7 Agosto 2009

Consigli di viaggio: Mostar

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In ritardo sulla chiusura estiva (sorry), ecco il mio suggerimento. Non la meno troppo sul fascino della città, più che noto, e lascio ad altri amanti del macabro il piacere di descrivere l’esotismo delle rovine. Da notare che Mostar si trova ad un paio d’ore da Sarajevo e dalla costa dalmata.
I prezzi sono decisamente accessibili, accettano gli euro ovunque ed è impossibile venir fregati sul resto: un marco convertibile corrisponde a mezzo euro.

POSTI DA VEDERE

Lo Stari Most, naturalmente. Non c’è molto da dire: è splendido. Il mio consiglio è di andare alla sera sulla spiaggetta della riva occidentale, provvisti di qualche birra (decisamente più Hercegovacka che Sarajevsko). La spiaggetta è anche un buon posto da cui guardare i tuffi dei ragazzi che si lanciano dal ponte, senza venir spennati come i turisti che osservano dallo Stari Most.

Il Ponte Storto (o a schiena d’asino), a poche centinaia di metri dal Ponte Vecchio, sulla sponda occidentale. E’una miniatura dello Stari Most, una sorta di prova generale del XVI secolo. Una curiosità: il Ponte Storto è sopravvissuto alla guerra, benché danneggiato, per crollare sotto la spinta di un’inondazione. Quando? Il 31 dicembre 1999.

Per le moschee, direi la più vicina al Ponte Vecchio sulla sponda orientale. Ha un cortile che si affaccia sulla Neretva e il minareto (mi pare che l’ingresso costi un paio di euro) è a strapiombo sul fiume. Da lassù si vede gran parte della città vecchia.

La chiesa francescana, rigorosamente sponda occidentale. Talmente brutta e violenta da meritare un’occhiata da vicino. Il campanile è un blocco di cemento armato, non verniciato, alto circa 110 metri. E’ il campanile più alto dei Balcani, oltre che il più stronzo.

La croce sul Monte Hum. Alta trenta metri, è piazzata sulla sommità della collina da cui l’HVO bombardava Mostar est. Impossibile non vederla, tanto più che è illuminata di notte. Di per sé la croce non vale nulla, quello che merita è la vista che si gode. Più interessante che bella, dato che la città vecchia è coperta dalle pendici della collina. La separazione fra est e ovest si rende però chiaramente visibile a livello architettonico, e ci si rende conto di quanto Tito sia andato vicino a rovinare l’intera città. Ci si arriva da Mostar Ovest, prendendo la strada per Medjugorie. Dopo pochi chilometri di salita, quando la strada principale gira a destra, occhio ad una stradina sterrata sulla sinistra. Da là ci vorranno 20 minuti in macchina. Non è il caso di uscire dal sentiero o di allontanarsi dalla croce, visto che i prati sono minati.

Il Gimnazija, sulla piazza che fungeva da confine fra la parte di città croata e quella musulmana (Piazza di Spagna, all’inizio della sponda occidentale). E’un edificio asburgico restaurato da pochi mesi, smagliante nelle sue nuove bande giallo-arancioni. Interessante anche per il contrasto coi numerosi palazzi ancora in rovina che lo circondano. Per inciso, è l’unica scuola in cui i ragazzi musulmani e quelli croati studino sotto lo stesso tetto, benché in classi separate.

Il centro sociale Abrasevic, a pochi metri da Piazza di Spagna verso la Neretva. La struttura è bruttina, ma è già un miracolo che esista. Concerti, tavolo da ping-pong e ragazzi che cercano di non dare peso ai deliri di vescovi e imam.

La Neretva tutta. Verde, incastonata, impetuosa. Gelata. Tuffarcisi dentro è decisamente un’esperienza da provare: si esce rigenerati. Occhio alla corrente e poi subito sotto la doccia: le fognature della città scaricano ancora nel fiume (pare che nel 2010 cambierà, poi chissà).

Infine, per farsi un’idea di cosa sia la vita quotidiana a Mostar est, consiglierei di prendere la Marsala Tita, la via che corre parallela alla Neretva, e di camminare a tempo perso in una qualsiasi delle due direzioni. Giusto per non restarsene sempre rinchiusi nei pochi chilometri quadrati della città vecchia, come le comitive di turisti inglesi.

DOVE MANGIARE

Sono cascato piuttosto bene quasi ovunque, tanto più dalle parti della città vecchia. I miei consigli da maniaco dei cevapcici (una porzione costa fra i 2 e i 5 euro):

Sponda occidentale, a 30 metri dal ponte: c’è un ristorante-baracchino con tavoli all’aperto, gestito da una signora con il costume tradizionale. Ottimi civa (2 euro una porzione), la signora è coccolissima e spesso e volentieri offre una bottiglia di Hercegovacka.
Sponda orientale, sulla Marsala Tita all’altezza del ponte: c’è una tavola calda disadorna, con tempi decisamente bosniaci, chiamata Most Stari. Per me, i migliori civa della città (2 euro).
Sponda occidentale, dal parcheggio dell’Hotel Ruzla (quello in costruzione all’ingresso della città vecchia), prendere la via di sinistra e poi girare ancora a sinistra dopo poche decine di metri. Un bel ristorante con giardino, più adatto a famiglia/compagnie numerose. Non male nemmeno il vino.

DOVE DORMIRE
Pansion Oscar, sponda occidentale, giusto a metà strada fra il Ponte Vecchio e il Ponte Storto. Posizione molto comoda, però senza parcheggio. 30 euro una doppia (in realtà matrimoniale più singolo) col bagno in comune, 40 col bagno privato. La struttura, con giardinetto interno, è in sintonia con la città vecchia.
Pansion Moqualcosa. Facile da trovare, è la prima sul Bulevar (la principale arteria stradale sulla sponda occidentale) se ci si allontana dalla città vecchia, raggiungibile a piedi in cinque minuti. Struttura molto confortevole, parcheggio. 30 euro una doppia con bagno privato.
Più in generale, in città pensioni e alberghi spuntano come funghi. Chiedendo (poco) in giro, è facile pure trovare un appartamento per 10 euro a testa.

P.s. La foto è di Francesco La Pia

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3 commenti a Consigli di viaggio: Mostar

  1. Quante ore in macchina da Trst?

  2. bel articolo, desso go voia de andar.

  3. Avatar Andrea Luchetta

    In teoria 7 se da Spalato tagli verso l’interno della Croazia, seguendo per Imotski. Così ti vedi un po’ di Erzegovina dura e pura. Son 600 km. Comunque non ho mai trovato casino se non intorno a Fiume.

    Sennò superi Spalato e arrivi a un’ottantina di chilometri da Dubrovnik. Da sotto Spalato è tutta statale sul mare. Se non sbaglio, entri in Bosnia all’altezza di Neum e risali per la M 17, che segue il corso della Neretva.
    Un po’ più a rischio traffico, in teoria richiede un paio d’ore in più di quell’altra, ma sai sai bela.

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