6 Ottobre 2008

Sono di Leonardo i disegni in possesso della Fondazione Coronini. Ecco le prove

“All’inizio era solo un’ipotesi, ora è una certezza: i disegni della scacchiera e delle pedine finemente disegnate e colorate in rosso e in nero contenuti nelle quarantotto carte del manoscritto sul gioco degli scacchi “De ludo Scachorum” del celebre matematico Luca Pacioli scoperto lo scorso anno sono di Leonardo da Vinci. Ecco le prove con le quali sono pronto a sfidare gli scettici”.
E’ quanto ha affermato l’architetto e scultore milanese Franco Rocco nell'evento promosso alla Fondazione Coronini per celebrare…

il ritrovamento del manoscritto.
Aiutandosi anche con la proiezione di una serie di comparazioni grafiche, l’architetto Rocco ha illustrato il clamoroso risultato della sua indagine, frutto di precise ricostruzioni storiche e circostanziate verifiche tecniche. “I disegni riportati nel manoscritto del Pacioli, furono realizzati da due diversi autori, uno dei quali mancino proprio come Da Vinci – ha detto fra l’altro Franco Rocco -. Non erano altro che la trasposizione delle raffinate ed innovative forme delle pedine degli scacchi ideate da Leonardo”.
Costituito da una copertina in cuoio e da quarantotto carte ottimamente conservate che contengono numerose dimostrazioni pratiche del gioco degli scacchi con le relative indicazioni per la soluzione, accompagnate da figure delle pedine dalle forme assolutamente innovative finemente disegnate e colorate in rosso e nero, secondo l’architetto Rocco il manuale tascabile era in realtà il brogliaccio che Luca Pacioli aveva realizzato come “prova d’autore” pensando al progetto di un successivo volume che avrebbe voluto poi donare alla marchesa di Mantova Isabella d’Este.

Durante la conferenza l’architetto Rocco ha ricostruito il romanzesco ritrovamento del prezioso manuale. Fu Serenella Ferrari Benedetti, coordinatore culturale della Fondazione Coronini a segnalare oltre un anno fa allo studioso Duilio Contin il manoscritto sul gioco degli scacchi, arrivato alla Fondazione Coronini Cronberg grazie ad un acquisto di libri effettuato dal conte Guglielmo Coronini. L’argomento trattato, la filigrana sicuramente di fine Quattrocento, la preziosità della copertina in cuoio, le caratteristiche grafiche del codice sottoposto anche all’esame dei paleografi, e la lingua usata (il volgare) hanno poi confermato che si tratta realmente del manoscritto realizzato da Luca Pacioli fra la fine del 1400 e i primi anni del 1500, periodo durante il quale il celebre matematico strinse un rapporto di profonda amicizia e di reciproca collaborazione con Leonardo Da Vinci. Rapporto comprovato anche dalle lezioni pacioliane sugli Elementi di Euclide impreziosite da alcune bozze degli splendidi disegni vinciani dei poliedri che accompagnano il testo della Divina Proportione, pubblicato a Venezia nel 1509 assieme ad altri due trattati, ma composto attorno al 1498. Quando nel 1499 il re di Francia Luigi XII invase il ducato di Milano, provocando la fuga di Ludovico il Moro, Pacioli e Leonardo ripararono insieme, nel dicembre dello stesso anno a Mantova, sotto la protezione della marchesa Isabella d’Este, per la quale il brogliaccio sugli scacchi, chiamato dallo stesso autore anche con l’appellativo di Schifanoia (costituito da una serie di fogli sciolti piegati in due e solo in un secondo tempo rilegati e copertinati), fu realizzato prima dei successivi trasferimenti a Venezia e poi a Firenze.
L’appassionata relazione dell’architetto Rocco si è conclusa con un vero e proprio colpo di scena: la presentazione al pubblico, in anteprima assoluta, della scacchiera e dell’intera serie di pedine rosse e nere che lui stesso ha realizzato dando un’inedita dimensione tridimensionale alle figure disegnate più di 500 anni fa da Leonardo Da Vinci.

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Un commento a Sono di Leonardo i disegni in possesso della Fondazione Coronini. Ecco le prove

  1. Lauro ha detto:

    E dai con ‘sto Da Vinci.
    Lo volete capire o no, che non è un cognome?! Leonardo, si chiamava Leonardo.
    E questo è solo uno, dei danni fatti da Dan Brown..
    Comunque non ho capito..
    premesso che mi piacerebbe davvero un ritrovamento del genere, ma le “prove” sarebbero che uno dei due disegnatori era mancino come Leonardo e che all’epoca si conoscevano?
    Mah.. Non mi pare una gran prova..

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