7 maggio 2014

I mostri 113 e la loro mamma

el sunto Roberta Cibeu confeziona deliziosi e amichevoli mostri di pile. Che vegliano sul sonno dei bambini e sulle emozioni degli adulti: sono I mostri 113…

Ciao Roberta. Innanzitutto, complimenti per le tue creazioni… i tuoi piccoli mostri sono davvero deliziosi! Quand’è che hai cominciato a produrli?

I mostri 113 - cartamodelloTre anni fa mio figlio Sebastiano, che aveva tre anni, stava vivendo un momento di forte stress: avevamo traslocato, io mi ero separata e lui aveva perso la nonna. Spesso Sebastiano mi parlava di un amico immaginario, un mostro… gli domandai com’era fatto, ma la descrizione era confusa, incoerente: per quanto chiedessi, non riuscivo a capire bene quanti occhi avesse, di che colore fosse… così Seba mi disse: “mamma, costruiscimelo tu!
Entrai in crisi: come si costruisce un mostro? Il caso volle che proprio il giorno dopo, in un negozio di hobbystica in Slovenia, trovai un libro che insegnava a costruire mostri in pannolenci. Destino! Comperai libro e panno e, senza capire bene le istruzioni, io e Seba cominciammo a costruire.

Ma hai seguito il libro o le descrizioni di Sebastiano?

Beh… diciamo che abbiamo fatto a metà! È nato così Numero 1, alto 12 cm e piuttosto bruttino. O meglio, a me pareva così, ma non a mio fratello Riccardo e i suoi amici, che sono venuti a trovarmi un paio di pomeriggi dopo, per fare una festicciola. Numero 1 ha ricevuto tantissimi complimenti!

E un po’ alla volta sono arrivati i suoi “fratelli”…

Il secondo è nato dopo una notte di lavoro, cucito a mano. Poi ho deciso di cambiare materiali: basta pannolenci, sono passata al pile. Dopo un po’ ho abbandonato i cartamodelli, e mi sono sentita libera di interpretare in scioltezza le idee di Sebastiano, che ha subito alzato la posta: ha cominciato a parlarmi delle sue emozioni. Così i mostri hanno poco a poco assunto delle funzioni: ecco i mangiapaura, i compagni della buonanotte (che hanno l’aspetto di lupi e proteggono dal buio – così ha detto Seba). Se la notte porta i mostri cattivi, poi arrivano i mostri della mamma e mangiano i mostri della notte.

Bello… ci sono i mostri della notte da una parte e i mostri della mamma dall’altra. Tutti però nascono nella notte.

Già… allora lavoravo molto, e solo di notte potevo dedicarmi ai mostri. Al mattino, Sebastiano si svegliava, trovava le nuove creature ed esclamava: “Mamma, sono nati i nuovi mostri!” e cominciava a tracciare alberi genealogici e raccontare storie. Poco dopo, i mostri sono usciti di casa e sono arrivati all’asilo, ottenendo un grande successo. Le maestre cominciarono a raccontarmi dei mostri alieni che i bambini descrivevano, e ho realizzato dei mostri per una maestra che scrive fiabe.

E dopo la casa e l’asilo, i mostri hanno cominciato a invadere anche la rete.

I mostri 113 due gemelli MangiapauraGià… ma devi scrivere che è stata un’invasione pacifica! È partita da Facebook. Dal gruppo Nonsolomamme Trieste, che organizza il mercatino delle mamme in città: ho mandato qualche foto di mostri in vendita… ed è stato un successo! Presto sono arrivate delle richieste specifiche: “Mi fai un mostro per la paura di mia figlia?” “Mi puoi fare la mascotte dell’asilo?” “Mi fai un mostro che interpreti me stessa?” (e me lo ha scritto una persona che mi si è presentata in rete! È stata una bella sfida…). A questo punto, decido che i mostri si meritano una pagina Facebook tutta loro. Chiedo a Seba il nome: “I mostri 113!”, dice lui senza esitazione.

Anche in questo nome, il mostro non appare mai come cattivo o perturbante: è una creatura strana, ma porta soccorso… e poi cos’è successo?

I mostri 113 SupermicioAttraverso pagina Spunti Montessoriani, che anche I mostri 113 segue, mi arriva una richiesta di un’amica che è una gran bella sfida: mi chiede un pupazzo con zip, bottoni, lacci, tasche, elementi di velcro. Per giocare e imparare la manualità… Nasce un Supermicio, lo realizzo e lo posto sulla pagina per commenti. Che ne pensate? Arrivano una marea di “mi piace”, e altre richieste.
I miei mostri non spaventano, anzi, sembrano fatti per esorcizzare le paure. D’altro canto, mostro significa creatura singolare: non per forza creatura brutta e cattiva…

Ma tu, riesci a star dietro a queste richieste? E ti interessa farlo?

Sì, certo. Questa cosa è nata da sola, sta crescendo, e io intendo farla crescere; sto pensando di farla diventare una attività vera e propria, dove la mia creatività mostruosa ma non solo (realizzo anche decorazioni per la camera dei bimbi – sempre in pile, materiale che amo molto) viene canalizzata. Anche la mia tecnica sta migliorando, e mi permette di fare più cose. Due anni fa a Natale, ho animato un laboratorio natalizio all’asilo, con i bimbi grandi: e l’albero di Natale è stato decorato con i mostri dei bambini. A Kiddyland abbiamo proposto “crea il tuo mostro”, un laboratorio per bambini che è piaciuto molto. E I mostri 113 saranno presenti alla Trieste Mini Maker Faire! Lunedì scorso [il 5 maggio, N.d.r.], poi, sono stati presentati all’Impact Hub durante il “Digital Day”, e la ministra della Pubblica Istruzione Giannini, che era presente, si è portata via un Mangiapaure! Insomma, i mostri piacciono, e dicono qualcosa…

Dicono qualcosa agli altri… e a te?

Anche. Nei mostri c’è molto di mio. I mostri hanno la capacità di tirar fuori qualcosa di personale. Se per tre giorni non faccio mostri, mi sveglio la notte e comincio ad appuntare idee, se non ho materiale. Senza mostri  mi manca uno sbocco creativo. E poi, le persone ci mettono qualcosa di proprio, il mostro richiama una certa empatia… forse c’è un mostro dentro a ciascuno di noi, non necessariamente cattivo, forse ha solo a che fare con forze istintuali, inconsce.
Sì, forse è l’inconscio di bambini o adulti che chiede Mangialicantropi. O Bomboniere marine. Io ascolto bene le richieste dei committenti, e le interpreto dando loro una forma. Poi mi arrivano le foto di bimbi che non conosco che si stringono ai mostri che ho creato io… ed è entusiasmante!

Tre anni dopo il Numero 1, tuo figlio come prende il fatto che la sua mamma non dorme la notte per far nascere nuovi mostri, non tutti per lui?

Non è geloso dei suoi fratellini. Per Seba i mostri sono ancora molto importanti, l’entusiasmo è quello dell’inizio e si rinnova in modi sottili, sono un aggancio al suo mondo interiore. Adesso le richieste sono meno esplicite: si fida di quello che produco, ha affinato i suoi gusti e qualche volta mi chiede modifiche. Resta affezionato ad alcuni, che sono stati importanti in momenti delicati della sua crescita.

E il tuo mostro preferito, qual è?

Mmm… il Mangiapaure, con bocca fatta a cerniera: si apre, si inserisce la paura, si chiude la bocca e la paura viene mangiata. Ma anche il Supermicio. E… il Cuscino dei denti. E la Fatina dei denti robot… dai, che domanda mi fai. Io sono la loro mamma, sotto sotto mi piacciono tutti!

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3 commenti a I mostri 113 e la loro mamma

  1. Jasna

    Sono bellissimi!!!
    E anche la loro storia! In bocca al lupo 🙂

  2. Grazie a tutti: amici, conoscenti, sostenitori e “sconosciuti”, che mi riempiono il cuore con tanti complimenti e manifestazioni di vera vicinanza. Grazie!
    Grazie Paolo per aver colto il vero senso di questo progetto
    La mamma dei Mostri 😉

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