26 Luglio 2008

La voce del pedone

Vivo da più di quindici anni in via Udine, una delle due direttrici che portano a Trieste ‘costeggiando il mare’. Sono più di quindici anni che attraverso la strada con la speranza di sopravvivermi.

Per una che fuma come un serbo il problema non è l’inquinamento (anche se preferirei inquinarmi per libera scelta), il problema è rischiare di venir arrotata sui dieci metri che mi separano dall’altra sponda della via.

Giorni fa ho comprato da un ambulante, per 15 euro, un megafono. Si ricarica con l’elettricità e ha anche un registratore incorporato. E’ piccolo e maneggevole. Così oggi ho attraversato sulle strisce preannunciando ad automobilisti e motociclisti la mia decisione di ‘saltare il fosso’. Un segnale vocale che pare funzioni.

Gli inscatolati e anche i cascomuniti rallentavano, alcuni si sono persino fermati. Già che c’ero ho aiutato altri poveri diavoli come me ad attraversare la strada. Tanto sono decenni che chiediamo un semaforo e non l’avremo mai.

Non nego che ho dato del ‘mona’ a più di qualcuno, lasciando che la mia voce di pedone vagasse nell’etere arrivando diritta al destinatario. E anche questa è una bella soddisfazione. Trovo che questo simpatico aggeggio mi accompagnerà fedele per tutta Trieste.

Potrò anch’io finalmente dire “Ho camminato tutta la città…”. Chi volesse seguire la mia strada non deve far altro che contattarmi. Dopo un primo, forte, imbarazzo iniziale ci si diverte un mondo. E ti becchi pure il paluso degli altri pedoni!
La Mula

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4 commenti a La voce del pedone

  1. Bibliotopa ha detto:

    in effetti, a volte ci sono strade in cui, vedendo una persona dall’altra parte, mi viene in mente la barzelletta: Lei, come ha fatto ad attraversare? Risposta: Veramente io sono nato da questa parte.

  2. patrick ha detto:

    Mi hai fatto spanzare. Mitica Mula!

  3. arlon ha detto:

    Noooo un’altra con sti megafoni!
    Sta diventando una moda. 😀

  4. enrico maria milic ha detto:

    quando sono concentrato e per le vie della nostra bella tarieste,

    per attraversare lo spazio zebrato

    mi tuffo incurante dei veicoli che arrivano

    e sbraccio

    mi sbraccio molto.

    oppure faccio il soldatino esagerato alla benigni.

    per ora sono vivo, anzi funziona.

    forza mula, sono dalla tua parte.

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