13 gennaio 2019

La mia anima cestistica e cosmopolita è a Trieste

el sunto L'Alma Pallacanestro Trieste cede all'Armani Milano per 73-77. Una partita che segna l'esordio dello sloveno di Ljubljana Zoran Dragic nelle fila giul

Questa sera dovremmo piangerci addosso per la sconfitta della Pallacanestro Trieste. Abbiamo sfiorato la vittoria contro la grande Armani Milano cedendo per 73 a 77. Eravamo in vantaggio fino pochi minuti dalla fine. Poi Milano, trascinata dai suoi giocatori da Eurolega Jerrels e James, con grinta e tenacia si è rimessa in carreggiata e ci ha spazzato via.

Ma io invece vi dico, cari tifosi biancorossi: non disperate.

Questa è la partita della rinascita. Una partita che è colma di significati che va al di là del mero risultato sportivo.

Questa sera ce la siamo giocata a viso aperto con l’Armani come è già successo tante volte durante il campionato. Infatti, in questo girone di andata la Pallacanestro Trieste ha dimostrato di poter competere con le migliori squadre della serie A.

Ma non è solo questo che mi preme dire.

Io che non ho direttamente vissuto gli anni della Stefanel, dei vari Fucka, Tanjevic, Bodiroga e Gentile, dove il mondo latino incontrava quello slavo a Trieste, oggi ho finalmente potuto assistere alla rievocazione di questo passato in chiave presente e futura. Questa sera, ad un certo punto è entrato il nuovo acquisto (potenziale) stellare, lo sloveno di Ljubljana Zoran Dragič. Assieme a lui c’erano in campo Daniele Cavaliero, triestino italiano e il dalmato croato Hrovje Peric di Dubrovnik.

Ecco, in quel preciso momento, il momento che aspettavo da anni, fin da quando ero bambino e sognavo un Milic che giocasse nella Pallacanestro Trieste (ah, c’è già), si è materializzato. Zum teufel all’italianità della squadra e della città. Oggi, in campo c’era la squadra della mia città fatta da italiani, sloveni e croati. Sul parquet c’era la massima espressione culturale della triestinità. Potevamo vincere. Potevamo perdere. Abbiamo perso, ma non me n’è fregato molto (anche perché in classica siamo già oltre le rose previsioni). Un italiano, uno sloveno e un croato che giocano insieme trascinati dal pubblico triestino è di per sè una grande vittoria, forse la più bella.

 

Tag: , , , , , , , , , .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *