3 Novembre 2011

L’arcivescovo: “Trieste deve uscire dalla crisi guardando a turismo, ricerca e progetti di sviluppo”

Nella ricorrenza di San Giusto, l’arcivescovo Crepaldi ha voluto ripercorrere la storia del santo martire come “un esempio di fede che ha ammaestrato lungo i secoli il popolo cristiano di Trieste. Un esempio di fede che vale anche oggi per il suo esigente richiamo a non far sopravanzare nulla che oscuri il primato di Dio su tutto e su tutti”.

Ecco l’omelia pronunciata da monsignor Crepaldi in occasione della celebrazione di oggi per il santo patrono di Trieste.

Il richiamo di San Giusto martire a dare soddisfazione all’urgente esigenza di mettere Dio al primo posto per toglierLo dall’emarginazione in cui lo ha confinato un secolarismo aggressivo e pervasivo, sarà anche il centro e il cuore del V Sinodo diocesano che ho avuto la gioia di indire nella solenne memoria del nostro Santo Patrono, e che inizierà i suoi passi il prossimo anno, l’11 di ottobre, nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, che la Chiesa universale ricorderà con un Anno della fede voluto dal nostro amatissimo papa Benedetto XVI. Sarà un evento di grazia che dovrà portare la nostra Chiesa diocesana verso la sorgente da cui promana ogni rinnovamento dei cuori e delle anime: l’Amore trinitario. L’amore gratuito di Dio per l’umanità si rivela, infatti, come amore sorgivo del Padre, da cui tutto proviene; come gratuita comunicazione che il Figlio fa di esso, ridonandosi al Padre e donandosi agli uomini; come sempre nuova fecondità dell’amore divino che lo Spirito Santo effonde nel cuore degli uomini (cfr. Rm 5,5). Con le parole e con le opere, e in modo pieno e definitivo con la Sua morte e la Sua risurrezione, Gesù Cristo ha rivelato all’umanità che Dio è Padre e che tutti siamo chiamati per grazia a diventare figli di Lui nello Spirito (cfr. Rm 8,15; Gal 4,6), e perciò fratelli e sorelle tra noi. È per questa ragione che la Chiesa crede fermamente che «la chiave, il centro e il fine di tutta la storia umana si trovano nel suo Signore e Maestro».

Se la sorgente del prossimo Sinodo sarà l’Amore trinitario, anche le inedite sfide pastorali che la Chiesa diocesana dovrà affrontare – difficoltà crescenti nella trasmissione del patrimonio della fede alle nuove generazioni, il rarefarsi di valori fondanti come quello della vita e il degrado di istituti essenziali come la famiglia, il venir meno della tenuta complessiva di un’ethos culturale condiviso in una società sempre più resa parcellizzata da individualismo e multiculturismo – troveranno una loro pertinente e ordinata collocazione che consentirà un giudizioso discernimento e sapienti soluzioni. Si tratterà, in definitiva, di intraprendere insieme, con stile sinodale, il cammino di sempre, quello di annunciare l’Amore trinitario a tutti. Quando l’uomo è privato o si priva di quell’Amore – santo, liberante, salvifico, misericordioso, paterno, materno, fraterno e spirituale – entra in una pericolosa e dolorosa solitudine, ontologica ed esistenziale, che blocca il sensato dispiegarsi in pienezza della sua umanità personale e della sua socialità. Nonostante le innumerevoli e documentatissime tragedie nate a causa del distacco da Dio, l’uomo, ancora oggi, continua ad illudersi di potercela fare da solo. A me sembra che la grande sfida del prossimo Sinodo – che ha come titolo Permanetis in fide fundati et stabiles – sia questa: riaffermare, con convinzione e senza tentennamenti, l’indispensabilità di Cristo per un ogni vero umanesimo. Non si può chiedere al cristiano di rinunciare a questa pretesa della sua fede. Sarebbe come chiedergli di rinunciare a tutto. “Signore, da chi andremo? Solo tu hai parole di vita eterna”. Ci può essere un pieno umanesimo che non contempli il raggiungimento della vocazione umana nella sua completezza? Non si tratta di un qualcosa che, aggiungendosi, rende le cose migliori. Per il cristiano la fede in Gesù Cristo non è lo zucchero per addolcire la vita, ma è la vita stessa. Senza Gesù Cristo i conti non tornano in nessun campo, la realtà non viene nemmeno compresa e l’uomo non riesce neppure a sapere chi egli sia. Non esiste un documento del Magistero che affermi possibile un pieno umanesimo – anche semplicemente terreno – senza Cristo. Briciole se ne potranno certamente trovare qua e là. Ma solo il Signore è “vero uomo”, perché è “vero Dio”. Egli non è l’uomo ideale, kantianamente inteso, non è il modello migliore di uomo, ma è uomo vero e vero uomo. Né si può distinguere, su questo punto, se non capziosamente, il Magistero pre-conciliare da quello conciliare o post-conciliare. Il primato di Dio, la Signoria regale di Cristo, la ricapitolazione di tutte le cose nel Signore Gesù alla fine dei tempi sono punti fermi della dottrina cattolica che il V Sinodo diocesano riaffermerà per il bene della Chiesa e la salvezza delle anime.

L’annuncio e la preparazione del Sinodo hanno già messo in moto le tante realtà pastorali che compongono la nostra Chiesa diocesana. E’ anche questa una grazia speciale del Signore, che sta coltivando in tanti cristiani e in tante comunità, una esemplare volontà di intenti e di programmi a partire dalla Parola di Dio e dall’Eucaristia,. Questa disponibilità a fare spazio a Dio nella nostra vita e nella nostra città, sta già impreziosendo il giardino ecclesiale con fiori bellissimi. Essi preannunciano il tempo della primavera e della speranza. Sono i frutti consolanti dell’opus Dei, dell’opera di Dio e del Suo Spirito. Solo qualche richiamo per alimentare la comune fiducia nel futuro. Mentre a Trieste si consumava un orrendo omicidio di un giovane a cui la città ha dato la risposta della pietà cristiana e della condanna civile, 500 ragazzi cattolici di Trieste si sono dati appuntamento a Madrid per prendere parte, nella preghiera e nella condivisione amicale, alla GMG con Benedetto XVI. L’incontro con quei giovani mi ha convito a destinare alla loro coltivazione spirituale la chiesetta di San Rocco in Cavana, che sarà dedicata alla riconciliazione per essere scuola di preghiera e spazio educativo. Va registrato anche il forte impegno del laicato associato che sta ritrovando slancio nel lavoro della Consulta diocesana delle aggregazioni per preparare la Diocesi al Convegno ecclesiale di Aquileia2. Preziosissima si rivela la dedizione apostolica del Cammino neocatecumenale, del Rinnovamento dello Spirito e dell’Azione Cattolica rinnovata nei suoi quadri e nei suoi programmi. Una parola va spesa anche a proposito del fervore mariano che si registra in Diocesi. L’Associazione Mater civitatis ha già raccolto quasi 700 adesioni di persone che recitano quotidianamente il Rosario per il bene della Chiesa e della Città. Fervore destinato a crescere con la valorizzazione dei Santuari mariani e l’arrivo di due comunità religiose di spiritualità mariana – una femminile e una maschile – presso la parrocchia di Santa Maria Maggiore. Vogliamo ricordare anche l’impegno generosissimo di tante parrocchie, della San Vincenzo e, soprattutto, della Caritas per venire incontro ai poveri che, in numero crescente, si rivolgono alla Chiesa. Le quotidiane preoccupazioni per le tante domande provenienti dal mondo dei poveri sono state rese meno gravose da una pronta e sensibile attenzione dell’Amministrazione cittadina fin dall’avvio della gestione della realtà comunale. La nostra Caritas, proprio in questo Anno di preparazione al Sinodo dedicato all’Eucaristia, si sta impegnando a dar vita ad un Emporio della solidarietà, a cui tutta la Diocesi dovrà fornire un sostegno convinto e fattivo. Nel mese di dicembre prenderà avvio, in maniera ufficiale, la Stella maris quale servizio pastorale per i 70.000 marittimi che arrivano ogni anno nel porto di Trieste. Ricordo anche l’impegno missionario della Chiesa diocesana che porta sacerdoti, singoli cristiani e famiglie cattoliche ad annunciare il Vangelo del Signore dal Kenya alla Finlandia, dall’Australia alla Francia, dall’Equador alla Cina. Menziono anche l’impegno, mai banale o ambiguo, profuso sul fronte propriamente culturale con il Settimanale Vita Nuova, con le iniziative della Cattedra di San Giusto e con l’ospitalità offerta a eventi nazionali come la Settimana Liturgica. Ricordo anche la vivacità vocazionale che sperimenta la nostra Chiesa diocesana che, nei due Seminari, annovera più di 20 giovani in cammino verso il Sacerdozio. Una grazia straordinaria che ci consente di guardare al futuro con serenità. Per ultimo, desidero dire una parola sull’impegno delle nostre parrocchie che, sotto la guida sapiente dei loro presbiteri, stanno coltivando il valore sinodale della partecipazione comunitaria con l’istituzione, in quasi tutte, dei Consigli Pastorali Parrocchiali e con le celebrazioni annuali delle loro Assemblee decanali presiedute dal sottoscritto per preparare al meglio il prossimo Sinodo. Il Signore è stato ed è generoso con la nostra Chiesa. Di questo lo ringraziamo. E’ vero, non sono mancate e non mancheranno le croci, spesso dovute a un vociare mediatico che, a tutti i costi, vuol mettere in cattiva luce la Diocesi e il suo Pastore. Le croci quotidiane sono il destino del cristiano che il Padre celeste ha voluto sia inscritto nel suo capolavoro di amore e di perdono: Gesù Crocifisso. E con il suo martirio, San Giusto è lì a ricordarcelo continuamente.

Il Sinodo non lavorerà solo sulle tematiche dell’intra ecclesiale, ma anche su quelle dell’extra sociale e civile, seguendo le preziose indicazioni della Dottrina sociale della Chiesa. Lo dovrà fare anche per l’incalzare di una crisi – di civiltà, morale ed economico-sociale – durissima da sopportare e difficilissima da governare, che sta colpendo l’Occidente, l’Italia e che non risparmia la nostra città con la chiusura di esercizi commerciali e di fabbriche e che sta già compromettendo il lavoro e l’iniziativa imprenditoriale di tanti giovani e di tantissime famiglie, entrati in un pertugio sempre più stretto e disperante. Anche se la Chiesa non possiede le competenze specifiche per fornire una risposta alla domanda su come uscire dalla crisi, avverte tuttavia il dovere di indicare un orizzonte complessivo di valori che sono quelli del rispetto della persona e del lavoro, del bene comune, della giustizia e della solidarietà. Uscire dalla crisi comporterà, oltre all’incentivazione delle naturali vocazioni della nostra città per il turismo e la ricerca scientifica, l’adozione di un progetto complessivo di sviluppo di medio e lungo periodo che ne ridisegni strategicamente il ruolo propulsore in ambito regionale. Il tempo stringe, ma la città ha le forze per dare nuovo slancio al suo futuro con una lungimirante prospettiva di sviluppo: ha una classe politica capace e ancora credibile, ha un capitale straordinario di competenze professionali e manageriali, ha un cumulo unico di conoscenze scientifiche e tecniche, ha una società civile sana e vigile. Il carburante che fa funzionare una democrazia che crede e opera per lo sviluppo e per il bene comune non è una litigiosità perenne e inconcludente, ma l’amicizia civile. Se i personalismi politici, i litigi civili, gli egoismi di parte e i risentimenti storici faranno un passo indietro per far posto ad una volontà concorde nel voler disegnare una prospettiva e un progetto di sviluppo per il futuro della città, molto probabilmente la crisi potrà essere vinta e diventare perfino un’opportunità. Sarebbe un’incalcolabile tragedia se – per culto del particolare o per miopia culturale o per un deficit di intelligenza delle dimensioni radicali e rivoluzionarie della crisi attuale – la città – e Trieste è ancora una città e tale deve rimanere – la si lasciasse priva di tale prospettiva e progetto. Il rischio è che – lentamente, ma inesorabilmente – diventi un ameno paesotto della nostra Regione. Una simile eventualità va assolutamente scongiurata, stigmatizzando ogni rassegnazione che, al punto in cui siamo, risulterebbe ingiustificata e colpevole.

L’icona che accompagnerà tutto il cammino sinodale sarà l’immagine della Madonna, la Mater Dei, che troviamo nel mosaico della cappella qui accanto. Collocata sopra i dodici Apostoli, La si può ammirare nell’atto di generare di nuovo il Signore Gesù per quanti cercano un ancoraggio di fede e di speranza per la loro esistenza. Così dovrà essere la nostra Chiesa: radicata nella tradizione apostolica e sempre pronta a donare il Signore Gesù, l’uomo nuovo che ci consente di vivere e crescere nella verità e nella carità. La Vergine Maria, che il nostro popolo onora e venera con affettuosa devozione, sarà fulgida stella di consolazione e speranza per il cammino della Chiesa e dell’intera Città di S. Giusto!

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68 commenti a L’arcivescovo: “Trieste deve uscire dalla crisi guardando a turismo, ricerca e progetti di sviluppo”

  1. el porto: optional 😀 geniale.

  2. Avatar alpino UNI ISO 9001

    minchia che articolo lungo dopo do righe me son gia stufà redazion no xe che se gavè voja podè metter un riassuntin de sta papardela? grasssie

  3. Avatar mutante

    desso che ne lo ga dito lui…

  4. Avatar Paolo Geri

    ” …….all’urgente esigenza di mettere Dio al primo posto per toglierLo dall’emarginazione in cui lo ha confinato un secolarismo aggressivo e pervasivo ……”

    Con vescovi come Crepaldi il cosidetto “secolarismo” avanzerà – per fortuna – sempre di più.
    Un vescovo che caccia Don Vatta dalle Novene facendolo definire “persona non gradita” sulle pagine de “Il Piccolo” da un suo stretto collaboratore non ha capito niente di questa città e nemmeno del mondo cattolico di Trieste.

  5. Avatar Fiora

    Aria fritta, Eccellenza!

  6. Avatar mutante

    se dio è emarginato, sicuramente è assistito dal centro di via udine….

  7. Avatar capitano

    #6 ma allora dio xe furlan.

  8. Avatar ufo

    Ciò, ma dove se andai a pescarlo?

    Desso no go tempo per farlo a fettine, ma per tenirve in caldo ve linko el toco de Rumiz ogi sul bugiardel.

  9. Avatar katarina

    Vescovo, el popolo cristiano de trieste xe “ammaestrato” solo nei sogni tuoi!

  10. Avatar mutante

    splendido l’articolo de rumiz

  11. Avatar dimaco il discolo

    e no dimetigarse de lassar qualche muleto in canonica.

  12. Avatar Tergestin

    Mi no me vien in mente nissun Vescovo piu’ conservator, politicizzado e intransigente de questo qua che gabi avudo Trieste.

  13. Avatar Fabio27

    Cito una frase del reverendo capo:
    ‘il venir meno della tenuta complessiva di un’ethos culturale condiviso in una società sempre più resa parcellizzata da individualismo e multiculturismo ”.

    Ma sto multiculturismo, cossa xè? Uno che ga la tesera e l’abonamento con tre palestre?

    A proposito del multiculturalismo (forse el reverendo capo intendeva quel) cito l’artista israeliana Yael Bartana:

    “Con un solo colore, non è possibile vedere.
    Con una sola cultura, non è possibile capire”.

  14. Avatar Triestin - No se pol

    el pol tornar a casa sua a Pettorazza Grimani in provincia de Rovigo…

  15. Avatar effebi (maaagaalà)

    E’ riuscito a rendermi simpatico Rumiz….

    non è cosa da poco… 🙂 bravo…

  16. Avatar Dexter

    “Tratterete lo straniero che risiede fra voi come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso”

    Caro vescovo, VIVA chi mi fa conoscere una cultura diversa dalla mia, ovviamente nel rispetto reciproco!

  17. Avatar effebi (maaagaalà)

    “E con il suo martirio, San Giusto è lì a ricordarcelo continuamente.”

    infatti non è più nello stemma della diocesi….

  18. Avatar effebi (maaagaalà)

    e al posto suo …galline con do teste… e alabarde “d’epoca”…

  19. Avatar ufo

    Rinnovo le mie condoglianze ai credenti della diocesi di san Giusto. Mi sa che dopo essere stati viziati dalla buona sorte di aver avuto due vescovi di un certo tenore intellettuale ci si è abituati tutti quanti a credere che quella fosse la normalità. Poi ti arriva quello nuovo, lo studi un attimo e ti rendi conto della fortuna avuta finora. Ci vuole un po ad abituarsi all’idea, ma è così: la Chiesa oggi è questo. Anzi, il vescovo attuale viene addirittura considerato un astro nascente con prospettive di carriera. Figuriamoci gli altri, quelli in attesa di pensione.

    L’han chiamata pomposamente omelia, la sfilza di vocaboli ed aggettivi pubblicata qua sopra. A me sembra piuttosto una circolare aziendale. Parole tante, succo assai meno. Tutto quello che annuncia sono l’equivalente ecclesiastico delle convention aziendali – magari importantissime per lui, dal punto di vista della carriera e della bella figura coi superiori, ma che a noi qui fuori ben poco ci cambia la vita. Mi ricorda certe vignette ambientate in ufficio, dove fa carriera non chi migliora il prodotto o servizio fornito al resto del mondo ma chi fa il PowerPoint più raffinato per il capoufficio. Il termine più appropriato potrebbe essere “autoreferenziale”.

    Giusto per tenermi in allenamento prendo la lente e mi metto a cercare qualcosa degno di essere commentato, ma è duretta. Riesco a capire che “la sorgente del prossimo Sinodo” sarà il menàge a trois, ma tant’è, finché riescono a stare lontano dai bambini sono cavoli loro. Vedo il solito lamento che il mondo li sta lasciando indietro (e che dovrebbe fare, aspettare che vedano la luce?), ma anche questo ormai sembra più che altro uno stanco rituale: ce l’ha messo solo perché l’argomento è un chiodo fisso dell’Amministratore delegato che sta a san Pietro, ma non ci ha nesso il cuore e si vede. Neanche nella parte dedicata alla città riesco a trovare un minimo di emozione, di interesse umano: sembrano tanti slogan messi in fila, neanche fosse candidato a qualcosa.

    Sull’umanesimo l’alto prelato ha le idee poco chiare. “Non esiste un documento del Magistero che affermi possibile un pieno umanesimo senza Cristo”. Wow. Forse non si è reso conto che non esiste neppure un documento del Magistero che affermi possibile il gelato al limone, ma non per questo Zampolli ha smesso di farlo. Non fa niente, il mondo va benissimo avanti anche senza che la “giuda spirituale” ci arrivi – magari anche meglio. Qui il termine appropriato è “arroganza”.

    Pietoso il confronto non dico coll’articolo di Rumiz, che dopo averlo letto questo polpettone sembra una presa in giro (lo è), ma addirittura col programma degli studenti accampati in piazza della Borsa. Quest’ultimo può trovarci d’accordo o meno, ma almeno si capisce di cosa parla – si capisce che è stato scritto su questo pianeta.

    D’ora in poi potete chiamarmi vescovo. Il vero extra-planetario è Crepaldi, e gli lascio (malvolentieri) il titolo. Impossibile competere.

    P.S.: per chi si fosse perso il link nell’altro post – è appena uscito il Human Development Report 2011 delle nazioni Unite. Manco a dirlo, come succede ormai da anni in testa alle classifiche ci sono i paesi dove chiese e religioni hanno meno peso. Vedere per credere, e sono sicuro che è solo frutto di coincidenza. Aringhe, anyone?

  20. Avatar Fiora

    @19 Grandissimo! Se Crepaldi Eccellenza, Ufo MAESTA’.
    A leggere l’Eccellenza una barba, a leggere Sua Maestà un pungolo.

  21. La chiesa cattolica ha fatto molto male a Trieste.
    Per prima cosa il non rispetto della legge internazionale vigente e nessuna azione per contrastare l’annullamento di Trieste e dei triestini. La seconda é l’assoluta negligenza verso il bisogno vero della gente nostra.
    I giochi di potere con gli occupatori poi sono il terzo male.

    Comitato Odbor PLT – Monte Grisa sará convertido in Museo dedicado a de Henriquez e funivia colegada a barcola/Miramar Schloss.
    Nel TLT tuti paga le tasse anca le cexe.

  22. Avatar Francesco

    Campioni di tolleranza e coerenza.
    Paolo Geri, ma com’e che un comunista come lei si occupa con tanta passione per quello che dice il vescovo?
    Perché poi la politica si intromette ad ogni pie’sospinto nelle questioni della curia anziché tenersene ben lontana- come i detrattori del vescovo pretendono da lui?
    Occupatevi di acegas o di perché l’azienda sanitaria vende un ospedale salvo poi ricomprarsi una palazzinadello stesso al costo dell’intero ospedale.

  23. Francesco forsi no te gá capí ben cosa che dixi la cexa: ““Trieste deve uscire dalla crisi guardando a turismo, ricerca e progetti di sviluppo””.

    Comitato Odbor PLT – inveze de “seguir” questi meravigliosi sugerimenti Trieste devi rispetar el dover che gá con l’europa e col mondo: la devi ritornar a eser PORTO INTERNAZIONALE.

    altro che bale de prete!

  24. Avatar Fiora

    @22 Francesco, penso che prima che Comunisti, o Pidielisti (dovessi mai fare a me stessa il torto di collocarmi da qualche parte è a destra se non del Pdreeterno, ma sello schieramento, che mi collocherei… 🙂 ) tutti quanti siamo cittadini e persone.
    Personalmente trovo le parole dell’Arcivescovo un’accozzaglia di luoghi comuni, una pagina di un compitino, al quale si dovesse scrivere sotto il giudizio, oserei scrivere ” il trionfo dell’ovvio, nessun costrutto”.
    Penso che il giudizio negativo all’elaborato travalichi gli schieramenti.
    In rapporto alla torrenziale vuotezza del proclama di mons.Crepaldi, trovo al tagliente pezzo di Ufo al post 19 un solo difetto: spara sulla Croce Rossa.
    …e bechilo come un complimento, Ufo! 😉

  25. Avatar Paolo Geri

    #22. Francesco

    “Paolo Geri, ma com’e che un comunista come lei si occupa con tanta passione per quello che dice il vescovo?”

    Premesso che personalmente io sono ateo ma non tutti i comunisti lo sono, la mia “passione” è determinata dalla nausea per questo genere di chiesa cattolica di cui Crepaldi è eblematico esponente.

  26. Avatar Paolo Geri

    Eblematico = emblematico

  27. @ ufo 19

    Nei primi 20 posti del rapporto ONU trovi gli USA (In God we Trust), l’Irlanda (e ho detto tutto), e Israele.

    Ti indico io una chiave di lettura: i primi sette paesi hanno almeno una A nel loro nome. E’ un fatto sul quale riflettere…

    L.

  28. “ha una classe politica capace e ancora credibile, ha un capitale straordinario di competenze professionali e manageriali”

    Intendeva la Monassi? O Cerami?

  29. Avatar Alessandro

    @28 el sito versione slovena fa cagar: impaginà malissimo 🙂

  30. Avatar ufo

    @24 Ammetto difetto ed accetto complimento, specificando a mia difesa che: 1) la Croce ha sparato per prima, ripetutamente ed ad altezza d’uomo, con munizioni da guerra; 2) la mia è un intifada fatta solo con vera pietra del Carso DOCG, avvolta una per una in vecchie copie del Primorski perché non si rovini (la pietra, che non a caso si chiama Pietro – la rivoglio alla fine)

    @27 Ostrega, te ga razon! Vol dir che dovemo trovar el modo de infilar almeno una o do A in Territorio Libero di Trieste – Free Trieste Territory – Svobodno Tržaško Ozemlje? Vara, ghe ne xe una! Fortuna! Te credi che i iredentisti i aceti questa motivacija per introdur el bilinguismo – perché se no perdemo la fatidica A?

    L’Irlanda ga pena deciso de chiuder l’ambasiada in Vatican. I giura che no xe in relazion con i noti fatti.

  31. Avatar Alessandro

    @31 vivo in irlanda e te assicuro che per la maggiorparte i xe cattolicissimi. fa conto che qua l’aborto xe illegale per legge. dopo no so se i chiudi l’ambasciata, no xe una polemica.

  32. Avatar dimaco

    Riguardo all’aborto.
    qualcuno mi spiega perchè quando si tratta di un feto è omicidio emntre quando si tratta di un uovo è una frittata?

  33. @ ufo

    Ti risolvo subito il problema: la nuova entità statale si chiamerà:

    AAA – Massaggi – Citofonare TLT

    Con sei A di sicuro sarà il più bel paese al mondo.

    L.

  34. Avatar Alessandro

    @33 no volevo cominciar una discussion de sto tipo. iera solo un esempio

  35. @ dimaco

    Vecchia come il cucco. Di un comico americano di vent’anni fa, copiata da Luttazzi, poi sgamato con gran sputtanamento.

    L.

  36. Avatar effebi (maaagaalà)

    33 ….maja !!! maja !!! ghe ne ga dita un altra…

  37. Avatar ufo

    @34 Brillante! Geniale! Ti nomino azzeccagarbugli ufficiale del Territorio (posizione non retribuita).

  38. Avatar Fiora

    @31 Ufo, e al mio post 20? gnente de obietar? go veramente dà la stura al più becero encomio, ma se te pensi che nol presupponi in cambio un ministero, ch’el xè totalmente a gratis , te lo aprezerà 🙂

  39. Avatar sfsn

    Crepaldi xe el massimo del conservatorismo che la diocesi triestina gabi mai avù, forse pezo adiritura de Santin.
    però per continuar sto trend propongo de far una racolta firme de mandarghe in Vaticano perciò che el prossimo vescovo de ts sia Lojze Venezian!

  40. @ ufo e sfsn

    Allora facciamo così: voi fondate il TLT, poi mi chiamate a fare l’azzeccagarbugli ufficiale e anche il vescovo.

    Ci penso io a mettervi tutti in riga, altro che gnignignigni gnagnagnagna…

    L.

  41. Avatar sfsn

    no Lojze,
    noi fondemo el TLT, lo femo diventar una republica socialista e dopo con i budei del ultimo prete impichemo l’ultimo vescovo

  42. Avatar Fiora

    @42 brutina sta qua, sfsn 🙁 de ti xè sortì ben altro morbin…
    No verbalisiamo Vostro Onore,dei!
    Semel in…thread licet insanire e pò bon!

  43. Avatar sfsn

    te ga ragion: anderò a confessarme de Crepaldi e ghe dirò che go pensà mal de lui. E de Lojze (secondo mi i se conossi…)

  44. Avatar sfsn

    e lui me dirà: “Ego te absolvo, però te rinunci a Bora.la?” “rinuncio” “E credi in un solo Lojze onnisciente?” e là sarà veramente dura…

  45. Avatar Fiora

    @45… ” però te rinunci a bora.la” e no coccolo! ch’el te daghi un altro fioreto l’Ecelensa. Sta rinunzia fussi un castigo anca per noi, tui fans, ciò!
    beh!,l’autodafè in Lojze saria zà una bela espiazion… se te ghe la fa!

  46. Avatar Mauricets

    VESCOVO SVEGLIA!!!!!
    guarda cosa dicono le pecorelle:
    http://video.corriere.it/che-imbarazzo-cena-berlusconi/943accc6-0673-11e1-a74a-dac8530a33df
    e tu non dici niente!!!

  47. Avatar ufo

    @39 Non avere timore, Fiora. Ho dovuto annunciare un azzeccagarbugli in fretta e furia sotto pressione dei mercati, ma per tutti è prevista da tempo un adeguata posizione: è pertanto con grande fiducia che ti nomino Madre Superiora di tutta la diocesi, con piena facoltà di collegiare le giovani leve ogni qual volta se ne presenti la necessità e per il periodo che sarà necessario.

    Uff, questa è stata facile. Adesso affrontiamo la nomina difficile. Quella alla terza carica per ordine d’importanza: il giullare di corte… Vista la quantità di candidati qui sospinti dalla bora ci toccherà fare una severa selezione per titoli ed esami. Gli esami saranno saggi di: marcia a passo d’oca con pantaloni a zampa d’elefante ed espressione da pesce lesso, salto del cerchio di fuoco, spezzamento delle reni della perfida Bibione e corsa al Piave. Titolo preferenziale costituiranno la discendenza dalle legioni romane, l’incapacità in campo linguistico ed il possesso di uniforme da Calimero con pompom. L’espressione intelligente costituisce motivo di esclusione immediata e denuncia alle autorità competenti. I sigg.ri candidati sono pregati di munirsi di apposite marche da bollo acquistate esclusivamente presso l’appalto di zia Adelfia.

    @41 Luigi, guarda che se lo rifai di deazzeccagarbuglio seduta stante! Proprio tu, sempre così precisino, andare a sbagliarmi il sacro Verbo! Te l’ho detto mille volte: “ammaestrare“, non “mettere in riga”! La riga o regolo è un simbolo massonico, e ce n’è gia troppi qua attorno. Sia di simboli che di…

  48. Avatar Fiora

    @48 il velo NOOOOO! più una minaccia che una promessa, V.M. Ufo primo!
    …vista la mia scarsa propensione, se proprio costretta prenderò il nome di GERTUDE ! 😉

  49. Avatar Fiora

    GERTRUDE! tale l’avversione che anziché i capelli bianchi come Maria Antonietta, mi è venuta la “r” francese!

  50. Avatar dimaco

    Fiora madre superiora? ops son tale pegole.

  51. Avatar mutante

    mi spiace, ma nel TLT non si impicca nessuno e tutti sono tollerati. è una nazione internazionale e, se bravi cittadini, vescovi o sciamani pagani hanno i loro diritti.

  52. Avatar Paolo Geri

    #52. mutante

    Bello l’ accostamento diretto fra vescovi e sciamani pagani. 🙂

  53. Avatar dimaco

    @53 bisognerebbe capire prima dove sta la differenza tra le due categorie

  54. Avatar ufo

    Fiora, ma perché te se fa problemi dove che no i xe? la situazija (disperata ma non seria) la xe assolutamente soto controlo. Soto controlo de chi xe un dettalio minor che venierà definido a tempo debito con un aposito regolamento de atuazion, ma no stemo perderse in ste quisquilie. Prima le robe importanti.

    Con decreto vescovile xe abolido seduta stante ogni e qualsiasi disposizion che obliga la zente a vestirse in uniforme. La definizion de uniforme comprendi, ma no xe limitada a, uniformi militari, veli e altri ammmenicoli religiosi e grembiulini de scolareto. Fussì sta per mi gavessi messo al bando tute ste robe tribali, massimo massimo la ‘coperta di sicurezza’ de Charlie Brown, ma me rendo conto che zertuni i sembra gaver un gran bisonio de vestirse ritualmente per sentirse realizai o per sconder le proprie paure, quindi ci pregiamo di essere tolleranti. Chi che vol che el se meti l’uniforme che el vol, magari quela austroungarica, e chi che xe superiore a sti residui medievali che staghi pur in jeans e felpa. No xe l’abito che fa el mona (xe l’uniforme). Per chi oltre che vestirse in uniforme ghe piasi anca marciar vedessi comunque ben grembiulino nero per la trupa e blu per i uficiai, tuti munidi de ciuccio ligado col spago al taschin, cussì i se senti sicuri de fronte al mondo ostile e complicado. Fusil col tapo, che no i se fazi mal, e marcado CE.

    Dimaco, ma perché te va reinventar l’aqua calda? La diferenza tra sciaman e vescovo xe un problema risolto za de ani anorum – la scienza ga dimostra che esisti una diferenza e che la xe misurabile e quantificabile, Se te ciol un metro de sarta e te va misurar te vedera che corispondi esatamente al oto per mile. Xe una legge de natura.

  55. Avatar Fiora

    @55 Ufo mi sta tua ultima del oto per mile 😀 😀 😀 ghe la mandassi al Arcivescovo in carica (prima che subentri Lojze 😉 ).
    Cussì ghe femo el morbin test e s’el se meti a sghignazar se tignimo Crepaldi, perché ” com’è triste Venezia” ridi poco e deridi …urbi et orbi e no sempre a proposito!

  56. Avatar Fiora

    e visto ch’el Capo dei Capi se ga lassà sbrissar ” cari frateli e sorele,io qvassi qvassi molerien…” (po’ i ga smentì, ma co’ i taca a smentir xè la vera volta….)a Louis lo femo Papa!

  57. Credo che il primo mio atto come vescovo sarà quello di sottoporre la città ad un rito di esorcismo comunitario.

    Chissà che non si riesca a toglierle la sfiga perennis che le gironzola sul capo da esattamente 93 anni (prima era solo gran feste).

    Se non riesce nemmeno quella, allora tutti a casa di ufo a giocare a schiaffo del soldato! Almeno ci si scazza in allegria, in attesa del nuovo sol de l’avvenire che splenderà su TS esattamente nell’anno 3167.

    L.

  58. Avatar Fiora

    @58 ti alenite pur nela gestualità protocolare, Luigi, ma no xè ‘ncora dito! se Crepaldi ga più morbin …sorry mi meto el veto e se lo tignimo e ti te se meti studiar per Papa! 🙂

  59. Avatar Mauricets

    58Luigi (veneziano)
    secondo me sei doppio, ci sono due Luigi.
    a volte uno scrive cose sensate, a volte l’altro cagate pazzesche.

    doppia personalita?

  60. @ mauricets

    E’ per confonderti, maurizio. Solo per confonderti.

    L.

  61. Avatar ufo

    “Schiaffo del soldato”? Non konosko kvesta kanzone… sarebbe qualcosa di italico?

  62. Avatar Mauricets

    io sono gia confuso di mio!! se ci metti anche tu son dolori!

  63. Avatar Fiora

    @60 un Luigi Jekyll & Hyde de noantri… sai Maurice che spesso ho avuto la stessa sensazione? ma trattandosi di percezioni e parametri assolutamente soggettivi, conscia della mia pochezza, mi sono tenuta per me le mie ambasce 🙂

  64. Avatar Fiora

    @60 Maurice, più che doppio Egli è UNO & TRINO, no?! 😉

  65. Avatar ufo

    E’ddaie col menage a trois! Ma cossa gave manià ogi a colazion?

  66. Avatar mutante

    @ Paolo Geri: ma li vedi vestiti con quelle tuniche che dispensano incenso? stregoni.

  67. Avatar ufo

    No dimentigarte che i mormora formule magiche mentre che lo fa…

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