Foto di Alba Zari
20 aprile 2016

Trieste xe per bici: ma girare in città è uno sport estremo

el sunto "Questo xe el nostro sport estremo: el bungee jumping a confronto xe roba da fioluzi, credeme."

Continua la rubrica nata sulla scia del progetto In Salita di  Alba Zari e Sharon Ritossa.
Una fotografia istantanea della situazione ciclabile a Trieste, concentrandoci direttamente sull’esperienza di chi la bicicletta la usa quotidianamente, sfidando quel motto duro a morire e che, col tempo, vorremmo invece ribaltare.
L’obbiettivo è dimostrare che sì, Trieste xe anche per bici.

Il nostro progetto, che si appoggia all’idea di Alba e Sharon, vuole proseguire nel loro lavoro.Chi vuole partecipare e dare il proprio contributo può mandare una sua foto in bici e le sue risposte alle quattro domande a [email protected]
Vi ringraziamo in anticipo.

La testimonianza di oggi è di Guy Fabricci.

  1. Descrivi la tua bicicletta.

E’ una mountainbike. Verde. Molto verde. Non a caso uno dei colori che preferisco . Una delle cose che più mi piace è che è stata prodotta da un’azienda locale. In ogni caso  l’ho comprata di seconda mano, quello che si dice un buon affare. Ha la sua età, e parecchi km, ma ha lo stesso una componentistica discreta, e la curo abbastanza, così va bene per macinare km, sia su sterrato, che asfalto, che pavè etc, senza far troppa gola ai ladri…spero!

2. Da quanto tempo utilizzi la bicicletta?

Ho iniziato ad andare in bicicletta da piccolissimo. Adoravo la mia bmx rossa e gialla! Stando in una via tranquilla di opicina, sono cresciuto in strada sulla bicicletta con gli amici: eravamo la banda della zona! E alle medie andavo sempre a scuola in bici.

A 14 anni è arrivata la vespa, così di colpo la bici era da sfigati, ed è finita in cantina.

Ma qualche anno dopo, con i controlli sul tasso alcolico di chi guida che si fanno sempre più serrati, decidi di provare a spolverare la bici, per muoversi la sera con serenità, pur avendo bevuto qualche bicchiere di troppo, senza rischiare di dire addio alla patente e a un sacco di soldi.
E usando la bici di sera, scopri che in fondo la bici è comoda per muoversi in città, ti risolvi molti problemi di traffico e parcheggio. E allora inizi a usarla anche di giorno, tipo per andare al lavoro. E allora scopri che muoversi in bici è bello, ti fa star bene, ti mette il buonumore. Quindi inizi ad usarla anche per svago, per fare giri nei boschi, e addirittura per viaggiare.

Così la bici entra prepotentemente a far parte della tua quotidianità. Ed è piacevole.

3. Dove ti porta la bici?

Dove serve, dove comoda, dove mi piace. La uso appunto  per muovermi per città, qualche volta mi porta al lavoro (non spesso quanto vorrei… la mattina purtroppo il più delle volte vince la pigrizia), da qualche anno la uso molto anche per svago o meglio per sport, per uscite nei boschi con gli amici, e un paio di volte mi ha portato anche in viaggio. Anche quella è una dimensione che ho scoperto relativamente di recente, ed è un gran bel modo di viaggiare!

4. Trieste xe per bici?

Assolutamente no! Quei poveretti che gira in bici per Trieste xe dei pazzi suicidi. Girar a Trieste in bici xe un sport estremo, per quel xe sempre più gente in bici, come tutti i sport estremi, xe de moda! Noi folli ciclisti triestini semo l’obiettivo mobile de molti autisti frustradi e stressadi dal traffico de questa città, indubbiamente complicata anche per le macchine, con le sue vie strette e i suoi mille sensi unici. In particolar modo semo le prede preferite de conducenti d’autobus e tassisti: lori ne odia in maniera particolare. Credo i sia convinti che noi ciclisti ghe rubemo el lavor. E noi a schivarli. I ne fa rifilini, i ne manda a quel paese, e noi a quel paese ghe andemo, più veloci de lori! Davide contro Golia.
Questo xe el nostro sport estremo: el bungee jumping a confronto xe roba da fioluzi, credeme.

Foto di Alba Zari

Foto di Alba Zari

Tag: .

7 commenti a Trieste xe per bici: ma girare in città è uno sport estremo

  1. Pingback: Trieste xe per bici: ma girare in città è uno sport estremo

  2. Franco

    Magari se i ciclisti rispettassero i segnali, stessero in fila indiana, non passassero da strada a marciapiede ogni 10 metri riachierebbero meno con le automobili. Per non parlare delle aree PEDONALI dove le bici sfrecciano come se fossero su una ciclabile senza rispetto e mettendo a rischio l’incolumità dei bambini che giustamente corrono liberi nelle piazze cittadine.

  3. Lea

    Franco… hai detto per caso… .. “ciclabile”?! No perché se magari ci fossero…. … …

    Io lavoro a Udine e lì vi passo la maggior parte del tempo da una anno a questa parte, muovendomi prevalentemente in bici. Ci sono le ciclabili, è permesso (giustamente!) andare in zone vietate al traffico ma permesse ai bus, e c’è molto più rispetto per chi aiuta l’ambiente, la salute, il traffico, ecc.. muovendosi in bici. Ma d’altro canto, noi Triestini gavemo sempre de brontolar su tutto… figuremose se no se se lamenta anche dele biciclete! Giustamente… NO SE POL! Meio meterse un cristian per auto, tuti blocai nel trafico a respirar smog in fila come mussi!! 🙁

  4. Fiora

    Aldilà delle oggettive differenze tra le caratteristiche geografiche, Franco ritrae la realtà di Trieste, Lea quella di Udine. OGGI!
    Ps: vivo a Trieste e condivido il parere di Franco.Con realismo al netto di polemiche.
    ….Pure io auspicando che lo smog che oggi offusca il ritratto della mia città in futuro si attenui,
    per la mutata tendenza ideologica, supportata però da adeguata viabilità oggi inesistente.

  5. Fiora

    …prendersela perché siamo come siamo, è come pretendere che le sorellastre infilino la scarpetta di Cenerentola. Gli serviva il chirurgo plastico che gli sistemasse i piedi. Come a noi!
    E per una volta la cenerentola (tutta naturale) non è Trieste 😉

  6. Gian Luca

    Girare in bicicletta in una grande città è sempre (quasi?) una attività altamente rischiosa. Quando vievevo a Roma girare in quel caos continuo era non poco pericoloso, si, veramente da pazzi.
    E però è sempre il mezzo di locomozione che preferisco.

  7. Fiora

    chissà quanti ce ne sono di automobilisti coatti come me ….ho l’onestà intellettuale di ripetere che remo scherzosamente contro, perché i miei genitori non mi hanno permesso d’ imparare da piccola e ora i miei discendenti mi scoraggiano affermando che non hanno fretta di ereditare o che nel migliore dei casi dalla bici passerei….su due piedi alla carrozzella per invalidi : D

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *