9 ottobre 2017

Buona la prima all’Alma Arena: la Pallacanestro Trieste batte Forlì

el sunto Una Forlì coriacea deve arrendersi alle giocate di Fernandez e di un Green, redivivo nel finale di partita

E’ un atmosfera rilassata quella che si percepisce al Palatrieste.

Sarà che è soltanto la seconda partita di regular season. Sarà che diversi spettatori triestini devono smaltire la fatica della Barcolana del record d’iscritti. Di sicuro all’Alma Arena non c’è la bolgia da stadio che si è vista durante i playoff a giugno 2017. In questa prima partita di fronte al suo pubblico, Trieste si trova di fronte Forlì, senza i debilitati Cavaliero e Da Ros e con un Bowers a mezzo servizio.

I biancorossi vincono la palla a due, ma Prandin fin da subito perde il pallone regalandolo agli avversari che però non riescono a concretizzare a dovere. Dopodiché Trieste regala un parziale di 7-0 tra cui spiccano la tripla di Prandin, che si fa perdonare dell’errore a inizio partita, e un canestro da cineteca, in entrata, del capitano Coronica. Fa il suo esordio per Trieste l’americano Bowers che fin da subito recupera un pallone e stoppa un tiro dell’ex-biancorosso Diliegro. Primo tempo che finisce 16-10 per Trieste.

Il secondo quarto si apre con molti errori da una parte e dall’altra del campo.

Green appare svogliato. I biancorossi tentano soprattutto di segnare dal perimetro con Pradin, che mette a referto due triple consecutive. I centri di Trieste, Cittadini e Janidze sono costretti a giocare di tap-in, mentre Forlì sfrutta delle marcature approssimative dei triestini per effettuare alcune scorribande nel pitturato giuliano. Rispetto alla scorsa stagione Trieste dimostra molte lacune difensive. Un indiziato per le problematiche difensive giuliane è probabilmente Bowers. Commette in poco tempo due falli ingenui, soffre per tutto il match i due lunghi di Forlì, evidenziando così il ritardo di condizione dovuto dall’infortunio.

Comunque, in questa fase del match Trieste marca sempre a uomo basandosi su anticipi aggressivi che però non sortiscono sempre il risultato sperato e consentono agli avversari un gioco in penetra e scarica. Il primo tempo si chiude sul 34-24 con Fernandez e Cittadini sugli scudi, i quali segnano rispettivamente una tripla e un pregevole tiro da due in arresto e tiro. Nonostante il vantaggio di dieci punti i giuliani appaiono confusi; i forlivesi rimangono ordinati, quadrati, senza particolari acuti ma giocando intelligentemente riescono a restare attaccati alla squadra locale.

La terza frazione si apre con delle decisioni arbitrali alquanto dubbie facendo così risvegliare sia l’assopito pubblico di casa sia l’americano Green.

L’Alma Arena si trasforma nella famosa bolgia che ha contraddistinto la passata stagione. Green, pur incrementando il suo score personale, spesso e volentieri s’incaponisce in attacco con forzature, tiri imprecisi e palle perse. Forlì aggancia Trieste sul 44-44.

Arriva la sfuriata del coach giuliano Dalmasson che richiama tutti i suoi in panchina per un time-out. Al rientro, nonostante una tripla di Baldasso, Trieste dimostra di non avere ancora le idee chiare permettendo a Forlì di rispondere colpo su colpo.

La frazione finale si apre subito con quattro falli di squadra di Forlì. Finalmente Green si risveglia del tutto e prende in mano le chiavi del match: palle recuperate, rimbalzi e spettacolari schiacciate in contropiede danno fiducia a Trieste. Assieme a Green, “Lobito” Fernandez trascina i biancorossi regalando giocate sopraffine, assist al bacio e dettando il giusto ritmo alla squadra giuliana. Cittadini arpiona rimbalzi e Bowers piazza alcuni punti fondamentali sotto canestro. Trieste si porta sul 64-60 con una tripla di Fernandez. Il forlivese Diliegro spende il quinto fallo e esce di scena. I biancorossi dilagano e chiudono il match sul 75-66.

Il risultato finale regala certezze, ma anche diverse incertezze.

Quello che è certo è che Forlì capace di concedere poco o niente a Trieste per quasi tutto il match. Invece, ciò che si evince per Trieste è che la squadra di capitan Coronica è ancora un cantiere aperto con alcune solide certezze e alcuni atteggiamenti da rivedere, soprattutto in difesa. Loschi e Baldasso hanno giocato al di sotto delle aspettative. Vero e proprio trascinatore di squadra è stato Coronica. Una conferma delle qualità che gli sono state attribuite all’inizio di stagione è Fernandez che si candida a essere uno dei leader dell’Alma Trieste 2017-2018. In chiaro-scuro la prova di Green che si è risvegliato soltanto nel finale di gara.

La prossima partita si disputerà domenica 15 alle ore 18.00, sempre all’Alma Arena, tra Trieste e Imola.

articolo a cura di Nikos Zoratto

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