28 Aprile 2010

Piccolo e Messaggero Veneto verranno stampati a Gorizia: firmato l’accordo

Piccolo e Messaggero Veneto verranno stampati a Gorizia. Il centro stampa sorgerà a Sant’Andrea, nell’area industriale, e sarà pronto entro la fine del 2010.

L’Editoriale Friuli-Venezia Giulia (Gruppo L’Espresso) e il Consorzio di sviluppo industriale e artigianale di Gorizia hanno sottoscritto, nel palazzo municipale di Gorizia, il contratto preliminare per la locazione di uno stabilimento, di proprietà del Consorzio, situato nell’area industriale del capoluogo isontino. L’iniziativa, fortemente sostenuta dal presidente della Regione, Renzo Tondo, e dal sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, garantisce il mantenimento e rafforzamento sul territorio delle attività industriali dell’Editoriale Fvg.

A sottoscrivere il preliminare sono stati l’amministratore delegato dell’Editoriale Fvg, Marco Moroni e il presidente del Consorzio industriale, Ariano Medeot, alla presenza del vicepresidente della giunta regionale, Luca Ciriani, del sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, dei direttori de “Il Piccolo”, Paolo Possamai e del “Messaggero Veneto”, Andrea Filippi e del rappresentante della Camera di Commercio.
“Mantenere lo stabilimento di stampa nel Friuli Venezia Giulia – commenta il presidente Tondo – significa dimostrare anche fisicamente il radicamento dei due quotidiani nel territorio regionale e, cosa di non poco conto in momenti come quello che viviamo, evitare un ulteriore depauperamento dei livelli di occupazione e di specifiche professionalità. Per la Regione sono due obiettivi rilevanti”.

Il vicepresidente, Luca Ciriani, evidenziando il pieno sostegno dato dalla Regione all’iniziativa, ha espresso, a sua volta, soddisfazione sia per l’importante valenza del progetto sia per il fatto che l’insediamento venga ospitato in una città come Gorizia “che in passato è stata a volte penalizzata nel contesto regionale”.
“La scelta di Gorizia come sede dello stabilimento per la stampa dei due quotidiani – sostiene il sindaco Romoli – rappresenta una grande opportunità per la città e, come sindaco, voglio ringraziare sentitamente chi, oltre al presidente della giunta regionale, Renzo Tondo e al vicepresidente, Luca Ciriani, si è fortemente impegnato per il raggiungimento di questo obiettivo, ovvero i vertici dell’Editoriale Friuli Venezia Giulia, i presidenti del Consorzio, Ariano Medeot, e della Camera di Commercio, Emilio Sgarlata”
L’amministratore delegato dell’Editoriale Fvg, Marco Moroni, ha invece messo in evidenza la modernità del futuro insediamento, parlando di un “centro stampa di assoluta eccellenza”.

Lo stabilimento in questione è in parte già edificato e in parte in via di costruzione e occuperà complessivamente una superficie coperta di circa 3.500 metri quadrati. L’impianto sorge nella zona industriale di Sant’Andrea.
La consegna di un primo capannone “al grezzo” è prevista per il 30 settembre 2010, mentre entro il 31 dicembre 2010 sarà consegnato l’impianto completo. Vi sarà installata una rotativa “Cerruti S4 full color”, in grado di stampare fino a 96 pagine a colori in formato tabloid.

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27 commenti a Piccolo e Messaggero Veneto verranno stampati a Gorizia: firmato l’accordo

  1. Quindi assumeranno gente?

  2. Avatar federico portelli

    Il sindaco ha appena comunicato, in consiglio comunale, il buon esito della trattativa.
    A nome del gruppo PD ho quindi espresso viva soddisfazione perché la trattativa, lunga ed impegnativa, è giunta a buon fine.

    Il Consorzio Industriale ed i suoi soci, tra i quali il comune di Gorizia, hanno così raggiunto un obiettivo condiviso da tutti: l’insediamento in città delle rotative di Editoriale FVG, che stampa il Piccolo ed il Messaggero Veneto.
    Ciò è un’ottima notizia per tutto l’indotto che ne potrà nascere e per il mondo della stampa locale. Per una volta, il ruolo di cerniera – anche logistica – dell’Isontino l’ha vinta sui campanilismi regionali.

    Ora la speranza è che tutta la procedura vada a buon fine, con il rispetto dei tempi contrattuali… Editoriale FVG pare infatti abbia chiesto rilevanti garanzie (e cospicue penali) per eventuali ritardi nella consegna del capannone prevista per 30/9/2010. …Ma diamo pure per scontato che il Consorzio si sia fatto assistere al meglio, nella trattativa, da valorosi (ed onerosi?) consulenti esterni. Rimaniamo perciò fiduciosi. E ci uniamo al brindisi del sindaco e di tutta la città!

  3. Avatar dante alighieri

    Tutto ciò mi rallegra e nel mio core una lode per la signoria vostra.
    Auguriam si stampi per amor di penna articoli lindi al popolo sovrano,risichiando al lumicino articoli del “nostro” vice sindaco perchè a noi poeti, che a legger i suoi dettati ne abbian taldonde di si fatte Ciuffole che tradotto in lingua(abbiamo tutti le pa..e piene)

    Sommo Dante Alighieri

  4. Avatar marisa

    …ma! A me risulta che non solo non ci sarà nessuna nuova assunzione (ma solo spostamenti da Udine e da Trieste a Gorizia), ma mi risulta anche che la proprietà abbia già precisato che i futuri pensionamenti non saranno sostituiti con nuove assunzione.

    In cosa consiste l’indotto?

  5. Avatar federico portelli

    … industriale (non ho dettagli sul personale: non sono iscritto al sindacato giornalisti…).
    Quindi secondo te non è stato un affare?

  6. Avatar marisa

    La proprietà ha fatto il suo interesse…

    Non mi risulta sia stata trasferita la Redazione (ossia i giornalisti) e nemmeno la parte amministrativa (entrambe rimaste a Udine e Trieste), ma solo la “stampa” materiale del giornale…

  7. Avatar marisa

    cos’è “l’indotto industriale”?

    la carta, gli inchiostri, le macchine (rotative)….
    Ci sono a Gorizia rivenditori di questi materiali? E non è che la proprietà li comprerà dove costano meno?

  8. Avatar Matrix

    quindi era meglio stamparlo da un’altra parte? Non va bene nemmeno questo?

  9. Avatar marisa

    il problema è “quali vantaggi ne ricava Gorizia”? Risulta che non ci saranno assunzioni e le materie prime possono essere comperate altrove……

    Se ci sono effettivi vantaggi per Gorizia O.K.

    Ma ci sono?

  10. Avatar federico portelli

    Marisa, continuo a non capire…
    Seondo te ta avere un capannone vuoto ed avere invece un’impresa inseiata è meglioa verlo vuoto?
    In quanto a indotto, rimanendo agli aquisti, non penso tanto alla carta (principale materia prima) ma a tutta la chimica e l’elettromeccanica che sta dietro ad una rotativa industriale. O ai servizi (manutenzioni da affidare ad artigiani locali, servizi indiretti quali pulizia industriale, ecc)
    Insomma, artigiani e fornitori ne avranno un vantaggio.
    Infine, chi si insedia pagherà un canone al Consorzio Industrale. Che potrà essere “reinvesito” o utilizzato a sua volta per servizi, con effetto moltiplicatore sull’economia locale…
    E poi: ci sarà pure un servizio mensa? Dove acuisteranno al merce? Qua.
    I dipendenti si fermeranno pure in bar, in edicola, in ristorante 8almeno qualche volta, sù…)… e poi magari faranno benzina o comperanno un pacchetto di sigarette prima di andare a casa’ o magari se ne andrannoa passeggio o a comprare un regalo per la moglie o per l’amante prima di tornare a casa. Non so. Di tutto, insomma.
    Inoltre, tornando all’aspetto più industriale, pensi che la logistica di uno stabilimento sia avulsa dal territorio? Nn parlo del traffico pesante (materie prime, ecc). Sono innumerevoli le necessità di uno stabilimento.
    Infine. La distribuzione capillare delle copie stampate in tutta la regione e la manutenzione dei mezzi (o l’affido del servizio a imprenditori che esternalizzzano questa fase produttiva).
    Queste sono considerazioni personali. Non devo fare un piano industriale… ma certamente dovranno esser gli imprenditori localii a darsi una mossa per “approfittare” della venuta del nuovo gruppo industriale in città.
    Buona giornata.

    PS. ma alcuni continueranno a preferire un capannone vuoto ad uno pieno… io non sono tra questi (a meno di insostenibili questioni di impatto ambientale, che però non erano l’oggetto del mio/tuo intervento… se vogliamo parlare invece di impatto ambientale, allora qualche perlpessità ce l’ho: una tipografia industriale non è ad impatto zero… ma fare gli schizzinosi in tempo di crisi – e con una regressione industriale di lungo periodo come quell di Gorizzia – non credo sia un gran vantaggio per la città. Puttosto, pretendiamo e vigiliamo che gli impianti siano a regola d’arte e ad impatto minimo sull’ambiente.)

  11. Avatar akasha

    a Federico: no, non è stato 1 affare! è costato al consorzio come consulente avvocato esterno, inoltre il centro servizi è come dice la parola “servizi” non “industria”; quindi si deve fare variante etc. inoltre si modifica in modo rilevante un immobile che poi dovrà essere riconvertito se editoriale 1 giorno “per convenienza” se ne va.
    Nuove assunzioni non risultano: qualcuno dice qualche furgoncino in più di gorizia per la distribuzione dei giornali,ma secondo me manterranno gli attuali distributori

  12. Avatar federico portelli

    [riscrivo: troppi refusi… che su testo a proposito di “stampa” non è il massimo…]

    Marisa, continuo a non capire…
    Secondo te è meglio avere un capannone vuoto piuttosto che un’impresa insediata?
    In quanto ad indotto, rimanendo agli acquisti, non penso tanto alla carta (principale materia prima) ma a tutta la chimica e l’elettromeccanica che sta dietro ad una rotativa industriale. E soprattutto ai servizi manutenzione da affidare ad artigiani locali o ai servizi indiretti (quali pulizia industriale, ecc)
    Insomma, artigiani e fornitori ne avranno un vantaggio. O no?
    Inoltre, chi si insedia pagherà un canone al Consorzio Industriale. Che potrà essere “reinvestito” o utilizzato a sua volta per servizi con effetto moltiplicatore sull’economia locale…
    Eppoi: ci sarà pure un servizio mensa? Questo servizio dove acquisterà la merce?
    Eppoi: i dipendenti qualche volta si fermeranno pure in bar, in edicola, in ristorante (almeno qualche volta?)… e poi magari faranno benzina prima di tornare a casa o compreranno un pacchetto di sigarette prima di andare a casa’ o magari se ne andranno a passeggio o a comprare un regalo per la moglie (marito) o per l’amante prima di tornare a casa. Non so. Di tutto, insomma. Questi non sono indotto industriale ma un vantaggio sicuro.
    Inoltre, tornando all’aspetto più industriale, pensi che la logistica di uno stabilimento sia avulsa dal territorio? Non parlo solo del traffico pesante (materie prime, ecc): sono innumerevoli le necessità di uno stabilimento del genere.
    La prima cosa che mi viene in mente: la distribuzione capillare delle copie stampate in tutta la regione e la manutenzione dei mezzi (se è l’impresa a distribuire). O l’affido del servizio a imprenditori per esternalizzare questa fase produttiva.
    Queste sono considerazioni tecniche personali, credo di buon senso.
    Non devo fare un piano industriale… Certamente, però, dovranno esser gli imprenditori locali a darsi una mossa per “approfittare” della venuta del nuovo gruppo industriale in città.
    Buona giornata, Marisa.

    PS. ma alcuni continueranno a preferire un capannone vuoto ad uno pieno… io non sono tra questi (a meno di insostenibili questioni di impatto ambientale, che però non erano l’oggetto del mio/tuo intervento… se vogliamo infatti parlare di impatto ambientale, allora qualche perplessità ce l’ho: una tipografia industriale non è ad impatto zero… ma fare gli schizzinosi in tempo di crisi – e con una regressione industriale di lungo periodo come quella che attanaglia Gorizia – non credo sia un gran vantaggio per la città. Piuttosto, pretendiamo e vigiliamo che gli impianti siano a regola d’arte e ad impatto minimo sull’ambiente…)

  13. Avatar federico portelli

    @ Akasha:
    Lo so. C’è stata qualche conulenza di troppo (infatti nel mio comunicato stampa a caldo di ieri sera la insinuavo, nel finale…).
    Ma ribadisco: tralasciando gli aspetti ambientali (sui quali è il caso di guardar chiaro … e lo farò!), dal punto di vista economico prevalgono i vantaggi. Anche se l’avvocato-consulente sarà costato un sacco. A proposito: chi lo paga? Il consorzio industriale? Il comune di Gorizia? Tondo? La camera di comemrcio?.
    Indagheremo… anche a questo serve un consigliere di opposizione… (ma anche i giornalisti potrebbero fare qualche scoop, no?). Buona giornata!

  14. Avatar pianoinclinato

    EPPOI: vuoi mettere…? Poter leggere il bugiardello ed il menzognero già alle due/tre di notte… così… di nottolata… una pacchia!! Davvero, non vedo l’ora….

  15. Avatar Dorian Lorenzutti

    Metto becco nella questione in qualità di ex dipendente de Il Piccolo. Ho lavorato nel reparto manutenzione per dieci anni con la qualifica di elettromeccanico fino al 1997. Me ne sono andato a seguito degli “esodi volontari” incentivati dall’azienda. Già allora si vociferava di un trasferimento in zona Villesse del reparto stampa. E già allora le tecnologie permettevano la stampa di un giornale svincolata dalla sua redazione. Vi ricordo che nello stabilimento del Piccolo si è stampato per alcuni anni la Gazzetta dello Sport i cui articoli arrivavano via fax dalla redazione di Milano. Figuriamoci al giorno d’oggi con lo sviluppo delle reti informatiche. Si possono scrivere gli articolo in una città, impaginare il giornale in un’altra e stamparlo in una terza. Lo scopo delle aziende è sempre risparmiare: nei miei anni di permanenza al giornale Il Piccolo è cambiato di mano almeno due volte e ogni volta che arrivava un direttore tecnico nuovo (bada bene: non è quello che “firma ” il giornale, ma quello che decide l’organizzazione pratica) ci sono stati dei tagli al personale, o con prepensionamenti o con incentivi economici. Ho vissuto anche lo storico cambio della rotativa: dalla americana Rockwell (un mostro d’ acciaio di trenta metri di lunghezza) alla moderna MAN Roland di fabbricazione tedesca, più piccola, meno ingombrante ma soprattutto zeppa di elettronica, con molti servocomandi che riducevano, in parte, l’intervento umano. Il tutto accoppiato ai macchinari del reparto spedizione (incaricato di impacchettare i giornali con le relative etichette per gli abbonati e le edicole) fortemente informatizzato. La rotativa che verrà installata, modello Cerruti s4 full color, è una macchina che ha lavorato alcuni anni in un altro centro stampa ed è attualmente in fase di revisione presso il produttore. Si tratta di un modello molto moderno e automatizzato che sarà sicuramente in grado di fare molte cose con poco personale.
    Dal punto di vista sociale dico solo che Il Piccolo se ne va da Trieste dopo quasi 130 anni. Non mi sembra ci sia molto da rallegrarsi. Per quanto riguarda l’indotto: i giornali si stampano di notte e non credo che i dipendenti del centro stampa avranno molte occasioni per incidere in maniera significativa dal punto di vista economico. La carta non so da dove arriverà e neanche i moderni inchiostri a base d’acqua usati dalla futura rotativa. Unica nota positiva: non si stamperà a Padova

  16. Avatar akasha

    @federico
    attenzione ad aspetto ambientale! che non ci sia di mezzo qualche procedura VIA o VAS legata alla necessaria variante urbanistica! cosi i temoi si allungherebbero ben oltre il 30 settembre (data di poco significato in un preliminare di questo tipo…).
    perchè poi in regione, quando devono approvare la variante che prima deve essere approvata dal comune di gorizia, si dimenticano che tondo o qualche altra eminenza ha benedetto l’iniziativa….. quando si tratta di uffici, questi vanno per la loro… chissà se in preliminare c’è scritto qaulcosa che fa riferimento ai tempi necessari agli uffici epr fare le analisi ambientali.. scommetto di no!
    e su avvocato consulente non ci sono degli uffici interni di questo consorzio? ma scusate tra l’altro mi sembra che 1 occhiata a questo preliminare la potevano dare anche i 2 avvocati che siedono in consiglio di amministrazione del consorzio…

  17. Avatar alpino

    l’argomento è stato gia trattato qualche mesetto fa qui su bora.la..
    Comunque al di là delle critiche e scetticismo di alcuni mi associo (wow per la prima volta..mi spavento)alla soddisfazione di Portelli, come cittadino goriziano sono lieto che in città venga a stabilirsi questa realtà produttiva e come dissi all’ora se grazie a questo capannone ora pieno venisse venduto anche un solo caffè in più, saremmo sempre in attivo di un caffè…le critiche poi lasciano il tempo che trovano, i goriziani son fatti così lasci il capannone vuoto (perchè lo lasci vuoto) metti un insediamento (perchè riempi il capannone) è una città di allenatori, dirigenti e manager infatti si nota l’alto tasso di innovazione e nuove industrie nonchè nuove attività imprenditoriali cittadine…
    Concludendo si contnui su questa strada, che quei capannoni tornino ad ospitare attività produttive, chi che ga de rugnar che vadi a farlo in un dei baretti de corso Italia davanti ad un bicer col piccolo sottobrazzo..dove si raduna l’intellighenzia imprenditoriale goriziana denominata “Per mi i ga sbaià..no i doveva far cussì” (tipica frase goriziana con la quale inizia l’apprezzamento di nuove opere ecc ecc..affiancabile al triestino “No se pol”)

  18. Avatar effebi

    …ma la “stampa” …parlo del cartaceo… che valore ha ?
    è vero o no che ormai si stampa sempre di meno e che il “giornale di carta” viene sostituito dalle notizie on-line… (bora.la insegna che non serve proprio la stampa)

    Strano anzi che non abbiano delocalizzato la stampa in Romania o più semplicemente nella vicina Nuova Gorizia.

    (e domando: le scatole di cartone della Barilla le fa la Barilla ?)

  19. Avatar effebi

    sarebbe interessante un sondaggio per capire (per fasce d’età) chi compra il giornale (di carta) e chi si informa on-line.
    …ma credo che qualcuno l’abbia già fatto….
    come abbia già conseguentemente fatto una proiezione da qui in avanti.
    forse in futuro rimarranno da stampare gli inviti di matrimonio (se qualcuno ancora si sposerà…)

  20. Avatar marisa

    Diciamo che personalmente mi sembrava eccessivo il grande entusiasmo del primo commento.

    Male non si sia trovata una attività produttiva che portasse anche nuove assunzioni.

    L’indotto? Rimando al commento nr. 13. I giornali si stampano di notte; le macchine (rotative) di solito vengono controllate periodicamente da chi le produce o da loro fiduciari; i beni di consumo acquistati dove costano meno…..il caffè, in questi luoghi di lavoro, lo si prende “alla macchinetta” e non al bar.

    Comunque…..se Gorizia si accontenta di così poco…

  21. Avatar marisa

    Una nota positiva: gli attuali dipendenti che già lavorano a Udine e Trieste, potranno fare ritorno in famiglia ogni giorno. Ciò non sarebbe stato possibile con il trasferimento a Padova.

  22. Avatar Danilo Ulcigrai

    @ alpino
    chiudere due centri stampa, costruire un capannone nuovo, costringere dei lavoratori a diventare pendolari, il tutto con dispendio di mezzi, carburante, energia elettrica, burocrazia ecc. per essere in attivo di un solo caffé mi sembra francamente un po’ poco. Se invece il numero dei lavoratori del nuovo centro stampa è uguale alla somma dei due (nessuna perdita di posti di lavoro) o superiore (auspicabile, ma ne dubito) allora il discorso cambia. Non ci resta che rimanere all’erta e aspettare la consegna dei lavori.

  23. Avatar ciccio beppe

    Abbonamento a scalare:
    30 copie 21,00 Euro
    60 copie 40,00 Euro
    in formato PDF. Non devasti le foreste e non consumi benzina per andare in edicola.

  24. Avatar zavata

    …forse per il territorio era meglio se si recuperava per questa nuova attività uno dei tanti capannoni rimasti vuoti invece che costruirne uno ex novo

  25. Avatar alpino

    bon come sempre iera meio no far niente e po bon,
    Cara Marisa non so quanto tu te ne intenda di ciclo di stampa e di come funziona una stamperia, neppure io me ne intendo e mi astengo dal dare informazioni sul futuro ed eventuale indotto….
    PS visto che il caffè i lo bevi ale machinete magari i le carigherà con il goriziana caffè?? no? magari qualche prodotto ghe lo darà la policart la maxicarta se esisti ancora..magari per le vidi i va de braunizer o magari i ne manda in mona a tutti perchè semo una città de cagacaxxi 🙂

  26. Avatar Triestin - No se pol

    Intanto oggi xe ricomparso a Trieste el settimanal indipendente ” Il tuono ” che vien stampà a Trieste alla Edigraf in via dei Montecchi…
    http://www.iltuono.it/

  27. Avatar akasha

    concordo con Marisa
    qui non si tratta di fare la versione goriziana del “no se pol”! semmai si tratta di dire le cose come stanno e quindi non dare troppo e fideistico seguito al “grande” annuncio dato da romoli e dai suoi, tutto qui.. se invece dei giornali ci veniva un imprenditore vero, allora sarebbe stato diverso!
    comunque continuo a non capire come possono mettere in un centro servizi (sono 3 lotti costosissimi fattoi con soldi pubblici) che quindi deve fare “servizi” alle imprese che già esistono nella zona industriale, una industria di giornalini mah!
    non sarà che l’ufficio stampa di romoli (messaggero) ci ha messo lo zampino?

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