6 Luglio 2020

Trieste confermata “Città che legge” anche per il 2020-2021

el sunto Per la terza volta Trieste conquista il riconoscimento assegnato dal Ministero ai Beni e alle attività culturali e per il Turismo

Per la terza volta Trieste conquista il riconoscimento assegnato dal Ministero ai Beni e alle attività culturali e per il Turismo, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca e l’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia a tutte quelle amministrazioni che si sono impegnate a svolgere con continuità sul proprio territorio politiche pubbliche di promozione della lettura.
La qualifica di “Città che legge” riconosce e sostiene la crescita socio-culturale delle comunità urbane attraverso la diffusione della lettura come valore riconosciuto e condiviso, in grado di influenzare positivamente la qualità della vita individuale e collettiva. A tale scopo Trieste nel 2018 ha stipulato un Patto per la lettura che preveda una stabile collaborazione tra enti pubblici, istituzioni scolastiche e soggetti privati per realizzare pratiche condivise di promozione della lettura.

Come White Cocal Press, per incentivare la lettura, abbiamo attivato da luglio una serie di offerte a domicilio sui nostri titoli. Si comincia con Le Disgrazie del tran de Opcina+The origin of Nosepolis con in omaggio L’osmiza sul mare.
Il tutto a 22 euri, spedizione inclusa 
Pagamento via bonifico o paypal.
Ordini via mail a manna@bora.la

libri

Per conoscere la storia dettagliato del percorso iniziato dalla nostra città nel 2017 potete leggere l’articolo: “IL PATTO DI TRIESTE PER LA LETTURA. Dalla Città che legge alla Città creativa per la letteratura” pubblicato sulla rivista del Centro per il libro e la lettura “Libri e Riviste d’Italia” p. 33-41
Questo l’incipit:
1. Trieste città letteraria
Trieste è nota a livello internazionale come città letteraria per la fama indiscussa
dei suoi tanti scrittori: Italo Svevo, James Joyce, Umberto Saba, Fulvio Tomizza, Pier
Antonio Quarantotti Gambini, tradizione che continua con Claudio Magris, Boris
Pahor, Mauro Covacich, solo per citare i più noti. La ricchezza della letteratura cittadina è direttamente legata alla sua storia di scalo commerciale: i suoi autori sono
stati impiegati di grandi compagnie assicurative, case di commercio e banche. Molti
sono giunti dall’estero per motivi legati alle attività portuali e vari consoli: Stendhal,
Richard Francis Burton, il Premio Nobel Ivo Andric’. Tutti questi fattori determinano
la peculiarità che rende unica la letteratura triestina: il multiculturalismo e il plurilinguismo. A Trieste capolavori sono stati scritti in inglese (James Joyce) tedesco
(Ricarda Huch, Rainer Maria Rilke), sloveno (Srecˇko Kosovel, Vladimir Bartol), francese, greco e, ovviamente, italiano (Scipio Slataper, Giani Stuparich). Anche oggi
Trieste viene scelta da autori che scrivono in diverse lingue, come Veit Heinichen,
Juan Octavio Prenz, Laila Wadia e il recentemente scomparso Giorgio Pressburger.

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