29 Aprile 2014

Grande Guerra in bici: gli eventi in Friuli Venezia Giulia

el sunto FIAB e Grande Guerra. Eventi cicloturistici in Friuli Venezia Giulia per ricordare il centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale

Nel 2014 ricorre il centesimo anniversario dello scoppio della Grande Guerra. Se per l’Italia questa ricorrenza è in realtà il 2015 (la grande guerra è ricordata infatti come la guerra del 15-18), nei territori della Venezia Giulia (grossomodo le attuali provincie di Gorizia e Trieste), che all’epoca risiedevano sotto l’impero austro ungarico, fu proprio il 1914 l’anno della chiamata alle armi (il 28 luglio 1914 fu la data della dichiarazione di guerra dell’Austria alla Serbia). Ed è per questo che proprio in questi mesi stanno partendo da qui le celebrazioni di questa ricorrenza, che avranno il loro culmine il 6 luglio, quando il Sacrario Militare di Redipuglia (il più grande cimitero monumentale italiano ed uno dei più grandi al mondo) ospiterà un concerto diretto dal maestro Riccardo Muti alla presenza dei quattro capi di stato delle nazioni coinvolte nel conflitto (Italia, Austria, Slovenia e Croazia).

Ed è proprio dal Sacrario di Redipuglia che l’associazione FIAB locale, i Bisiachinbici (in collaborazione con la Provincia di Gorizia per il progetto Carso 2014+), ha iniziato la sua attività cicloturistica del 2014, annata che sarà in gran parte dedicata a percorrere i luoghi coinvolti da questo conflitto e che hanno lasciato tracce indelebili sul territorio. Una serie di eventi che coinvolgeranno innanzitutto la popolazione di queste terre, ma anche i turisti, dato che la zona (per la vicinanza delle località di Grado ed Aquileia) è sempre stata meta di turismo balneare e culturale del mercato di lingua tedesca. Il Turismo della memoria è infatti un tipo di turismo dedicato alla scoperta della storia e della cultura dell’entroterra di un determinato territorio. Un tipo di turismo meno orientato al confort del trasferimento e dell’alloggio, ma a riservare la maggior parte delle proprie risorse alla conoscenza del territorio in cui si va a soggiornare per un periodo limitato di tempo.

 Il primo evento è quello che si è svolto il 16 marzo scorso, coinvolgendo tutte e sei le associazioni del coordinamento regionale FIAB Friuli Venezia Giulia: una giornata baciata dal bel tempo che ha visto la presenza di circa 200 cicloturisti (provenienti anche dal vicino Veneto), culminata proprio con la visita al Sacrario Militare e ai campi di battaglia retrostanti, dove un gruppo preparato di guide turistiche e figuranti in divisa militare d’epoca ha illustrato a tutti i partecipanti le vicende del conflitto bellico su questi territori. Un momento toccante, che ha per qualche istante proiettato i partecipanti indietro nel tempo.

Un secondo evento si è svolto la settimana successiva, in coincidenza con la giornata FAI di primavera, giornata per la quale si è scelto come bene da sviluppare il Castello di Rubbia, a Savogna d’Isonzo, risalente al XV secolo, e gravemente danneggiato durante l’evento bellico. In concomitanza al castello il gruppo di cicloturisti, grazie anche al supporto di un bus con carrello porta biciclette, ottimo strumento in caso di escursioni con elevato profilo altimetrico come questa, si è avventurato nella landa carsica, fino a visitare le trincee della linea difensiva italiana e le cannoniere scavate all’interno del monte Brestovec.

Ma questi sono soltanto i primi di una serie di appuntamenti che vedranno i cicloturisti andare alla scoperta delle tracce lasciate sul territorio dagli eventi di un secolo fa. Altro appuntamento il prossimo 18 maggio, dove il ciclo viaggiatore Emilio Rigatti farà da Cicerone al Parco della Pace del Monte Sabotino, un’altura di 609 metri che sovrasta la città di Gorizia e domina la pianura isontina, il Collio e la valle dell’Isonzo, sede di alcune fra le battaglie più cruente ed ora luogo di un museo all’aperto transfrontaliero. Per continuare poi nel mese di giugno, dove il giorno 15 si pedalerà lungo le linee difensive italiane costruite nella bassa pianura friulana a cavallo del fiume Torre, in un appuntamento il cui ricavato verrà devoluto in beneficenza all’ospedale pediatrico Burlo Garofolo di Trieste.

Il culmine degli eventi si terrà infine nel week end che precede l’evento musicale del 6 luglio. Il giorno 27 i cicloturisti saranno guidati alla scoperta del Parco Tematico della Grande Guerra di Monfalcone, recentemente riorganizzato con il recupero delle linee difensive austro ungariche conquistate dagli italiani fra il 1915 e il 1916. Da li poi sarà piacevole dirigersi in bicicletta verso la riserva naturale dell’Isola della Cona e delle Foci dell’Isonzo, un bene naturalistico unico nel suo genere. Il giorno seguente sarà dedicato ad esplorare tutti i siti storici presenti sul Carso Isontino, dal museo all’aperto del Monte San Michele all’abitato di San Martino del Carso, seguendo le tracce del poeta Ungaretti fino al parco a lui dedicato in località Castelnuovo di Sagrado. Per concludere poi domenica 29 giugno con la visita alla città di Gorizia, sede del più grande museo riservato alla Grande Guerra, ma anche città divisa in due dal secondo conflitto mondiale. Si pedalerà quindi anche in territorio sloveno per concludere le fatiche sulle colline del Collio, sede delle più rinomate cantine vitivinicole del territorio.

 Ultimo evento sarà una due giorni transfrontaliera, prevista fra il 13 e il 14 settembre, dove i cicloturisti partiranno da Tarvisio per fare rientro a Gorizia pedalando in territorio sloveno seguendo il corso del fiume Isonzo, e pernottando a Caporetto, visitando i luoghi resi celebri dalla famosa disfatta italiana del 1917.

Un salto indietro nel tempo, ma fatto in modalità slow, così come si addice al cicloturista, che assapora pedalata dopo pedalata le bellezze dei territori che attraversa, e che in questi casi ne uscirà anche più ricco, pedalando in luoghi dove cent’anni fa si è fatta la storia.

Fonte: Nicola Pieri – Vicepresidente BisiachINbici FIAB Monfalcone

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Un commento a Grande Guerra in bici: gli eventi in Friuli Venezia Giulia

  1. Lucian Comoy ha detto:

    “I capi di stato dei quattro paesi coinvolti”? Ma non si menziona Ungheria, Repubblica Ceca, Bosnia…. da un lato, e Gran Bretagna e Francia dall’altra (si, c’erano truppe dei due alleati in Italia, prima di Caporetto con cannoni pesanti, sia dopo sul Piave). Come al solito, le commemorazioni sono più per i politici di oggi che in memoria dei morti ieri (mai visto un capo di stato italiano ringraziare i migliaia di inglesi, neozelandesi, indiani, americani ecc morti in Italia per l’Italia nella Seconda Guerra…)

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