23 Settembre 2013

L’Angelo Metropolitano atterra a Trieste

Chi di noi non ha mai fantasticato sugli angeli? Esseri benigni che, ci piace pensare, esistono unicamente per proteggerci; amici silenziosi e senza volto che non ci lasciano mai soli in una società metropolitana in cui l’uomo è sempre più “un numero in una guerra di numeri”.  La mostra che si inaugura domani, 24 settembre (Banca di credito cooperativo di Staranzano e Villesse, via Roma,20-dalle ore 18:30 con presentazione di R. Vidali e A. Cattaruzza), è una splendida selezione di opere aventi come soggetto l’Angelo Metropolitano che dal 1999 domina il lavoro di Giovanni Pulze .L’artista nasce il 10 febbraio 1960 a Piove di Sacco ed inizia ad esporre giovanissimo le sue prime incisioni su tavole di legno ottenute con pirografo. Copia ed impara dai grandi maestri dell’800 e dell’900 e collabora nel campo della moda per alcune aziende storiche del settore come Safilo, Marcolin, Celes, Filos Piave, Valberra in Italia ed importanti ditte estere come la Chai Group in Germania. Si occupa poi di ceramica realizzando una collezione di totem, anche luminosi, chiamati “Towers” ed altri oggetti di design. Dalle opere dell’inglese Turner e del romantico tedesco C.D. Friedrich ricava “il senso del vuoto” e della “solitudine umana” che lo portano fino alle ricerche esposte nella mostra tergestina. Le opere di Pulze sono consolatrici, ricche, piene.  Raffigurano città estremizzate, dai mille colori sfavillanti, lucide di pioggia in cui ognuno è simile all’altro e segue il proprio percorso senza curarsi di null’altro che sè stesso. Ma in mezzo al turbinio di immagini, che ci portano ora a Venezia ed ora a New York, una figura si distingue. Confusa in mezzo alla calca o solitario mentre cammina mani in tasca in una piovosa piazza San Marco, non è altri che un uomo, come gli altri senza volto, ma con le bianche ali che lo identificano come una figura salvifica, pura, forse sconsolata che prosegue la sua missione silenziosa ed anonima senza aspettarsi mai un riconoscimento. La speranza è accanto a noi ogni giorno, basta saperla riconoscere, dopo aver chiuso le luci,spento i motori e smesso i pensieri quotidiani. Le opere di Pulze riescono a creare quella sensazione di appagamento, di piacevolezza e di calore che pochi riescono a raggiungere oggi. Un altro appuntamento targato JULIET da non perdere!

 

 

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