1 Novembre 2006

I rom deportati di Ambrus

Sono stati costretti ad abbandonare le loro case e gli animali vicino al paese di Ambrus (tra Ljubljana e Novo mesto) e insediarsi a Postojna in una vecchia caserma. Questa la triste storia di una famiglia rom slovena, la famiglia Strojan, che da domenica vive accampata in un edificio malmesso, adibito durante la guerra dei Balcani a centro di accoglienza per profughi.

Ma non siamo profughi, dicono gli Strojan, siamo cittadini sloveni che fino alla settimana scorsa vivevano pacificamente su un terreno di loro proprietà. Poi il finimondo: una resa dei conti tra due compaesani (non di origini rom), antichi rancori che evidentemente riaffiorano a galla, l’ira di un intero paese che si scaglia contro “gli zingari”. La famiglia Strojan (circa trenta persone tra cui dieci bambini) si rifugia prima nel bosco poi torna a casa, difesa dalle forze dell’ordine. La folla (secondo stime ufficiali circa 350 persone) vuole che “gli zingari” se ne vadano e non tornino mai più.

Lo Stato sloveno per ora la accontenta. Dopo l’intervento del ministro degli interni Dragutin Mate la famiglia Strojan è convinta a lasciare la sua terra. Lo Stato sloveno ha tre settimane di tempo per trovarle un terreno e una casa nuova. “Ma non vogliamo trasferirici a Ljubljana o da qualche altra parte. Vogliamo tornare nel nostro comune o comunque nella nostra zona. Dove siamo nati e abbiamo vissuto tutti questi anni. Dove è sepolto nostro padre”.

Intanto aspettano a Postojna. E intanto in molti si chiedono se in un paese dell’Unione europea si possa scegliere la deportazione come soluzione di un conflitto interetnico. Se la folla, indipendentemente se a torto o ragione, possa calpestare la Costituzione. Con l’aiuto dello Stato.

2 commenti a I rom deportati di Ambrus

  1. Avatar asem

    L’articolo è troppo “ideologico”, si vede che l’autore non gradisce il governo attuale in Slovenia, inoltre non cita i veri motivi della tensione (in realtà in Slovenia l’estrema sinistra cerca di sfruttare questa situazione per denigrare il governo e le autorità locali (di centro) per il proprio tornaconto.
    Mi stupisce il fatto che non viene citato per esempio il fatto che la famiglia non è vista di buon occhio (altre famiglie Rom sono ben integrate) in quanto ha centinaia e centinaia di pendenze giudiziarie, che il terreno è abusivo, che non vogliono l’istruzione, che erano il centro della delinqunza nella zona. E’ ovvio che possono e devono essere aiutati però anche loro dovrebbero accettare la legge.
    Cmq la questione dei Rom prima o poi ci sarà anche in Italia soprattutto con l’entrata della Romania in EU.

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