25 agosto 2015

Agli affamati il cibo invenduto dei supermercati

el sunto Alla Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin ha preso il via ieri Trieste Recupera, una nuova onlus nata per combattere lo spreco alimentare

Trasformare in risorsa lo spreco alimentare. Recuperando dai supermercati cittadini il cibo ancora sano ma destinato allo smaltimento dei rifiuti perché invenduto. Per poi distribuirlo – con corrette modalità di trasporto e conservazione – alle strutture triestine che offrono cibo a chi non ne ha.
Questa la mission di “Trieste Recupera“, la nuova onlus costituita da una decina di imprenditori che hanno deciso di impiegare il loro tempo libero nel nome della solidarietà.

L’attività della nuova onlus ha preso ufficialmente il via ieri alla Fondazione Luchetta, Ota, D’Angelo, Hrovatin, nella casa di accoglienza di via Valussi, dove “Trieste Recupera” ha consegnato simbolicamente una decina di putizze, i tipici dolci triestini, agli ospiti della struttura.
«Uno dei maggiori problemi di questi tempi – così la presidente Daniela Luchetta – è la differente disponibilità di cibo fra chi ha troppo e chi non ha niente: per questo la nascita di una onlus come “Trieste Recupera” va vista come un segno di grande apertura e un messaggio di speranza nel futuro».

E l’intento del neopresidente Paolo Luisi e degli altri otto soci fondatori guarda ben più in là.
Oltre alla Fondazione Luchetta, si vorrebbe infatti coinvolgere gli altri enti, ecclesiastici e laici, già operanti nel territorio, con l’obiettivo di ampliare progressivamente la distribuzione degli scarti alimentari.
Fra questi, ad esempio, la Caritas, le comunità di San Martino al Campo e di Sant’Egidio, l’associazione San Vincenzo, la mensa dei frati di Montuzza e il Consorzio italiano di solidarietà (ICS).

Spiega il presidente Luisi: «Nella nostra città ci sono circa 2mila persone che necessitano di solidarietà, e questo numero potrebbe essere destinato a crescere. Considerando sia i pasti somministrati nelle mense, sia il cibo in forma di “pacchi spesa”, stimiamo che il valore del cibo distribuito dalle varie strutture di Trieste ammonti a svariate migliaia di euro al giorno. La nostra attività potrebbe migliorare questi processi di distribuzione, con un notevole risparmio per chi assiste i bisognosi e un prezioso aiuto all’ambiente».

Trieste Recupera è un progetto che poggia sul volontariato, in primis dei fondatori, e su contributi economici degli enti e dei privati che vorranno aderire. È dunque aperto al sostegno e all’apporto di tutti: per partecipare, basta scrivere una mail a [email protected].

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