19 Febbraio 2009

SALA TRI*POP*VICH: che la Tripcovich sia destinata alla musica pop

tripopvichUn nutrito gruppo di triestini auto-organizzatisi tramite Facebook propone che la Sala Tripcovich venga destinata alla “Musica NON Classica, e cioè alla Musica POPolare in tutte le sue forme”. Tra i promotori c’è Andrea Rodriguez, amico di Bora.La e direttore artistico di Tetris, il club e locale di musica underground di via della Rotonda, 3. Ha dato il sostegno all’idea Paolo Rovis, Assessore del Comune di Trieste, tramite un messaggio pubblico su Facebook: “Ottimo ragazzi, è importante creare un “movimento di opinione” verso questo obiettivo. Più persone aderiscono, più forza si potrà dare al progetto”.

Il testo del gruppo “Sala Tri*POP*vich” su Facebook recita:

La posizione strategica della Sala (vicino alla Stazione ferroviaria) è un punto di forza per fare di Trieste un luogo di attrazione per i giovani del Friuli, del Veneto e della Slovenia. Si ribalterebe così la situazione attuale, nella quale i giovani sono costretti a “migrare” fuori città, offrendo loro eventi musicali e di svago di livello medio-alto (troppo grandi cioè per i piccoli club e non sufficientemente importanti per stadi o palazzetti). Si tratterebbe di prendere spunto dall’esperienza pordenonese del Nuovo Deposito Giordani, creando così un contenitore polifunzionale che abbia all’interno delle sale destinate alla musica dal vivo ed alla musica da ballo ed uno studio di registrazione. Una struttura da sfruttare sia dal punto di vista dell’intrattenimento che della formazione di nuove professionalità, con la creazione di corsi in settori riguardanti la fonica, la logistica, l’organizzazione di eventi e tutto quello che non viene coperto in questi ambiti dal punto di vista didattico al momento a Trieste.

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Un commento a SALA TRI*POP*VICH: che la Tripcovich sia destinata alla musica pop

  1. Avatar Stefano

    Assolutamente si!
    C’è bisogno di uno spazio così, ma soprattutto, visti i tempi di crisi, c’è bisogno di sfruttare il più possibile una struttura di quel tipo in modo da abbattere i costi, cosa che l’Ente Lirico non ha ancora imparato a fare.
    Dunque sì a più realtà ben organizzate e motivate che si dividono uno spazio così importante: la prima repubblica è finita da un pezzo, è ora di lavorare!!!!
    Stefano

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