Trieste.Gorizia.Udine.com.
La notizia un po’ originale, riportata su Repubblica.it, non coinvolge solo i nerd dell’informatica. Ma, più o meno direttamente, tutti noi. Facebook il popolare social network, creato dal 26enne Mark Zuckerberg nel 2004 (all’epoca di anni ne aveva 20), ha superato nel numero degli accessi Google. I dati, monitorati dalla società di analisi “Hitwise”, riguardano gli Stati Uniti e le rispettive home page, Google.com e Facebook.com. Non era mai successo, prima della scorsa settimana, che per sette giorni consecutivi il popolare social network battesse in numero di accessi il “Big G”. Nei giorni presi in esame, i due siti insieme hanno totalizzato da soli oltre il 14% del traffico totale del web negli USA: Facebook ha toccato il 7,07%, Google si è “fermato” al 7,03%.
Per approfondire l’argomento Bora.la ha assistito ad una conferenza del professore Francesco Pira, docente di Comunicazione all’Università di Udine con sede a Gorizia. Al suo attivo 5 tesi su Facebook da relatore e, udite, udite, 3.666 amici più o meno virtuali (dato di mercoledì 17 marzo, ore 20).
L’articolo è di Lorenza Masè
Con i suoi 350 milioni di utenti -di cui 18 milioni in Italia – se Facebook fosse un paese sarebbe il terzo, dopo Cina e India, più popolato al mondo. Nel nostro paese il 75% delle persone tra i 18 e 34 anni usa quotidianamente i social media, negli Stati Uniti addirittura il 96%. Insomma, davanti i numeri la questione morale del “fa bene o fa male” è platealmente superata. Piuttosto è lecito chiedersi se tutti gli utenti hanno piena consapevolezza del mezzo. Rivoluzionato il modo di fare comunicazione, arriva in soccorso l’esperto.
Francesco Pira, docente di Comunicazione dell’Università di Udine e già relatore di 5 tesi di laurea sul popolare social network, ha tenuto lunedì 15 marzo una conferenza sul tema Facebook: strumento di comunicazione o luogo di perdizione? “Non esiste più una vita senza social network – ha detto il Professore, 3.666 amici Fb, (verrebbe da dire pure lui un po’ fb addicted) – ma la grande differenza rispetto radio o televisione è l’utente attivo”. Infatti, “attraverso i processi partecipativi della rete – ha proseguito Pira – possiamo costruire un’opinione pubblica e generare democrazia”. A parte qualche outsiders, i politici nostrani, forse perché un po’ matusa, non stanno affatto cogliendo le possibilità offerte dalla rete. E solo il nostro paese, dopo Cina, Iran e Cuba ha pensato di oscurare un social network. Oltreoceano Obama ha utilizzato Facebook come un aggregatore per i suoi sostenitori che hanno così contribuito – ha spiegato Pira – a costruire, un po’ per uno, un pezzo della sua campagna elettorale. E dopo la vittoria, Obama non si preoccupa se su Fb lo offendono o riceve minacce praticamente quotidiane.
Facebook, inventato nel 2004 da Mark Zuckerberg classe 1984, sembra più di una moda passeggera. Collegamento veloce, notizie in tempo reale, chat e aggiornamenti del profilo – da parte di alcuni ossessivi compulsivi. Bene dunque sapere che queste informazioni possono essere usate contro di noi. E l’esperto lo conferma, tanto che sono nate delle vere e proprie società di reputation che ti rifanno il profilo in internet “perché il sistema di presenza sociale – ha spiegato il Professore – implica ormai una buona reputazione anche in rete”. Ritratti dettagliati degli amici ed estrema consapevolezza della vita quotidiana di qualcun altro. Perché una cosa avvenga, non basta più
raccontarla, ma devi anche postarla e taggarla: “Sto facendo colazione”, “Vado a dormire”, “Vado in gita”, perfino “Vado in bagno”. Sì, stiamo rincretinendo. Sì, Facebook può creare dipendenza. Tanto che all’Ospedale Fratelli di Roma – ha detto il docente – è attivo a Psichiatria un nuovo reparto che cura le dipendenze dalle nuove tecnologie, dalla playstation a youtube a Facebook.
Agli internauti però voglio far tornare il sorriso. Una ricerca, condotta da un’università americana, ha messo in luce un altro fenomeno da social network: il sesso di ritorno. In altre parole, gli utenti intercettano gli ex partners con cui il sesso funzionava, ristabilito il contatto su Fb, pare poi, quaglino nella vita reale. Chissà! Non sarà piuttosto che più grande è la vita virtuale, più piccola è la vita reale? Certo alla fine il buon senso fa sempre la differenza.


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