono dei deficienti a propinarli una lingua che non c..a nessuno o peggio una lingua che sai benissimo che tua nonna la parla col vicino ma con te no? una lingua di cui ti vergogni? come potrai studiarci?

  191. chinaski ha detto:

    @ sandi stark

    el problema xe propio quel de no far una scola per richi. bisogna sempre partir de l’ idea che ste robe le devi esser per tuti. per questo saria ben che ghe fussi un poco de sloven nele scole italiane: saria un punto de partenza. comunque el recupero del multilinguismo no xe una roba che se pol far tic tac, ghe vol almeno do generazioni. e bisogna anche che sia un multilinguismo che gabi un riscontro reale sul teritorio.

  192. Katja ha detto:

    son d’accordo con voi. anche mi pensavo spesso in questi anni ad una scuola plurilinguistica multiculturale ma le condizioni culturali xe ancora agli albori. son ottimista però

  193. Mauricets ha detto:

    194chinaski
    anche io sono favorevole allo sloveno nelle scuole italiane.
    ma credo che era sia piu percorribile l’opzione di renderla facoltativa.
    come lo è la religione.
    chi non segue l’ora di religione avrebbe l’opportunità di fare sloveno, o viceversa. si potrebbero dare due o tre opzioni per l’ora di alternativa, in base alle effettive esigenze degli alunni del singolo istituto.
    oggi come oggi è poco realistico pensare che che ci siano altre possibilità.
    se non altro per tutti i tagli all’offerta formativa fatta dal governo.
    per questo, con pessimismo, credo che anche gli intenti di qui sopra rimarranno intenti. purtroppo.

  194. isabella ha detto:

    Non ho letto i quasi 200 post, dico solo bellissima iniziativa!

  195. Goran ha detto:

    ma Lojze dove xe finì?

  196. Sandi Stark ha detto:

    Maurice, go paura che el slovèn come “lingua aggiuntiva” sia una perdita de tempo. Coss’te vol che sia, 1 ora alla settimana e senza parlarlo fòra de scòla. Idem per tutte le lingue, a dir el vero. Xe per questo che i austiaci ga el multilinguismo. A Vienna le scòle elementari xe bilingui tedesco-inglese. Scola bilingue, secondo el modèl americàn, significa che xe insegnanti de madre lingua che parla e insegna le varie materie sempre nella loro lingua. I da anche spiegazioni in altre lingue se la gente no capissi, ovviamente. Ma el concetto xe de dopràrle, le lingue. No de fàr insegnamenti più o meno teorici.

  197. Mauricets ha detto:

    199Sandi Stark
    siamo sempre la, qua fare le cose bene è impossibile.
    queste sono solo mie idee per poter almeno cambiare timidamente le cose. tanto non faranno nemmeno questo poco.

  198. Mauricets ha detto:

    Sandi Stark
    prova immaginare il ministro dell’istruzione che si ritrovi sulla scrivania una proposta di legge articolata che preveda scuole bilingue o trilingue con offerta formativa valida, insegnati preparati, strutture adeguate per tutti i comuni del fvg. con le lobby e il ministro delle tesoro fuori dalla porta del suo ufficio.
    si ribalta dalla sedia.

  199. dimaco il discolo ha detto:

    @198

    quel vien e va come la bora. quando trova un che ge tien testa el sparissi.

  200. Lorenzo Battista ha detto:

    Sandi lassa perder quel soggetto, te sprechi solo tempo. Non merita, el xè solo che un zerca longhi, non go mai visto un suo post costruttivo, d’altronde non pol esser altrimenti con el suo nickname.
    Che poi non ghe sia un moderator su ‘sto sito… a dir el vero me ricordo che se ga fato vivo solo in campagna elettorale per difendere el suo dator de lavoro ma forse me ricordo mi mal.

  201. Jasna ha detto:

    @Sandi Stark Ma le scuole di Vienna a cui ti riferisci sono pubbliche? E sono tutte così? (Ovvero: questa cosa si applica a tappeto oppure è a discrezione del singolo istituto?).

    Te lo chiedo perché io in Austria ho trovato, tra i giovani, un livello di inglese uguale a quello dei loro coetanei italiani. Ho trovato anche delle eccezioni, ma le ho trovate anche in Italia.

  202. Kat ha detto:

    188 conosco benissimo la situazione da 20 anni maurice. nessuno giudica i genitori per queste scelte anzi io ho tanti amici che mi chiedono come funzionano le scuole slovene qua e cerco di aiutarli a fare questa scelta, sono a favore. ma consiglio sempre loro di fare un corso di sloveno di modo che questa non diventi una scelta di comodo e venga tutto demandato alla scuola. la scelta della scuola slovena per i propri figli dovrebbe essere una scelta culturale non pratica (cussì de grande el trova lavor). spero di essermi spiegata. ti assicuro che ne so qualcosa.

  203. Sandi Stark ha detto:

    Si Jasna, sono pubbliche e le ho viste io con i miei occhi quest’estate. Non so se lo sono tutte, intorno al mio albergo alla periferia di Vienna ce n’erano due ed erano tutte e due bilingui. Non so dirti sul grado di consocenza dell’inglese da parte degli austriaci, posso dirti che a Vienna lo parlano tutti abbastanza bene, come in Germania.

  204. Sandi Stark ha detto:

    201 se aspettiamo qualcosa da Roma stiamo freschi, non solo per l’istruzione. Ci sono fondi europei che aspettano solo di essere spesi, gli enti locali possono finanziare delle scuole parificate, sta a noi pretendere dai nostri politici che si inizi.

  205. Fiora ha detto:

    driiin riposo ! voi a Lojze come ve lo imaginè? mi cussì:
    http://youtu.be/Ut4lWzs4KII

  206. dimaco il discolo ha detto:

    fiora, e poi i disi che son mi un discolo. ma amnca ti no te scherzi, biricchina. 😀

  207. giampaolo lonzar ha detto:

    @@@ VARI – Credo che iniziare anche con un’ora alla setttimana porta all’abitudine di
    ascoltare una lingua diversa, imparandonene gli elementi di scrittura e pronuncia puo’ portare all’interesse dell’argomento.
    Penso sia un buon inizio e poi se per qualcuno son rose,fioriranno.

  208. Dag ha detto:

    Ottima idea. A dire il vero conosco altre scuole dove si studiano 2 o 3 lingue straniere, ma non come lingue veicolari.
    Se ci fosse anche l’insegnamento del Friulano (una delle lingue minoritarie per il quale la Regione FVG è a statuto speciale), sarebbe proprio una scuola ideale!
    Immagino, però, che una tale scelta comporti anche costi molto alti, ma penso che, per queste operazioni, si possa contare su finanziamenti comunitari.

  209. dimaco il discolo ha detto:

    come ho già scritto Dag, l’insegnamento del friulano non è prioritario.A che serve? a ordinare fricco in trattoria?

  210. Dag ha detto:

    Serve a;
    1) rispettare le leggi (costituzionali, statali e regionali) che richiedono la tutela e l’insegnamento della lingua friulana;
    2) a rafforzare la specialità del FVG(dopo la caduta del muro, ora unicamente legata alle nostre specificità linguistiche e culturali);
    3) permettere a tutti coloro che lo vogliano (ovviamente l’insegnamento è facoltativo, non obbligatorio) di parlare e scrivere in questo idioma che da secoli è parlato in un ampio territorio di questa regione.

  211. capitano ha detto:

    #208 😀 resta solo da capire di che distributore fosse: Petrol o OMV ?

  212. Luigi (veneziano) ha detto:

    Allora: come al solito, sono state scritte alcune grosse imprecisioni, che sarebbe bene correggere.

    In Austria NON (ripeto: NON) esistono scuole bilingui tedesco/inglese.

    Esistono invece – nella sola regione di Vienna – delle ” scuole private di diritto pubblico in cui l’insegnamento avviene in lingua straniera. La ”Vienna International School” e la ”Danube International School Ges.m.b.H.” accolgono i bambini dai cinque anni alla maturità internazionale. Presso l’”American International School” e la ”Vienna Christian School” l’insegnamento viene impartito fino al dodicesimo livello scolastico secondo il sistema americano. Anche il ”Lycée Français de Vienne”, in lingua francese, che è una scuola pubblica come sancisce un trattato fra la Repubblica austriaca e la Francia, è frequentato prevalentemente dalla ”international community” di Vienna. Inoltre a Vienna esiste tutta una serie di scuole private in lingua straniera che non sono di diritto pubblico, come la scuola araba, giapponese e svedese. Le rappresentanze russa e cinese a Vienna gestiscono scuole nelle ambasciate presso le quali è possibile frequentare la scuola dell’obbligo”.

    Ho citato questo passaggio direttamente dal sito del ministero degli Esteri austriaco qui: http://www.bmeia.gv.at/it/ambasciata/roma/informazioni-sull-austria/istruzione-scienze-e-ricerca/il-sistema-scolastico.html .

    Capito questo, adesso vediamo che succede in Italia.

    Trovo che a Milano esistono una serie di scuole bilingui (tutte private): CINQUE scuole italiano/inglese, DUE italiano/tedesco, UNA italiano/francese, UNA italiano/spagnolo.

    Anche a Venezia esiste una scuola elementare bilingue italiano/inglese: la European School of Venice.

    A differenza di quanto accade in Austria, esistono delle scuole PUBBLICHE bilingui in Italia?

    Ebbene, sì: basta leggere qui: http://bilinguepergioco.com/2011/10/12/vittoria-studiare-in-italia-in-una-scuola-pubblica-e-trilingue/

    Adesso la domanda potrebbe essere: perché non esistono delle scuole del genere in FVG, che oltre a tutto è una regione autonoma? Esistono parecchie scuole bilingui o addirittura plurilingui in Trentino (non in Alto Adige: in Trentino): http://www.agebi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=10&Itemid=21

    A questo punto, io credo che il discorso vada impostato in modo del tutto diverso dalla oslita, sempiterna piangina “in Italia non si fa” gnegnegnegne e gnignignigni.

    L.

  213. Luigi (veneziano) ha detto:

    Scusate: devo correggere l’incipit: in Austria NON esistono scuole PUBBLICHE bilingui tedesco/inglese.

  214. massimo p ha detto:

    Fiora: fenomenale!

  215. Luigi (veneziano) ha detto:

    @ Fiora

    Vedi: per abitudine inveterata non sopporto il pressapochismo, che invece vedo qui dentro viene sparso a piene mani.

    E’ stato scritto che il PIL pro capite di Trieste è di 20.000 Euro. Poi è stato scritto che nell’impero A/U tutti quanti avevano la scuola nella propria lingua e non esisteva analfabetismo. Poi – adesso – è stato scritto che a Vienna pullulano le scuole pubbliche plurilingui. Ebbene: basterebbe poco impegno per evitare di raccontare queste cose non vere.

    A te urta che questo venga rilevato?

    Ognuno può godere nel farsi infinocchiare. Se permetti, non io.

    L.

    A proposito: se vuoi conoscermi allora dammi un tuo indirizzo così quando vengo a TS passo a trovarti, con la mia gobbetta, i miei occhiali a fondo di bottiglia, le mie mani adunche, la mia voce stridula e la mia bara tascabile.

  216. giampaolo lonzar ha detto:

    @208 FIORA – COLPITO !!! te ga scoverto el punto debole !!! L’avvenenza !!! 🙂

  217. Fiora ha detto:

    @218 Vederci? Per carità,Luigi! Non che questa Triestina media abbia nulla fuori posto… a me più di qualcuno qui mi ha vista in carne ( femo65%) e ossa,ma noi due, ammantiamoci reciprocamente di mistero… Perché sai ,”fuori” non riesco ad essere neppure softsgradevole come per esasperazione davanti alla tua villania , mi sono sforzata di essere qui con te.
    Ah! a quell’identikit, sommerei il “valore aggiunto” che al personaggio di Verdone decisamente manca ( e buon per lui!): la maleducazione!

  218. alpino w il 4 novembre ha detto:

    @212 Dimaco: il friulano come lingua serva per insegnare a te che Frico ha una sola C 🙂

  219. dimaco il discolo ha detto:

    grazie alpino da oggi dormirò più soddisfatto perchè so come si scrive frico. un piccolo passo per l’uomo un balzo enorme per non so chi. 😀

  220. bona lama ha detto:

    la regione è a statuto speciale per via di trieste, il resto non corrisponde, ci manca solo il veicolare friulano a sprofondare nelle nebbie, penso ad una dimostrazione di geometria con termini derivati e adattati da un colto consesso che magari di geometria non sa moltissimo

  221. bona lama ha detto:

    a essere onesti bisogna riconoscere che a trieste ci vorrebbe il bilinguismo ma ragioni politiche non lo permettono. Ovvio lungo tutta la fascia di confine, chi ne sa di più sul tedesco in regione?E’ tutelato?

  222. Luigi (veneziano) ha detto:

    @ Fiora

    Sta’ concentrata sull’argomento: non divagare su inezie!

    Ti offro semplicemente la possibilità di tornare sul pianeta terra, e tu scantini. Hai paura del vampiro? Grossa delusione: mi piacciono le persone che dimostrano almeno un briciolino di coraggio.

    Riguardo poi alla mia “maleducazione”, io la chiamo invece “intransigenza”. Reagisco sempre in modo estremamente forte contro chi cerca di menarmi per il naso raccontando cose non vere.

    Questo blog è strapieno di persone estremamente divertenti:

    – Sognatori di Tito
    – Sognatori del TLT
    – Sognatori dell’Austria ecc. ecc.

    Ma soprattutto, c’è questa gran presenza di schifatori dell’Italia che mi diverte. La cosa che però mi diverte di più è pensare che quella che per anni annorum fu una delle città con la maggiore presenza di neofascisti nel nostro paese, qui viene dipinta come compattamente unita contro l’italica villania (con venature di razzismo contro gli abitanti cdel sud grosse come un’autostrada). Io solo a Trieste ho visto organizzare convegni di negazionisti. Solo a Trieste ho visto chiamare ex Waffen SS a tenere una bella conferenza col beneplacito del Comune!

    Qui si presenta come doveroso (ed è doveroso, infatti!) l’abbattimento del muro fra italiani e sloveni, e in realtà molti commentatori di bora.la dimostrano di avere dei muraglioni mentali verso chi vive al di sotto del Po (ed anche al di sopra, a ovest). Per non dire del vostro bel rapportino coi furlani…

    In pratica, sto dicendo che si fa tanto finta di essere “cosmopoliti”, quando non si riesce nemmeno ad accettare il proprio vicino di casa!

    Comunque sia, io la vedo in maniera un po’ diversa, giacché mi capita di parlare di persona a TS con varie persone, molto variegate. La mia idea è che la città sia to-tal-men-te diversa da come la si disegna qua dentro.

    Ovviamente è una mia personalissima impressione, basata su sette anni di visione “da esterno” che viene dalle vostre parti un po’ di giorni al mese, e contemporaneamente gira per il Friuli, il Veneto orientale e le province di TV e PD, rilevando affinità e differenze.

    L.

  223. giampaolo lonzar ha detto:

    @ 225 LUIGI (VE) – se te vol son qua!

  224. Fiora ha detto:

    @225 va là, va là , Luigi! quale “intransigenza”?! butti là insulti,ti ripeti ,crei un clima scioccamente ostile…te l’ho detto, finisci per guastare la qualità dei tuoi contenuti con quella forma che ti permetti solo tu e non perché sei quello che di più sa e vale, riducendoti a quello che di più insolentisce.
    Propugni i sacri valori della Patria ma ignori i sinonimi, che “aggraziano” “lubrificano” e “sdoganano” .
    Personalmente riesco a disintegrare chi voglio senza usare neppure mezzo degli epiteti di cui inflazioni i tuoi interventi…peccato! ma tu ti senti troppo in alto per darti la pena di ascoltare e neppure leggere…. INEZIE! si ma guastano i rapporti, siano pure virtuali ed una volta che realizzi che né convinci di più, e men che meno diverti PIANTALA e datti una regolata,no?!
    Quale paura di te,quale vampiro…non m’incuriosisci ecco! Ad ogni modo la somiglianza col “Magda mi adori?vedi la cosa è reciproca” NON l’ho intesa fisica io l’ho vista puramente psicologica. Precisino,assillante,sfinente… Se sei meno scontento, per me va bene anche ” Biondo era e bello e di gentile aspetto” e viva l’A!
    E ora davvero basta con queste inezie .

  225. Dag ha detto:

    #223
    Ma non sta dire cavolate.
    Ogni volta a ripetere come un mantra ‘sta palla. Prove? Ovviamente manco una.
    Invece la specialità della regione era già pronta prima ancora che Trieste ritornasse all’Italia, ma si decise di sospendere la questione fino a tanto che non fosse sciolto il nodo legato al contenzioso su Trieste.
    Ed ora, con la caduta del muro di Berlino, il Fvg non è più regione di frontiera con il blocco sovietico. L’unico motivo della nostra specialità (e voglio vedere chi può negarlo) risiede ORA nella presenza di minoranze linguistiche e culturali sul territorio.
    Certo, per chi vive ancora di ricordi e nostalgie, questo è molto duro da accettare, ma non di meno è la realtà, come realtà è che la maggior parte dei contribuenti di questa regione è friulana, se lo ricordassero certi triestini.

  226. giampaolo lonzar ha detto:

    @ 227 FIORA – Anni fa , uno ha definito il Veneto ” LA VANDEA D’ITALIA”ed il motto dei
    “campagnoli di lusso” sulle donne era :

    CHE LA PIASA, CHE LA TASA E CHE LA STAGA A CASA

    No comments !

  227. Dag ha detto:

    #225
    Anche tu hai avuto questa impressione?
    Io separarei due cose: la storia di Trieste e la mentalità di molti triestini (molti, non tutti).
    Per quanto riguarda la prima, sicuramente Trieste è una città cosmopolita ed internazionale. I segni ci sono ancora: cognomi di origine italia, austriaca e dell’est Europa; diverse confessioni religiose presenti; palazzi progettati da architetti non italiani. La mentalità del triestino “medio” non è però granché cosmopolita ed aperta. L’ho provato vivendoci 1 anno a Trieste. Una città piuttosto vecchia e sonnacchiosa, ostilissima ai friulani (basta leggere il quotidiano locale per vedere ciò) ed anche poco amica ai vicini popoli slavi. Difficilissimo entrare in un “giro” di triestini, benché tra di loro siano molto allegri e chiassosi quando escono.

  228. sfsn ha detto:

    @ luigi (225):
    orca mare, te ne ga scoperto!
    Mi co me remeno per strada vado sempre in giro col fez e l’orbace fis’cetando giovineza e faceta nera, co incontro Menia lo imbrazo e se sento parlar sloven comincio a zigar “nela patria de rossetti no se parla che italian”. E fazo sempre spesa nei supermercati de Dipiaza. E cussì fa el 90% dei triestini. Però in cantina gavemo tuti el ritrato de Franz Josef, quel de Tito e co vado a dormir me involtizo in una coverta che ga disegnà tuto el TLT, da Duin a Novigrad edago la bonanote cosmopolita: bonanote, buona notte, lahko noc, laku noc, gute nacht…

  229. sfsn ha detto:

    ah, me son dimenticà: anche buine gnut

  230. bonalama ha detto:

    la specialità è merito di trieste e della sua particolarissima situazione, la idea di abborracciare una regione cuscinetto era dovuta alla questione di trieste e della vicina Yugoslavia, il resto sono partigianerie, bicchieri mezzi vuoti o mezzi pieni. In attesa che trieste vedesse definito il suo status, si buttarono i ferri in acqua come dire.Territorio confinante con il blocco sovietico prima, con i paesi non allineati poi, è stata un’enorme servitù militare priva di infrastrutture degne di questo nome, finchè purtroppo l’immane tragedia del terremoto ha fissato nuovi traguardi. Ribadire che la regione è speciale per lingue è pretestuoso ed apre la strada alla fine della specialità più volte sotto attacco della lega lombarda e malvista anche da quella veneta.L’unico territorio particolare in tale contesto è trieste e la fascia confinaria, in particolare quella dei tre confini. Il resto sono illusioni per chi ci vuole credere. Questa specialità, osteggiata all’inizio da qualche politico friulano, è stata viceversa una manna per il friuli, se si toglie questo, trieste resta comunque speciale, il resto ordinario confine CE quale il piemonte. Ribadisco la necessità di considerare il bilinguismo a trieste, sebbene le memorie della guerra siano ancora vive e presenti anche tra chi non le ha vissute.

  231. maja ha detto:

    luigi

    come ho scritto sopra, a celovec/klagenfurt c’è una scuola pubblica con lingua di insegnamento slovena, in cui ci sono anche delle classi speciali tri- e quadrilingui:
    http://cms.bgslo.at/cms/index.php?id=72&L=92

    a špeter/san pietro del natisone invece c’è una scuola pubblica bilingue (nata come scuola privata a causa dell’assenza di scuole pubbliche con lingua d’insegnamento slovena nella provincia di UD).

  232. chinaski ha detto:

    @sfsn

    pensa che una volta caminavo per strada fis’ciando bandiera rossa, e me son talmente incaza’ a scoltarme, che son subito anda’ in drogheria a comprar un fiasco de oio de ricino e me lo go bevudo tuto de un fia’.

  233. maja ha detto:

    bon, ma a onor del vero mi son bastanza d’accordo con dag al #230.
    certi triestini par che i vivi su un isola. i xe ostili a tuto quel che i ga intorno e i se la conta solo che tra de lori.
    non tutti, ma sempre troppi.

  234. capitano ha detto:

    chinaski secondo ti perchè George Romero sarà l’ospite d’onore de sto anno al science plus fiction ?

  235. capitano ha detto:

    Clanfa Nazis Must Die

    http://youtu.be/Q8LV1S2q2GA

  236. chinaski ha detto:

    capitan, mi diria: per portar un poco de vita in sta zita’ 😉

  237. Goran ha detto:

    Se qualchedun metti dei muri e continuamente attaccca chi tenta de esser costruttivo in una realtà “multi..”forse xe el caso de bannar,senza far nomi,perchè le energie e l’impegno xe uguali sia per un risultato negativo che positivo(costruttivo).

  238. silvana zanon ha detto:

    mi presento: trequarti veneziana, un quarto furlana, un marito ( la sua famiglia) che ha lasciato tutto a Isola e una figlia sposata a un triestin.
    Quindi saria una de la Vandea co’ un tocheto de lanfur e qualche radice qua e là.
    Vi leggo con interesse, anche perchè scopro che i triestini sono chiusi in vasche separate, niente vasi comunicanti neanca fra lori.
    Infatti il “giro” di mio genero è spesso in contraddizione con il “giro ” di Bora.la.
    E’ tutta ricchezza.
    Però aggiungo che Luigi, non c’entrano i campanilismi, al di là di espressioni “da dona Beta da la lingua sceta” dice cose sensate.

    Aggiungo soltanto che la Costituzione italiana, entrata in vigore nel ’48, prevedeva la costituzione di cinque Regioni a Statuto Speciale, fra le quali il Frvg…o ciò che ne sarebbe uscito dopo l’annessione o meno del TLT.
    Affermare che la specificità è tutta per Trieste mi pare fuorviante della storia.
    con simpatia a tutti.

  239. effebi (maaagaalà) ha detto:

    “E’ importante sapere più lingue, io stesso ne parlo dodici” (Anatoly Moskvina)

  240. dimaco ha detto:

    @225
    luigi no xe che se ti te me ciavi la moglie tra un par de mesi semo amiconi e andemo per osmizze insieme.
    Proprio perchè ti no te ga visù in prima persona le problematiche del confine con le esasperazione de tute due le parti no te pol pretender de capir. No esisti. Se cose che ghe vorà ancora decione de ani per dir convivemo insieme. No sta dir che se solo i slavi che fa casin, i se anca quei da questa parte del confin che la tira come che ghe par. se ovio che dal’altra parte i rispondi per le rime. e i esuli xe la dimostrazion più eclatante. Legevo in una bacheca de saluti de un soldato in aganistan che prima de andar via el gavesi giustà la scrita Portoroz sul container dei soldati sloveni. per inciso iera la pagina dei saluti per unamanifestazion de esuli no so dove. chiedeghe a effebi.

  241. sfsn ha detto:

    Xe due triestini sentai su una panchina in piaza libertà, a un certo punto riva un tuto trafelà e ghe disi: “Sorry, do you speak english?”
    “te sa inglese ti?”
    “mi no”
    “mi gnanche” e i ghe fa segno de no.
    E el tipo: “Sprachen Sie Deutsch?”
    “No”
    “No”
    “Parlez vous francais?”
    “No”
    “No”
    “Hable espanol?”
    “No”
    “No”
    “Panimajte ruski?”
    “No”
    “No”
    Alora el turista, disperà, ciol le valige e el va per le sue. Un dei do triestini ghe fa al altro: “Ciò, te ga visto quante lingue che saveva sto mato?”
    “Sì, ma tanto no ghe ga servì un cazzo”

  242. ufo ha detto:

    effebi, pa ti v kolikih se izražaš?

  243. Diego Manna ha detto:

    @245:
    ah ah ah ah 😀
    figona.

  244. Sandi Stark ha detto:

    Ecco Fiora, questa xe una foto che go scatà a Vienna, esattamente come disevo:

    http://imageshack.us/photo/my-images/23/scolavienna.jpg/

    Ciò, xe incredibile… el continua la campagna contro el sottoscritto, no el scrivi più che conto balle, adesso el fa indirettamente. Incredibile, mai visto o sentì de gente del genere.

  245. Jasna ha detto:

    Però Sandi da questo cartello come desumi che sia pubblica?

  246. effebi (maaagaalà) ha detto:

    246… jo no save, stupido io stupido, jo no save

  247. ufo ha detto:

    Ma no, no sta butartese zò come Calimero. Te vederà che zercando ben te troverà anca ti una nonna che parlava e alora te lasseremo zogar con noi…

  248. noLuigi noParty ha detto:

    sfsn, la barzelletta che trascrivi e una traduzione di una storia lettone, ignorante d’un ignorante che non sei altro. e poi non ti interroghi se sia verosimile una tale storiella? il triestino una di quelle lingue le avrebbe parlate con una probabilita statistica del 74.34%, vedi l ultimo censimento che certifica che 2 triestini su 3 parlano inglese, sloveno o tedesco, mentre i dati del comune di TS del 1996 stabilivano che il 65.986% di triestini parlava almeno una lingua straniera. io che viaggio e conosco trieste e anche la lettonia, so che la barzelletta e basata su una coppia russa di passaggio a riga nel 1975, ed e descritta nella Lonely Planet lettone edita nel 1993 – ma informarsi prima di aprire becco?

  249. Mauricets ha detto:

    anche se non sarete del mio parere io ugualmente traggo le mie conclusioni da quanto scritto qui.
    le oppinioni si dividono sostanzialmente in due gruppi:

    1: chi vede l’insegnamento dello sloveno, e il bilinguismo in ottica etnica e nazionale

    2: chi lo vede come un mescolamento e una dissuasione dello spirito nazionale ed etnico.

    c’è poco da fare rileggete tutto e ve ne renderete conto. piaccia o meno.
    tutte due legittime ovviamente.
    ma la prima puo sfociare solo in un mare: quello del nazionalismo.

    2

  250. Sandi Stark ha detto:

    Perchè iera scritto: “Volksschule Keplerplatz VBS Vienna Bilingual Schooling Kindergarten”. E perchè se te zerchi questa dicitura su Google, te capiti nel sito Viennababiesclub, dove i te conta che oggi a Vienna xe 7 scuole elementari bilingui, 8 medie, altre superiori e tecniche.

    Però adesso dime un poco Jasna, come mai te ghe da corda ai diffamatori de professiòn e no a mi. E anche, come mai una persona normale e de solito ben documentada, devi difenderse trovando le foto de quel che el scrivi e che lo stesso, a ti no te va ben, tanto che te domandi ulteriori spiegazioni.

    Prova a spiegarme per favòr…

  251. Bibliotopa ha detto:

    Mi legio nela foto
    Vienna Bilingual Schooling
    Volksschule/ Primary School
    VBS
    Eine blick fuer die Welt bekommen .Take a world view.

    No vedo Kindergarten e no vedo Keplerplatz, ma forsi sarà un’altra tabella..

    E co digito sto nome me trovo una pagina
    http://www.wien.gv.at/bildung/stadtschulrat/schulsystem/vbs.html
    che disi che xe un progetto pilota dele scole austriache pubbliche:In total a Vienna xe: 7 elementari, 8 medie inferiori, 2 superiori.

  252. Jasna ha detto:

    @noluiginoparty IDOLO!!! 😀

    @Sandi Stark Mi rendo conto che dallo scritto non si capisce il tono di chi parla, la mia era una domanda in tutta sincerità. Non prendertela. Non ho mai dato credito a quello che dice Luigi proprio per le motivazioni spiegate da Fiora, ovvero l’aggressività, l’atteggiamento da saccente, il fingersi tuttologo. Quindi ti prego di non considerare le mie domande come un supporto a quello che dice lui.

    A parte questa premessa, le mie domande non sono lì per mettere in dubbio quello che affermi. Ti ho fatto quella domanda perché in un cartello che dice Volksschule non è implicito (per me almeno) che la scuola sia pubblica. Per questo ho chiesto, per sapere come avevi capito che era pubblica. Pensavo che conoscessi l’istituto o che avessi chiesto a qualcuno. Spero di aver chiarito la mia posizione.

  253. Bibliotopa ha detto:

    La frase originaria ( # 199) diseva ” A Vienna le scòle elementari xe bilingui tedesco-inglese. ”
    Lasso a Chinaski de spiegar la differenza de significato fra ” le scole elementari xe bilingui”, “esisti scole elementari bilingui” “tute le scole elementari xe bilingui”

  254. Sandi Stark ha detto:

    A dire il vero non mi ero posto il problema, ne ero sicuro perchè credo di saper riconoscere una scuola pubblica costruita nel periodo asburgico, si rassomigliano tutte. Oggi per rispondere a te, sono andato su Google maps per trovare la via esatta, ho trovato la descrizione e la mia convinzione ha trovato conferma.

  255. Jasna ha detto:

    Beh, poteva anche essere un palazzo asburgico in cui è stata installata in tempi recenti una scuola privata, volendo. Comunque bon, chiarito l’equivoco.

  256. Katja ha detto:

    253 no te ga capido un klinc ma va ben. con el Mau del litorale non farò la guera 😀

  257. chinaski ha detto:

    ma infati, katja, no’l ga capi’ un klinc.

    maurice, dei, no sta tacar anche ti con sta storia de divider la zente in grupi. su bora.la ghe xe tantissime posizioni diverse, oramai se conossemo tuti, e la tua classificazion no la ga nissun riscontro. a mi ‘sto zogheto no’l me piasi. ma se propio te vol andar anche ti per quela strada, alora nel tuo zogheto te devi zontar come minimo el grupo dei quei che volessi che i sloveni se “integri” (sic), cioe’ che i rinunci un poco ala volta ala loro lingua e ala loro cultura e i diventi italiani. che po’ xe la tua posizion. e questo come te lo ciami? mi lo ciamo nazionalismo.

    comunque se te ghe tien tanto a far classificazioni, tien conto che mi son piu’ luxemburghista che austromarxista. 🙂

  258. Jasna ha detto:

    @Sandi Stark

    Di solito se uno partecipa a una discussione è pronto anche a rispondere a domande e dare informazioni. Se ti dobbiamo credere a priori e anche quando non capiamo cosa vuoi dire metti un disclaimer così la gente lo sa e non ti molesta con domande.

  259. Katja ha detto:

    262 mi son vauxhallista se pol servir 😉

    http://www.flickr.com/photos/robotriot/3486103774/

    mio papà gaveva una cussì bianca pagassi oro x gaverla adesso mi!:-)

  260. chinaski ha detto:

    264

    mio papa’ gaveva una škoda come questa, solo celeste.

    http://imcdb.org/i297958.jpg

    la consumava come un tank, pero’ se rivava a ‘ndar su pei grembani mejo che col fuoristrada

  261. Katja ha detto:

    figona! adesso la Redaction ci bacchetta però Chinas x l’OT…ahia.
    no però in effetti il multiculturalismo inizia con le 4 ruote. le prime parole di mio nipote erano: opel, volkswagen, mercedes indicando i simboli delle auto 😉

  262. chinaski ha detto:

    @266 vero, co’ iero ‘sai picio, el moroso dela mia bebisiter, che iera mecanico, me portava tuti i giorni in oficina, e la prima parola che go impara’ a dir xe stada folzaghen. bon dei, fine ot, se no i ne caza fora.

  263. Katja ha detto:

    nasvidenje 🙂

  264. maja ha detto:

    katja

    te vol meter tuo nipote con noi?
    šraufenciger, tišler, žnider, biks, turn, šulne, šinter, trwšt’t, trliž, lauft in kolko drugih.
    znamo nemško, skratka. ka čjš dvojezične, trojezične šule, dej. ne nuca n’č.

  265. Katja ha detto:

    du hast rechts maja aber mein Neffe ist ein echter Opchener!;-)

  266. giampaolo lonzar ha detto:

    245 SFN – I te ga fato el witz sul witz! che me dispiasi contradir EL CRITICO , ma i witz no gà “copyright”.
    Ogni nazion lo adata ai propri “difeti”,
    Esempio i witz sui Carabinieri ,in Germania i xe fati sui Polachi, in Inghilterra sui Irlandesi,in USA sui abitanti del Midwest, in BiH sui Bosniaci Musulmani etc .etc.

  267. giampaolo lonzar ha detto:

    @ 253 MAURICETS – Secondo la mia opinione io la vedo solo ed esclusivamente come arricchimento personale ,che come effetto collaterale porta ad un aumento della reciproca comprensione

  268. giampaolo lonzar ha detto:

    @269 MAJA – Ho un dizionarietto etimologico
    ” Germanico nello Sloveno del Carso ”
    ma mi manca ” šraufenciger” ( forse cacciavite???). Grz

  269. maja ha detto:

    that’s right, giampaolo. cazzavide.

  270. chinaski ha detto:

    me gave’ fato tornar in mente el fičo

    http://www.fico.si/

  271. ufo ha detto:

    Aah, cos’te me fa ricordar. Prima papà gaveva la seicento, poi xe pasà ala Prinz, e poi el zorno che mama ga ciolto la cinquecento col teto che se verzeva…

  272. giampaolo lonzar ha detto:

    @ 270 KATJA – Opchener ???

    Auf Deutsch Opčine ist OPTSCHINA so Optschiner ! 🙂

    O sbaglio ?

  273. Julius Franzot ha detto:

    Nach der unseligen Allianz, vielleicht “Königsterrasse am Karst”, dann “Königsterrasslerin” 🙂

  274. Julius Franzot ha detto:

    Hu, es war der Neffe: “Königsterrassler”

  275. sfsn ha detto:

    @ noluiginoparty (che po te go sgamà: te son sempre Lojze, perchè la ua parola preferida xe ignorante!):
    la prima volta sto witz lo go sentì un trenta ani fa da un bisiaco che parlava dei triestini, la seconda volta la go sentida in Armenia che i parlava dei georgiani. IGNORANTE! xe quela l’origine, no quela lettone! Ma va, dei: solo un m..a pol pensar che un popolo, o un mestier o una classe sociale gabi l’esclusiva de un witz. Mi go sentì contar le barzelete sui carabinieri e in altri ambienti se sentiva le stesse batude con soggetto i bosniaci, i furlani, i baristi, i sonadori de viola, ecc. Eco, i witz xe come la muisica: te sentirà caterve de canzoni cola stessa melodia ma cantade in lingue diferenti. E quale xe l’origine? Te sa ti?
    (ah, dimenticavo, se te son Lojze te sa sicuramente)

  276. Katja ha detto:

    no giampaolo 277 xe anche OPCHENA. testimonia una pietra migliare dell’impero AU sul confin demaniale sulla strada per Repen, se te vol andemo là e te fazo veder.

  277. Katja ha detto:

    ja Julius, er ist ein Man 🙂

  278. giampaolo lonzar ha detto:

    @ 281 Katja – Grazie per l’aggiornamento , pur abitando a Opicina , non avevo mai fatto caso.
    P.S. : Grazie al cielo me lo hai fatto notare tu , se vedeva “Un Altro” non so cosa mi succedeva … 🙂

  279. sfsn ha detto:

    …cossa parlè de Opčina, Opcina, Opicina, Optschina, Opchena: Poggioreale del Carso dovè ciamarla, altrimenti Lojze ghe va per tresso el pranzo!

  280. Bibliotopa ha detto:

    #282 Es war ein Mal ein Mann
    der heisst Pim Pam
    Pim Pam hiesse
    und…..

  281. Julius Franzot ha detto:

    @ 284 ==> 278 è Poggioreale na Krasu

  282. chinaski ha detto:

    si notifica che in data odierna, 10 ottobre 1902, una motrice della tramvia denominata “tram di poggioreale del carso” usciva dalle rotaie all’ altezza di scorcola e danneggiava in modo grave i muri di un edificio prospicente. il tramviere veniva immediatamente attenzionato dalla questura.

  283. dimaco ha detto:

    @273 deriva da schraubenzieher(tiraviti) in tesco, mootissime parole di uso comune derivano dal tedesco qui da noi. Salca per esempio è tazzina o tazza e deriva da Schale ( coppa o similare), bukve (libro) da Buch, e molte altre.

  284. maja ha detto:

    dimaco

    boš postavil kakšno strešico, tu pa tam? sem prebrala salka, namesto šalca.
    si ku taljani, oštja tuaja!

  285. giampaolo lonzar ha detto:

    @288 DIMACO : Questo dizionario che ho trovato a casa e’ una raccolta di vocaboli
    di circa 850 di etimo neolatino e 430 di origine germanica compilate da Karl Strekelj nato a Gorjan nel 1859 e morto a Graz/Gradec
    nel 1912 tratti dalla sua opera ” Morphologie des Goerzer Mittlekarstdialektes,
    molto interessante. Grazie per la spiegazione, questo vocabolo mancava.

  286. sfsn ha detto:

    še zdaj – almeno v Divači – se rece šraufenciger za kacavide

  287. Mauricets ha detto:

    272giampaolo lonzar
    puo e deve essere così.
    ma questo, dopo lunga riflessione, arriva solo con un sistema dove la scuola è perfettamente bilingue. o trilingue.
    fintanto che si divideranno gli alunni in base alla provenienza etnica, o linguistica,non se ne esce.
    fossero nella provincia di trieste tutte le scuole così non avremmo problemi. anzi si sarebbe tutti piu ricchi.

  288. Mauricets ha detto:

    262chinaski
    a parte che io ho detto che le 2 posizioni sono legittime, ma se rileggi in verita c’è proprio la suddivisione sempre in due fazioni.
    sempre sempre e sempre.
    fintanto che si avranno 2 scuole, una di lingua prioritaria slovena, e una di lingua prioritaria italiana questo sara inevitabile.
    c’è bisogno che a ts TUTTE le scuole siano con lingue prioritarie italo-slovene. meglio con l’aggiunta di una terza.

  289. chinaski ha detto:

    maurice, ma se avevi detto che i tempi non sono maturi nemmeno per introdurre due pidocchiose ore di sloveno nelle scuole italiane. dai, non fare sti giochetti da quattro soldi.

    poi non mi frega niente che tu dica che tutte e due le posizioni sono legittime, perche’ quelle due posizioni esistono solo nella tua testa. se si vuole discutere in modo onesto, bisogna per prima cosa evitare di mistificare le posizioni degli interlocutori.

  290. sfsn ha detto:

    ciò,
    ma Lojze xe morto?

  291. Mauricets ha detto:

    294chinaski
    e cosa c’entra che non ci sono i soldi?
    non ci sono i soldi, esatto, ma la mia opinione è che bisogna superare la scuola su base etnica e linguistica.
    si può avere una opinione?
    le 2 posizioni non esistono nella mia testa, ma da quanto scritto sopra.
    io parto dal commento 33 in altro modo.
    ma pensandoci a fondo credo non sia l’ideale. è mia opinione, riveduta e corretta, è che:
    solo scuole con lingue veicolari alla pari possano risolvere i problemi di questa area.

  292. Katja ha detto:

    il tuo commento al 33 maurice che non avevo letto con attenzione è giusto ma non solo è anche ciò che già accade nella nostra regione.

  293. chinaski ha detto:

    ma che c’entrano i soldi? tu avevi detto che se si introducesse lo sloveno nelle scuole italiane ne verrebbero fuori casini nazionalisti a biondo dio (commento #102).

    adesso, alla fine della fiera, non ti va bene che a trieste ci siano le scuole slovene. anzi, sembra addirittura che per te i problemi di trieste derivino proprio dall’ esistenza delle sciuole slovene.

    boh. veramente non ti seguo piu’.

  294. Katja ha detto:

    269 maja sem ti hotela reč (sem napisala po nemško)da moj nečak je pravi Openc zato te besede že pozna:-)

    273 giampaolo io ho un bel libretto dal titolo MISMAS di René Fuchs: parole straniere nel dialetto triestino ed. Lint

    283 sempre giam: la strada è quella che va da stazion campagna a destra verso Repen dopo il cavalcavia dell’autostrada scendi e a destra c’è un terreno, proprio alla fine della delimitazione del muretto all’interno sull angolo c’è la pietra migliare – molto interessante dal punto di vista storico che pochi conoscono

  295. Katja ha detto:

    sorry stazion campagna sinistra verso Repen

  296. Mauricets ha detto:

    297Katja
    è mia oppinione che bisogna andare oltre. secondo me non è sufficiente.
    ti invito a rileggere:
    174Sandi Stark

  297. Mauricets ha detto:

    298chinaski
    esatto, il problema è che ci sono scuole italiane e scuole slovene.
    non ci dovrebbero essere ne scuole italiane ne scuole slovene.
    ma istituti comuni puramente bilingui.
    è evidente che non ci sono i soldi per questo, ma posso avere una mia idea o no?
    e prova a rileggere 174Sandi Stark

  298. Mauricets ha detto:

    prima di leggere gli argomenti di Sandi Stark ero di diversa idea. mi ha convinto. ha ragione.
    poi l’applicazione è altra cosa.
    ma come idea è ottima. la faccio mia.

  299. chinaski ha detto:

    ma maurice, non e’ solo questione di soldi. hai idea di quanti insegnanti ci siano nelle scuole di trieste? come pensi che si possa creare dal nulla una leva di docenti tutti perfettamente bilingui? ci vogliono decenni.

    e a parte questo, resta il fatto che esiste una minoranza slovena tutelata dalla legge e da accordi internazionali, che prevedono tra le altre cose l’esistenza delle scuole slovene.

  300. Mauricets ha detto:

    304chinaski
    ma certamente la pratica è una altra cosa, e a quanto proposto da Sandi Stark non si arriverà mai.
    ma l’idea e ottima.

  301. Katja ha detto:

    ma ognuno ha la sua opinione quella di sandi mi sembra un po’ estrema. la realtà è un po’ diversa. io personalmente come tanti altri sono nata sul carso in famiglia bilingue ed ho sempre girato in città. mai settoriale ne con i compagni di scuola ne con gli amici di paese (quelli delle elementari)che tutt’ora frequento. uno dei punti è questo. che poi ci siano delle chiusure succede in tutti i gruppi sociali

  302. chinaski ha detto:

    katja

    infatti guarda, io di chiusura da parte slovena, soprattutto negli ultimi anni, non ne ho trovata. ogni tanto si’, ma in generale no. in compenso una volta, alle superiori, nei mefitici anni ottanta, sono stato convocato dal preside perche’ avevo detto in un’ assemblea d’istituto che gorizia non e’ una citta’ solo italiana, ma anche slovena. sai cosa mi ha detto? che se non mi stava bene che gorizia fosse italiana, potevo sempre trasferirmi a nova gorica. tanto per dire.

  303. Mauricets ha detto:

    307chinaski
    ecco vedi, se la scuola fosse stata bilingue questo sarebbe stato probabile?

  304. chinaski ha detto:

    seeee, maurice, e se mio nono gaveva tre bale iera un fliper.

    ma hai idea di che anni stiamo parlando? in quel liceo c’era una borsa di studio per gli studenti che si fossero distinti nella valorizzazione dell’ identita’ italiana di gorizia.

  305. Katja ha detto:

    bè gorizia come trieste nei tempi della cortina di ferro doveva istituzionalmente fare da barriera.

    maurice istituendo scuole uni bi o trilingui non risolvi problematiche culturali confinarie irrisolvibili x la propria natura conflittuale che si ritrovano

  306. Mauricets ha detto:

    ma serve, appunto, superare la divisione per lingue delle scuole.
    meglio per gli italiani, meglio per gli sloveni.
    e specifico che questo deve partire dalla scuola per l’infanzia, cioè dagli asili.

  307. Mauricets ha detto:

    310Katja
    certamente non le risolvi nella situazione attuale.
    con le scuole comuni saresti sulla giusta strada.

  308. Katja ha detto:

    rispondevo al 307 e al 308.

    309 sembra una scena del film la vita è bella…

  309. chinaski ha detto:

    maurice, ma non puoi far comparire dal nulla le scuole bilingui. e’ proprio tecnicamente impossibile. manca la leva degli insegnanti. per questo sarebbe il caso di cominciare con l’ introduzione dello sloveno nelle scuole italiane. quella e’ una cosa fattibile.

  310. chinaski ha detto:

    katja

    infatti a raccontarla adesso sembra un film, pero’ ti assicuro che era proprio un film di merda.

  311. Katja ha detto:

    314 sì sono d’accordo.

  312. Mauricets ha detto:

    314chinaski
    allora ritorniamo alla mia proposta osteggiata da molti. per passi graduali quindi?
    è il primo step non puo che essere l’insegnamento volontario.
    sono d’accordo, ma per poi arrivare al bilinguismo puro.

  313. chinaski ha detto:

    insomma maurice, lo sloveno curriculare nelle scuole italiane proprio non lo vuoi, eh. qualunque cosa, ma quello no….

  314. Mauricets ha detto:

    318chinaski
    non è che io non lo voglio, è che come le scuole puramente bilingui sono una utopia, lo sloveno obbligatorio a trieste è in egual misura utopico.
    ma poi, perche siete contrari allo sloveno su base volontaria per iniziare?
    questo non lo capisco.

  315. chinaski ha detto:

    maurice, una materia facoltativa non conta un klinc. se si pensa che una cosa sia importante, la si inserisce nel curriculum e basta, senza cincischiare.

  316. Mauricets ha detto:

    320chinaski
    ma che sia importante o meno non passera mai come lingua obbligatoria a trieste.
    e lo sai pure tu.
    ma fare cultura e lingua slovena nell’ora di alternativa è la cosa che ha piu probabilita di passare. visto che tale strumento esiste gia, ed è gestita nella autonomia dell’istituto.

  317. maja ha detto:

    scusa, mauricets, ma che cosa credi di risolvere con le scuole bilingui?

    guarda che anche nei matrimoni misti alla fine una scelta i figli la fanno, solitamente quando fanno a loro volta dei figli.
    si vede nella scelta del nome del figlio, nella lingua che usano prevalentemente con lui, nelle storie che gli raccontano ecc.
    se poi non la fanno, la farà il figlio al posto loro.

    si può sapere che ci trovi di male in tutto ciò? perchè uno dovrebbe per forza sentirsi triestino e basta? saranno cavoli suoi o no?

  318. Mauricets ha detto:

    non hai ancora capito?

  319. Mauricets ha detto:

    322maja
    il bello della scuola bilingue è che uno puo sentirsi quello che crede.
    italiano, sloveno, entrami o nessuno. il che sarebbe meglio. non rischia di diventare nazionalista.

  320. maja ha detto:

    senti mauricets, io ho capito benissimo e te lo dico chiaramente: anche se avessi frequentato una scuola bilingue sarei comunque stata e rimasta slovena. e allora? questo è forse un problema, per te?

  321. Mauricets ha detto:

    325maja ma ognuno è quello che vuole essere.
    quindi perche sei contraria?

  322. maja ha detto:

    mi chi ti ha detto che sono contraria?
    sei tu che tiri fuori sto cavolo di nazionalismo anche quando si parla della minestra di orzo.
    se ci metti dentro le patate sei nazionalista sloveno, se invece esageri con le carote sei nazionalista italiano. per non parlare del sedano! dove lo mettiamo, il sedano? da che parte della barricata?

  323. Mauricets ha detto:

    327maja
    ed è esattamente così.
    purtroppo.

  324. maja ha detto:

    è così nella tua testa, mauricets.

  325. maja ha detto:

    (a ja, katja, sem razumela, brez skrbi. gogol is my friend.)

  326. Mauricets ha detto:

    329maja
    a certamente è una mia opinione.
    non si puo pero dire che a trieste manchi il nazionalismo.

  327. Tergestin ha detto:

    A mi no me cambia niente se un se senti italian, sloven, solo triestin o altro.

    Quel su cui me piaseria fossimo tutti d’accordo xe un conceto ‘sai ma ‘sai semplice che a TS par no passi, a differenza del resto del mondo.

    Semo d’accordo che piu’ lingue un parla piu’ apertura mentale, conoscenze, esperienze e vantaggi in genere acquisissi? E semo d’accordo che bisogna insegnarghele ben e fin da pici quando la capacita’ de acquisirle xe molto piu’ facile? Quel che un parla in casa con la nonna o i genitori, dopo xe relativo e xe fati sui.

    L’importante xe far passar ‘sta idea, che a mi me par scontada forte, ma qua de noi a volte…..no se pol.

  328. chinaski ha detto:

    maurice, fra poco mi mettero’ a porconare in lingue a me sconosciute.

    lo sappiamo tutti che a trieste non manca il nazionalismo. basta farsi un giro in viale. ma tu stai etichettando come nazionalisti tutti quanti a casaccio, senza renderti conto che la tua posizione (ma a questo punto forse bisognerebbe dire: una delle posizioni tra cui tu stai saltellando da 330 commenti) e’ una posizione tipica dei nazionalisti italiani: gli sloveni la smettano di essere sloveni, cosi’ non ci saranno piu’ sentimenti antisloveni.

  329. maja ha detto:

    se lo dici tu.

    ma senti, spiegami una cosa. se io porto mia figlia all’asilo e entrando saluto tutti, anche gli italiani, con un bel dobro jutro, sono nazionalista, secondo te? provoco?

    e quelli che non mi rispondono mai, neanche per sbaglio, nello stesso modo, ma sempre con un buon giorno sofferto, che cosa sono? cosmopoliti?

  330. Mauricets ha detto:

    332Tergestin
    per questo l’ideale è una scuola con lingue veicolari diverse. italiano, sloveno, e magari tedesco.
    in TUTTE LE SCUOLE.

  331. Mauricets ha detto:

    333chinaski
    io non ho detto questo, ho scritto:
    “il bello della scuola bilingue è che uno puo sentirsi quello che crede.
    italiano, sloveno, entrami o nessuno. il che sarebbe meglio. non rischia di diventare nazionalista.”

  332. Mauricets ha detto:

    invece mi sembra che qua si tende sempre e comunque di identificare il nazionalismo con una solo componente.

  333. maja ha detto:

    uno può sentirsi quello che crede, ma se non si sente niente, è meglio

    è perfettamente uguale a:

    gli sloveni la smettano di essere sloveni, cosi’ non ci saranno piu’ sentimenti antisloveni

  334. Tergestin ha detto:

    Per mi piu’ che altro Mauricets el se fa trope pipe mentali, ma no penso che el voli dirghe ai sloveni robe tipo “Noi non abbiamo pregiudizi verso gli sloveni, se smettono di essere sloveni”.

    Per questo esisteva za’ un ente, ciamado “giunta comunale precedente, ala moderata”.

  335. Mauricets ha detto:

    o anche:
    gli italiani la smettano di essere italiani, cosi’ non ci saranno piu’ sentimenti antiitaliani.
    è uguale.

  336. chinaski ha detto:

    maurice, la tua posizione e’ empiricamente nazionalista (dal lato italiano), perche’ gli italiani non vivono in questa citta’ con spirito di minoranza (si puo’ vivere con spirito di minoranza anche se si e’ la maggioranza). quindi la tua ricetta (che in ogni caso potrebbe entrare a regime solo fra 20/30 anni) si risolverebbe in una semplice assimilazione degli sloveni da parte della maggioranza italiana.

  337. Tergestin ha detto:

    @ Maja

    Per mi funzia cussi’: un devi sentirse esattamente quel che vol, col principio pero’ de esser a posto e seren e no fissarse su “quei altri stronzi la’ che i vol comandarne, ghe la fazo veder mi adesso”.

  338. maja ha detto:

    tergestin

    te vol dir che devo saludar bon giorno?

  339. maja ha detto:

    e me piasessi saver anche l’opinion del nostro mauri.

  340. Mauricets ha detto:

    341chinaski
    secondo me questo avviene invece con una scuola che assomiglia a una enclave che pian piano si svuota.

  341. Tergestin ha detto:

    @ Maja

    No. Se a mi un me saluda in sloven rispondo in sloven, sempre fato. Rispondo anca in giaponese al ristorante giaponese, per dir (e so solo dir quatro parole in giaponese).
    Pensavo te gavessi leto piu’ volte su ‘sto blog, oltreche’ le mie monade, anca come la penso, che origini go e tuto el resto.
    Ma Mauricets -no un cativo utente, ma sai paturnioso- ve sta contagiando tuti qua?

  342. maja ha detto:

    ma no, tergestin. so che ti no te ga paturnie.
    nei confronti tuoi, iera una specie de batuda.
    xe quel altro che no me rispondi. chissà perchè.

  343. Mauricets ha detto:

    pensi che non puo avvenire il contrario?
    con la scuola bilingue dall’asilo questo non sarebbe piu un problema per le future generazioni.

  344. chinaski ha detto:

    maurice,

    mettiamo una dopo l’altra le tue “proposte”:
    – sloveno facoltativo nell’ ora di alternativa
    – progressiva chiusura delle scuole slovene
    – fra 30 anni scuole bilingui su tutto il territorio provinciale

    ho capito bene?

    (io se fossi sloveno mi preoccuperei un poco. a dire il vero mi preoccupo anche se non sono sloveno)

  345. maja ha detto:

    mauricets

    ma che mi frega cosa succederebbe con la scuola bilingue! la scuola bilingue a trieste non c’è.

    ti sto dicendo che oggi, nell’anno del signore 2001, salutare in sloveno è ancora un problema.
    allora provoco o no, se insisto con il dobro jutro anche se a certi dà fastidio?

  346. maja ha detto:

    (2011, ma lo era anche nel 2001)

  347. Mauricets ha detto:

    non proprio, il mio ideale:
    chiusura delle scuole italiane
    chiusura delle scuole slovene
    apertura scuole bilingui.
    IN CONTEMPORANEA.

    ma visto piu pragmaticamente:
    in ordine cronologico:
    -insegnamento dello sloveno nell’ora di alternativa
    -obbligo della lingua slovena nelle scuole italiane
    -trasformazione di tutte le scuole in bilingui

  348. Mauricets ha detto:

    350maja
    secondo te provochi?

  349. Mauricets ha detto:

    ma per me ognuno saluta come vuole.
    io saluto in inglese sul lavoro, altrimenti dovrei farlo in almeno 4 lingue.

  350. maja ha detto:

    ma che cos’è? marzullo? fatti una domanda e risponditi da solo?

  351. Mauricets ha detto:

    in che senso?

  352. maja ha detto:

    nel senso che non hai risposto alla mia domanda e l’hai girata a me.

  353. Mauricets ha detto:

    secondo me ognuno saluta come vuole.

  354. maja ha detto:

    quindi non sono nazionalista?
    e chi fa finta di non sentire o risponde sempre e solo in italiano a me e a mia figlia è nazionalista o dimostra grande apertura mentale?

  355. Mauricets ha detto:

    ma se ti ho gia detto che trieste è nazionalista!
    per questo servono le scuole bilingui.

  356. chinaski ha detto:

    maurice,

    il punto e’: se tizio e’ italiano e iscrive suo figlio a una scuola slovena, e poi quando i genitori degli altri bambini lo salutano in sloveno lui non risponde o risponde in italiano con aria seccata, ecco, allora tu come lo definiresti, tizio?

    io lo definirei “un po’ stronzo”.

  357. Mauricets ha detto:

    361chinaski
    allora gli asili servono ai bambini.
    dei genitori non mi frega un cazzo.
    di quanto avviene capira tutto, perche i bambini sanno distinguere il giusto del sbagliato molto di piu di quanto tu possa immaginare. le scuole bilingui saranno per giovani generazioni, non per i vecchi.

  358. maja ha detto:

    no, no, chinaski, sto parlando del personale delle sezioni italiane.
    tra i genitori italiani della sezione slovena qualcuno saluta in italiano, qualcuno in sloveno. qualcuno rompe alle riunioni perchè non capisce, ma poi di solito si calma. non ci sono grossi problemi, in generale.

  359. chinaski ha detto:

    Il Signor Veneranda (di Carlo Manzoni)

    Il signor Veneranda si fermò davanti al portone di una casa, guardò le
    finestre buie e spente e fischiò più volte come volesse chiamare qualcuno.
    A una finestra del terzo piano si affacciò un signore.
    – È senza chiave? – chiese il signore gridando per farsi sentire.
    – Si, sono senza chiave – gridò il signor Veneranda.
    – E il portone è chiuso? – gridò di nuovo il signore affacciato.
    – Si è chiuso – rispose il signor Veneranda.
    – Allora le butto la chiave.
    – Per fare cosa? – chiese il signor Veneranda.
    – Per aprire il portone – rispose il signore affacciato.
    – Va bene, – gridò il signor Veneranda – se vuole che apra il portone, butti pure la chiave.
    – Ma lei deve entrare?
    – Io no. Cosa dovrei entrare per fare?
    – Ma non abita qui lei? – chiese il signore affacciato, che cominciava a non capire.
    – Io no – gridò il signor Veneranda.
    – E allora perché vuole la chiave?
    – Se lei vuole che apra il portone non posso mica aprirlo con la pipa, le pare?
    – Io non voglio aprire il portone, – gridò il signore affacciato – io credevo che lei abitasse qui: ho sentito che fischiava.
    – Perché, tutti quelli che abitano in questa casa fischiano? – chiese il signor Veneranda, sempre gridando.
    – Se sono senza chiave si! – rispose il signore affacciato.
    – Io sono senza chiave – gridò il signor Veneranda.
    – Insomma si può sapere cosa avete da gridare? Qui non si può dormire – urlò un signore affacciandosi a una finestra del primo piano.
    – Gridiamo perché quello sta al terzo piano e io sto in strada – disse il signor Veneranda – se parliamo piano non ci si capisce.
    – Ma lei cosa vuole? – chiese il signore affacciato al primo piano.
    – Lo domandi a quello del terzo piano cosa vuole, – disse il signor Veneranda – io non ho ancora capito: prima vuol buttarmi la chiave per aprire il portone, poi non vuole che io apra il portone, poi dice che se fischio debbo abitare in questa casa. Insomma io non ho ancora capito. Lei fischia?
    – Io? Io no… perché dovrei fischiare? – chiese il signore affacciato al primo piano.
    – Perché abita in questa casa – disse il signor Veneranda -; l’ha detto quello del terzo piano che quelli che abitano in questa casa fischiano! Be’, ad ogni modo non mi interessa, se vuole può anche fischiare.
    Il signor Veneranda salutò con un cenno del capo e si avviò per la strada, brontolando che quello doveva essere una specie di manicomio.

  360. chinaski ha detto:

    maja#363

    ah non avevo capito. comunque e’ un comportamento un po’ stronzo lo stesso.

  361. maja ha detto:

    appunto.

  362. Mauricets ha detto:

    ma che vi frega dei genitori?

  363. chinaski ha detto:

    maurice, guarda che la maggior parte dei bambini non sta in brefotrofio, e l’ educazione la riceve soprattutto dai genitori.

  364. maja ha detto:

    qualchedun che fis’cia?

  365. Mauricets ha detto:

    appunto, ben venga un asilo bilingue che colma le lacune della famiglia.

  366. chinaski ha detto:

    cossa, ‘desso i ga taca’ anche a fis’ciar?

  367. Mauricets ha detto:

    Gli scienziati sostengono che l’educazione bilingue sviluppa il cervello in modo superiore, rispetto alla normale educazione monolinguistica.

    Studiando gruppi di bambini bilingue, i ricercatori statunitensi hanno notato un aumento della creatività artistica, una migliore capacità d’interpretare il mondo, migliori performances scolastiche ed anche una superiore capacità di esprimersi bene nella propria lingua-madre.

    http://www.kinderhaus.it/kinderhausandcollege-IT.asp

  368. chinaski ha detto:

    ma facoltativo pero’, nel ora de alternativa. se no va a finir che crepaldi se rabia.

  369. Mauricets ha detto:

    allora tutti favorevoli al bilinguismo?

  370. chinaski ha detto:

    tutti. manchi solo tu.

  371. maja ha detto:

    ah, mi son favorevole de sicuro. son bilingue per forza.
    (però no vien nissun a veder se me servi le ciave del porton? eppur go fis’cià.)

  372. chinaski ha detto:

    (ah te ieri ti, ‘lora, che te fis’ciavi? ma in sta casa nissun ga mai fi’scia’ per chieder le ciave. se te ga fis’cia’ vol dir che non te serviva le ciave. per quel nissun xe vignu’ a veder.)

  373. dimaco ha detto:

    e se fisciava per ciavar?

  374. maja ha detto:

    (bon, butteme zo el pajon, dei. che qua me par che se tuti mati.)

  375. maja ha detto:

    (specialmente sto sessuomane del primo pian. dimaco, marco caco, quel che xe.)

  376. dimaco ha detto:

    no gavemo paioni , ma solo modoni. te convien star sai tenta che qui xe tuti mati 🙂 🙂

  377. maja ha detto:

    uh, che paura! scampo col pajon soto el scaio. e no fis’cierò mai più.

  378. dimaco ha detto:

    e non son sessuomane. 😛

  379. chinaski ha detto:

    dimaco, coss’ te combini, vado via zinque minuti, torno, e te trovo qua che te lo mostri sul balcon del primo piano.

  380. chinaski ha detto:

    torna dentro, dei, da bravo, che se no i te fa atenzionar dela questura.

  381. dimaco ha detto:

    pensavo che te serviva qualcossa per rampigarte.

  382. maja ha detto:

    (per dimaco #384, ovviamente)

  383. dimaco ha detto:

    no son sesuomane, no sta meter in giro voci adulatorie

  384. dimaco ha detto:

    🙂 🙂

  385. maja ha detto:

    no se capimo, dimaco, no se capimo.

  386. dimaco ha detto:

    a ste ore son duro più del solito. note a tuti. vado a dormir.

  387. Fiora ha detto:

    Cossa,al @379 afermando e negando al @390, te se fa propaganda eletoral Dimaco? 😉 ‘Desso ch’el caposcuola mola, te vol candidarte ti? 😀

  388. Tergestin ha detto:

    @ Maja

    Grazie, me fa piazer saver che almeno qualchedun qua me comprendi.

    @ Mauricets

    Per fartela breve: prima de far le scole bilingui tute in un tiro, favorevole o no che te sia, saria de far una roba…..e cioe’ APPLICAR el bilinguismo. Che sula carta e per legge dovessi esserghe da qualche decennio, ma de fato no ghe xe e no taca.
    Insisto: a TS su certe robe semo indrio come le bale de un can bassotto da almeno zinquantasei anni e passa.

    Anzi, semo la cita’ dele grandi ocasioni butade nel cesso, per dirla tutta.

  389. čriček ha detto:

    290 giampaolo lonzar

    Štrekelj nacque a Gorjansko, il paesino tra Šempolaj e Komen, nella prima casa sulla sinistra se provieni da Šempolaj.

  390. giampaolo lonzar ha detto:

    @ 300 KATJA – Grazie ,il libretto della Fuchs lo ho; un giorno di bel tempo vado a vedere.

    @ 396 ČRIČEK – Grazie anche a te per l’info

  391. Srečko ha detto:

    295 sfsn

    Non temere, quando meno te lo aspetterai… zacccccchete… e Lojze imperversera’ di nuovo. Probabilmente e’ in missione da qualche parte a prendere materiale ed argomenti da riportare poi qui.

  392. effebi (maaagaalà) ha detto:

    Quasi 400 commenti quasi tutti in un buon italiano, bene, vi leggo volentieri.

  393. Srečko ha detto:

    400 dicansi quttrocento in un buon italiano…

    FB, mi sa che hai saltato qualche post

  394. giampaolo lonzar ha detto:

    @399 EFFEBI – non solo Italiano anche , Triestino, Sloveno ( lingua e dialetto), Tedesco, citazioni in Inglese, qualche opinione discorde ma in comune multietnicità,multicultura,multilingua …
    Non volendo parlare per tutti, soggettivamente anch’io la leggo bene …però mica capisco cosa significano i suoi messaggi ed eventuale latente ironia ?????

  395. effebi (maaagaalà) ha detto:

    no no, li ho letti tutti e devo dire che mi avete convinto, i bambini devono imprare più lingue, sono certamente migliori quelli bilingui che quelli monolingua quindi auspico che il prossimo governo sloveno introduca una legge che istituisca l’obbligo di due lingue in tutte le scuole nazionali. i bambini sloveni cresceranno così “migliori” di quelli italioti che a stento ne conoscono una.

    se poi una delle due lingue insegnate sarà l’italiano anche bora.la avrà più utenti…

  396. Srečko ha detto:

    402 FB

    Gia’. Come al solito a cominciare siano gli altri, che poi noi seguiamo. La tiritera e’ la solita: perche’ a TS dovremmo studiare lo slavo (sic), se loro parlano italiano? Questa e’ vecchia e, a noi sloveni, sta molto sul katso!

  397. giampaolo lonzar ha detto:

    @ 403 EFFEBI – Credo che Lei e’ rimasto alla ex-YU postbellica descritta nei Druse Mirko di Carpinteri e Faraguna . Io lavoro in una societa’ legata al mondo navale con sedi a Capodistria,Fiume,Montenegro il personale di quelle ditte e’ locale e perfattamente trilingue (idioma locale,italiano,inglese) e qualcuno ne sa anche una quarta. Il Nautico di Pirano ,purtroppo per noi di Trieste ha superato di gran lunga il nostro locale che data dai tempi di Maria Teresa .
    Pensi che se un Ufficiale di Coperta vuol ottenere un certificato STWC-95 per il GDMSS
    senza tanti fronzoli un certificato internazionale per telecomunicazioni il posto piu’ vicino e’ Ve e Ravenna cosicche’ i Triestini vanno a farlo a Pirano poi devono fare l’Endorsement presso l’Ambasciata Italiana a Lubiana per non parlar di tutti gli altri certificati IMO e STWC- 95 mentre loro (gli Sloveni) se lo fanno in casa avendo presso quell’istituto simulatori di Ponte di Comando che qui a Ts ce li sognamo, l stesso vale per la Croazia i particolar modo a Spalato la” SPLIT Ship’s Management” fa altrettanto per i suoi Uff,li , in Montenegro lo stesso. Noi ITALIANI di Trieste dobbiamo andare per gli stessi certificati a Ve,Ge, Na,e tutto il resto del Sud ed Italia Insulare,per un corso antincendio sempre per Navi deve andare a BRESCIA !!! o se no a Marina di Ravenna e/o tutti gli altri porti gia’ menzionati. I sloveni c
    lo hanno a Capodistria !!
    Noi ci autodichiariamo un PORTO e non siamo in grado di addestrare il nostro personale avendo un Istituto Nautico Storico IL PIU’ VECCHIO DELL’ADRIATICO.
    Vado avanti se un marittimo vuol fare il corso baase PSSR riservato alla piu’ bassa qualifica di bordo MOZZO , il posto piu’ vicino e’ RAVENNA che ne fa due al mese , mi fermo ,perche’ posso andare avanti .
    A Trieste in campo marittimo stiamo diventando ANALFABETI DI RITORNO mentre divnteremo forse bravi cantanti di coro con Lei in piazza Unita’ d’Italia.
    MAAAVAALA’

  398. effebi (maaagaalà) ha detto:

    ma lasciateci perdere… a noi italiani…
    siamo buoni a nulla… ignoranti… ma che vi fraga di far crescere bambini italiani “migliori” !?

    dai…

    imparate tre, quattro lingue, insegnatele ai vostri figli non.italiani e passateci sopra…

    questa è la strada, non capisco perchè vi incaponite a voler cambiare gli italiani, tempo perso.

    per quanto riguarda i triestini originali:
    siccome è giusto imparare le lingue dei “vicini” domando se siete disponibili a far si che i vostri bambini tristini originali imparino a scuola anche il …friulano 🙂

    mandi !

  399. effebi (maaagaalà) ha detto:

    diffidate… diffidate…
    l’assessore regionale all’Istruzione e alla Ricerca, Roberto Molinaro, che ha firmato a Malrborghetto la lettera d’intenti… è un italiano…
    diffidate… non se ne farà nulla.

  400. giampaolo lonzar ha detto:

    @403 SREČKO -Eccolo là ha ragione EFFEBI non sai Italiano si dice CAZZO( Klinc,Kurac)Mi hai fatto fare brutta figura.
    Aggiungo ,quando io stesso ho fatto il corso a Pirano , l’insegnante oltre che farlo in Inglese perhe’ il Certificato e’ Internazinale
    dato che c’era della gente che veniva anche da Padova , Viareggio e dal Lago di Garda, perchè Skippers di Yacht e l’Inglese non lo padroneggiavano bene si e’ dato da fare con l’Italiano; l’insegnante veniva da Maribor ed insegnava Scienze Nautiche all’universita’ di Lubiana; un tanto per dare l’idea dell’organizzazione.
    Lascio perdere quello che’ e la sezione RADAR !!!
    (Scusami per la battuta iniziale )

  401. giampaolo lonzar ha detto:

    @406 EFFEBI – Mia nona dixeva sempre, che per poder rider dei altri bisogna saver rider de se stessi…………

    (lo dixeva in dialeto Triestin , va ben lo stesso)

  402. maja ha detto:

    a me il friulano a scuola andrebbe benissimo.
    več znaš, več veljaš, dicevano i nostri vecchi.

    e poi dicevano anche: kdor molči, devetim odgovori. (še posebno takim, ki sestavljajo nekakšne vsem nerazumljive sezname in vsevprek streljajo kozle.)

  403. Srečko ha detto:

    407 giampaolo

    🙂

  404. Srečko ha detto:

    409 maja

    Firmo. Il friulano e’ una lingua come le altre. Se potessi ne parlerei 7 x 7 e di piu’. Ma aime’ sono ancora lontano…

  405. sfsn ha detto:

    mi el furlan lo capisso ben e me dispiasi che no i lo insegni a scola. Concordo con el vecio detto: koliko jezikov znaš, toliko ljudi veljaš.
    E po me sembra che la solita manfrina del fato che el furlan no xe una lingua xe una cazada: disi el grande storico Hobsbawm che un dialetto xe una lingua senza esercito…

  406. Mauricets ha detto:

    376chinaski
    ma evidentemente non hai letto bene. io sono per un bilinguismo, non condivido il modo in qui si vuole raggiungerlo. purtroppo i tempi non sono ancora maturi per una soluzione simile a quella che propone Sandi Stark, ma che sarebbe ottima. penso che un approccio meno invasivo abbia piu possibilità di avere successo.

  407. Katja ha detto:

    i tempi sono già marci invece mau. siamo in ritardo di 60 anni. il dopoguerra + lungo del mondo è qua.

  408. Mauricets ha detto:

    414Katja
    il marcio ha attecchito quasi tutte le mele, poche si salvano.
    sara tanto conservare quello che si ha.
    ma io ho fiducia nelle mele acerbe, quelle non ancora cadute dall’albero.

  409. Katja ha detto:

    sì anch’io cerco di coltivare le loro menti ed i loro cuori ogni giorno. verso un futuro cooperativo collaborativo ed equo

  410. chinaski ha detto:

    che bel… il tempo delle mele…

    http://www.youtube.com/watch?v=IRiYFLRQ5fs

  411. Mauricets ha detto:

    purtroppo i ricordi sono ormai nebulosi!

  412. maja ha detto:

    non disperare, mauri.
    dreams are our reality!

  413. Sandi Stark ha detto:

    Maja, ho visto una tua citazione a proposito, ma questa ricerca l’hai letta bene?

    http://www.slori.org/index.php?pag=pubblicazioni&anno=2&cid=14&lang=slo

    Ed hai letto i lavori successivi, che tentano delle interpretazioni?

    E poi ancora una domanda, hai mai avuto un figlio bilingue?

    Io ne conosco diversi, e sempre più spesso trovo dei ragazzi che mi dicono che non vorrebbero “decidere”, che vorrebbero poter usare una lingua o l’altra in totale libertà, senza gli automatismi di apparteneza che ne conseguono.

    Mauricets, non si può essere estremisti e chiudere le scuole italiane e slovene. Se si inizia con la scuole bilingui, e se si useranno i modelli didattici migliori, essi si imporranno da soli con il tempo, e sarà un tempo molto breve.

  414. Mauricets ha detto:

    420Sandi Stark
    è vero.
    se noi rettifichiamo l’affermazione “chiudere le scuole italiane e slovene” in: “modificare in bilingui le scuole italiane e slovene” in effetti è piu corretto.

  415. Mauricets ha detto:

    421Mauricets
    ovviamente questo deve avvenire anche nella vicina repubblica.

  416. bona lama ha detto:

    in sto suf me go perso: dimostrazion de teoremi in che lingua????

  417. Mauricets ha detto:

    423bona lama
    in entrambe.

  418. maja ha detto:

    sandi #420

    1) non ho letto la ricerca che citi, ma mi ricordo di una ricerca europea, a cui ho partecipato a quell’età. la ricerca si occupava del tipo di percezione che hanno i popoli europei l’uno dell’altra e il nostro gruppo era stato scelto con gran cura. ebbene, abbiamo scritto tante di quelle cazzate che tu non hai idea.
    non mi fido troppo delle ricerche se gli intervistati sono adolescenti.

    2) non ho letto i lavori successivi, ma con molta probabilità ne ho letto qualche recensione sulla stampa.

    3) ho figli bilingui, ma non sono bilingui precoci dalla nascita. il padre lo è, ma ha scelto di usare solo lo sloveno con loro. io ci parlo prevalentemente nella variante standard e qualche volta in dialetto (codice che uso anche con tutti i componenti della mia famiglia di origine). la nonna paterna, istriana di nascita, parla in triestino con gli adulti e in italiano standard con i bambini. se non la capiscono, traduce in sloveno, lingua che ha imparato con i propri figli. tutti gli altri componenti della famiglia parlano sloveno (standard o dialetto).

    4) non vivo in una bolla di sapone, conosco e frequento persone diverse da me e so che non tutte le famiglie sono come la mia. ci sono sempre più famiglie in cui si parlano abitualmente due, tre, anche quattro lingue. buon per loro.

    5) desidero che i miei figli frequentino una (buona) scuola slovena. se non ci fosse qua, sarei disposta a portarli a sežana.

    6) la scuola bilingue sarebbe un’ottima opportunità per chi ha situazioni famigliari o convinzioni diverse dalle mie e per i bambini i cui genitori desiderano che imparino lo sloveno senza subire lo shock di una lingua e di una cultura nuova e completamente sconosciuta.

    può bastare? o ci sono altre cose che desideri sapere circa la mia biografia, le mie letture e le mie opinioni?

  419. Tergestin ha detto:

    @ Maja

    No che me permetto de giudicar come te intendi tirar su i tui fioi. Ma lo “shock” de subir una lingua e una cultura nova (frase infelice, consentimelo) no te pensi che i muleti de oggi lo ga za’?

    Nei asili e nele scole xe sempre piu’ muleti de ogni angolo del globo, i fioi chatta su internet con tuto el mondo se i vol, i videogiochi xe in inglese, la muleria studia (o emigra, da ‘ste parti) all’estero sempre de piu’. Xe giusto conosser e voler far conosser la propria cultura ma certe convinzioni, come te le ciami ti, me par un poco forti e poco pratiche pel mondo de oggi. No capisso i perche’, sinceramente.

  420. čriček ha detto:

    Tergestin

    Non puoi capire. Non appartieni ad una specie in via di estinzione.

  421. maja ha detto:

    tergestin

    quando parlavo de shock intendevo quei fioi che se ritrova catapultadi in prima elementare senza capir un klinz de quel che ghe parla la maestra. te credi che sia facile, per lori?

    sta pur tranquillo per i miei fioi: xe fioi normali e sereni. anche lore se varda cartoni in inglese, gnoco, serbo etc. no xe che go messo cartei in giro per la casa: qui si parla solo sloveno.

    (čriček ga ragion.)

  422. giampaolo lonzar ha detto:

    @@@ VARI – xe un poco OT ,in ogni caso mi go fato dò ani de scola superiore in lingua italiana con un’ora al giorno de francese con insegnante Francese che ne parlava solo francese, se un de noi domandava spiegazion de qualcossa in Italian no vigniva nianche scolta’, me par che i lo ciamava ” Methode Direct” ( vigniva insegna’ senza gramatica e sintassi solo pupoli ,parlar e scriver). Devo dir ke ga’ funziona’ ben perkè
    quando go lavorà in paesi francofoni go fato ‘bastanza presto a interagir con i coleghi.Ciaro che sia l’età che la poca diferenza linguistica tra lingue romanze ga ajutà .

  423. Tergestin ha detto:

    @ čriček

    No son un panda.

    @ Maja

    Si’, ma imagino. Disemo che la frase usada no me pareva felice e i toni un poco anca iera roba stile “Effebi no spetava altro e se sta sfregando le man”. Tra l’altro, rincoionido come che son, ‘desso go anca capi’ che i xe pici, pensavo te parlavi de roba de medie, superiori eccetera.

  424. chinaski ha detto:

    @tergestin

    pero’, se go capi’ ben, maja quando parlava del shock intendeva parlar de quei fioi italiani che vien iscriti ale scole slovene per farghe imparar sloven. da quel punto de vista, se ghe fussi *anche* scole bilingui saria una roba bona, perche ghe permettessi
    ai fioi italiani de imparar sloven senza el shock de no capir gnente e de sentirse esclusi, e ai sloveni de conservar el senso de comunita’ che se costruissi a partir dele loro scole, che xe una roba importante, visti i precedenti storici.

  425. maja ha detto:

    grazie per l’esegesi, hank. intendevo proprio quel.

    tergestin

    go do fioi all’asilo e una alle medie. la grande, pur non essendo bilingue dalla nascita, la parla ben sia sloven che talian, la smanetta sul computer alla grande scrivendo in un pastrocio fato de parole slovene miste a parole taliane e triestine slovenizzade che me vien la permanente solo a vederlo, la se sforza de parlar in inglese col papà londinese de un suo amico, la ga fato lezioni private de tedesco e deso la lo studia a scola. visto che la xe portada per le lingue, no ne dispiasessi se per le superiori la andassi ala scola trilingue de celovec o al collegio del mondo unito.
    (ah, sì, quando mia suocera la ghe parla in sloven ale altre due, me rabio e ghe digo de parlarghe in italian. l’altro giorno la picia, che no la ga nianca tre anni, la ghe ga dito: nona, io imam questo.”)

    pol andar, cos te disi?

  426. maja ha detto:

    (ah, sì, de quel che pensa effebi no xe che me frega sai.)

  427. Tergestin ha detto:

    @ Chinaski

    Si’ e me par anca giusto. Forsi go capido mal mi certe robe e l’error xe mio.

    @ Maja

    Uguale come quel che go dito per Chinaski. Capela mia, devo gaver equivocado alcuni passaggi.

  428. chinaski ha detto:

    tergestin

    kein problem, in ste discusssioni kilometrike xe facile perderse qualche passagio, e po’ comunque anche rilegendo tuto no xe la stessa roba come seguir la discussion in direta: no se capissi piu’ ben chi rispondi a chi, ghe xe riferimenti a altre discussioni che andava avanti in paralel, ecetera.

  429. maja ha detto:

    amici come prima, tergestin.

  430. Mauricets ha detto:

    428maja
    io dissento completamente dal tuo pensiero.
    e denota una poca conoscenza pedagocica e della realta scolastica.
    ti rammento che migliaia di bambini sono catapultati dai piu diversi paesi del pianeta nelle scuole italiane, in eta che possono essere anche a ridossi delle superiori.
    molti hanno difficolta.
    ma moltissimo la superano graziea dei meravigliosi insegnanti che vanno ben oltre i loro obblighi.
    dalla bosnia catapultata al petrarca.
    oggi laureata con lode in ingegneria edile e con la Rizzani in Russia dopo un master. la figli di un mio collega, che quando scrisse Petrarca sbaglio in “PetrarKa” sulla domanda.
    i tuoi ragionamenti hanno sempre uno sfondo nazionale.
    bisogna andare oltre.

  431. Tergestin ha detto:

    @ Chinaski

    Si’ in effetti xe vero, qua se diventa un poco mati a meter tuto insieme e mi ogetivamente no go mai pensa’ de esser una zima 🙂 .

  432. maja ha detto:

    mauricets

    con tutto il rispetto, ma… non capisci una mazza di quanto scrivo.
    me ne farò una ragione.

  433. Mauricets ha detto:

    439maja
    ma sei tu che asserisci:
    “intendevo quei fioi che se ritrova catapultadi in prima elementare senza capir un klinz de quel che ghe parla la maestra. te credi che sia facile, per lori?”
    no, non credo sia difficile. perchè la scuola bilingue ha gli strumenti pedagogici e didattici per ovviare a questo.
    cosa che ovviamente le scuole nazionali non hanno, se non in misura molto minore.

  434. Katja ha detto:

    maurice stai virando sempre il discorso verso il nazionalismo. se non sei dentro è difficile capire. io sono bilingue ed i miei fratelli anche non abbiamo mai subito pressioni nazionalistiche da nessuna parte e continuiamo a crescere i nostri figli nella pluralità di opinioni,lingue e culture. la salvaguardia della lingua viene spesso confusa con estremismo nazionalista da chi vuole strumentalizzare la situazione

  435. Mauricets ha detto:

    441Katja
    esatto, si viene strumentalizzati
    nella messa alla pari delle lingue questo non è possibile.
    nelle scuole divise per etnia, lingua o religione è inevitabile.

  436. maja ha detto:

    mauricets

    ripeto: non capisci.

    (a me non interessa che le due lingue siano messe alla pari. per me – sottolineo per me – una è molto più importante dell’altra.

    no te sta ben? no me frega niente. affari tui.)

  437. chinaski ha detto:

    maurice

    forse maja ti rispondera’, un giorno, se ne avra’ voglia. sicuramente ha molta piu’ competenza di me, e inoltre il suo e’ un punto di vista sloveno, il che mi pare molto importante, visto l’ergomento. faresti bene a tener conto, del suo punto di vista.

    pero’ io ti voglio dire lo stesso una cosa. (il mio e’ il punto di vista di un italiano, un italiano anomalo, che si riconosce nel 25 aprile ma non nel 4 novembre. quindi un non-italiano). tu non ti rendi conto che l’ atteggiamento veramente nazionalista e’ il tuo. e sai perche’? perche’ non riesci ad accettare che nella stessa citta’ vivano diversi gruppi nazionali, con le loro scuole e le loro istituzioni culturali. la trieste che tu vagheggi e’ una comunita’ omogenea, che per forza di cose sarebbe omogeneamente italiana. infatti tu sostieni che lo sloveno non dovrebbe entrare come materia curriculare nelle scuole italiane, e che dovrebbe essere offerto in modo facoltativo come alternativa all’ ora di religione. poi pero’ dici che tutte le scuole dovrebbero essere bilingui, ben sapendo che questo non e’ fattibile in meno di 30 anni, perche’ una leva di insegnanti bilingui (si tratta di migliaia di persone) non la crei dal nulla. alla fine l’ unica cosa che resta e’ l’astio nei confronti delle istituzioni culturali slovene che si percepisce nei tuoi commenti.

  438. Mauricets ha detto:

    dovreste leggere di quanto avviene in bosnia.
    la prima cosa la è dividere i bambini per:
    nazionalita e religione.
    arrivando alla segregazione.
    la scuola è uno strumento primario dei nazionalisti.
    addiritura negli stessi istituti scolastici si dividono i bambini impedendone la socializzazione.

  439. chinaski ha detto:

    maurice, ma che cazzo stai dicendo. lo sai che a new york esistono scuole in decine di lingue, tra cui anche l’ italiano? ma veramente sono allibito. a roma esiste una scuola in lingua inglese, lo so bene perche’ mio cugino (inglese) che lavora alla fao ha iscritto li’ i suoi figli. eccetera.

  440. Mauricets ha detto:

    444chinaski
    noi viviamo a trieste, è poi tu mistifichi e strumentallizzi quanto ho scritto. estrapolando una parte del ragionamento che è ben piu complesso.
    sei come Emilo Fede.

  441. chinaski ha detto:

    maurice, se ci sono persone sia italiane che slovene che ti muovono sostanzialmente la stessa critica, forse qualche dubbio dovrebbe venirti. (faccio finta di non aver letto la frase su emilio fede, perche’ in fondo sono un buono).

  442. maja ha detto:

    mauricets

    deso te me ga veramente roto e a sto punto fazo una bassezza e scendo sul personale.

    tu ce l’hai con tutti quelli che sanno cosa sono e ci tengono a rimanere tali. e sai perchè? perchè tu non sei né carne né pesce e quando da bambino e da ragazzino nella tua bella scuola italiana sentivi gli altri parlare di quele-merde-de-s’ciavi-che-i-torni-in-jugo tu *forse* te ne stavi zitto, rinnegando tua madre. e ne soffrivi, sentendoti tremendamente in colpa.
    allora hai deciso che il nazionalismo è all’origine di tutti i mali e che come tale va debellato dal mondo.
    ma sai che c’è? uno può anche sentirsi solo carne o solo pesce e non essere per forza nazionalista o sciovinista. è solo fedele a sé stesso.

  443. Mauricets ha detto:

    448chinaski
    ma le critiche devono essere su quanto scritto, nel complesso del ragionamento.
    io critico gli argomenti.
    ad ogni odo sia bene di come le scuole vengano usate con fini nazionalisti. è innegabile.
    purtroppo.
    ad ogni modo:

    Bosnia, a scuola di apartheid.

    http://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/Bosnia-a-scuola-di-apartheid

    “La segregazione è più che una semplice questione legale: è una tangibile manifestazione delle divisioni etniche che sono persistite in Bosnia dopo la guerra del 1992-95. Un altro esempio intrinsecamente legato all’istruzione sono le tre lingue: serbo, croato, bosniaco, che hanno preso il posto del serbo-croato. Benché esse siano del tutto mutuamente intelligibili, i nazionalisti e i tradizionalisti di ogni parte insistono perché i loro bambini siano istruiti nella lingua della propria”

    voglio che si parli la lingua “migliore”

  444. Mauricets ha detto:

    449maja
    in realta io sono felice di non essere completamente sloveno. come sono felice di non essere completamente italiano.
    questo mi permette di distinguere benissimo i due nazionalismi.

  445. Mauricets ha detto:

    451Mauricets
    comunque hai sbagliato, ero visto come un istriano.

  446. Mauricets ha detto:

    fedele è il cane all’uomo. la fede ottenebra la mente.

  447. maja ha detto:

    infatti, eri *visto* come un istriano. esule istriano italianissimo, immagino.

    noi due saremo più o meno coetanei, credo. vara che nei ani 80 e 90 mi no stavo sula luna. stavo a trieste, in città. so benissimo che atmosfera che se respirava. no devi esser sta facile, per ti.

  448. Mauricets ha detto:

    454maja
    , venire ha trieste è stata la cosa migliore che mi poteva capitare.
    tolti mio figlio e mia moglie.
    poi i veri casi di prese in giro sono stati limitatissimi. a trieste c’erano, e ci sono, piu istriani che triestini.

  449. Mauricets ha detto:

    maja
    hai parenti in slo?
    consiglia loro di non votare il sindaco di lubiana.
    lo dico spassionatamente.

  450. maja ha detto:

    no xe speranza. sero qua.

  451. Mauricets ha detto:

    457maja
    a dire il vero sarei io a dover dire “no xe speranza”

  452. chinaski ha detto:

    maurice, il complesso del tuo ragionamento e’ talmente contraddittorio che non e’ possibile fare una discussione sensata.

    tu continui a tirare fuori la bosnia, ma non c’entra niente. tu qui ti stai confrontando con persone slovene che discutono con te in italiano, di questo e di mille altri argomenti. queste persone, se proprio non vengono tirate a cimento, preferiscono parlare *di altre cose*. non passano il tempo a rimuginare sulla propria identita’, come avveniva e avviene ancora in certi ambienti serbi, o croati, o bosniaci. almeno questa cosa la rieci a vedere?

  453. Mauricets ha detto:

    459chinaski
    ma quello sulla bosnia è un esempio di come si possa usare la scuola a fini nazionalisti.
    per il resto invece è proprio così, rimurginano in continuazione sulla loro identità.

  454. chinaski ha detto:

    maurice, ma il paradigma bosniaco non ha niente a che vedere con cio’ di cui stiamo parlando.

    e poi ti sbagli, o hai avuto sfortuna. fatto sta che qua l’ unico che rimugina sulla propria identita’ sei tu. io su bora.la (ma anche nella vita reale) ho conosciuto soprattutto persone slovene con cui non ho quasi mai parlato di identita’ e questioni collegate, e invece ho parlato in lungo e in largo di mille altre cose.

  455. Mauricets ha detto:

    ma dove? il 90% dei commenti sulla bora finisce sempre su questioni etniche!!!

  456. chinaski ha detto:

    si vede che leggi solo quei thread. qui si e’ discusso anche di prostituzione, di immigrati, di lavoro, di destini del capitalismo, di diritti dei gay, di agricoltura biologica, di feticismo digitale, delle acampadas degli studenti, ecc. ecc., nonche’ di argomenti futili e divertenti.

    (e poi bisognerebbe anche andare a vedere chi e’ che porta la discussione su quegli argomenti)

  457. Mauricets ha detto:

    “anche di prostituzione”

    giusto bene:
    “Tratta delle bianche nei night club di Pirano e Sesana”

    http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2011/11/10/news/tratta-delle-bianche-nei-night-club-di-pirano-e-sesana-1.1661047

    nei locali che tanto piacevano. esempio di progresso.

  458. Mauricets ha detto:

    adesso mi attendo la solita levata di scudi

  459. chinaski ha detto:

    pensi di aver fatto chissa’ che figata con quel link, e invece hai solo dimostrato ancora una volta la tua fissazione nel fare di ogni cosa una questione etnica. il discorso sulla prostituzione e’ soprattutto un discorso di genere.

  460. Tergestin ha detto:

    Solo l’impeccabile flemma de Chinaski riva a guantar, demoghe atto.

  461. alpino el figon! ha detto:

    468 messaggi ma cossa gavè de dirve che se rivadi a sto punto..uno die post piu longevi che abbia mai visto!!

  462. Mauricets ha detto:

    chinaski
    è dove ne faccio una questione etnica? spiegamelo.

  463. chinaski ha detto:

    maurice

    ne fai una questione etnica, o meglio di contrapposizione nazionale, perche’ dopo 469 commenti in cui si e’ parlato del rapporto di trieste con la sua comunita’ slovena, nel momento in cui io dico che su bora.la si e’ parlato anche di altri argomenti, tra cui appunto la prostituzione, tu linki provocatoriamente un articolo sui night club di sezana.

    comunque l’ argomento dei night club sloveni e’ gia’ stato dibattuto per piu’ di 400 post, e non in chiave etnica o di contrapposizione nazionale.

  464. Mauricets ha detto:

    si, lo ricordo benissimo.
    ma a me non sembra una provocazione.
    ma lo spunto per criticare la politica slovena che ha ridotto la fascia di confine in un bordello.

  465. Sandi Stark ha detto:

    Calma gente, no xe possibile parlàr de identità nei posti misti, senza un profondo rispetto del prossimo; l’identità nazionale xe una questiòn de sentimento, no de raziocinio. Mi son convinto che l’alta percentuale de schizofrenìa dei triestini provièn dai problemi de identità. E volendo, anche delle identità “confezionade”, per no dir falsificade dall’esterno.

    Xe tantissimi triestini de lingua madre slovena che va in giro pel mondo, disendo che i se senti nella “riserva indiana” e che no i se senti “a casa” in nissuna parte del mondo. E altrettanti se no de più, xe i “giramondo” che no xe più de lingua madre slovena. Succedi nei posti cosmopoliti, e anche se la maggior parte de noi xe diventà “monolingue”, no se cancella la storia delle famiglie. Inveze quei che vien da l’Italia no ga ‘sti problemi, no i riva nianche a capirne co’ parlemo de ‘ste robe.

    Dopo se pol anche far finta che va tutto ben, e che el sistema de divisiòn etnica basado sulla lingua xe una figàda. Ma se pol anche ragionarghe de sòra, comunque nissun ga ragiòn e nissun ga torto, se parla de sentimenti.

    Però mi la scola multilingue voio farla lo stesso. Xe tanti poliglotti che xe nazionalisti, e xe anche giusto cussì.

  466. giampaolo lonzar ha detto:

    @@@@ VARI – Premetto che non sono in grado di
    valutare in senso stretto i vs. commenti.
    L’unica cosa posso dire che per questioni storiche,politiche,belliche i rapporti di integrazione e collaborazione sono stridenti, anche i rapporti tra studenti sono influenzati da questo sfortunato passato.
    Io ho un esperienza personale scolastica
    itinerante; all’estero l’insegnamento ai non residenti non e’ influenzato da eventi politici ma si sviluppa su un piano di un risultato pratico e nel piu’ breve tempo possibile .
    Io ho imparato inglese come lingua di ambiente poi mi sono trovato quasi grandicello a non saperlo ne leggere ne scrivere,ero in Texas e per fare un corso di Inglese accelerato non essendoci italiani mi hanno messo con i Chicanos ( messicani autoctoni )poi i colleghi mi hanno aiutato. In Germania in un corso di Tedesco per stranieri, dopo un paio di lezioni ,l’insegnante mi domanda se so Inglese , rispondo affermativamente e replica che se ne e’ accorta perche’ faccio gli errori degli inglesi e mi sposta di corso su
    un commento buffo ( English gesprochene ,deutsche understood) sistema di insegnamento per inglesi totalmente diverso da quello per italiani. A Zagabria al tempo della Yu all’Universita’ c’era un corso per stranieri di tutte le nazionalita’ audiovisivo fatto per poter accedere in seguito alle lezioni ,all’epoca c’erano tanti africani e cinesi devo dire efficiente.
    Ora io parlo anche di studenti gia grandicelli e non elementari, i giovani se non influenzati da ideologie le lingue le imparano veloci.All’estero l’insegnamento delle lingue e sovranayionale e sovrapolitico Il problema bosniaco da voi notato , non e’ di facile soluzione , uno stato che ha tre presidenti interpares, una lingua che ora pur essendo mutualmente intelligibile si sta autodefinendo croato-serbo o serbo-croato variante bosniaca,variante montenegrina; i croati hanno pubblicato un dizionario ” Razlikovni Rječnik Srpskog i Hrvastkog Jezika” dove per fare un esempio stupido areoporto in croato diventa “Zračna Luka” ed in Serbo “Aerodrom”
    i bosniaci fanno lo stesso ed inseriscono tutti i vocaboli di etimologia Turca i montenegrini addiritura cambiano /aggiungon lettere al loro alfabeto arrivando alla definizione che oramai la lingua standard e’ uguale si e no tra il 70/80 %. A Trieste all’universita’ per lo stesso corso c’e’ una insegnante per il croato ed una per il serbo !!! Il tutto si commenta da solo.

  467. chinaski ha detto:

    @sandi stark

    la scola multilingue va benissimo, su quel semo tuti d’acordo.
    sul fato de render *tute* le scole multilingui, ghe xe un problema de ordine pratico che no se pol ignorar: per gaver 2mila insegnanti bilingui (credo che i numeri sia quei, tra asili, elementari, medie e superiori) ghe voleria almeno 30 ani. ma a parte quel, po’ ghe xe el fato che molti (sia italiani che sloveni) ghe tien a conservar la propria identita’, e questo no xe sinonimo de nazionalismo. anzi, i nazionalismi molte volte i nassi come reazion ala negazion de una identita’. quindi per mi la cosa giusta pel futuro saria preveder la possibilita’ de scelta piu’ ampia possibile sul tipo de scola, e introdur de subito el sloven nele scole italiane, che xe una roba fatibilissima.

    e sula question del’ identita’ coss’ te vol che te digo, massimo rispeto per l’ identita’ de tuti, tignindo conto che ghe xe anche zente che no considera la question come centrale nela propria vita. mi gavevo dito sora che in una zita’ come trieste tuti dovessi zercar de raportarse ai altri con spirito de minoranza, anche chi xe in magioranza, e continuo a pensarla cussi’.

  468. capitano ha detto:

    #475 concordo sull’ultima frase e ne amplierei l’auspicio all’intera regione e alle minoranze che rivendicano la loro maggioranza tra un confine ‘storico’ e un fiume che manco si vede (spero si capisca a chi mi riferisco) :).

  469. chinaski ha detto:

    capitano, si capisce perfettamente, e condivido in pieno 😉

  470. effebi (si al trilinguismo) ha detto:

    ancora qui a discutere
    di trilinguismo in monolingua ?

    aber wie? Sie sind immer noch hier, um zu diskutieren
    Sprachliche Aspekte in einer einsprachigen?

    ampak kako? vi ste še vedno tukaj, da bi razpravljali
    Jezik vprašanja v enojezično?

    de hogyan? még mindig itt, hogy megvitassák
    Nyelv kérdéseket egynyelvű?

    ولكن كيف؟ كنت لا تزال هنا لمناقشة
    المسائل اللغوية في لغة واحدة؟

  471. dimaco ha detto:

    @468
    se dovessimo meterghe un avatar a chinaski mi ghe metesi quel de braccobaldo 🙂

  472. effebi (si al trilinguismo) ha detto:

    Huckleberry Hound… prego !
    braccobaldo è la pessima traduzione fascioitalica…

    Huckleberry Hound … Bitte!
    Braccobaldo ist eine schlechte Übersetzung fascioitalica …

    Huckleberry Hound … Prosim!
    Braccobaldo je slab prevod fascioitalica …

    tzk !

    tzk !

    tzk !

  473. maja ha detto:

    e con questa me par che podemo serar baraca.

  474. effebi (si al trilinguismo) ha detto:

    «That’s all, folks!»

    devo tradur ?

  475. Katja ha detto:

    se strinjam maja, gremo rajši na prosek za sv. martina!!!

  476. bona lama ha detto:

    no dai dovemo rivar a 500.

  477. effebi (si al trilinguismo) ha detto:

    483 !! aaaaaaaaaaah !! e tanto ghe voleva…
    su su… no sucedi niente…vanti…vanti…

  478. effebi (si al trilinguismo) ha detto:

    484… podessi provar importando qua el mio “sondaggio”… 🙂

  479. bona lama ha detto:

    si dai,

  480. maja ha detto:

    hahaha, effebi resnično misli, da nismo doslej napisali nič po slovensko. ali pa mogoče misli, da nas lahko tako zajebava.
    ma ća je munjen?

  481. massimo p ha detto:

    EFEBI basta usar el tradutor de gogle….te rendi ridicolo

  482. maja ha detto:

    (katja, nem’m duaste voje, vi gr’jste?)

  483. Katja ha detto:

    smo se premislili,ker lani in predlanskim smo se vsi prehladili. 🙂

  484. dimaco ha detto:

    @481
    fazemo serar lui piutosto. effebi al camicai de forza te la vol in tinta unita o fantasia?

  485. giampaolo lonzar ha detto:

    490 MAJA – Pisati po dialekta,gugel ne razumi

  486. maja ha detto:

    giampaolo

    pitaj, efbeja, što to znači. on zna sve. 🙂

  487. maja ha detto:

    (ecco, ora questo 3d è quadrilingue. furlani, feve avanti, dei, che femo contento l’strian.)

  488. dimaco ha detto:

    efebi sve ve, a ništa ne zna

  489. dimaco ha detto:

    i lan fur no vien i xe incazadi perchè no ghe fa i sconti benzina

  490. capitano ha detto:

    Dipendi quai. Se te nomini le paroline magiche la Zuane d’Arc la riva de sicuro.

  491. bona lama ha detto:

    Wo sind die Deutsche verschwunden?

  492. Rupel ha detto:

    @ 499
    wir sind immer noch da: Gestern, Heute und Morgen

  493. capitano ha detto:

    dimaco e maja qui trovè un Furlanska slovnica po slovensko 🙂
    (cusì fè un figuròn)

    http://www1.cuni.cz/~cadorini/furlan/

  494. maja ha detto:

    Спасибо, капитан.

  495. bona lama ha detto:

    und Übermorgen!

  496. chinaski ha detto:

    i’m not sure i can make a big contribution, however here i am. effebi, if you’d like to, we can talk about the political situation in italy. as you are a prominent FLI representative, and on the contrary i’m a left wing voter, there’s something i’d like to tell you. in my opinion, there’s nothing to be optimistic with, and you (and me, and all of us) should better expect a big cock in our poor asses, a cock tagged BCE and FMI. if you were thinking that knocking out berlusconi were enough in order to solve our problems, i think you’d change your mind within a few weeks. the biggest problem is that now there’s no left wing opposition, so all social issues are to be in the hands of movements without any political representation. even worse, the LN wants to keep her hands free, and present herself like a virgin (cit), as though she hadn’t fully participated to ten years’ political bunga-bunga. it would have been much better if berlusconi had lasted a few months more, so he and his majority should have assumed full responsability for the forthcoming disaster.

  497. capitano ha detto:

    di niente, товарищ 🙂

  498. bona lama ha detto:

    502 : grazie al capitano de che? il link è broken!

  499. Julius Franzot ha detto:

    @ 499 Die Deutschsprachigen werden vom aktuellen Wunschbild des offiziellen Triest faktisch wegradiert. Gibt es nur als Kuriosum in den Bergen.

  500. capitano ha detto:

    Bonne lame s’il ne marche pas je peu envoyer toi cet fichier.

    http://sabotin.p-ng.si/~jezik/furlanscina/Erat_2006_furlanska_slovnica.pdf

  501. Mauricets ha detto:

    è del tutto evidente che stiamo parlando in via teorica.
    per questo molte volte ho proposto di inserire l’insegnamento della cultura e lingua slovena in quello strumento che le scuole hanno, è che è denominato “ora alternativa”.
    non riesco ancora ha capire perchè rifiutate tale possibilita, accampando le motivazioni piu varie. ma nessuna di queste con senso logico.
    perchè non volete?

  502. effebi (si al trilinguismo) ha detto:

    🙂 eco, bravi…
    desso tute le vostre ciacole sul trilinguismo almeno un minimo le se giustifica…

  503. effebi (si al trilinguismo) ha detto:

    china: sunteţi scris un partid? face politică?

  504. chinaski ha detto:

    maurice

    mettere un po’ di sloveno nell’ ora di alternativa non e’ niente. le cose bisogna farle con un minimo di convinzione. si facciano due ore di sloveno curricolare, che sarebbe un inizio. tu dici che i tempi non sono maturi, e ricominciamo da capo. we go round in circles.

  505. Mauricets ha detto:

    “e introdur de subito el sloven nele scole italiane, che xe una roba”
    questo non verrà mai accettato a trieste. in forma obbligatoria non verra mai accettato.
    il concetto che uno perde la propria identita se non ha una scuola nazionale non è vero.

  506. Mauricets ha detto:

    chinaski
    ma non è vero che non è niente. è poco, questo si.

  507. capitano ha detto:

    @513 il latino invece va di moda?

  508. chinaski ha detto:

    effebi

    nein, aber ich verstehe verschiedene sachen.
    trotzdem, mein deutsch ist verloren. ich kann keine komplizierten diskussionen machen.

  509. Fiora ha detto:

    @515 Nescio. Utinam esset, dux meus!

  510. Sandi Stark ha detto:

    Chinaski te se sbagli, nell’insegnamento bilingue, no servi che l’insegnante sia bilingue. El devi esser de lingua madre, e savèr l’altra lingua quel tanto che basta. Ogni materia vien insegnada sempre nella lingua madre de l’insegnante.

    Mi no voio seràr niente, me basteria farghene una sola de scola bilingue o meio quadrilingue: nido, asilo e scola… son arcisicuro che visti i risultati, dopo pochi anni sarà la fila de persone che volessi iscrivèr i fiòi in quella scòla.

    Certo, la Lega Nazionale gavessi de dir qualcossa, e anche el Piccolo, e forsi anche qualche rappresentante politico de la “minoranza slovena”.

    Ma basta no cagarli, l’Europa e el mondo intiero xe orientài nel senso del multilinguismo, e se no se svejemo, succederà che i farà le scole multilingui, prima in Italia che qua. E per dir el vero, le xe zà.

    Xe scole sperimentali finanziade dalla UE in Lombardia, in Lazio, esisti perfìn un asilo multilingue a Napoli… e no servi che digo altro, no?

    Noi semo zà una città multilingue, e no sfruttemo ‘sta ricchezza. Xe come el Porto, stessa roba. Una ricchezza enorme che no vien sfruttada. Forsi anche per i recinti che tien divisi i triestini, che se i fussi tutti d’accordo, i gavessi za butà in màr quei che ne sofìga, da anni annorum.

  511. Mauricets ha detto:

    518Sandi Stark
    ovviamente sara giocoforza che una volta visto l’alta qualita didattica della struttura bilingue (meglio tri) i genitori tenderanno a voler iscrivere i figli a tale tipo di scuola.
    e sara difficile negare la possibilita a tutti di avere uguale trattamento.

  512. Mauricets ha detto:

    ma se non iniziamo almeno con un’ora….
    la vedo dura.
    finira che faranno una scuola privata trilingue, riservata a pochi fortunati.
    farebbe affari d’oro.

  513. Jasna ha detto:

    Mauricets, ma l’ora di alternativa di cui parli sarebbe quella per chi non fa religione?

  514. chinaski ha detto:

    @sandi stark

    ma coi raporti numerici reali che ghe xe in zita’, la stragrande magioranza dei insegnanti xe de madrelingua italiana. quel che voio dir xe che al momento te pol (e xe una bona idea) far una o do scole bilingui, ma no te pol rivar a render bilingui tute le scole. quel che inveze te pol far *subito* xe introdur el sloven in tele scole italiane.

  515. Fiora ha detto:

    @519 Scole private bilingui in Lombardia, Lazio, Napule…. Per eserghe,ghe xè anche qua de noi Sandy. el Collegio del Mondo Unito de Aurisina e l’ International School of English de via Conconello, con insegnanti de madrelingua inglese.
    Privatissime, de èlite ma sopratuto de …Inglese.
    E no xè questo el sacrosanto bilinguismo o trilinguismo del territorio, che auspichemo noi!

  516. Mauricets ha detto:

    521Jasna
    si esattamente.
    522chinaski
    si commette nuovamente un errore.
    in UE esitste la libera circolazione dei lavoratori.

  517. Mauricets ha detto:

    523Fiora

    Collegio del Mondo Unito de Aurisina
    non è una scuola privata, visto che si trova sotto il patrocinio del presidente della repubblica.

  518. chinaski ha detto:

    maurice, ma che c’entra la libera circolazione? cioe’ introdurre due ore di sloveno nelle scuole italiane va contro la libera circolazione dei lavoratori? spiegami che non capisco.

  519. Mauricets ha detto:

    523Fiora

    School of English de via Conconello, con insegnanti de madrelingua inglese.

    NON E’ una scuola bilingue.

  520. Jasna ha detto:

    Quindi la scelta è tra fare religione o fare sloveno?

  521. Mauricets ha detto:

    526chinaski

    significa che in caso di scuole bilingui, con italiano e sloveno veicolari, se mancano insegnanti di madre lingua slovena in italia, possono venire dalla slo.
    ho spiegato bene? se non sono chiaro dimmelo, ripeto.

  522. Mauricets ha detto:

    528Jasna
    esatto, ora mio figlio fa alternativa.
    nella scuola di mio fa i compito. ma nella autonomia di istituto potrebbe fare altro. ovviamente servono i soldi.

  523. Jasna ha detto:

    E se uno è credente ma vuole anche imparare lo sloveno?

  524. Mauricets ha detto:

    potrebbe fare religione in sloveno.

  525. Mauricets ha detto:

    ad ogni modo un credente non è detto che sia praticante.
    sono due concetti diversi.

  526. Jasna ha detto:

    Quindi strenuo difensore di strani diritti nazionali italiani ma insensibile alle esigenze di vuole fare religione a scuola.

  527. Mauricets ha detto:

    534Jasna
    guarda che l’ora di alternativa è facoltativa. se vuoi ci vai. altrimenti no. fai religione.

  528. Mauricets ha detto:

    534Jasna
    è storia delle religioni. non è piu quella con il prete, l’insegnante e laico.
    ma sai come funzioni la scuola?
    che poi si elude e si faccia in maggior parte la religione cristiana è altra questione.

  529. Mauricets ha detto:

    534Jasna
    per intenderci NON E’ catechismo.

  530. Jasna ha detto:

    Veramente?? Sono andata anche io a scuola.

    Se uno vuole fare religione e l’unica possibilità di fare sloveno è in quell’ora, perché dovrebbe essere messo nella condizione di rinunciare a una delle due? E’ evidente che tu, anche se ti sei ammantato delle vesti di protettore della libertà di tutti, non sei in grado di tener presente che per qualcuno l’ora di religione a scuola è ancora importante, tanto da non voler rinunciare a farla o da essere combattuti dovendo scegliere tra un utilissimo corso di lingua o la suddetta ora di religione.

    Anche io penso che fare sloveno sia più importante, penso anche che non si dovrebbe fare religione a scuola, solo che non mi sono mai messa a dare dell’intollerante a chi non la pensa come me per poi scivolare a mia volta su affermazioni del genere.

  531. Mauricets ha detto:

    534Jasna
    e quando scrivo che mio figlio potrebbe fare altro intendo dire che potrebbe fare sloveno.
    CHIARO ?
    se non hai capito te lo ripeto.

  532. Mauricets ha detto:

    538Jasna
    non è religione, è STORIA DELLE RELIGIONI.
    significa che fanno tutte le religioni.
    in teoria.

  533. Mauricets ha detto:

    538Jasna
    adesso mi indichi dove io do dell’intollerante personalmente a una persona del post.

  534. Fiora ha detto:

    @525 hai ragione , Mauricets. ed è gratuita?
    Quanto all’ International ci insegnava una mia amica di Newcastle.
    E’ privatissima e almeno anni fa ci andavano i ram-polli 😀 delle più titolate famiglie Triestine. Futuri c*g*ni e future squinzie…bastava sentire i discorsi dei genitori…
    A lei la pagavano abbastanza,ma ti assicuro che le rette erano astronomiche.

  535. Jasna ha detto:

    Se posso permettermi, inizia a condensare i tuoi interventi, è poco scorrevole leggere 10 post da 1 riga e mezza l’uno. Questa non è una chat. Secondo, usare il maiuscolo su internet equivale a gridare, alzare la voce, quindi è meglio evitarlo.

    Ho detto religione per abbreviare, sei un avvocato che mi fai le pulci alle parole? Religione o storia delle religioni non cambia, il punto è che qualcuno potrebbe voler fare sia quella materia che sloveno.

    Prima di correggere i post agli altri sostenendo che non abbiano capito (“non è religione, è storia delle religioni”), magari domandati se il senso dell’affermazione cambierebbe con la tua correzione. Perché il 30% dei tuoi post sono di te che ribadisci cose già dette.

  536. Jasna ha detto:

    Hai dato a Maja della nazionalista, il nazionalismo è una forma di intolleranza.

    “Noo, ho detto che i suoi discorsi sono nazionalisti”

    Prima di rispondere così, sappi che io non ho la perseveranza di chinaski nelle discussioni.

  537. Mauricets ha detto:

    544Jasna
    incolla il numero di post.
    perche questa cosa te la inventi.

  538. Mauricets ha detto:

    542Fiora
    non è vero. vi è un bando di borsa di studio con il patrocinio del presidente della repubblica:
    “Lâ assegnazione della borsa di studio per uno dei Collegi¨ comunque subordinata al conseguimento della piena promozione del candidato, senza alcuna riserva, all’anno scolastico successivo.”

  539. Mauricets ha detto:

    ad ogni modo International no è bilingue.
    cioè con lingua veicolare inglese e italiana.

  540. chinaski ha detto:

    maurice, ho capito che puoi far venire insegnanti di scienze (per dire) dalla slovenia. pero’ che ne fai degli insegnanti che adesso occupano quelle cattedre? li licenzi? potresti fare degli accordi con la slovenia per fare degli scambi. ma tu non ti rendi conto di quanto sia complicata una cosa del genere. su in universita’, a scienze , abbiamo istituito un corso di laurea bilingue in matematica in collaborazione con lubiana, che prevede scambi di studenti e docenti. l’ iter e’ durato anni, e tieni conto che le universita’ hanno un’ autonomia maggiore rispetto alle scuole, che a matematica le matricole sono in media 40, e che gli studenti che hanno usufruito di questa possibilita’ si contano sulle dita di una mano. prova a immaginare il casino che verrebbe fuori per organizzare una cosa del genere a livello di scuole. pensa poi quale docente sloveno vorrebbe andare, che so, al galvani, da cui anche gli insegnanti italiani cercano di scappare. questi sono problemi di ordine pratico che non puoi eludere. ma poi scusa, se non sei d’accordo con l’ introduzione dello sloveno nelle scuole italiane perche’ dici che i tempi non sono maturi, come fai a sostenere allo stesso tempo che una rivoluzione di quel tipo sia praticabile? a me sembra che il tuo “gioco” sia quello di alzare la posta in modo che non si faccia nulla.

  541. Mauricets ha detto:

    543Jasna
    storia delle religioni è cosa ben diversa dal fare religione. questo è il punto.
    e poi noi partiamo dal non avere niente nemmeno un minuto di sloveno. c’è la possibilta di un’ora. se veramente ti piace lo slo lo fai, se preferisci fare storia delle religioni no.
    tagliano i fondi alla scuola, questa è una opzione anche dai costi contenuti.
    non capisco perche non farla. le tue argomentazioni sono deboli.

  542. Mauricets ha detto:

    548chinaski
    guarda cche io ho fatto una proposta pragmatica.
    rifiutata.
    il mio ideale è la scuola bilingue, con il veicolare sloveno e italiano.
    ora tu mi poni problemi che dovrebbe risolvere il ministro gelmini.
    ti ripeto che io son favorevole allo sloveno nella scuola italiana. son i nazionalisti italiani che non lo sono quando è in forma obbligatoria. per questo sono necessari decenni. sarebbe opportuno prendere quello che è a portata di mano.

  543. chinaski ha detto:

    ma maurice, allora si fa una battaglia politica e si sostiene fino in fondo la propria tesi. agli argomenti dei nazionalisti italiani si possono opporre argomenti ben piu’ convincenti.

    (comunque credo che lo sloveno nell’ ora di alternativa non sia praticabile, per i motivi che ti ha spiegato jasna. a insorgere in quel caso sarebbe la curia.)

  544. Mauricets ha detto:

    551chinaski
    vorrei , se possibile, fare una considerazione alla volta.

    nei numeri, ad oggi, al Dante il 50% della classe di mio figlio non fa religione.
    la curia non si opporrebbe piu di quanto gia lo fa. perchè in realta è storia delle religioni,ed è molto diversa da come te la ricordi tu.

  545. chinaski ha detto:

    pero’ maurice tu sguisci come un bisatto, se dici che ci vogliono decenni per introdurre un po’ di sloveno obbligatorio nelle scuole, allora per fare le scuole bilingui quanto ci vuole, secoli?

  546. Mauricets ha detto:

    punto 2
    io vorrei ottenere un risultato concreto, e secondo la mia opinione questo è il piu a portata di mano.

  547. Mauricets ha detto:

    553chinaski
    si, e me ne dispiace, credimi.
    perche vorra dire che per secoli staremo fermi.

  548. chinaski ha detto:

    ma che ne sai di cosa farebbe la curia.

  549. chinaski ha detto:

    fermi. immobili. ben, cio’. 556 commenti per concludere che non si puo’ fare un klinc.

  550. Mauricets ha detto:

    ma bisogna pur iniziare in qualche modo!

  551. Mauricets ha detto:

    556chinaski
    una cosa è certa, lo stemma è cambiato.
    hanno rimesso quello imperiale.
    alabarda e aquila.

  552. Sandi Stark ha detto:

    Chinaski, premesso che stemo ciacolando giusto per ciacolàr, perchè mi no me intendo de didattica. Ma penso de esser una persona pratica: se trova 100 italiani in grado de insegnàr la propria lingua, che conossi el tedesco in modo sufficiente? Se trova 100 tedeschi in condizioni opposte? Ecco che se ga trovà 200 insegnanti perfetti, per delle scole bilingui con el modèl “americàn”, che saria quel che i dopra nelle scole bilingui anglo-ispaniche.

    Forsi non a caso, la UE finanzia el reciproco trasferimento de insegnanti da un paese all’altro.

  553. Mauricets ha detto:

    557chinaski
    proprio niente no, un’ora alla settimana è fattibile.

  554. Sandi Stark ha detto:

    A proposito de religiòn in slovèn, bisogna sta ‘ssai attenti de farla.

    Podessi succeder come quel muleto de madre lingua ‘taliàna, che l’accompagnava un suo amico de madre lingua slovena al catechismo e in ciesa. Insomma, dopo no el voleva più andàr alla messa italiana. Fin che i lo metti alle strette, el conta perchè:

    “El prete italiàn xe insopportabile, el ne disi sempre che no va ben niente: cussì no, cussì no e cussì no”

    I ghe domanda: e quel slovèn inveze?

    Ah, quel xe cocolissimo, el ne disi inveze: “takonè, takonè e takonè!”

  555. Mauricets ha detto:

    ottima!!!!

  556. massimo p ha detto:

    Mauricets ma cos te parli cos’hai tirato fuori l’ora di religione? ti pare che il problema xe quando e a che ora si potrebbe insegnare lo sloveno? i problemi son altri. i problema è solo mentale, ti te sa perchè in slovenia funziona l’insegnamento dell’italiano? perchè il popolo maggioritario ha un’altro atteggiamento verso la minoranza, ovviamente ci deve essere anche la voglia e l’interesse per l’altra lingua, che qua almeno fino a poco fa era zero

  557. chinaski ha detto:

    @ sandi stark

    ma el problema xe de trovar 100 insegnanti de matematica (o de scienze, o de storia, o de quel che se decidi) de madrelingua slovena o tedesca. quel xe el vero problema.

  558. chinaski ha detto:

    sandi, credime, fin che se trata de organizar *una* scola, xe fatibile. render bilingue l’ intero sistema scolastico dela provicia xe una roba che richiederia decenni.

  559. Katja ha detto:

    557 :-))))

  560. Mauricets ha detto:

    565chinaski
    ma intanto iniziamo.
    dalle cose semplici. mi sembra che qua siate tutti con un buon titolo di studio.
    andare al provveditorato agli studi e chiedere lumi sull’ora di alternativa?
    coinvolgere i genitori dei vari comprensori?
    non si puo fare?

  561. Mauricets ha detto:

    de madrelingua slovena sarebbe facile trovarli. con la differenza di stipendio attuale verrebbero da koper a ts in 15 minuti di auto ormai.

  562. Katja ha detto:

    di madrelingua slovena ci sono già sul posto senza 15 min di macchina mauri

  563. chinaski ha detto:

    maurice, questa cosa non puo’ essere delegata alla buona volonta’ di qualche singolo genitore. deve esserci un’ asssunzione di responsablita’ pubblica e politica da parte di qualche partito o di qualche movimento di opinione che possa fare pressione in modo efficace.

  564. Mauricets ha detto:

    570chinaski
    certo che bisogna trovare un modo.
    lasciare che i ragazzi facciano i compiti seguiti da una prof secondo me costa uguale di una ora di sloveno.

  565. maja ha detto:

    l’ora de religion se ciama Insegnamento della religione cattolica, no storia delle religioni. e la curia ghe pol meter becco quanto che la vol.
    (http://www.religionecattolica.it/)

    le attività alternative vien svolte dal personal docente in forza alla data scola. chessò, la maestra de talian la ga ore che ghe vanza e la fa anche alternativa.

    te me spieghi chi, nele scole italiane, podessi insegnar sloven durante l’ora de alternativa? te par che in ogni scola italiana ghe sia un docente che sa sloven ai livelli de poderlo insegnar? e po, anche se fussi, te me spieghi come un professor de matematica slovenofono tuttintun el diventa anche slovenista? o te par che se se pol improvvisar inseganti de lingue straniere cussì, senza sever nè legger nè scriver?

  566. Katja ha detto:

    si chiama ora di religione cattolica non storia delle religioni anche se alle elementari la maggior parte degli insegnanti attua un programma riferito alle varie religioni con la predominanza di quella cristiano-cattolica. le attività alternative all’ora di religione cattolica sono conordate on i genitori ma di norma extracurricolari cioè non coleate a programmi delle materie di studio

  567. Katja ha detto:

    e come dice maja chiunque sia di madrelingua non può improvvisarsi insegnante della stessa.

  568. maja ha detto:

    (sembra facile, quest’idea di maurictes, ma non lo è per niente.)

  569. Fiora ha detto:

    @546 CHE COSA NON E? VERO ,Maurice?! ti ho detto che per il Collegio del mondo Unito hai ragione .E’ tutt un altro pianeta . allora dov’è il problema?
    Quanto all’International School of English di via Conconello Opicina E’ UNA SCUOLA PRIVATA, al pari dell’EUROPEAN SCHOOL del “Castelletto” o villa Geiringer di via Ovidio(la terza che mi viene in mente ora) dunque A PAGAMENTO.
    tra l’altro avevo risposto a Sandy che parlava delle scuole bilingui nel resto d’Italia, lamentando che a trieste non ce ne fossero…
    Tu sei tra mille fuochi in questo thread, l’argomento è un altro e non ti distrarre…ma per favore non darmi della bugiarda , solo perché leggi superficialmente! 🙁

  570. maja ha detto:

    (fiora
    conosso ceti rampolli della trieste bene che i xe stai cambiai de scola: dall’international de opčine alla scola dei s’ciavetti senza saver una parola per zakai. par che i sia contentoni. :))

  571. Mauricets ha detto:

    “Pur variando come metodologie e contenuti didattici, l’IRC nei vari anni e cicli ha come obiettivo la trattazione della religione cattolica da un punto di vista prettamente culturale, e non propriamente religioso-catechetico. Un docente di religione non deve avere come obiettivo l’indottrinamento (nel senso negativo del termine) degli alunni, o anche una loro conversione religiosa, o un’apologia della religione cattolica. Questa deve invece essere trattata come quello che oggettivamente è, cioè un fenomeno intellettuale, storico, sociale, artistico che ha plasmato la società e la cultura occidentale nella quale sono inseriti gli alunni.”

    non è religione o catechismo.

    http://it.cathopedia.org/wiki/Insegnamento_della_Religione_Cattolica