27 maggio 2016

Not Good For Education Release Party

Conosco uno per uno i Bencazzada da ben prima che formassero il loro sodalizio musicale. Conosco il loro produttore, l’artista e il grafico che hanno curato l’immagine del loro nuovo CD, Not Good For Education. Questa non sarà un’intervista dunque obiettiva e professionale, ma un tributo all’amicizia scanzonata che ci lega.

Non mi interessa il contenuto musicale del CD e il comunicato stampa non mi dice molto. Quando ci vediamo voglio il succo della questione!” ho detto chiaro e tondo quando ci siamo sentiti al telefono per fissare l’appuntamento per l’intervista. All’incontro con Gigo e Stefano (il produttore e il grafico, che sono fratelli) una birra mi sta già aspettando sul tavolo del bar: “Ecco il succo della questione, brindiamo all’ammore!”

Guarda, Gigo, che io scriverò ammore con due emme al massimo, anche se tu ne pronunci quattordici! Salute!

Salute! Scrivi come vuoi, che vuole capire capirà!

Allora, io ero rimasto all’ultimo ultimo concerto, quando i Bencazzada avevano dichiarato lo scioglimento.

E invece il karma, alla fine dell’estate scorsa, mi ha fatto arrivare l’illuminazione: i ragazzi sono pronti e hanno materiale per riempire un CD. Conosco lo studio di registrazione giusto, Palo Alto di Fabio Zinchelli. Per  mastering e missaggio c’è Max Porcelli, il fonico titolare della 989 records di Pordenone, un guru della musica clubbing (infatti suona e produce per il Pacha) che noi abbiamo conosciuto nel 2011. Io lavoravo al Toti, Max il docente del  corso di registrazione, cui hanno partecipato Para e Dani come studenti e i Bencazzada  come cavie per la registrazione di un demo. Persona squisita, l’intesa è presto diventata un’amicizia.

Non manca nulla: facciamolo! Anche se queste mille copie non lasceranno grandi tracce nella storia della musica, anche se tutti noi sappiamo che nessuno ci guadagnerà, è giusto che questi nove anni di attività vengano celebrati con un segno sonoro e tangibile.

bcdp

Nonché con una festa.

Esatto! Questo concerto lo chiamiamo release party, e vogliamo che sia un momento di gioia ed euforia generale. Anche per questo abbiamo deciso di suonare al Tetris, una realtà triestina cui sono legato fin dai primi tempi, e che coltiva in una città spesso sorda il nostro stesso ammmore per la musica.

Ma porc… mi hai fatto scrivere ammmore con tre emme!

Bencazzada, stai entrando nel mood! Ti dicevo del Tetris: è un segno vivo dell’ammore per la musica di chi vive a Trieste. Tesseratevi, venite ai concerti, ascoltatevi musica che non conoscete, fatevi quattro chiacchiere e una birra con tutte le meravigliose persone che frequentano questo club. E magari offritene una a chi ci sgobba da volontario, per far vivere un posto così alla faccia dell’indifferenza e dell’ingratitudine dei vecchi dentro.

Non avrei saputo dirlo meglio. Dove si troverà il CD?

Tra poco dovrebbe arrivare Para, che ti porterà la tua copia. Ma se vuoi dire dove si potrà acquistarlo, sarà distribuito ai concerti e ci saranno alcune copie al Music Movies Store di via Milano. Grassi 8 euro per 11 tracce che pompano duro. Nonché in rete, per ora lo streaming è gratuito e puoi comprarti le singole canzoni o l’intero album a prezzi spinaza, rispettivamente 50 centesimi e 5 euro. Sul sito ci sono anche i testi.

Ottimo. Vi consiglierei di passare anche al Knulp, dove tengono un box con i CD di artisti locali, la chiamano “Musica di vicinato”. Vi vedrei bene a fianco dei vari Stefano Schiraldi, Radio Zastava, Cortex… toh, guarda è arrivato Para. Ciao!

[Para, il chitarrista, abbracciandomi] Paolone! Vesti i panni del nemico!

Ma che diavolo dici???

[Para] È una citazione. Da quel film sulle groupies.

[Gigo] Almost famous!

[Para] Giusto! La stampa è sempre il nemico, no? Il tuo bicchiere è vuoto, un’altra birra?

Ehm… certo. Gigo diceva che hai una copia del CD per me, posso vederla?

[Para] Come no… però devo andare a prendertela in sala prove. Torno prima che la birra si riscaldi!

Fast forward: ho l’oggetto in mano, il design del digipack è minimale e lascia in primo piano l’illustrazione di Pedro, stampata anche sul CD. Un insieme di figure disperse su un paesaggio allucinato ed essenziale. Riconosco alcune situazioni e citazioni, è quasi una storia rupestre dei Bencazzada. Ma in un angolo c’è un cartello: W le cose semplici. Perché W le cose semplici”?

foto 1

[Gigo] Perché all’inizio il CD doveva chiamarsi Cose Semplici. Poi, in vacanza, il karma ci ha fatto incontrare Gerald, un personaggio così incredibile che ci ha regalato Not Good For Education.

[Para] Gerald! Un nero enorme che ci ha affittato il suo appartamento quando siamo andati in vacanza ad Amsterdam. Che tipo. Lo abbiamo aspettato per quasi un’ora fuori dal condominio, è arrivato sgommando su un Mercedes enorme, la moglie in macchina che contava soldi. Lui è sceso, ha frugato le tasche, ha imprecato, si è scusato “Ho lasciato le vostre chiavi con l’altra moglie!” ed è ripartito sgommando. È passata un’altra mezz’ora prima che tornasse. E, nota bene, quando gli avevamo chiesto se potevamo vederci in anticipo visti i nostri orari di arrivo ad Amsterdam ci aveva risposto “certo, ma vi metterò in conto il mio disturbo”.

[Gigo] Insomma, torna sgommando con la stessa moglie che conta altri soldi, e ci apre la casa. Era perfetta, un gioiello. Per prima cosa Gerald si toglie le scarpe e ci invita a fare altrettanto. Poi ci fa il tour della casa con l’elenco dei Dos and Donts. A fine giro punta il dito e dice “Please, please PLEASE do not £@ç#&%$ in the garden. There are lots of children in the neighborhood.” Ma noi non abbiamo afferrato il verbo proibito. “Sorry, what?” chiedo e lui si stravacca sul divano dove fa l’inequivocabile gesto di fumarsi una canna gigante, con voluttà. Aggiungendo “If you have to smoke, smoke here, inside. Because in the garden…”

“It’s Not good for education”.

[Para] Esatto! Che poi è un titolo paradossale se ci pensi, perché le nostre canzoni trattano di temi educativi, temi che ogni scuola degna di questo nome dovrebbe affrontare.

Parli di Candyman, dove mettete in guardia i bambini da chi regala loro le caramelle?

foto 3[Para] Per esempio, ma non solo. E comunque, se guardi l’elenco delle tracce, si comincia con le tasse e si finisce con l’onanismo. Non sono temi educativi? Guarda, arrivano Nico e Dani!

Oh bene [baci, abbracci, strette di mano]. Ora che siete quasi tutti possiamo finalmente passare alle domande musicali. Vogliamo parlare dell’esperienza di incidere il CD?

[Nico, il batterista] No, prima salutiamo il nostro cantante che non è qui con noi perché si sta facendo un pellegrinaggio a piedi in solitario verso la vetta del Lussari, lungo la Via Celeste.

[Tutti] Ciao Coda!

[Nico] Poi…  beh, registrarsi cambia tutto.

[Para] Intanto è stato fantastico lavorare con Zinco, cioè il fonico Fabio Zinchelli dello studio Palo Alto. Che professionista! Sa metterti nel mood per farti sentire boba. Quando stavamo registrando i singoli strumenti, certe sere mi presentavo da lui dopo il lavoro, facevo quattro accordi e Zinco capiva che non era il momento. Allora si cominciava a chiacchierare e magari non registravamo niente in tutta la sera, ma quando riprendevo la chitarra in mano il giorno dopo, suonava tutto diverso.

[Nico] Sembra strano a dirsi, ma finché non ti registri non impari ad ascoltarti, a sentire quello che sentono i tuoi ascoltatori, quello che gli stai dando.

[Dani, il bassista] Esatto. E non è solo una questione di tecnica! Per esempio, ti giuro, adesso quando ascolto una mia traccia riesco dirti se in quel momento suonavo con il sorriso o no. Stravolgente. Una cosa che ha cambiato il mio modo di ascoltare tutta la musica, oltre che di suonare.

[Nico, annuendo a ritmo] Sì, io per esempio ho finalmente capito che nella vita come con le percussioni go de pestar.

Tipo pugilato? Va di moda di questi tempi…

[Nico] No, è proprio una nuova visione, un passaggio a un livello superiore…  mi spiego: buona parte dei triestini vive nel No se pol, chi riesce a vincere questa ignavia si assesta nel Viva là e po’ bon. Ma quando capisci che te ga de pestar, sei pronto per il livello Daghe! È quando riesci a fondere tecnica, esperienza e passione… cambia tutto.

foto 5[Para] Esatto. Tipo settimo senso dei Cavalieri dello zodiaco… e tutto questo lo abbiamo nelle dozzine di ore passate al Palo Alto Studio. “Sempre Palo Alto!” Sono stati momenti sia divertenti che formativi. D’altro canto, quando ci siamo noi nei dintorni, è impossibile non divertirsi!

Come al vostro ultimo ultimo concerto!

[Dani] Giusto! Il vero motivo per cui ci sciogliamo periodicamente, anche se poi finiamo per trovarci in sala prove quasi tutte le settimane, è per avere l’occasione di fare l’ultimo concerto. Ne abbiamo già fatti già quattro, uno più definitivo e distruttivo dell’altro!

[Para] Ma questo non è un buon motivo per perdersi il release party di sabato: siateci! Sarà epico! Sarà l’occasione per ascoltare del rock muscolare bencazzado con quel tanto di funky che basta a farvi muovere il bacino!

Chiaro. C’è ancora qualcuno che volete ringraziare per questo CD?

[Gigo] Come no! Lo studio 989 di Max Porcelli a Prdenone, responsabile di masterizzazione e mixaggio. E poi, ringraziamo di nuovo il Tetris, che chiude una stagione eccezionale con il nostro evento!

[Nico] A proposito di sabato… Dobbiamo ancora pensare agli effetti speciali!

[Dani] Ah vero: Para, hai trovato il compressore?

[Gigo] Nooo! Ragazzi, ve l’ho già detto: niente cannone sparacoriandoli. I coriandoli sono il passaporto per farsi odiare da chiunque gestisca una sala…

Ecco, avete capito quale sarà il mood scanzonato e allegro sabato 28 maggio alle 21 al Tetris. Ci vediamo là, per “ascoltare del rock muscolare bencazzado con quel tanto di funky che basta a farvi muovere il bacino”!

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