17 Dicembre 2008

Il sondaggio sull’Euroregione, dal Messaggero Veneto

Beniamino Pagliaro ha pubblicato ieri un articolo per il Messaggero Veneto in cui riprende l’inchiesta di Euregio sulla percezione dell’Euroregione da parte dei cittadini di Veneto, Fvg, Slovenia e Carinzia. Ecco l’infografico e il suo pezzo… (grazie Benny!!!)

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Pagina 14 – Regione
Indagine nei paesi dell’Euroregione: il 65% non sa nemmeno che cos’è

TRIESTE. L’Euroregione si farà, il patto di Villacco accelera i lavori: ci siamo, parte un tavolo tecnico. Tondo, Galan e Doerfler esultano. Ma due cittadini su tre, di Euroregione, non hanno mai sentito parlare.
Mai. Il dato emerge da una recente ricerca di Swg e Valicon (istituto di ricerca di Lubiana) per il magazine transfrontaliero Euregio (www.euregiomagazine.eu). L’indagine è complessa, articolata, ha un campione di 1600 persone su tutto l’arco dell’Euroregione, e denuncia un vuoto notevole. L’Euroregione, tema caro alle giunte regionali degli ultimi anni, non sembra essere dunque sentito dal cittadino medio. Non si può parlare di mancata informazione, perché a mancare è proprio la conoscenza. La prima domanda dell’inchiesta è diretta: «Hai mai sentito parlare di Euroregione?». Da Venezia a Lubiana, passando per Udine e Klagenfurt, il ‘fronte del no’ è compatto: si oscilla dal 67% di Veneto e Friuli Venezia Giulia, al 64% di Carinzia e Slovenia. Solo un cittadino euroregionale su tre ha sentito nominare la magica parolina.
E non si parla di astrusi Gect o di altre sigle burocratesi: il termine è pure orecchiabile, usato a iosa da giornali e televisioni. La prima domanda serve dunque da spartiacque: chi ha risposto positivamente prosegue, ma le idee continuano a essere annebbiate: il 13% di coloro che hanno sentito parlare di Euroregione, non sa però cosa sia. Il 50% dello stesso campione risponde in modo generico, portando a 63% il fronte dei “confusi”. Solo il 24%, infine, è in grado di rispondere correttamente. E forse una ripetizione non guasta. Dice Wikipedia: «Si dice Euroregione una struttura di cooperazione transnazionale fra due o più territori collocati in diversi paesi dell’Unione europea. (…) Le euroregioni non corrispondono ad alcuna istituzione legislativa o governativa, non hanno potere politico e il loro operato è limitato alle competenze delle autorità locali e regionali che le costituiscono».
Andando a selezionare ancora, si scopre poi una certa positività verso il progetto: il quadro è meno nebuloso. Alla domanda «Pensi che l’Euroregione sia vantaggiosa per te o no?», il 34% del campione, infatti risponde affermativamente. Non solo «vantaggiosa», ma vantaggiosa in prima persona, dunque. Se un terzo della popolazione “consapevole” affronta dunque in modo speranzoso l’arrivo dell’Euroregione, c’è pur sempre un 40% di campione convinto della negatività del tutto, e un buon 25% che confessa di non sentirsi preparato a rispondere. Ma questo vantaggio, chiede l’indagine, da cosa deriva? Prevale, con il 36% il fronte di coloro che non sanno come rispondere. Il 23% risponde indica in sviluppo di economia e commercio e turismo il motivo dell’ottimismo, e il 12% esalta lo scambio culturale. Il sorriso transfrontaliero si affievolisce subito, però. Il 67% del campione pensa infatti che l’Euroregione non sia vantaggiosa per la Regione. Anche chi sostiene dunque che il nuovo soggetto possa essere positivo per l’individuo, non pensa lo stesso per quanto riguarda la realtà regionale. L’indagine ha preso in considerazione anche i consumi, transfrontalieri o meno, delle popolazioni di quest’area. Tra i dati più significativi, quello riguardante un certo «orgoglio nazionale» nella scelta dei prodotti di consumo. La scelta «più affidabile» resta quella del prodotto «sfornato dal proprio territorio nazionale». Interessanti anche le risposte degli euroregionali sui prodotti tipici o sui brand nazionali. L’11% degli abitanti in Fvg pensa all’Austria mangiando una Sacher torte o (17%) sorseggiando una birra. Il primo brand austriaco è invece la Ktm, azienda di motociclette. Evocativi della Slovenia sono invece i casinò (12%), e brand come i succhi Fructal o la birra Union. La chiarezza e la sintesi del numero, per chiudere, è sibillina. Da far rizzare le orecchie a politica e media: due terzi della popolazione non riescono ad ascoltare ciò che dicono?
Beniamino Pagliaro

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4 commenti a Il sondaggio sull’Euroregione, dal Messaggero Veneto

  1. Incomincio da una critica, probabilmente minore: io sarei stato curioso di vedere la differenza tra FVG e Veneto. Da quanto traspare da siti venetisti che seguo, lì la non-conoscenza a riguardo è molto maggiore che in FVG.
    Poi, ed adesso parlo per la Carinzia, non mi spiego come mai la stampa carinziana, ed austriaca in generale, non parli mai di Euroregione, proprio mai, eh, nemmeno per sbaglio. Nel dicembre 2003 ero come osservatore al congresso dell’allora FPOE (oggi BZOE). Lunghi discorsi sul programma economico, sull’istruzione, ecologia, acqua, turismo… ma nemmeno da parte di Haider un accenno all’Euroregione. Poi, in corridoio, mi fece un lungo discorso sui motivi per cui preferiva farla con Illy che con Antonione.
    Chi mi sa dire come è vista l’Euroregione sulla stampa slovena?

  2. Avatar furlàn

    E’ un argomento che non ‘buca’ lo schermo televisivo?

  3. se la gente “non ne ha mai sentito parlare” la colpa è dei media e dei linguaggi usati.

    Altrimenti, almeno vagamente, saprebbero di cosa si tratta.

  4. Veramente anche i politici (di ogni colore) non è che si siano esattamente sforzati poi tanto di spiegare ai comuni mortali cosa esattamente gli piacerebbe mettere in piedi, o che differenza ci sia tra l’euroregione e la vecchia Alpe-Adria. Posto che lo sappiano.

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