24 febbraio 2016

Come sognano e immaginano i non vedenti

el sunto Al via nelle scuole del Fvg un progetto fortemente innovativo ed unico in Italia: “La nostra cittadinanza: immaginario e sogni dei non vedenti”

Come si compone l’immaginario umano nell’assenza di un’esperienza visiva? Qual è il confine fra immaginario ed immaginazione? Da queste domande è nato uno studio propedeutico alla realizzazione di un film documentario, tuttora in lavorazione, “La spada invisibile” ad opera del giornalista e regista Massimiliano Cocozza, da anni impegnato come freelance all’estero ed in Italia e vincitore per due volte del prestigioso Premio Ilaria Alpi e di un Premio di Qualità del MIBAC.
Proprio dall’esperienza maturata durante la preparazione e la lavorazione di questo film documentario è nato un progetto fortemente innovativo ed unico in Italia: “La nostra cittadinanza: immaginario e sogni dei non vedenti”. Promosso dall’Associazione Poesia e Solidarietà, in collaborazione con la Consulta disabili Regione FVG, lo Studio IN di Pordenone, la Consulta Regionale Associazioni delle Persone Disabili e delle loro Famiglie, L’UICI di Pordenone e l’Unione Nazionale Italiana Volontari Pro-Ciechi Onlus, in collaborazione con Roberto Masserut e con la consulenza tecnica di Imago Orbis di Bologna, il progetto propone un percorso formativo sulla disabilità visiva indirizzato agli studenti e ai docenti delle scuole, realizzato grazie a un contributo finanziario dell’Assessorato Regionale FVG alla Cultura Sport e Solidarietà.

L’iniziativa punta, in continuità con le precedenti azioni dell’Associazione, alla valorizzazione delle potenzialità di cittadinanza attiva attraverso la creatività, per promuovere una cultura del rispetto della diversità, ma soprattutto della conoscenza, dell’autoriflessione e della consapevolezza.

Il progetto focalizza la sua attenzione sulla cultura dei non vedenti ed ipovedenti, integrando altre importanti iniziative che in regione stanno incidendo profondamente sulla percezione di questa disabilità e delle relazioni sociali che ne derivano. L’iniziativa si strutturerà in una serie di incontri-evento rivolti particolarmente agli studenti ed ai docenti degli istituti scolastici delle quattro province della Regione FVG: in programma la proiezione di materiali multimediali, un dibattito sul tema della disabilità e in particolare sulla disabilità visiva, che coinvolgerà in un dialogo con gli studenti ed i docenti relatori esperti, operatori del settore, persone non vedenti ed i loro familiari, nonché la presentazione dei risultati frutto dell’indagine condotta su questo tema. I materiali multimediali offrono una raccolta di testimonianze di un vasto campione di non vedenti ed ipovedenti, oltre ad operatori del settore, psicologi ed insegnanti di orientamento e mobilità, che scandagliano il tema onirico sotto molteplici punti di vista, dall’esperienza personale alle conoscenze pratico-scientifiche.
Un primo appuntamento è in calendario per la mattinata di mercoledì 24 febbraio a Monfalcone, presso l’Istituto Commerciale Giancich, un secondo per mercoledì 2 marzo a Trieste, al Liceo Dante-Carducci, un terzo a Pordenone, all’Istituto Majorana ed una quarta data ad Udine, attualmente in via di definizione. Inoltre è in programmazione un evento a Gorizia in collaborazione con la mediateca provinciale.
“Il progetto persegue la finalità di promuovere l’educazione alla diversità in modo concreto e positivo – spiega la professoressa Gabriella Valera, presidente di Poesia e Solidarietà – offrendo approfondimenti sul tema della disabilità visiva, mette a frutto i risultati di approfondite ricerche scientifiche e ne divulga, mediante contributi multimediali, i contenuti, con l’obiettivo di abbattere ogni barriera e pregiudizio e di stimolare la comunicazione e l’interazione. La caduta della barriera grave tra abilità e disabilità viene così ottenuta puntando su un argomento, il sogno e l’immaginazione, che non mancherà d’incuriosire e uno strumento, l’audiovisivo, di comune condivisione, sul quale diffondere e stimolare il dibattito sull’integrazione attiva”.

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