29 giugno 2017

L’osmiza sul mare terzo al Premio Internazionale “Percorsi Letterari”

el sunto L'osmiza sul mare, il libro di Diego Manna edito da Bora.La, si è classificato al terzo posto nel Premio Internazionale Percorsi Letterari"

Podio per L’osmiza sul mare al Premio Internazionale di Poesia e Narrativa “Percorsi Letterari”.

l'osmiza sul mare podio

Il libro, pubblicato in dicembre, è ambientato in osmiza e raccoglie 23 storie di altrettanti personaggi, da vecchi marinai a ciclisti funamboli, scienziati pazzi e giovani innamorati.
Proprio una settimana fa era stata organizzata una serata di letture presso l’osmiza Verginella, durante la quale si sono alternati diversi interpreti, tra cui Maxino, Flavio Furian, Micol Brusaferro e Chiara Gelmini. Qui sotto la galleria con le belle foto della serata di Sara Sossi.
L’esperimento, visto il successo, potrebbe essere ripetuto in altre osmize.

Il libro si trova in libreria nonché online nella botega dei libri triestini e anche in formato ebook.

Questa la bella recensione del libro di Writer’s Dream:

Calvino parlò della leggerezza come di uno dei valori fondamentali della propria scrittura. Più precisamente, affermò di aver sempre orientato il suo lavoro alla “sottrazione di peso”, in particolare “nelle strutture del racconto e nel linguaggio”. La ricerca della ‘leggerezza’, però, non va confusa con un approccio superficiale o frivolo, ma considerata come uno sguardo indiretto sul mondo, planante dall’alto e delicato, come quello di una rondine. La parola, come ogni cosa in natura, è composta di entità minuscole e leggere; come il pensiero è un soffio e come tale dev’essere maneggiata.
Ecco, questa recensione prende le mosse da Calvino perché, pur con le ovvie e dovute proporzioni e differenze, il lavoro di Diego Manna sembra muoversi nella stessa direzione tracciata dall’immenso scrittore italo-cubano, con il quale l’autore triestino sembra condividere anche un certa attenzione per i temi scientifici, come evidente in alcune porzioni di testo dove emergono descrizioni biologiche estremamente dettagliate o teorie all’estremo confine con la fantascienza.
L’osmiza sul mare è una raccolta di pagine leggere, di storie che fluttuano e che indagano con lo sguardo agile e saltellante una realtà attuale che si fonde con la magia e la fiaba. La lunghezza dei diversi racconti che la compongono variano dalla singola paginetta a qualche decina, ma il senso che lascia ciascuno di essi è indipendente e invariato, un senso di piacevole e profonda delicatezza. L’osmiza triestina, come ci spiega lo stesso autore, è un luogo dove insieme al vino e al companatico la fanno da padrone le storie che gli avventori, l’oste e giovani e vecchi del paese amano raccontare e raccontarsi, in un atmosfera di intima condivisione e cordiale allegria. Una taverna, insomma, che fa da sfondo e occasione narrativa, il trait d’union tra le varie novelle come lo fu la fuga dalla peste fiorentina per i giovani narratori nel Decameron.
I narratori, qui ventitré, alternano momenti di pura comicità ad altri di malinconica poesia, senza perdere mai però la ‘voce’ unica che sottende l’intera raccolta, una voce ironica e leggera. Lo stile con il quale la raccolta è scritta è maturo e variegato, semplice ma mai banale, in alcuni tratti poetico, riflessivo, sussurrato e delicato quanto tecnico o goliardico o ancora ironico in altri, senza mai finire nei toni del grottesco. La satira pure non manca, come nel racconto del genio, nei mini racconti della leonessa e degli animali o nelle storie che più si avvicinano alla fantascienza; si tratta di una satira completa e profondamente legata non solo a una contemporaneità complessa, ma ad un’umanità schiava dei propri bisogni e, paradossalmente, della sua stessa evoluzione.
Ma la leggerezza non è solo nello stile. È nei contenuti che la dolcezza emerge con maggior forza: l’osmiza diventa così un luogo magico dove alle grigie metropoli si sostituiscono città dal sapore mitologico, come Nosepolis, oppure dove prendono vita magnifiche favole d’amore, come quella in cui l’abbraccio passionale tra sole e luna figlia l’eclissi, oppure quella della zanzara che insegue il sogno di baciare la luce celata dal vetro di una lampadina. E ancora di favola si può parlare quando incontriamo la leonessa pavida con i suoi sogni e l’orango saggio, oltre al moderno genio della lampada di cui già accennato.
Comuni oggetti, esserini, alieni, animali e personaggi troppo spesso confinati negli angoli bui dalla letteratura, quindi, attraverso questi racconti emergono con i propri pensieri, desideri e punti di vista e la fanno da padrone. Ma protagonisti dell’osmiza sono soprattutto gli uomini, uomini del presente che corrono in bici o a un colloquio di lavoro, uomini di scienza e studiosi dell’evoluzione; ma anche uomini di un passato leggendario, come l’arciere pirata dal potere magico e dal cuore romantico, o di un futuro remotissimo, svuotati nel cervello dalla propria brama di conoscenza e di artificialità.
In conclusione, ne L’osmiza sul mare c’è un po’ di tutto, nelle giuste dosi. Un libro ben scritto e che, senza alcuna pretesa di occupare posizioni dedicate a classici o testi di maggior spessore, sa accompagnare all’intrattenimento rapido e frizzante una profondità lenta e duratura.

Il livello dei racconti è ottimo, forse con pochissime eccezioni in cui la ricerca di comicità rischia di sopraffare i contenuti.
Consigliato a chi voglia evadere dalla realtà per qualche minuto al giorno senza mai volgere però, nella piacevole leggerezza della fantasia, lo sguardo troppo lontano dal proprio presente e dalla propria natura.

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