12 Febbraio 2008

Cossa dirà la gente: gli Stati Uniti? Amici nostri, ma non troppo

Un recente sondaggione dell’Osservatorio sul Nord Est ha analizzato le opinioni dei cittadini in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e in provincia di Trento su quanto, ai triveneti, piace o meno la politica estera realizzata da Bush & co. Quasi il 50% pensa che la politica estera della Casa Bianca “non tiene in considerazione gli interessi degli altri paesi”. E solo una persona su quattro vede nell’alleato americano, e nei suoi mezzi militari, una garanzia per la sicurezza del nostro paese.

Scrive un lancio di agenzia a proposito di questa ricerca realizzata per conto de Il Gazzettino:

tornano a superare la maggioranza assoluta gli apprezzamenti verso gli Usa, ma le critiche indirizzate alle mosse americane sullo scacchiere internazionale rimangono molto diffuse nella popolazione. Dieci anni fa, in questi giorni, la strage del Cermis (3 febbraio 1998), tre anni fa il rapimento di Giuliana Sgrena (4 febbraio 2005), conclusosi, ad un mese di distanza, con la tragica morte di Nicola Calipari (4 marzo 2005). Sono due tra i fatti più rilevanti che, nella fase recente, hanno segnato il rapporto fra l’Italia e gli Stati Uniti. In mezzo, una guerra mai del tutto capita, nel nostro paese, mai del tutto accettata, che ha cambiato il modo in cui gli italiani guardano all’alleato atlantico, approfondendo vecchie fratture. Analizzando i dati raccolti da Demos nell’ultimo lustro, si rileva un andamento altalenante, che vede l’apprezzamento verso gli Usa “danzare” attorno alla linea della maggioranza assoluta. In realtà, l’evoluzione dell’opinione pubblica sembra “seguire”, in modo piuttosto preciso, gli eventi degli ultimi anni. Oggi tornano a crescere i giudizi benevoli, che si attestano poco sotto il 60%. Sebbene le due sponde dell’Atlantico siano tornate ad avvicinarsi, rimane comunque ampia la componente sociale che vede gli Usa sotto una cattiva luce.

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Un commento a Cossa dirà la gente: gli Stati Uniti? Amici nostri, ma non troppo

  1. Avatar F. Bertotto ha detto:

    L’Osservatorio sul Nord Est per dare un qualche senso al sondaggio “de quo” avrebbe dovuto aggiungere o far precedere alla prima domanda quest’altra: “ritenete che vi sia qualche Stato sul pianeta che nella conduzione della politica estera tenga in considerazione gli interessi degli altri paesi, magari a scapito di quelli del proprio?” Se, per ipotesi assurda, esistesse uno Stato siffatto, non sarebbe più tale. “Sondaggi, a cap’e cazzo” direbbero a Napoli

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