1 maggio 2009

Far East Film Festival: Memorie di uno Gheisho – Day 6 –

Horror a metà

Lampi, tuoni e cotillons annunciano l’ horror day qui al Far East Film Festival.
Tempistica azzeccata ed effetto scenografico assicurato. Per fortuna che il mio karma oggi mi dice bene e il dio dei parcheggi è benevolo con me, facendomi trovare un posticino a pochi metri dal teatro. Meglio per lui, altrimenti bestemmie come nespole.
Solo due film da vedere, causa imperdibile concerto a Marghera.

  • 11.00: Rule #1 – Kelvin Tong – Singapore 2009

Regola numero uno: i fantasmi non esistono. E’ questa la regola che l’ agente Lee Kwok-keung dovrà tenere bene a mente per sopravvivere nel Dipartimento Affari Generali dove è appena arrivato in seguito a un trasferimento causa ferimento in servizio.
Caso dopo caso, però, il solerte agente scoprirà che questa regola non solo non esiste, ma deve essere regolarmente infranta per poter svolgere bene il proprio servizio.
Insieme all’ ispettore Wong, infatti, dovrà affrontare tutti i casi soprannaturali che la polizia affida al reparto, operando sotto silenzio e senza copertura.
I fantasmi si faranno sempre più frequenti e malvagi, fino ad affrontare alla fine lo spettro più pericoloso di tutti.

Horror-poliziesco dalla trama avvincente e dalla suspance costante.
Sfruttando gli stilemi dell’ horror asiatico il regista non riempe il film di inutili momenti di tensione fini a loro stessi, bensì li dispensa sapientemente lungo il cammino per poter focalizzare meglio i personaggi e la loro psicologia.
Un po’ frustrante il finale, se vogliamo troppo frettoloso, ma comunque degna conclusione di un horror psicologico avvincente.

  • 14.15: Rahtree Reborn – Yuthlert Sippapak – Thailandia 2009

locandinaTerzo capitolo della saga di Buppha Ratree: questa volta Buppha si reincarna in una bambina maltrattata dal patrigno barbiere. Un giorno ruba uno dei rasoi del padre e fa un strage a scuola, successivamente si reca nell’ appartamento dove Buppha e il suo fidanzato Eke, nei primi due capitoli, vivevano. Qui viene sorpresa da uno psicopatico che la violenta ed uccide.

Diventerà allora uno spettro che andrà ad infestare l ‘intero edificio. Rung, un giovane studente dotato di sesto senso che gli permette di vedere gli spiriti, accetta di vivere nell’ edificio quasi abbandonato. Cominceranno così le frequentazioni tra Rung e lo spettro, finché un giorno Rung vedrà Buppha – che era la sua insegnante privata da bambino – sull’ uscio di casa.

Fantasmi terrificanti, suspence a manetta, intermezzi comici deliranti: un mix prefetto per questo horror ben strutturato e sceneggiato. E’ un sequel ma gli elementi innovativi – nuovi fantasmi e nuovi personaggi – si intrecciano alla perfezione dando vita ad un film indipendente, nel quela Buppha è dipinta in toni quasi compassionevoli e gentili. Il finale del film è in realtà il trailer del sequel (il 3.2, questo film era il 3.1) già in lavorazione.

E per oggi, basta così.
Sono stati solo due film, come se non fosse successo nulla. Direzione Marghera, ora, sperando solo di non trovare lungo la strada incazzosi fantasmi sotto forma di polizia stradale.

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