5 Febbraio 2010

Il WWF si appella ai consiglieri regionali per una legge contro il nucleare

Fvg Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del WWF regionale:

Il WWF ha offerto a tutti i consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia il testo di una proposta di legge che riprende l’analoga norma approvata dalla Regione Puglia lo scorso anno, al fine di impedire che sul territorio regionale si costruiscano centrali nucleari e altri impianti connessi.

Il WWF osserva che il tentativo del Governo di imporre d’autorità alle Regioni e agli Enti locali la localizzazione di impianti nucleari sui loro territori sta trovando un’opposizione forte e compatta, soprattutto da parte delle Regioni che hanno puntato su diversi modelli di sviluppo, come quelli incentrati sul risparmio energetico, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e la generazione distribuita.

Autorevoli costituzionalisti – prosegue il WWF – ritengono che la cosiddetta “Legge sviluppo” n. 99/2009, che stabilisce le procedure per la localizzazione degli impianti nucleari, sia palesemente in contrasto con l’art. 120 della Costituzione, il quale individua i casi in cui il Governo può esercitare i suoi poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni e degli Enti locali, escludendo la materia energetica.

Il Governo dovrebbe spiegare al più presto, senza attendere il giudizio della Corte Costituzionale, se e in quale maniera intende coinvolgere le Regioni su una scelta così rilevante. È del resto poco comprensibile che ci sia un’autentica “inflazione di federalismo” sui temi più disparati e poi si neghi il diritto delle Regioni a pronunciarsi su una materia concorrente.

Il nucleare trova infatti un muro, quando si passa dai proclami ideologici al territorio. A seguito dell’appello rivolto l’11 settembre 2009 dalle associazioni ambientaliste, che invocava il ricorso alla Corte Costituzionale per fermare il provvedimento sul nucleare di sostanziale centralizzazione delle procedure e militarizzazione del territorio, hanno impugnato la legge ben undici Regioni, che rappresentano circa il 56% del territorio italiano, ovvero Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria. Oltre a queste, Sardegna e Veneto hanno detto no al nucleare sul proprio territorio con ordini del giorno o dichiarazioni del presidente.

È significativo che ad esprimersi contro l’insediamento di centrali nucleari siano anche Regioni guidate da coalizioni di centro-destra.

La Giunta del Friuli Venezia Giulia dichiara invece la propria posizione favorevole al nucleare, rivolta però a partecipare al raddoppio della centrale slovena di Krsko (poco più di 100 km di distanza dall’ex confine di Stato).

Posizione ipocrita quant’altre mai, che non esclude affatto – specie se la Legge 99/2009 non sarà abrogata – la possibilità che una centrale nucleare sia imposta dal Governo anche in Friuli Venezia Giulia.

Una centrale nucleare in Belgio (foto concessa da Legambiente Monfalcone)

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