5 novembre 2015

Tsplusf notes. D2

el sunto Il Trieste Science+Fiction Festival 2015 è ormai ben avviato. Cronache semiserie della seconda fantastica giornata.

Il 4 novembre è il D2 dell’edizione 2015 del festival Tsplusf. Ho in programma una full immersion da 5 film: uno pseudo-documentario, il film di fantascienza etiope, una commedia divina, una commedia sentimentale dai toni fantasy e, per finire, un horror. Sarà lo stress test per verificare la struttura del telaio, penso, mentre pedalo lungo le rive per raggiungere la sala Tripcovich, che in questa settimana viene affettuosamente chiamata Sala Trip.

Prima sorpresa, già per il film delle 16 davanti alla sala c’è una coda piuttosto lunga – e ordinata. Il film in programma è il canadese No man beyond this point. Girato come un documentario, ricostruisce le vicende dell’umanità dopo che una mutazione genetica ha reso gli uomini superflui per la riproduzione della specie. Ricco di trovate geniali, brillantemente recitato e divertentissimo da seguire il film, né femminista né maschilista, è il racconto più sensibile, leggero e intelligente della “guerra tra i sessi” che mi sia mai capitato di vedere.

Nuova fila, rapida e ordinata, e prendo di nuovo posto per Crumbs. Per una felice combinazione, si siedono intorno a me varie persone che non si conoscono, ma sono tutte mie amiche. Presentazioni, strette di mano, sorrisi, poi buio in sala. Un’Africa inattesa, ricca tanto di vegetazione quanto di rovine contemporanee fa da sfondo a una pellicola di fantascienza metafisica caratterizzata da ritmo lento, recitazione intensa (bravissimo il protagonista, Daniel Tadesse) e situazioni enigmatiche. Il tipico film “da festival”, agli antipodi del cinegiocattolo alla Michael Bay, che mi ha sorpreso e mi è piaciuto molto – anche se non posso dire di averlo capito fino in fondo.

La proiezione delle 20 in  Sala Trip è The brand New Testament (Dio esiste e vive a Bruxelles). Aggiungiamo “e ha un pessimo carattere” e la premessa del film risulterà chiara. La protagonista della storia però è Ea, la bambina figlia di dio, che si ribellerà al dispotico genitore seguendo le orme del fratellone JC e andrà in cerca di discepoli per scrivere un Testamento Nuovo di Zecca. L’ambizione del regista Jaco Van Dormel è grande: il film vuole parlare del senso della vita e dell’importanza della morte, alternando sketch divertenti a momenti drammatici, ricorrendo spesso a situazioni surreali. L’insieme funziona: si ride, ci si commuove, ci si ferma a riflettere. Purtroppo qualcosa si inceppa con il finale consolatorio, che sembra togliere peso e significato alle sofferte scelte dei protagonisti, ma nel complesso resta un gran bel lavoro.

Una leggera nebbiolina ha avvolto le rive quando mi sposto verso il teatro Miela per vedere Liza the fox-fairy, una bizzarra commedia romantica ungherese che racconta le frustrazioni di una trentenne alla ricerca dell’amore, perseguitata dalla sfortuna – anzi, da uno spirito della morte che ha il volto di un cantante pop giapponese, che lei crede essere il suo amico immaginario. Guardando il film  si ha la netta sensazione che sia un prodotto maturato piano nella mente degli autori, crescendo ben curato dal soggetto all’ultima sceneggiatura, dal primo ciak al montaggio. Il risultato è una pellicola davvero piacevole e divertente.

Gli amici che mi raggiungono al Miela per la pellicola di mezzanotte (Idyll, il primo horror prodotto e girato in Slovenia), mi dicono che non hanno gradito Summer Camp: “un tentativo inutile di demonizzare i funghetti attraverso un horror banale”. Io invece ho visto quattro gran bei film, e quando inizia Idyll mi illudo che potrei chiudere la giornata con un cinque su cinque: buone le immagini, belli i dialoghi, interessanti i cattivi che entrano in scena (una sorta di redneck domači)… ma il file non funziona. L’audio va progressivamente sempre più fuori sincro con le immagini, e i tentativi di risolvere il problema tecnico non vanno a buon fine. La proiezione viene sospesa. Peccato. Ma non tutto può essere sempre perfetto, nemmeno al fantastico #Tsplusf.
Lo stress test viene sospeso a quattro film e mezzo, ma quando salgo sulla bici non mi sento per niente stanco. Non sarò in grado di reggere questi ritmi fino a sabato, ma per il momento è bello illudersi.

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