8 luglio 2013

Ajvar: tutto quello che c’è da sapere sul “figlio del sole”

Il sito balkansgeotourism.travel, gestito da National Geographic, ha pubblicato il reportage, dalla regione di Leskovac in Serbia, a firma del giornalista Francesco Martino, già online sul sito Osservatorio Balcani.

Per chi non lo sapesse, l’Ajvar, in cirillico Аjвар o Айвар, è una salsa molto diffusa nei balcani e composta principalmente da peperoni, peperoncini, melanzane e aglio.
Il reportage racconta la storia di questa salsa fino ai giorni nostri, in particolar modo scopriamo come nasce questo inseparabile amico dei cevapcici e della pleskavica. 🙂

Di seguito l’incipit dell’articolo:

“Sun and water, water and sun. But above all, the sun”. With his hands, unhurried, wisely, Stevica feels the bright, fleshy peppers, streaked by reflections of a warm early autumn morning. “Our ajvar is born this way, from a simple, basic combination. It is a distillation of this earth, the soil, and the sky that makes it fruitful and alive”.

Brestovac, Southern Serbia. Two thousand five hundred souls, a few kilometres north of Leskovac. We are in the heart of the “land of peppers” – or rather “paprika”, as the golden fruit is called here in Serbia. And, of course, of the ajvar, fragrant pepper paste (sweet or spicy), queen of the “winter salad” (zimnica) and an essential on the table throughout the year.

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25 commenti a Ajvar: tutto quello che c’è da sapere sul “figlio del sole”

  1. marilisa

    Cevapcici And ajvar: This is apleasure of Life! 🙂

  2. michela

    a me piacciono i cevapcici solo con la cipolla.
    tanta, fresca e puzzolente.
    sono proprio una vecchiaccia schifosa.

  3. sfsn

    mi l’ajvar lo uso anche come gadget erotico, tipo spalmarlo sula mia baba al posto dela nutella e lecarghelo tuto via…
    Una volta lo go doprà tipo Ultimo tango a Parigi, ma no go capì perchè ala tipa no ghe piaseva: probabilmente perchè la iera taljana e no balkanica!

  4. Martina Luciani

    Buono l’ajvar, fatto in casa possibilmente, e assolutamente disgustosi i cevapcici: ma come fate a inghiottire? Come fate poi ad avere relazioni sociali a distanza inferiore al metro mezzo?

  5. michela

    ahahahah Martina e infatti l’ho scritto, sono una vecchiaccia schifosa! quanto ai gusti, non est disputandum: anche i clienti di Burger King mangiano roba stranissima e hamburger fatti con Dio sa cosa…. 🙂

  6. Martina Luciani

    Già, Michela, hai ragione. Da questo punto di vista, sicuro son mille volte meglio dei genuini cevapcici! E comunque, o voi mangiatori di aglio e cipolla, perchè non usate assumere cinque gocce di “Semi caldi”, preparato spagirico che ripulisce totalmente l’apparato digerente e impedisce, a noi rompiballe che evitiamo i due aromi come il diavolo l’acqua santa, di sapere esattamente, per almeno due giorni, che vi siete abbuffati di cevapcici e cipolla?

  7. michela

    wow che suggerimento interessante! a me piace moltissimo anche lo tzatziki greco, con l’aglio, infatti: come hai potuto immaginarlo?
    mi informerò immediatamente circa questo preparato. mi sembra una mano santa!

  8. ufo

    Michela, il suggerimento interessante è quello al @6 o quello al @3? 🙂

    Comunque mi dichiaro d’accordo: čevapčiči fatti come si deve di null’altro hanno bisogno che di (poca) cipolla tagliata fine. L’ajvar meglio lasciarlo per la pleskavica, assieme a (tanto) kajmak.

  9. sfsn

    per mi o kajmak o ajvar, no tuti due insieme perchè l’ajvar coverzi el gusto del kajmak (anche co se ghe lo leca via ala baba, vedi comento 3)

  10. dimaco il discolo

    ma quando le babe le riverà a capir che magnar civa cola cipola e kol kajmak xe roba de omini virili? inveze le ghe cori drio a quei che se fa le lampade, i va dal estetista a cavarse i pei e no ga nianca un fil de panceta che portada con eleganza e nonsalans e una lasko fa una gran figura.

  11. sfsn

    e po l’alito de zivola o de ajo xe afrodisiaco!!

  12. dimaco

    me domando che fin che ga fado il bon gusto dele babe in fato de omini e magnar sfsn. xe una vergogna. le rinnega la porzina col kren o oi civa per el tofu. xe scandaloso. veramente.

  13. maja

    rinegar la porzina e i čevapčiči a favor de quela porcheria immonda? ma nianca nei mei pezo incubi.

  14. maja

    saria come privarse de ufo a favor de lojze. masochismo puro.

  15. capitano

    Liptauer!

  16. ufo

    Se andè vanti cussì finiremo col panin de nutela e maionese 🙂

  17. maja

    panin de nutela e maionese, liptauer con ajvar e zivola, carbonara col tofu e panzeta de soia. che razza de vita!

    https://www.youtube.com/watch?v=Maex3jW0Yw8

  18. Fiora

    @3 sfsn
    ciù pervertì 😀 ara che sula pele ajvar brusa,eh?! nutella sarà anche più inflazionà ma xè prodoto colaudà.
    Cossa tuti per civa se dichiara? mi son più per raznici, orpo!

  19. ufo

    Semo toleranti: ne va be tuto. Meno che questo.

  20. dimaco

    fiora cara se parla de afrodosiako.
    i razmoci va ben anca se te li ciami suflaki che xe piu esotico.
    ma ti lo ga prova l’ajvar che te disi che brusa. varda che xe anca nepekoc. te polol provar col zaziki che no brusa e el yogurt fa ben ala pele

  21. sfsn

    ciò fiora,
    ara che ajvar me piasi cussì tanto che lo leco via con una velocità che no fa gnanche in tempo a brusar!

  22. Fiora

    insoma col ajvar, o’ famo strano diventa… radimo stranic?
    @ufo
    tremendo quel picio saccente del spot. Un nervoso… ogni volta che lo vedevo comparir volevo consegnarghe un stramuson per ganassa, sicome che no ierimo interativi ,cambiavo canal

  23. ufo

    Ma iera zà telecomando, quei ani? O te se alzavi andar strucar boton?

  24. Paolo Nanut Standrez-Gorica-Gorizia

    io l’Ayvar che tramite autisti di camion lo faccio arrivare originale fatto in casa da Banja Luka lo metto su tutto il cibo, anche sulla frittata alle erbe

  25. michela

    paolo, e ti fai arrivare anche altre cose? è molto affascinante tutto ciò. Salsicce, salsette, dolci, marmellate? ricordo che una volta noleggiai un motoscafo (c’era ancora la guerra nel meridione jugoslavo e nessun turista metteva piede nemmeno in Istria) e il marinaio mi offrì subito vasetti di prelibatezze fatte in casa, soprattutto frutta secca nel miele…… che meraviglia! Banja Luka invece per me evoca solo i ricordi del grande terremoto del 1969. Quell’inverno arrivavano a Trieste i senzatetto che mendicavano di casa in casa. Malignamente penserei che, quelli, Tito li lasciò volentieri uscire dai suoi confini perché si arrangiassero da soli e non rompessero troppo le scatole come gli odierni senzatetto aquilani.

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