12 giugno 2014

Giorgio Clai, un anno dopo. Il vino e il territorio, un biglietto di sola andata

el sunto Il cuore, il sapore, la strada sono un biglietto di sola andata, per cui arrivare è facile, andare difficile, e tornare una necessità. I vini Clai!

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Eccoci di nuovo. Un anno dopo siamo tornati a trovare Giorgio Clai e le sue “Terre Bianche”.
Il cuore, il sapore, la strada sono un biglietto di sola andata, per cui arrivare è facile, andare difficile, e tornare una necessità.

Il vino è filosofia e territorio, ecco l’Istria di Giorgio Clai.

Ricordiamo chi è Giorgio Clai.

Giorgio, nativo di Buje, ha speso una vita nei locali di Trieste, trattorie, ristoranti e buffet.
La sua famiglia è ancora radicata e presente nella nostra citttà con diverse attività.

All’inizio del secolo, il salto. Il ritorno alla terra, in senso lato. Una necessità, un bisogno.

Mentre parla, fra la casa e la cantina nuova, Giorgio ci mostra l’orizzonte, da un lato la valle del Quieto, che porta al mare, ci giriamo e vicinissima svetta Grisignana, la città degli artisti, più giù si vede Montona ed il suo colle.
Non è difficile sentire la pace e le sirene di un posto così.

La cantina nuova è bella, funzionale, spaziosa e pulitissima, lo sottolineo, difficile vederne così, davvero. Mancano ancora alcuni piccoli particolari, e presto ci sarà anche una bellissima sala degustazione con una vista mozza fiato.

Ci sediamo sotto la pergola in giardino, Clai è affaticato per un problema fisico, ma nonostante i movimenti lenti e doloranti, la sua vitalità risulta evidente dai discorsi e dai modi diretti e schietti.
Ed ecco che quattro chiacchiere con la dominante dei suoi splendidi vini si trasformano in 4 ore di bella compagnia, senza accorgercene.

La natura, i vini, gli esperimenti.

Si parte dall’ambiente. Giorgio Clai sta a Krasica, in un angolo di Istria dalla terra bianca e non rossa. Le colline e la varietà naturale sono dominanti. Giorgio ha rivitalizzato la zona, assecondando le naturali potenziaità. Colline, pendii e vallette dove si alternano la macchia naturale, gli ulivi e le vigne.
Dove c’è diversità, c’è ricchezza e, va da sé, naturalità. Solo così tutto si esprime al massimo.

I suoi vini.

Da sempre vinificatore in famiglia, col definitivo ritorno a casa il vino (e l’olio) diventano una missione, una scelta fortemente voluta. Così inizia il percorso verso il vino personale, il vino di Giorgio Clai, un prodotto, come già detto, che sia territorio e filosofia.
L’Istria e i suoi vigneti vengono fuori prepotentemente, il quid in più lo dà il pensiero, la mano dell’uomo che con discrezione ma decisione mette la terra nelle condizioni giuste per dare i migliori frutti.
L’asset definitivo viene dato dall’incontro con Natale Favretto, che con i giusti accorgimenti dà il via definitivo a quelli che sono i vini di Giorgio Clai oggi. Vini veri, naturali e di territorio. Certamente vini importanti che, come ama dire Giorgio, “coi miei vini ci puoi mangiare”, intendendo che sono loro stessi vino e cibo allo stesso tempo.

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Anche in questa occasione abbiamo fatto una carrellata pressoché completa dei vini Clai.
Con grande generosità abbiamo assaggiato lo spumante, 2012, in questa annata, base malvasia; l’Ottocento bianco 2012, blend di malvasia pinot grigio, chardonnay e sauvignon; la grande malvasia Sveti Jakov, 2012; l’Ottocento rosso, 2012, uvaggio di merlot, cabernet, refosco e terrano; il Brombonero, 2011, refosco in purezza e infine il mio amato passito, il Tasel 2011, moscato in purezza. Un vino ricco denso e suadente, un assolo del vino!
Tutti grandi vini, forte personalità e verticalità.
Sono come il ritorno alla terra natia, una volta iniziato questo percorso, questo avvicinamento non si torna indietro. Il continuare sul sentiero intrapreso è una necessità.

Come necessarie sono le chicche assaggiate a fine serata.
Sono arrivate! Le grappe quelle giuste, quelle che non si trovano. Scordatevi le grappe domače, qui si fa sul serio, grazie ad un bellissimo alambicco a bagno maria, con risultati pazzeschi.

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Abbiamo assaggiato (solo assaggiato, eh!) la grappa Sveti Jakov 2010, di malvasia, la Bromobonero, 2010 di refosco e infine la Riserva 2009, dalle vinacce dell’Ottocento. Grappe giuste, con importanti affinamenti in legno e dai risultati indimenticabili.

Dopo quattro ore filate, ci salutiamo, ringraziamo Giorgio e Vesna per l’enorme disponibilità.
Il tornare, quanto mai è una necessità.

In Italia è distribuito da Velier.

Per contatti [email protected]

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