6 Agosto 2013

Quale compatibilità tra la massoneria e l’incarico pubblico?

Una dichiarazione apparsa sulla Gazzetta del Sud di fine luglio 2013, rilasciata da parte del Sindaco di Messina, con la quale si sottolineava in sostanza che è un requisito imprescindibile per ricoprire incarichi pubblici il non essere massoni, ha creato grande scalpore. Interviene pubblicamente il Grande Oriente d’Italia, una delle obbedienze più importanti d’Italia che in Friuli Venezia Giulia conta 13 logge di cui solo 7 a Trieste, con una lettera aperta diretta al Sindaco di Messina, che vede tra i primi firmatari Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Santi Fedele, Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia, Giuseppe Trumbatore, presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Sicilia Luigi Raffa, presidente Consiglio MM VV Messina e dove si evidenziano principi che certamente devono indurre alla riflessione.
I Massoni ravvisano nelle dichiarazioni del Sindaco di Messina una volontà discriminatoria, che si porrebbe in contrasto con l’articolo 3 della Costituzione.

A proposito di Costituzione come ho già avuto modo di ricordare con l’intervento, l’influenza massonica nella scrittura della Costituzione italiana, l’ingerenza della Massoneria è stata più che evidente. Coincidenza(?) vorrà che la Costituzione italiana, approvata il 22 dicembre del 1947, verrà firmata e promulgata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale proprio sabato 27 dicembre 1947, nel dodicesimo mese dell’anno e giorno fondamentale nella tradizione massonica( festeggiano il solstizio d’inverno) Ma coincidenza vorrà che la Costituzione italiana verrà firmata da parte del Capo provvisorio dello Stato nella Sala della Biblioteca di Palazzo Giustiniani che oggi ospita gli uffici e l’abitazione del Presidente del Senato, ma che ha ospitato, fino al 1985, la più grande obbedienza italiana, che ancora oggi è conosciuta come Loggia di Palazzo Giustiniani, il Grande Oriente d’Italia. E nel 2010 Gustavo Raffi, attuale Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dichiarò che “tra i settantacinque membri( ndr Commissione dei 75, incaricata di redigere il testo della Costituzione italiana) c’erano ben sette-otto massoni e in sede di assemblea costituente un terzo del totale era composto da componenti della loggia. Senza contare che il presidente e padre della Costituzione, Meuccio Ruini, era massone, così come il vice-presidente dell’Assemblea Giovanni Conti”.
Per non parlare dell’architettura stessa della nostra Costituzione.
Ritornando al caso Messina, i massoni evidenziano che “Non possiamo altresì non rilevare che l’utilizzo indiscriminato del termine massoneria per indicare realtà diversissime quali logge spurie incontrollate e incontrollabili prive di alcun riscontro a livello nazionale e internazionale e Associazioni più che bicentenarie come la nostra intrinsecamente correlate, dai primordi del Risorgimento, al divenire civile della Nazione italiana, costituisce una generalizzazione foriera delle più gravi incomprensioni. Altra fonte di fraintendimento è il riferirsi alla massoneria come a qualcosa di ammantato dal segreto impenetrabile. Nulla di più falso giacché la riservatezza, cui i massoni hanno ben diritto al pari di tutti gli altri cittadini, è cosa ben diversa da una presunta segretezza nei fatti palesemente contraddetta dalla trasparenza di una vita associativa (dall’ubicazione delle sedi ai nominativi di coloro che ricoprono incarichi ad ogni livello, dall’annuncio delle nostre manifestazioni culturali e delle nostre iniziative umanitarie ai resoconti delle medesime correlate da una ricca documentazione fotografica) della quale a tutti, massoni e non massoni, è dato venire in ogni momento a conoscenza attraverso la consultazione del nostro sito www.grandeoriente.it.”
Ed infatti l’articolo 18 della Costituzione secondo comma lì ove afferma che “Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”, è stato superato con il carattere della riservatezza. Ed ecco che le obbedienze massoniche, siano esse regolari che non, si sono dotate di siti internet, aprono spesso le porte al pubblico e così via dicendo. I Massoni, che non hanno ovviamente preso bene le dichiarazioni del Sindaco di Messina, sottolineano anche che “la massoneria ha sempre prosperato nei Paesi di ininterrotta tradizione democratica quali la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti e da Giuseppe Garibaldi a Salvador Allende, da Simon Bolivar a José Martì, massoni sono stati protagonisti delle grandi lotte di liberazione per l’indipendenza nazionale e per il riscatto economico e sociale delle classi lavoratrici”. Concludono la missiva invitandolo ad un incontro e confronto pubblico per chiarire il tutto.
Quanto è compatibile l’essere libero muratore, compagno d’arte, gran Maestro, con una carica pubblica? Sarebbe interessante conoscere l’opinione anche degli amministratori locali, Sindaci, Presidenti di Provincia o Regione oltre che dei politici che operano a livello nazionale.
Il caso di Messina non può e non deve passare inosservato.

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