18 Ottobre 2014

Straulino, il padre del vento

el sunto Esattamente un secolo fa, il 10 ottobre 1914, a Lussinpiccolo, nasceva Agostino Tino Straulino

di Mariano L.Cherubini

Esattamente un secolo fa – era il 10 ottobre 1914 –, a Lussinpiccolo in una casa direttamente sul mare nella Valle di Augusto, (il nome antico del golfo di Lussinpiccolo), nasceva Agostino Tino Straulino, il più grande velista che l’Italia abbia mai avuto. Al momento della nascita di Straulino, quest’isola stretta e lunghissima dell’arcipelago del Quarnero era sotto il dominio austroungarico. Straulino è il marinaio di un’isola dell’arcipelago del Quarnero nell’Adriatico orientale, capace di dominare il mondo della vela per quasi un decennio nell’immediato dopoguerra.

Un genio capace di leggere il vento usando mezzi che noi umani maneggiamo maldestramente. Un uomo che vedendoci poco (un incidente gli aveva portato via gran parte della vista), “sentiva” il vento arrivare assai prima di chi invece ci vedeva benissimo. Sembra una storia di un secolo fa, perché “è” una storia di un secolo fa. E come tutte le storie lontane richiede anche uno sforzo di immaginazione.

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Straulino è stato italiano ha frequentato il Regio Istituto Nautico italiano “Nazario Sauro” di Lussinpiccolo e quindi è entrato all’Accademia Navale di Livorno, dove cominciarono i fasti per la vela. Già nel 1936 era riserva all’Olimpiade, ma il suo valore per intero poté dimostrarlo molto più tardi, a conflitto finito. Tre volte campione del mondo nella classe Star, di Straulino e del suo fido prodiere Nico Rode (pure lui nato a Lussinpiccolo) si ricorda soprattutto il 1952, l’anno perfetto, nel quale vinse di fila Olimpiade, Campionato Europeo e Mondiale, sempre nella classe “Star”.

Il 9 ottobre 2014 a Lussinpiccolo, si è tenuto l’evento finale di tutta una serie di celebrazioni indette per il centenario della nascita dell’Ammiraglio. Una Santa Messa in lingua italiana è stata celebrata dal vice-parroco don Milivoj Guszak nella chiesa del Cimitero di San Martino, dove riposano le spoglie del campione di vela. Una corona d’alloro è stata deposta ai piedi della tomba di Straulino da parte di alcuni membri dell’equipaggio del “Corsaro II”, comandato da Straulino.

È seguita una visita alla Mostra fotografica allestita presso “Villa Perla”, sede della locale Comunità degli Italiani. La presidente Anna Maria Saganić ha ricevuto i graditi ospiti, la figlia di Straulino, Marzia con il suo consorte giunta insieme a parenti.
Grazie alla sensibilità del sindaco Gari Cappelli, ieri a mezzogiorno è stata scoperta una targa sulla facciata di quella che fu la famosa Regia Scuola Nautica “Nazario Sauro”, nata ancora sotto l’Impero austro-ungarico e che Straulino frequentò da ragazzo.

Il Comitato Organizzatore del Panathlon Club di Trieste si è attivato anche per far sì che sia una discendente diretta dell’Ammiraglio a fungere da madrina, scoprendo la targa. È toccato alla figlia Marzia, schiva di parole come suo padre, salutare tutti gli intervenuti.

Presenti alla cerimonia pure la presidente della Comunità dei Lussignani di Trieste, Doretta Martinoli, la segretaria generale Licia Giadrossi con il consorte Franco Tamaro del Club “Adriaco” di Trieste e i vicepresidenti del Consiglio comunale di Lussinpiccolo Elvis Živkovič e Mario Kamalić.

Nobili le parole della vicesindaco Ana Kučić, che hanno toccato il cuore dei presenti. Vari gli interventi che si sono susseguiti, dal presidente del Panathlon,Sauro Baccherotti, con il suo vice Giorgio Brezich, all’ex responsabile del Settore sport dell’UI, Sergio Delton, fino all’assessore del Comune di Trieste, Edi Kraus, il quale ha portato i saluti del sindaco Roberto Cosolini, dell’amministrazione comunale e di tutta la città di Trieste, per ricordare la figura di un grande uomo che ha portato con onore i nomi di Trieste e di Lussinpiccolo, alla ribalta delle cronache internazionali, da atleta, da campione olimpico e da marinaio, sia in abiti sportivi che militari.

Un ruolo trainante quello del Panathlon Club di Trieste, capofila delle iniziative e attivo da gennaio insieme al CONI di Trieste con il presidente onorario, Emilio Felluga, presente ieri all’evento, per trovare il giusto mix tra le diverse persone desiderose di ricordare al meglio il più illustre velista italiano. Un lavoro lungo, svolto con diplomazia, riuscendo a coinvolgere Italia e Croazia, nella fattispecie Lussinpiccolo, nell’impresa di esaltare una personalità vissuta sul mare e di mare, onorato da amici e avversari. Una bella dimostrazione di quanto Straulino sia ancora presente non solo nei ricordi di chi l’ha conosciuto, ma anche di chi ha soltanto letto delle sue imprese di comandante e di sportivo. La nave della Marina militare italiana “Lipari”, addetta al trasporto costiero, per l’occasione non ha potuto raggiungere Lussinpiccolo. Infatti, a causa delle avverse condizioni meteorologiche è dovuta rientrare a Venezia.

Un’altra targa ricordo è stata affissa dalla Comunità dei Lussignani di Trieste insieme alla CI di Lussinpiccolo sopra l’ingresso della casa natale di Straulino, ubicata nella Riva di Priko. Rilevante il pregio dei servizi e la documentazione della vita sportiva su Straulino, effettuato in questi giorni in loco per conto de “La Gazzetta dello Sport”, dal giornalista Luca Bontempelli, ottimo velista italiano, il quale ha prodotto anche degli ottimi documentari nel suo programma.
Straulino è una di quelle figure che legano la nostra storia al mare che è gioia e fatica. Per i lussignani e i triestini del XXI secolo è un padre nobile, nel quale potersi riconoscere e al quale, tra le altre cose, va tributato il merito di aver saputo dare il giusto risalto nel mondo delle tradizioni e della cultura delle genti adriatiche.

 Mariano L.Cherubini

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