17 maggio 2013

Gangster serbi contro l’omofobia, nel film Parada

Srđan Dragojević è un affermato regista serbo, celebre per il suo film Lepa sela lepo gore [I bei villaggi bruciano bene], ambientato durante la guerra in Bosnia. Parada è il suo ultimo film, e tratta della discriminazione contro gli omosessuali in Serbia. Martedì 14 maggio Dragojević ha incontrato il pubblico all’Ariston dei Fabbri, raccontando vari retroscena legati a questa sua opera.

«Tutto è cominciato con il primo tentativo di Gay Pride in Serbia, nel 2001, finito malissimo: parecchi attivisti sono stati pestati da hooligan e neo-nazisti, mentre la polizia è rimasta a guardare senza intervenire. Supponevamo che, con la fine del regime di Slobodan Milošević, le persone apartenenti a una minoranza per orientamento sessuale non sarebbero più state perseguitate, ma non è stato affatto così.  È da quel giorno che mi sono sentito in dovere di portare questi temi in un mio film, e ho cominciato a stendere copioni su copioni, che però non mi soddisfacevano. Finché ho capito che cosa non andava: fare un film “da festival” non sarebbe servito a nulla».

Già, perché Parada non è un film “colto”, anzi. È un film fortemente, volutamente popolare, una commedia politicamente scorretta capace di giocare con gli stereotipi (non solo di identità sessuale) e far ridere senza sosta il pubblico – fino a pochi minuti dalla amarissima fine. Il protagonista è Limun, un gangster di mezza età duro e balcanico fino all’osso, ma sottomesso alla fidanzata che sta per sposare. Una girandola di eventi messi in moto dall’attentato subito dal suo cane lo porterà a formare una squadra di reduci provenienti da vari stati della ex-Yugoslavia con cui scorterà gli attivisti LGBT che stanno organizzando il Pride. Ma soprattutto, metterà in discussione il tratto omofobo del suo machismo…

«C’è un secondo livello molto importante su cui ho voluto costruire il film. Il primo è quello della lotta alla discriminazione LGBT, ma Parada è anche un film che riunisce i paesi della ex-Yugoslavia, ed è il primo film coprodotto da quasi tutti gli stati del paese in cui sono nato e cresciuto. Ho pensato che mettere insieme nel film dei veterani che si erano combattuti su fronti opposti e diventati amici grazie al rispetto che avevano imparato ad avere l’uno per l’altro poteva essere la strada giusta per raccontare la vicenda principale: quella di persone discriminate che guadagnano il rispetto di chi li disprezza senza conoscerli davvero».

Per trattare un argomento delicato e dai risvolti drammatici (in Serbia le aggressioni violente a trans e coppie dello stesso sesso sono ancora comuni e media, aziende e maggioranza condividono una mentalità omofoba e discriminatoria), la chiave comica è stata quella che ha fatto accorrere in massa il pubblico alle proiezioni: Parada è stato un grande successo di pubblico nei paesi dell’ex-Yugoslavia, e il regista è molto soddisfatto di questo risultato.

« È stato chiaro fin da subito che stavamo facendo qualcosa di scomodo: varie banche e aziende si sono rifiutate di sponsorizzarci temendo di essere ettichettate come “pro-gay”. La Adidas, invece ci ha dato dei soldi, ma pregandoci di non associare il loro marchio con personaggi omosessuali, perché il loro brand in Serbia è percepito come un po’ gay. “Nessun problema, ho detto loro. Vestiremo Adidas i naziskin!” A riprese iniziate, qualcuno ha schiantato il parabrezza della mia macchina, per due volte. Ma abbiamo anche visto gli effetti del film: sulla portiera dell’auto del protagonista, Nikola Kojo, qualcuno ha inciso con una chiave la parola GAY. “Bene…” ha detto Nikola, “fino a due mesi fa avrebbero scritto PEDER [checca, frocio], le cose stanno cambiando! E un’altra cosa: questo film è l’unico che tratta il tema della diversità di genere ad aver vinto un Premio del Pubblico alla Berlinale. Il nostro intento era sollevare un dibattito, e un dibattito c’è stato, nei paesi ex-yugoslavi. Un film d’essai non avrebbe prodotto effetti della stessa portata».

A Srđan Dragojević piace usare l’umorismo, nei film come nelle sue argomentazioni: ricorda che a Dubrovnik il film non è stato proiettato, perché l’unica sala cinematografica è gestita dalla curia e commenta così «Ringraziamo Dio di averci invitato un PR  formidabile come il vescovo di Dubrovnik, che con il suo NO ha spinto al cinema un sacco di persone nel resto della Croazia!» E a proposito del fatto che il film ha ricevuto non poche critiche sia da destra («sei un corruttore dei sani costumi tradizionali!») che da sinistra («i tuoi personaggi sono caricature poco credibili, e non fai seriamente critica sociale!») dice: «Il film è stato attaccato da esponenti della destra radicale e della sinistra radicale: bene, ne ho dedotto che ai radicali in genere manca il senso dell’umorismo!»

Ma nonostante l’ottimismo e il buonumore di Dragojević, la situazione in Serbia è ancora grave: il Pride del 2010 (all’interno del quale sono anche girate alcune scene del film) è stato caratterizzato da numerosi scontri tra picchiatori omofobi e poliziotti a protezione del corteo, che hanno portato al ferimento di circa 300 persone; anche se nessuno dei manifestanti è stato picchiato, non si può dire che quel Pride abbia avuto successo, e nei due anni successivi l’autorizzazione a manifestazioni di questo tipo è stata negata, per comprensibili ragioni di sicurezza. «Vedremo cosa riusciremo a fare per quest’anno, vogliamo riprovarci. Il Pride di Belgrado del 2013 si terrà in ottobre».

 

Il film Parada/The Parade verrà proiettato da venerdì 17 a giovedì 23 maggio al Cinema Ariston di Viale Romolo Gessi. Unico spettacolo, tutte le sere, alle ore 21.00.

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9 commenti a Gangster serbi contro l’omofobia, nel film Parada

  1. Claudio

    l’ho visto: film potente. Notevole come il regista riunisca in un tutt’uno, senza alcuna caduta e con perfetta sincronia di tempi, impegno, solidarietà, disincanto, leggerezza e profondità allo stesso tempo . . . e molte altre cose. Spero sia capace di sottrarsi alle tentazioni di girare film “americani” e ci regali tanti lavori come questo.

  2. Paolo Stanese Paolo Stanese

    C’è di che ben sperare, Claudio.
    Dragojević è rimasto sé stesso anche dopo essere stato a Hollywood (tra il 1999 e il 2001), dove non ha combinato granché.
    Fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Sr%C4%91an_Dragojevi%C4%87#Hollywood_years

  3. Fiora

    “… ne ho dedotto che ai radicali in genere manca il senso dell’umorismo”
    (Srđan Dragojević)

    Quotooo, ripromettendomi di vedere un film che per tale asserto, ambientazione ,tema e piglio mi promette del tempo ben speso.

  4. Fiora

    Mi sono guardata il trailer e m’invoglia ulteriormente, ma non ho potuto misurare il tasso di violenza.
    Solo un piccolo personalissimo quesito per Claudio e Paolo : ci sono scene impressionanti? in particolare cosa si vede del citato “attentato al cane”?
    Non per nulla ,ma come pathos io mi fermo a “mamma ho perso l’aereo”…né mi servono pugni nello stomaco per essere straconvinta che nessuna discriminazione è ammissibile.
    Un solo distinguo io faccio nella vita .quello tra i buoni e i cattivi…sempre pronta anche qui a ricredermi e cambiare le mie soggettive collocazioni! 😉
    Grazie,muli.

  5. maja

    anch’io avrei qualche domanda.

    il film è doppiato o sottotitolato?

    soprattutto: qual è la programmazione? il sito del cinema ariston ne riporta una diversa rispetto a quella indicata da stanese in fondo all’articolo.

    http://www.aristontrieste.it/calendario/film-in-programmazione/424-the-parade.html

  6. Paolo Stanese Paolo Stanese

    Ciao, scusate il ritardo nelle risposte ma sono stato off-line per tutto il weekend.
    Scene impressionanti: beh, un paio di scene più forti che in Mamma ho perso l’aereo ci sono, ma le riprese non insistono troppo nella rappresentazione della violenza.
    Il film è sottotitolato; il calendario che ho riportato è quello che ho trovato sul sito al momento della chiusura dell’articolo – è possibile che successivamente siano intervenute variazioni, è sempre meglio far rifereimento al sito del cinema. Anzi, la prossima volta metterò direttamente il link! 😉

  7. maja

    grazie, paolo.

  8. Fiora

    Parimenti,Paolo!

  9. maja

    film cocolo, anche se per i miei gusti i personagi xe un poco tropo stereotipati. personalmente iero sai contenta per i sototitoli al posto del dopiagio. pecà che in sala ierimo in dieci.
    (rispeto a Rane e Lepa sela lepo gore le scene violente in sto film xe trascurabili.)

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