8 novembre 2010

Occupati 14 istituti superiori triestini. La cronaca scuola per scuola

“Il futuro è nostro e comincia adesso”. Così recita lo slogan degli studenti e delle studentesse triestine, studenti preoccupati e studentesse preoccupate.
Strutture inadeguate, progressivo impoverimento dei percorsi di formazione, 8 miliardi di tagli alla scuola pubblica, 1 miliardo di debiti che lo Stato ha con le singole scuole, blocco del turn over, licenziamento dei precari, rischio di definanziamento per quanto riguarda le scuole con lingua d’insegnamento slovena. Questi e altri sono i motivi che li hanno spinti a optare per l’occupazione dei loro istituti.

Riceviamo e inoltriamo il comunicato stampa degli Studenti preOCCUPATI:

Oggi lunedì 8 novembre 2010 13 scuole triestine sono state occupate in segno di protesta contro i tagli del Governo e per costruire la scuola dell’AltraRiforma.  Di seguito i dettagli dei singoli Istituti, in allegato l’appello sottoscritto dagli studenti e dalle studentesse delle scuole triestine e il primo numero di preOCCUPATI, giornalino di informazione dalle scuole occupate:

Oberdan
Immediatamente dopo l’occupazione gli studenti si sono riuniti in assemblea per discutere delle rivendicazioni a livello di istituto, tra le quali il rispetto del patto sull’edilizia firmato con la Provincia due anni fa e una maggiore presenza della Preside nei confronti della componente studentesca.

I corsi avviati sono stati il laboratorio politico sull’AltraRiforma, teatro, scrittura creativa, approfondimento su Giorgio Gaber, tematiche della riforma dell’università, mentre altri studenti hanno contribuito a riordinare archivi e magazzini della scuola.
Per i prossimi giorni si prevede l’avvio di ulteriori corsi anche in collaborazione con alcuni professori.

Petrarca
Al Petrarca una sessantina di studenti presidieranno la scuola anche di notte ed ad oltranza, appoggiati da un documento sottoscritto da parte del corpo docente.

Fabiani
All’Istituto per Geometri in seguito a due assemblee degli studenti si è optato per l’occupazione. Nei prossimi giorni saranno avviati i primi corsi autogestiti.

Galvani
Nonostante alcuni scontri verbali con parte del corpo docente – mentre la Preside non si è presentata – l’istituto è stato occupato e nei prossimi giorni sarà avviato il laboratorio teatrale.

Preseren
Al liceo sloveno gli studenti hanno iniziato ad occupare dalle 14 in seguito ad un’assemblea studentesca.

Zois, Stefan e Slomsek
Le altre tre scuole slovene si sono riunite nell’edificio dello Stefan dopo aver interrotto la didattica nei rispettivi istituti.

Galilei
Nel liceo scientifico una sessantina di studenti hanno occupato la scuola avviando un laboratorio giornalistico per la stesura degli articoli di preOCCUPATI, e lezioni tra pari in matematica, disegno e latino.

Carducci
Gli studenti hanno occupato la sede succursale di Largo Panfili avviando numerosi corsi autogestiti tra i quali il laboratorio politico sull’AltraRiforma, un approfondimento sul razzismo in Italia, e corsi di teatro, canto e chitarra.

Anche Dante e Sandrinelli sono in agitazione.

Al Nordio la situazione è molto fluida: l’atrio è rimasto occupato per ore e forse l’intero istituto sarà occupato per le 19.


Studenti e studentesse preOccupati

In questo momento (ore 18:30) le  scuole occupate sono 14: all’elenco si è da poco aggiunto anche il Nordio.

Il primo numero di PREoccupati, giornalino di informazione sulle scuole occupate di Trieste, può essere consultato qui.
Se volete essere aggiornati in tempo reale sulle occupazioni e sulle attività degli studenti visitate il gruppo facebook.

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142 commenti a Occupati 14 istituti superiori triestini. La cronaca scuola per scuola

  1. andrea

    ridicoli.
    queste proteste partono sempre da chi non ha voglia di fare un tubo!!
    sempre i soliti, sempre quelli…andate a studiare ed evitate di bloccare la città come in passato con inutili cortei colmi di bandiere rosse

  2. Alberto

    Al di la della strumentalizzazione e dei soliti triti e ritriti luoghi comuni (comuninsti, bandiere rosse ecc) …SE gli studenti hanno veramente a cuore la situazione della scuola anche questo è un sistema per farsi ascoltare; POI bisognerà vedere se una volta ottenuto quanto chiesto (..con questo governo dubito..) si metteranno a studiare per recuperare il tempo impiegato altrimenti!
    Auguri

  3. robiparsutto

    paiazzi!
    altro che multe ai 4 mone che sona, mandè la polizia nelle scole a rimetter ordine.

  4. Dailan

    Perchè una volta occupare era una legittima forma di protesta, oggi invece viene vista solo come diversivo per non fare lezione?

    E’ vero, in passato non si occupava ogni santo anno e penso anch’io che sia ridicolo farlo, ma per favore, basta con sta storia che i giovani d’oggi fanno le cose solo per pigrizia.

    Piccola parentesi: non è che forse si occupa sempre più spesso perchè le condizioni dell’istruzione sono sempre più pietose?

  5. Tergestin

    Giusto, piade in tel cul!
    Ai mii tempi mi gavevo za’ l’ernia al disco perche’ el giorno che me xe spuntado el primo dentin i me ga messo a lavorar in asrsenal.
    Altro che ocupazioni e teatro!

  6. max

    fanno bene. la scuola italiana sta andando allo scatafascio, letteralmente. la gelmini due anni fa ha cominciato la politica dei tagli dicendo che i soldi che sarebbero stati rispoarmiati, per esempio, dal blocco del turn-over e dalla riduzione del corpo docente sarebbero rimasti a disposizione delle scuole per migliorare gli edifici e le offerte didattiche. fino ad ora di quei soldi neanche l’ombra. gli edifici scolastici sono quasi tutti fuori le norme strutturali, di sicurezza e spesso anche igiene. basti pensare al dante di trieste. è da anni che si aspetta il restauro dell’edificio, o almeno la sostituzione degli infissi, che sono legati ai muri con le corde dall’interno perchè ogni tanto cadono giù in strada. la situazione è vergognosa. sarebbe ora che la gente cominci a ribellarsi a queste istituzioni, che pensano a riempire le proprie tasche e lasciano a secco tutto il resto. finche in parlamento uno degli ordini del giorno sarà il barbiere gratis anche ai deputati (e non solo ai senatori) non si andrà tanto lontano…
    che pena.

  7. Dailan

    Grazie, max.

  8. giorgio (no events)

    Non sono più uno studente, ma vedo ogni giorno le condizioni in cui si trova la Scuola Pubblica, sia come Istituzione che come edificio pubblico.
    Un taglio di 8 miliardi di euro significa darle il colpo di grazia. Il momento di crisi economica non è una giustificazione: paesi più civili fanno esattamente l’opposto.
    Perché non si rinvia la spesa di 13 miliardi per l’acquisto di 131 nuovi “caccia da attacco combinato” (Joint Strike Fighter).
    Gli studenti hanno il mio appoggio incondizionato

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  10. condivido pienamente…ma per far ladifferenza dovrebbero scendere in campo le famiglie non solo i ragazzi. Sono un’insegnante della scuola primaria i TAGLI hanno reso più fragile la scuola privata…Parlavano di maestra unica? ma dove? adesso abbiamo le maestre TAPPA BUCHI…anche 5 o 6 in una sola classe….prima di fare dovrebbero pensare …consultare… lasciarsi consigliare
    pensiamo a un modo per far sentire ai ragazzi che siamo con loro

  11. Lasko

    Queste occupazioni sono un’ operazione mediatica orchestrata da alcuni docenti… al Volta gli studenti non hanno gradito l’invito a manifestare e preferiscono studiare che venire imbeccati. Spero resistano alle tentazioni, anche se la scarsità di studentesse credo che aiuti.

  12. scusate intendevo la scuola pubblica

  13. L

    Ma basta… a cosa servono le scuole? In Italia, se studi e sei bravo, poi ti aspetta un bel call center o un bello stage decennale. Gratuito.

    Se invece di studiare cose inutili come matematica, italiano e storia, si iniziasse a studiare roba più seria, per esempio materie utili per diventare velina, tronista o escort, allora si…

    Perché, diciamolo una buona volta, se pensi con la tua testa sei un comunista! Quindi smettetela di pensare e di rompere le palle. Guardate un po’ di televisione, e rigurgitate idee predigerite da grandi intellettuali contemporanei, come i direttori di certi giornali e telegiornali.
    E ricordate, la mobilità sociale è prendere un ascensore affollato!

  14. capitan alcol

    Caro studente fai bene a protestare.
    Caro genitore la prossima volta al seggio pensa al futuro di tuo figlio.

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/dettaglio/lo-pagano-500-euro-al-giorno-per-studiare-il-federalismo/2690388

  15. brancovig

    Condivido le preOCCUpazioni degli studenti, ed i particolare dei giovani. In poco più di una generazione è stato scaricato il peso della globalizzazione. Ed ora i figli hanno davanti sicuramente un futuro peggiore dei padri. In tutti i sensi inclusa, adesso, la scuola.
    Delle generazioni hanno vissuto e stanno vivendo al disopra della proporie possibilità.

    In più ora abbiamo un governo che non ha la scuola pubblica tra le sue priorità ed infatti alcune scelte potrebbero essere fatte per migliorare la situazione non vengono fatte. Ma nel complesso sono scelte minime.

    Quello che vedo superato è lo strumento… l’occupazione. Siamo in novembre cadono le foglie e si occupano le scuole.

    Pensate ad una occupazione durante le vacanze di Natale.

    Blocco delle vacanze ed effetto domino sulle settimane bianche, impegno delle forze dell’ordine durante il periodo natalizio, risonanza mediatica che aumenta notevolemente.

    Il blocco delle vacanze di natale da parte di tutti gli studenti d’Italia. Questo si è un messaggio forte e non violento

    VI lascio con questa provocazione ed …. In bocca al lupo per il vostro futuro

  16. folletto

    Bravi muli e brave mule!!
    E’ giustissimo che cerchiate di determinare al meglio il vostro futuro.
    Non prendetevela per i pochi commenti contrari, sono le classiche persone che sappiamo già come la pensano e si sfogano su questo sito perchè non hanno meglio da fare, voi invece adesso avete sicuramente cose più importanti a cui pensare.

    Altro che bandiere rosse e soliti fanulloni, questi sono studenti del 2010 😀

  17. In qualsiasi paese vagamente decente, istruzion e ricerca ga de gaver la priorità assoluta, anche e sopratuto co’ xe crisi.
    Giorgio ga nominado giustamente i MILIARDI de euro spesi per aerei de guera, in piena crisi.

    Lo trovo completamente inacetabile, e xe stado (ma che strano!) completamente ignorado dai media.

  18. Marisa

    FOLLETTO, guarda che TUTTI gli anni in novembre ci sono gli scioperi di protesta nelle scuole, indipendentemente dalla riforma Gelmini! Una volta non c’erano scioperi a scuola, non perchè gli studenti fossero meno attenti alle problematiche della scuola, ma molto più banalmente perchè chi scioperava….veniva “sospeso” e a casa magari anche le prendeva (perchè aveva sciperato ed era stato anche sospeso)!

  19. milost

    Bella l’idea di Brancovig, metterebbe al riparo da qualsiasi critica. Comunque lo sfascio della scuola italiana comincia da molto lontano. Nel senso che il corpo docenti è inadeguato al nuovo studente “tipo” – autorità, autorevolezza, capacità didattiche,psicologia, entusiasmo, vocazione all’insegnamento: dove sono? nella maggior parte dei casi latitano), le famiglie non hanno trasmesso nè i principi nè le regole del vivere civile e sociale nè tantomeno lo slancio a costruire il proprio futuro con l’impegno e, quando serve, il saacrificio, quotidiani. I ragazzi sono c resciuti in un habitat demenziale ( consumismo, menefreghismo, cultura al ribasso, parlamentari che si menano, premier che vanno a puttane …). Aggiungi i tagli economici, aggiungi la fatiscenza di immobili scolastici e infrastrutture, aggiungi che le dirigenze scolastiche puntano a barcamenarsi piuttosto che a prendere posizione ( sono eroi o pavidi?)…temo che non basti occupare le scuole. Penso che vadano inventate forme di protesta alternative, come quella suggerita da Brancovig. Questi nostri figli devono riuscire a far capire ai governi che domani non saranno popolo bue, carne da macello, masse acriticamente sottoposte al lavaggio del cervello del mitomane di turno: saranno cittadini, elettori, saranno i futuri politici, giudici, amministratori,lavoratori, imnprenditori, genitori. Se occupate a Natale, vengo anche io!

  20. matteo

    io non ho mai capito perche gli studenti occupano e scioperano, io semplicemente non ho avuto tempo per scioperare e occupare, perche ho dovuto sgobbare come un matto per riuscire a farcela e non era facile, figurarsi se scioperavo

  21. mutante

    almeno qualcuno ha il coraggio di protestare, invece di piegare la testa come un branco di pecore.

  22. capitan alcol

    Si proprio una bella idea.
    Perchè a questo punto non occupano tutti i weekend o non si affittano direttamente un professore così non danno fastidio?
    Perchè non vanno ad una scuola privata che là non si sciopera mai?

  23. g.

    buffo, no, come la percezione sia ormai alterata?
    la maggior parte delle cosiddette ”teste calde”, degli sfaticati da cui partono queste esecrabili iniziative, ha in realtà ottimi voti e studia parecchio. poi, pensa un po’, trova pure il tempo di leggere, scrivere, suonare, informarsi, fare sport, e magari pure, orrore!, pensare.

  24. fabio

    Il Volta è il migliore! decide di studiare avanti senza perdere tempo su queste cose… tanto ormai è tutto già deciso… non ci sono più soldi…. lasciate perdere e pensate al vostro futuro! fatevi trovare molto preparati nel mondo del lavoro! studiate più che potete e applicatevi!

  25. Victor Bergman

    Il ripetersi delle “occupazioni” scolastiche dagli anni 70′ è la dimostrazione provata che la scuola pubblica NON HA PIU’ SENSO.

    Fino agli anni 60-70 la maggioranza della popolazione del Paese era economicamente incapace di provvedere da sola a dare una istruzione ai propri figli, e la scuola pubblica era un importante strumento per lo sviluppo, rendendo possibile ai figli dei proletari e dei contadini di salire nella graduatoria sociale. Gli insegnanti erano rispettati se non altro perché avevano la paga superiore alla maggior parte dei genitori degli alunni.

    Oggi, la maggioranza del paese è oramai costituita da “proletari borghesizzati” (io stesso lo sono) che della scuola pubblica ancora strutturata per alfabetizzare i figli degli contadini e operai non sanno che farsene e la considerano un comodo parcheggio “aggratis” – o quasi, dei loro “vitelloni”.

    Questi nella scuola pubblica si ANNOIANO e si sfogano con un po di sovversione, organizzando queste manifestazioni che di fatto costituiscono interruzione di un servizio pubblico a loro offerto!

    Lo sciopero degli studenti è quindi autolesionismo puro, gli unici a rimetterci sono gli studenti stessi, non gli insegnanti, non il ministro, ma NOTA BENE: il figlio del commerciante, del professore universitario e altro medio-borghese non avrà difficoltà a recuperare in altre sedi le nozioni che gli servono per mantenere e-o salire nello status sociale, i figli dei pochi operai rimasti e degli immigrati meno agguantati NO!

    Per questa ragione, considero queste manifestazioni, nonostante le eventuali bandiere rosse e cheguevari, essenzialmente FASCISTE.

    Quanto scommettiamo che gli studenti delle medie superiori NON RINUNCERANNO alle vacanze di Natale!?

  26. capitan alcol

    A me paiono utenti di un servizio pubblico che si lamentano di come questo venga erogato.
    Non ci trovo niente di male, saranno forse un po’ coloriti nelle forme e nei modi, forse si prendono troppo sul serio ma loro come i loro insegnanti hanno tutto il diritto di preoccuparsi per come vengono spesi i soldi del contribuente.

  27. g.

    bergman, non si preoccupi.
    questa situazione sta per finire.
    dall’anno venturo non ci saranno più contributi per i libri in comodato, né borse di studio.
    la scuola pubblica sta per finire, così voi e i vostri ”vitelloni” sarete lieti di trovare altre soluzioni.
    si attaccheranno quelli come mia figlia, che pur non essendo necessariamente contadini non hanno la possibilità di spendere quattrocento euro all’anno, ma che prima di fare come sono gentilmente stati invitati da molti (andate a lavorare, mica è obbligatorio studiare!) cercheranno di arrangiarsi con fotocopie e prestiti reciproci.

  28. Victor Bergman

    Ah, gli studenti sciopererebbero perché sarebbero preoccupati di come vengono spesi i soldi del contribuente??????
    (N.B. i professori sono pagati anche se non fanno lezione…)
    Meno ipocrisia, please…

  29. capitan alcol

    Ipocrisia mi pare di leggerla nelle parole di quelli che dicono che la scuola pubblica non serve più al figlio dell’operaio. Che scuola hanno frequentato queste anime candide e aristocratiche?

  30. g.

    si informi, bergman.
    non dico meglio, dico tout court.
    almeno il minimo.
    si preoccupano sì, di come vengono spesi i soldi del contribuente.
    e pure degli insegnanti si preoccupano.

    di ipocrisia tra i ragazzi ce n’è pochina.
    altrove ne vedo parecchia.
    e pure populismo d’accatto.
    d’altra parte, come stupirsi?
    è il trend.

  31. Victor Bergman

    Bravo g., hai colto il punto!

    I vitelloni si arrangino, la scuola pubblica rimanga solo per chi ne ha veramente bisogno

    …ad esempio per chi non riesce a mettere via 400 euri all’anno – 33,3 euri al mese, (quasi quanto il canone ADSL che serve per seguire il blog bora.la), da investire nel futuro dei propri figli…

  32. Victor Bergman

    Capitano,
    ai miei tempi alle superiori insegnavano almeno a leggere quello che c’è scritto in un testo, non ad interpretarlo come pare e piace. Non ho mai scritto che la scuola pubblica non serva ai figli degli operai, semmai il contrario, che ci sono troppi borghesi che usufruiscono di un servizio pubblico a loro non necessario, sminuendone il valore (degradando il rispetto del personale docente) e bloccandone la funzione (con involontari sabotaggi, come gli “scioperi”)…

  33. massimiliano

    hanno perfettamente ragione per due motivi, uno di carattere istituzionale, l’altro più “locale” e legato alle condizioni delle strutture:
    – una riforma che ha come obiettivo l’annichilimento dell’istruzione pubblica, attraverso manovre di de-finanziamento e demotivazione degli insegnanti;
    – la condizione disastrosa, fatiscente, ridicolmente tragica delle strutture scolastiche. in certe scuole mancano i requisiti minimi di sicurezza. andrebbero chiuse ed i responsabili dell’incuria incriminati.

  34. capitan alcol

    Poche balle, posso permettermi di dire che alla scuola privata fino a ieri ci andavano quelli che, per un motivo o per l’altro, non combinavano un tubo alla scuola pubblica.
    Il fatto è che la scuola pubblica fino ad oggi ha avuto standard di insegnamento buoni (almeno da queste parti) con finanziamenti da fame.
    Se questi studenti protestano perchè è in atto un vero piano del governo per sabotarla a favore delle scuole private hanno il mio appoggio incondizionato.

  35. g.

    congratulazioni, bergman.
    lei ha capito tutto.
    vede, c’è gente che l’adsl lo deve avere per lavoro.
    non in un ufficio pubblico (magari!) ma per ricevere e trasmettere il lavoro che produce.
    c’è gente che ha due figli da mantenere e un solo reddito di poco più di mille euro al mese.
    c’è gente che per pagare la cultura, e la libertà che ne deriva, ai propri figli si svena ogni giorno.
    c’è gente che ha rinunciato alla macchina, al caffè fuori casa, a qualunque parvenza di giorno libero.
    c’è gente che lavora anche di notte, la domenica, con la febbre.
    ma non si lamenta e non pretende niente, se non un aiuto per i libri scolastici di una figlia meritevole e con media altissima.
    c’è gente per cui quattrocento euro all’anno significano anche la differenza tra mangiare pasta e patate l’ultima settimana o le ultime due.
    non l’iphone, o la borsetta firmata.
    ringraziando iddio i ragazzi seri e per bene si vestono ai mercatini, e si passano pure la roba.
    si passeranno anche i libri.

    alla sua, m’sieur.

  36. mutante

    il commento qui sopra è vero, ma solo per chi non passa tutta la mattina attaccato al pc…

  37. g.

    io ci lavoro, col pc, egregio signore.
    mi pareva fosse chiaro.
    non è che ci perda molto tempo a discutere qui.
    non è un grande spreco di energie. e il tempo lo posso gestire, fortunatamente.
    per esempio, le sembrerà assurdo, ma non possiedo la tv.
    ora mi scusi, ma devo andare a preparare il pranzo per la figlia che viene a cambiarsi e a mangiare a casa.
    avendo iniziato alle sei, il lavoro della mattina l’ho finito.
    sa, i panini al bar costano.

  38. mutante

    se rispondi così rapidamente non lavori: traduco testi come secondo lavoro, e o lavori o giri su internet. o sei un genio, o non stavi lavorando quando scrivevi lunghi interventi.

  39. mutante

    se rispondi così rapidamente non lavori: traduco testi come secondo lavoro, e o lavori o giri su internet. o sei un genio, o non stavi lavorando quando scrivevi lunghi interventi. ma torniamo al tema sennò qua si deraglia.

  40. g.

    un ”lungo intervento” mi costa il tempo di battitura. tre minuti?
    da stamattina ho tradotto sei cartelle da duemila battute.
    sono un genio? ne dubito.
    so fare il mio lavoro, e sono una donna.
    (non ”giro”, ho l’avviso per i commenti :DDD)

  41. MARCANTONIO

    mutante non sono d’accordo si puo’ tenere la finestra abbassata, ogni tanto alzarla, rispondere e continuare tranquillamente a lavorare.

  42. volta e deledda

    Per chi diceva che quelli del Volta non perdono tempo…dalla home page de Il Piccolo:

    “Tutte le scuole superiori della provincia di Trieste sono occupate dagli studenti per protesta contro la riforma Gelmini e per manifestare il dissenso rispetto allo stato fatiscente di alcuni edifici scolastici. Già ieri gli studenti avevano occupato 15 dei 17 istituti superiori, e stamane si sono uniti alla protesta anche i tecnici del Volta e del Deledda.”

    Ah-ah!

  43. effebi

    “Il futuro è nostro e comincia adesso”… l’ha coniato FINI !? 😉

    ai miei tempi l’occupazione era gestita da due o tre, radiocomandati… che ne sapevano qualcosa
    gli altri seguivano in branco, per farsi due spinelli e “dormire” perterra con le “fresche” mantre i più delusi erano quelli che rimanevano a casa che sennò papà li mazziava.

    manca il nautico nella lista. dovrebbe essere la scuola fiore all’occhiello di questa città, mi dicono invece che è condotta molto male, aldilà dei governi di turno.

  44. alpino

    nulla facenti senza voja de far niente

  45. effebi

    …FUTURO JE NAS….

    “A questo punto il futuro dobbiamo prendercelo noi, con il nostro impegno in qualsiasi cosa, dal lavoro alla politica. Dobbiamo far risaltare il nostro pensiero. IL FUTURO E’ NOSTRO ma se non lo prendiamo noi, nessuno ce lo lascerà.” (Generazione Italia)

    “Grazie al passato ma IL FUTURO E’ NOSTRO. Per tutti noi questo è il tempo di metterci in gioco, di provarci. Non chiediamo spazi, non vogliamo posti: andremo a prenderceli”. (Renzi, sindaco rottamatore)

    ma il futuro deve ancora venire, anzi, non viene mai… rimane sempre …futuro… forse converrebbe pensare al “presente”
    beh…quasi-quasi me lo prendo io, sembra che non lo voglia propio nessuno…

  46. effebi

    mi ricordo del “tutto e subito”… adesso invece si aspettia il “futuro”, che intanto mamma prepari il pranzo, poi si vedrà.

  47. Presumo che tuti quei che ziga drio sti studenti (che, ridendo o scherzando, porta un problema evidente ala atenzion de chi che no sa) sia perfetamente d’acordo nel spender MILIARDI de euro in sto momento per aerei de guera, no?

    Perchè questo no xe OffTopic, ma un dei motivi ben precisi per cui la scola publica va a puttane. No se pol dir che “no xe soldi”, per el semplice fatto che xe f a l s o.

    I bori ghe xe, e i vien spesi per altro.

    Complimenti ai genitori che se infiscia de sti “detagli”, e se vanta de lavorar con la febbre. Bel model de società, proprio.

  48. effebi

    sarebbe bello ricordare che se il problema sono i tagli&soldi il colpevole è il tagliatore tremonti, la Gelmy fa la spesa con quello che si ritrova in portamonete.

    non li compra lei gli aerei….

  49. dimaco

    Io credo che a deragliare sia la scuola pubblica. ormai da dieci anni e forse di più si sta distruggendo la pubblica istruzione a favore delle scuole private. Lampante è l’esempio della scuola privata della moglie di Bossi, che in tempi di tagli feroci alla scuola pubblica,riceve 800 mila euro di “aiuti”. La scuola pubblica viene demonizzata e messa in cattiva luce costantemente. Si parla di sedi che crollano, di scarsità nell’insegnamento ecc,ma mai si parla dei motivi ch portano a tutto ciò. Mi ricorda un’pò (ma neanche così poco) la campagna di diffamazione messa in atto negli anni 70 per favorire la sanità privata a discapito di quella pubblica. In america ci sono le scuole private che pensano all’istruzione(e a sentire i pareri non certo in maniera eccellente). Non dimentichiamoci che le scuole private sono aziende che devono produrre profitto e non cultura. E non dimentichiamo che in Italia moltissime sono gestite dalla casta clericale. Scuola pubblica significa per la classe politica che ci governa (non per lo stato chiariamoci, che garantisce un’istruzione a ogni cittadino senza discriminazioni) spendere soldi inutilmente. Mia figliaha portato alcuni giorni fa dalla sua scuola media(pubblica e dell’obbligo) una richiesta di contributo di 20 euro per l’aquisto di carta igenica e materiale vario. cose che dovrebbero essere garantite.

    I professori, pochi sono quelli di ruolo e moltissimi i precari,quest’ultimi assolutamente demotivati, sottopagati, ricattabili e senza potere alcuno. Cambiando ogni anno rendono molto difficile il mantenere da parte degli alunnni una linea di studio adeguata. Ogni anno cambia metodo di insegnamento.

    i genitori. Dal mio punto di vista assolutamente colpevoli di nopn dareun’ educazione corretta ai figligià in mbito famigliare. Se un professore redarguise il figliolo a scuola per comportamenti non consoni il giorno dopo sono a scuola conl’avvocato (seva male bastonano letteralmente i professori). Come sono cambiati i tempi da quando io frequentavo la stessa scuola. Se avevo io un comportamento inadeguato ci pensava mio padre a risolvere la situazione a suon diceffoni. A me , non al professore. oggi manca il rispetto.

    Come scrtto da qualcuno, alle scuole private potranno ambire solo i figli dei ricchi e non certo i figli degli operai sottopagati e magari con contratti a termine. perchè nelle scuole private il rendimento di un alunno è proporzionale alla retta che i genitori si possono permettere di pagare. Magari diventati ricchi grazie al fatto che hanno avuto un’istruzione adeguata data dalla scuola pubblica.

    Allora, benvengano le occupazioni, gli scioperi, gli scontri se questo servirà a cambiare le cose.

  50. effebi

    chissà se gli oKKKupatori sanno chi è tremonti… mah…

  51. effebi

    dimaco !!?? la scuola privata della moglie di bossi ? una di quelle tracagnotte insegnanti terrone che rovinano i nostri biondi pargooooli padani !!??

  52. g.

    no, arlon, scusa, ma questo non lo accetto.
    è una società di schifo, e siamo d’accordo.
    la mia generazione ha fallito alla grande, e tutto è sbagliato.
    ma le situazioni sono differenti. il fatto di lavorare con la febbre è tipico di chi non è dipendente e non ha nessuna tutela. non è un vanto, è una constatazione. non tutti i lavoratori autonomi sono padroni. c’è anche chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese, ma si vanta di pagare le tasse, tutte quante.
    la vera vergogna è che ci sia gente che paga le stesse cifre mie e ha tre macchine la villa e la barca.
    e, giuro, invidia zero.
    non lo farei, il cambio.

  53. dimaco

    Finanziamenti pubblici per 800 mila euro, in due anni, alla ‘Libera scuola dei popoli padani’, ’scuola di partito’ fondata da Manuela Marrone, moglie di Umberto Bossi. ”un governo generoso, ha deciso di assegnare alla scuola, in soli due anni, 800 mila euro, come si legge alla voce (non meglio precisata) ‘ampliamento e ristrutturazione’ del ‘Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio’, che il Senato, con la commissione Bilancio, ha formalizzato nei giorni scorsi”.
    ”la scuola padana si propone ‘di educare al territorio e allo studio del dialetto locale’ e ha come presidente Dario Galli che, oltre ad occuparsi di pedagogia padana, e’ stato anche senatore della Lega Nord. Insomma una scuola di partito, che prende i soldi pubblici e magari insegna al grido di ‘Roma Ladrona”’.
    ”la particolarita’ di questa storia sta nel fatto che la ‘Libera scuola dei Popoli Padani’ e’ stata fondata nel 1998 dalla signora Manuela Marrone, ‘maestra di scuola elementare di lunga esperienza’ (spiega il sito della scuola), ma soprattutto moglie di Umberto Bossi”.
    ”Lady Bossi e’ tuttora tra i soci della cooperativa che da’ vita a questa scuola materna, elementare e secondaria; societa’ che, guarda caso, ha chiuso il bilancio 2008 con una perdita di 495.796 euro”.

  54. guidolino

    ho letto frasi del tipo:

    “andate a studiare e pensate al vostro futuro”

    ci tengo a ricordare che si tratta anche nel NOSTRO
    futuro, in quanto, anche se non sempre ce lo ricordiamo, siamo una comunita’; la scuola pubblica
    DEVE funzionare bene e produrre professionisti preparati e magari uomini in grado di lasciare
    ai posteri una situazione migliore di quella che abbiamo lasciato noi a questi
    ragazzi qui

  55. Srečko

    Che esistano studenti che non hanno voglia di fare niente e’ un fatto, che esistono strumentalizzazioni e’ anche un fatto. Anche provocazioni esistono. Pero’ da qui a dare degli idioti e lavativi a tutti gli studenti che protestano, dovrebbe passarne del tempo. La scuola italiana (come molte altre in Europa oggi) e’ malata cronica ed acuta. Gli studenti fanno bene a protestare. In gioco e’ il loro (ed il nostro) futuro!

    Ragazzi, tenete duro!

  56. MARCANTONIO

    Il guaio e’ che questa scuola anche a livello universitario, non prepara piu’ nessuno, ce se ne rende conto facilmente quando si fanno i colloqui per le assunzioni.(con gente uscita con voti altissimi naturalmente)

  57. Paolo Geri

    49. effebi

    E no ! Allora evitiamo di avere altro ministri oltre a Tremonti (così risparmiamo pure). Se la Gelmini non ottiene soldi da spendere per la scuola o Bondi non li ottiene per Pompei togliendoglieli a La Russa per i suoi aeroplanini, che ci stanno a fare al governo ? Si dimettano e si diano da fare contro questo andazzo. O sono attaccati con il bostik alle loro poltrone ?

  58. g.

    una buona scuola insegna a imparare.
    molto sta agli studenti, ovvio.
    ma mi pare che chi si prende in prima persona la responsabilità di esporsi, e protestare, e farlo su basi serie, sia già a buon punto.
    intelligenza è curiosità, e voglia di capire.
    e studio, sì, ma non solo.
    anche informazione, e necessità di approfondire, e fatica, e gioia, e allegria.
    tenete duro, ragazzi.
    e dimostrate loro quanto valete.

  59. matteo

    non dimentichiamo che i figli dei politici vanno alle scuole private e non pubbliche

  60. “Mia figliaha portato alcuni giorni fa dalla sua scuola media(pubblica e dell’obbligo) una richiesta di contributo di 20 euro per l’aquisto di carta igenica e materiale vario. cose che dovrebbero essere garantite.”

    Personalmente, credo che sti contributi saria de rifiutarse de pagarli, indipendentemente dal redito. La scola ga de eser gestida in modo struturale, e andando avanti a elemosine se solo che porta avanti i problemi.

    Ripeto: no xe soldi? Che i li sposti da altre vosi meno esenziali del istruzion. No me par dificile. (idem per la ricerca)

  61. kelli

    allora io sono una studentessa e sono proprio in occupazione in questo momento e sono fiera di esserlo perche per fortuna ci sono persone che non si fanno mettere i piedi in teta da nessuno! Noi ci facciamo sentire! Non stiamo uccidendo nessuno e le nostre occupazioni non sono violente! Anzi tutte le scuole stanno anche organizzando delle attivita all’interno della scuola! Quindi non mi sembra che siamo degli nulla facenti! NOI semplicemente vogliamo e pretendiamo di essere ascoltati!

  62. MARCANTONIO

    Concordo in parte, state accusando l’acquisto di aerei, scordando che nell’industria militare lavorano e conseguentemente campano tantissime famiglie

  63. g.

    l’industria militare italiana che tira è quella delle mine antiuomo.
    sugli aerei non siamo competitivi, temo.

    propongo di minare gli atri delle scuole, onde impedire agli alunni sovversivi di occupare e favorire una positiva selezione meritocratica.

  64. massimiliano

    l’industria militare è redditizia quanto anacronistica e inutile.
    l’italia è uno dei paesi che ci lucrano maggiormente, altro che famiglie che ci campano, non diciamo cazzate.
    se ragioniamo con questo metro, anche chi spaccia cocaina “tiene famiglia”.

  65. MARCANTONIO

    Massimiliano parli senza conoscere la realta’ ed io ci vivo dentro, se non vendessimo aerei, teleguidati, simulatori e quant’altro, si fermerebbe un bel pezzo di economia del paese.
    G
    T’assicuro che in campo aeronautico siamo all’avanguardia, su alcune cose superiori pure agli americani.
    Dimenticavo le mine anti uomo in Italia sono anni che non vengono piu’ costruite, qualcuno e’ rimasto arretrato.

  66. capitan alcol

    Fatto sta che compriamo aerei americani.

  67. MARCANTONIO

    si e loro acquistano teleguidati da noi.

  68. capitan alcol

    A quanto al kilo?

  69. MARCANTONIO

    Capitan me sa che nun leggi attentamente nemmeno er Piccolo

  70. capitan alcol

    No oggi ho saltato.
    Leggo wikipedia (questa fonte inaffidabile che tu saprai certamente smentire con dati alla mano).

    “I ritardi ed i costi del programma F-35 sono alti e continuano ad aumentare: il costo globale del programma sarebbe passato dai 232 miliardi del 2002 e dai 332 del marzo 2010 ai 382,4 nel giugno 2010, il 65% in più. Il costo medio a esemplare è aumentato dell’81%, passato da 62 miliardi di dollari a 112,4 calcolando ricerca, sviluppo e produzione. Riguardo quest’ultima voce, il costo è aumentato dell’85% passando da 50 a 92,3 miliardi. Lockheed Martin ribatte che i costi sono complessivamente inferiori del 20% rispetto a quelli rilevati dal Pentagono. In ogni caso sono stati sforati i limiti della legge Nunn McCurdy, che impone una riapprovazione politica dei programmi militari nel caso il loro costo superi del 25% quello previsto all’origine (riapprovazione data quasi per scontata per il JSF)”

    http://it.wikipedia.org/wiki/Lockheed_Martin_F-35_Lightning_II

    Vedi, chiedere 20 euro per comprarsi la carta igienica o promuovere la social card, davanti a questi dati non dà quella che si chiamerebbe “una bella immagine”.

  71. Paolo Geri

    Alcuni commenti mi ricordano quelli che quando vedono un corteo di lavoratori in sciopero si mettono a gridare “andate a lavorare” senza rendersi conto che se uno sciopera spesso deve farlo anche per difendere il posto di lavoro.
    Questi ragazzi si vedono distrutta la scuola sotto i piedi. Dovrebbero stare zitti ?

  72. Tergestin

    I muli che fa sciopero ga assolutamente ragion per motivi evidenti che qua xe stadi spiegadi. Me soffermeria un secondo sul moralismo imbarazzante che fa alcuni.

    “Ai mii tempi no se fazeva miga cussi’…”

    Quali tempi signori miei?

    Chi iera giovane nei anni settanta no andava solo ai cortei con le bandiere, ma lo fazeva piu’ spesso e no iera rado veder molotov e sassi contro la polizia.

    No ghe iera i dialoghi alle assemblee d’istituto: o meio ghe iera ma ghe iera anca le botte da orbi tra fazioni diverse.

    No se ghe mancava de rispetto all’insegnante? Inveze iera pien de gente che saltava sulla cattedra e ghe dava del ti. Adesso inveze, nel 2010, i muli devi ancora scattar in pie quando entra insegnante o preside, come piccoli balilla. Non per i bidei, ovvio…..

    Zontemoghe che questa generazion ga molto meno de quela precedente, che ga podudo assicurarse posti de lavor, con diplomi o lauree, che questi muli i se podara’ scordar a meno che no i gabi racomandazioni e/o amicizie giuste. E tutta ‘sta merda, ghe la ga lassada la generazion che prima ga fato diese volte el casin che fa lori oggi, in modi molto piu’ civili.

    Ergo, i famosi “due s’ciafoni educativi che fa tanto ben”, secondo mi, dovessi dargheli al giorno d’oggi, i fioi ai genitori che spara corbellerie.

  73. massimiliano

    ok Marcantonio, non discuto sulla tua conoscenza, dato che sei un addetto ai lavori, intendevo però dire che le armi non sono propriamente dei “generi di prima necessità”.
    nel senso che si potrebbe – allo stesso modo – assicurare il funzionamento corretto delle istituzioni fondamentali, quali la scuola e l’università.
    poi, ognuno potrebbe prosurre ciò che crede.
    ma prima, vengono i bisogni fondamentali: la cultura è uno di questi.
    altrimenti, l’italia è giustamente definita un paese terzomondista.

  74. massimiliano

    quindi reputi discutibile la scelta della Provincia di Trieste di spendere denaro pubblico per una pista ciclabile e rimandare i lavori di ristrutturazione del Dante?

    Ma nessuno ha letto le dichiarazioni dei presidi sul giornale di oggi?

  75. milost

    Tergestin, proprio oggi mia figlia, prima superiore, durante l’ora di latino ( a Gorizia non si è saputo di occupazione alcuna) ha ascoltato con i suoi compagni la preside, venuta a parlare in seguito alle note collettive date alla classe dagli insegnanti. Motivo: la classe non segue, fa casino, non ascoltano…insomma è un bordello.
    Osservazioni della pargola ( che è una di quelle che fisiologicamente non è portata per fare casino, e per educazione non ci proverebbe mai): siamo comunque tutti dei delinquenti, quindi che io sia buona e brava non conta nulla, devo sorbirmi urla e minacce quotidiane, tanto vale fare come gli altri. Primo disastro: l’incapacità di gestire il disordine, di comprendere le dinamiche (sbagliate) di un gruppo, di affermare la propria autorità/responsabilità di adulto e insegnante e di amministrare la giustizia. Ulteriore osservazione di mia figlia: se le note collettive abbassano i voti di tutti, cosa mi danno io a studiare come una pazza, tanto vale vivacchiare. Secondo disastro. Infine: noi dobbiamo rispetto agli insegnanti, ma loro ne hanno nei nostri confronti, quando urlano come pazzi se fai un errore alla lavagna o se sbagli qualcosa in un’interrogazione. E infine: dove alzarvi quando entrano gli insegnanti e il preside. Vero,come hai detto tu, i bidelli non sono nella lista. Sono esseri umani di serie B? Scusate, ma a me non pare un clima sereno, costruttivo: non sarà con queste premesse che si correggeranno i discoli, si placheranno i ribelli, e si sosterranno gli sforzi dei meritevoli. E, porca miseria, o ci si alza per tutti, o non ci si alza per nessuno!Tutto questo solo per dire quanto è cambiata la scuola e la società che la produce.

  76. massimiliano

    @pierpaolo:
    allo stato attuale delle cose, quello che ha fatto la Provincia è una cazzata.
    tra il costruire una pista ciclabile o il riparare una scuola c’è la stessa differenza che passa tra comprarsi il cellulare di ultima generazione piuttosto che un paio di scarpe per tuo figlio.
    serve ANCHE la pista ciclabile, così come è BELLO avere il cellulare più evoluto, ma PRIMA ci sono altre cose.

  77. Victor Bergman

    Fatto sta che quando scioperano i lavoratori, non prendono la paga (mettendo a repentaglio il bilancio delle loro famiglie) ma fanno anche perdere soldini al datore di lavoro che sarà costretto a contrattare migliori condizioni di lavoro.

    Quando scioperano gli studenti, non fanno perdere soldi a nessuno, fanno perdere tempo a loro stessi e ai loro genitori, giocando a fare la rivoluzione, senza ottenere NIENTE ALTRO perché in realtà nient’altro vogliono.

    La cosa si ripete da circa 30 anni, ogni anno, in ottobre-novembre, è un rito ormai, la riforma della Gelmini non c’entra un tubo (per quella hanno – giustamente e significativamente – scioperato gli insegnanti).

    Non è colpa dei giovani, queste manifestazioni sono solo lo specchio di una scuola, che tutti a parole vogliono di qualità, ma GRATIS e fatta da altri!

  78. capitan alcol

    #76 il problema è che la scuola non è cambiata.

    Cara maestra, un giorno m’insegnavi
    che a questo mondo noi, noi siamo tutti uguali;
    ma quando entrava in classe il Direttore
    tu ci facevi alzare tutti in piedi,
    e quando entrava in classe il bidello
    ci permettevi di restar seduti…

    Luigi Tenco – Cara Maestra – 1962

  79. massimiliano

    quoto capitan alcol
    verissimo e triste, ma reale.
    solo che oggi ci sono sempre meno bidelli e sempre più direttori, molti dei quali senza titolo e dignità.

  80. milost

    Comunque, cari signori, i modi per interferire – non dico cambiare, almeno interferire – ci sono. Ad esempio, le richieste di soldi: smettiamo di pagare. Ho già avuto modo di polemizzare sulle richieste di denaro da pa parte della scuola pubblica. Che spesso sono rivolte alle famiglie in modo da subordinare al pagamento l’iscrizione stessa dei figli, e sempre sono prive di qualsiasi rendiconto e trasparenza. Le spese vive, le spese correnti, ci dicono: sono spese la cui responsabilità non è delle famiglie. E non c’è nemmeno la decenza di dire che, in quanto erogazioni liberali – unico contributo legittimo – sono deducibile in parte dalle tasse. Persino il Ministero ha sancito l’illegittimità della richiesta, e non è cambiato nulla.Tutti chiedono e tutti pagano. Ma ribadisco: smettiamo di pagare, portiamo la situazione al limite, non ci sono soldi, tutti a casa. Poi forse qualcosa cambierà.

  81. capitan alcol

    #81 magari ma poi quelli sono buoni di lasciarti la figlia senza mangiare.

  82. Stavo riflettendo sul discorso dell’alzarsi in piedi.. e mi chiedevo in ufficio, ci si alza se entra il capufficio? ci si alza se entra il postino?
    che cosa significa l’alzarsi in piedi?
    se usiamo l’antico galateo, un uomo si alza in piedi se entra una donna, e un giovane si alza in piedi se entra uno più anziano, il senso dovrebbe essere, per offrirgli il proprio posto a sedere se quello non ce l’ha.
    Ma ha acquistato il significato di rispetto verso un superiore gerarchico.
    io come insegnante mi aspettavo che si alzassero in piedi, sia per la mia maggiore età sia perchè era un modo per segnalare che.. la lezione incomincia . Se ad ogni bidello che entra con una circolare, con tutto il rispetto per il suo indispensabile lavoro, la classe si alzasse, sarebbe assai un su e giù. C’era d’altronde un bidello dall’aria così distinta, che tutti lo prendevano per un anziano insegnante e spesso la classe si alzava al suo ingresso.

  83. Massimiliano

    Quindi mi auguro che, la prossima primavera, quando andrai al seggio per rinnovare l’amministrazione provinciale tu non dia il tuo voto al centro sinistra e spero che questo appello venga accolto anche dagli altri commentatori.

  84. #80 Ci sono sempre meno bidelli, ma anche meno direttori, perchè dal momento che hanno dato loro la Dirigenza, costano molto di più dei presidi di una volta: andate a guardare quante scuole ci sono a Trieste e quanti Dirigenti…

  85. Bene così, ma non perdete tempo a cazzeggiare e far festa negli istituti occupati…informatevi e informate.
    E’ ora di cambiare e mandare a casa il puttaniere.

  86. matteo

    be prendendo le parole di tergestin, la generazione che ha visto il 68 ha miseramente fallito perche non è riuscita a creare un tubo

  87. brancovig

    Volevo chiarire alcuni punti sulla mia precedente provocazione dell’occupazione NATALIZIA.

    i) Credo che la scuola pubblica sia il perno fondamentale su cui si basa una società civile ed uno stato moderno

    ii) l’istruzione pubblica è l’unico strumento possibile per garantire la mobilità sociale, cioè una società aperta

    iii) una società aperta con mobilità sociale è garanzia di progresso per l’umanità

    iv) la scuola e l’istruzione dovrebbero esser la priorità (anche finanziaria) per ogni governo di qualsiasi colore

    v) la società e la politica dovrebbero guidare il recultamento dei professori (teachers) con la più attenta selezione

    vi) nella scuola il merito dovrebbe funzionare sia nella valutazione degli studenti che per la valutazione/carriera dei docenti

    Gli stuendti di oggi non sono poi troppo diversi degli studenti di ieri (anche di 50-60 anni fa). Esiste una “gaussiana” e gli estremi quelli bravi sono sempre più o meno nelle stesse percentuali. Quello che forse è cambiato un po’ è la distribuzione della mediana

    Gli studenti del Nord-Est poi in particolare stanno nella posizione alte delle classifiche di valutazione internazionale (i test PISA) alla pari dei finlandesi e dei coreani

    Questo viene verificato anche a livello universitario. Nei test di ammissione alla facoltà di Medicina che sono nazionali, i punteggi più elevati sono raggiunti dagli studenti del Friuli-Venezia Giulia.

    Quindi gli studenti sono persone serie e responsabili, certamente non tutti ma una buona parte si.

    Il problema è che con l’occupazione delle scuole non si risolve nessun problema ed oramai (essendo uno strumento obsoleto) non si viene presi nemmeno in considerazione.

    Nella nostra società italiana purtroppo bisogna urlare sempre più forte per farsi sentire e poichè qualcuno ha ceduto alla violenza la trattativa diventa sempre più dura e difficile
    (vedi i blocchi degli autotrasportatori o dei pastori sardi più recentemente).

    l’occupazione natalizia avrebbe almeno la funzione di fare riflettere di più la società sulla gravità del problema e sgombrerebbe dal campo facili ironie.

  88. marisa

    D’accordo con il Commento 88 di Brancovig.

    Una prima considerazione è che l’occupazione sistematica che ormai da anni viene fatta nelle scuole nel periodo ottobre-novembre di OGNI anno, ha completamente svilito questo strumento di protesta. Diciamo che ormai è diventato un anticipo delle vacanze di Natale considerato che è un rituale che si ripete ogni anno con sistematicità.

    Questo non significa che non esistano i problemi all’interno della scuola pubblica. Anzi, ci sono e anche tanti. Ma dovrebbero essere le famiglie e la società civile a farsene carico. Con il rituale dell’occupazione annuale (sempre in novembre !)non si risolve assolutamnete nulla salvo fare un po di vacanza, in attesa di quelle vere a Natale.

    Che molti edifici che ospitano le scuole pubbliche triestine siano da anni disastrati è una realtà oggettiva. C’è una domanda però che mi pongo: “Perchè non si è utilizzato il Fondo per Trieste per la manutenzione delle scuole triestine?”. Non tutte queste scuole sono in edifici “datati”, eppure mi risulta siano ugualmente in condizioni pietose: muri scrostati, bagni che te li raccomando, ecc. Perchè la Provincia non ha finanziato la loro manutenzione ordinaria e straordinaria? Eppure riceveva i finanziamenti del Fondo per Trieste. A Trieste si sono trovati (pare senza problemi) i finanziamenti per altre opere pubbliche come piscine o la trasformazione del vecchio stadio in struttura per l’atletica; si è favoleggiato di un fantomatico “Parco del mare” per il quale è già stato accantonato un milione di euro. E la spesa folle che anni fa è stata sostenuta per la ripavimentazione di Piazza Unità d’Italia a Trieste? Ripavimentare Piazza Unità d’Italia spendendo una follia O.K., e per gli edifici scolastici nulla?

    Queste domande gli studenti se le sono poste? E queste sono le domande più semplici e concrete.

    A proposito di problemi, che ne sanno gli studenti di cosa succede fuori della scuola, nella società civile? Qui sotto un piccolo esempio, ma ne potrei linkare tanti altri:

    http://s2ew.udine.chiesacattolica.it/arcidiocesi_di_udine__il_portale_online_/archivio_notizie/00004350_Montagna__pronti_alla_grande_mobilitazione.html

  89. MARCANTONIO

    Massimiliano concordo con te, ma ti dico anche un’altra cosa, sono anni che il Ministero della Difesa visti i taglia, appoggia poco le industrie italiane di settore, il fatturato di quest’ultime ormai e’ per l’85% verso le nazioni estere.
    Tornando alla scuola, qualcuno ha citato le generazioni giovani degli anni 70, e’ vero c’era piu’ casino, c’erano botte, spesso ci son scappati anche i morti, ma quella era una generazione che voleva cambiare il mondo, la sua colpa e’ stata quella di non esserci riuscita e di essersi fatta strumentalizzare.

  90. brancovig

    @ Marisa
    Lasciamo perdere le solite sterili polemiche anti-giuliane e cerchiamo di volare alto.

    I fondi trieste-gorizia (motivati dal reale penalizzazione di questi territori) non esistono da molti anni. Il fondo è servito a risolvere alcuni problemi ed, indirettamente ne ha beneficiato anche il Friuli, perchè altrimenti quei problemi li avrebbe dovuti risolvere la regione.

  91. Marisa

    Curioso il concetto elaborato da Brancovig: “Friulani, grazie al Fondo per Trieste, la regione, quindi anche voi, avete spese meno per Trieste, quindi indirettamente avete beneficiato anche voi del Fondo per Trieste”! Incredibile ragionamento! Anche perchè i finanziamenti regionali a Trieste sono arrivati alla grande e senza tener conto del Fondo per Trieste: quindi il ragionamento non regge.

    Oltre al fatto che solo da due o tre anni il Fondo per Trieste non c’è più. Aggiungi poi che Trieste ha goduto di qualcosa come 6.800 miliardi di vecchie lire (importo attualizzato). Una cifra enorme. E il Friuli, contemporaneamente, non aveva forse una montagna di problemi economici e sociali da risolvere e senza alcun salvagente statale tipo “Fondo per Trieste”? E’ un privilegio di cui avete goduto e sprecato malamente.

    Comunque riscrivo la domanda: “Perchè il Fondo per Trieste non è stato utilizzato per ristrutturare le scuole triestine?”

  92. Tergestin

    El fondo per Trieste? Basteria conosser la situazion Triestina per capir come i Triestini non godi de nissun beneficio o ammortizzator sociale, cara Marisa.
    “La montagna di problemi” del Friuli xe una cazzada che no voio piu’ sentir poiche’ voi rientre’ economicamente nel Nord-Est (e grazie a Trieste gave’ lo statuto speciale e no paghe’ certo le tasse dei Veneti). Della crisi risenti tutti, ma voi gave’ un peso elettorale -per i numeri- e potenzialita’ -per el territorio- che qua se le sognemo.
    Questo lo sa chiunque. Ma te diro’ de piu’.

    Se te la smettessi de farte venir l’orticaria a veder Piazza Unita’ e simili e te se faria un giro piu’ ampio per Trieste te vedaria oltre alle scole che casca a tochi, anca una zona industrial abbandonada oltre al famoso porto, disoccupadi cronici, alcolismo dilagante, periferie brutte da veder anca a 10 km de distanza, un elevado numero de anziani e disabili, spesso in grande stato de abbandono. Chiedite perche’ a Udine, in proporzion gave’ molti piu’ extracomunitari e perche’ da noi no i se ferma. Tanto basta sconder le situazioni brutte soto al tappedo: e infatti el nostro comun fa perseguitar i piu’ poveri che se addentra nelle “zone bene” da vigili, multe e quanto altro se pol far.

    Probabilmente la cosa te faria contenta e te dassi anche un motivo in piu’ per dar brividi alla tua vita e parlar mal de noi.
    E per soddisfarte ancora ulteriormente te diro’ un’altra roba: i Triestini, de tuto quel che te go scritto, no i se accorzi quasi mai.
    Daghe una Barcolana e do’ sagre e i xe contenti, senza dimenticarte slogan ad effetto de sessanta anni fa per le campagne elettorali.

    Te go rallegrado la giornata o te ga ancora de spudarne addosso?

  93. Marisa

    Tergestin, non hai ancora risposto alla mia domanda: “Perchè il Fondo di Trieste (con cui – a pioggia – hanno beneficiato a Trieste cani e porci) non è stato utilizzato per ristrutturare le scuole di Trieste”?

    Non è questione di sputare adosso a Trieste, ma ci sono domande a cui è il caso cominciate a rispondere. O no?

  94. massimiliano

    Pierpaolo: io sono nato a ts, ma nn vivo a ts e quindi nn voto a ts.
    comunque il problema non è “per chi votare”, bensì di denunciare scelte palesemente sbagliate, da qualsiasi parte arrivino.
    si tratta di buon senso.

  95. massimiliano

    Marisa ha ragione sul Fondo Ts…

  96. Paolo Geri

    Di fatto il Fondo Trieste non esiste più dal 2008.

    Riporto un articolo de “Il Piccolo” di quell’ anno:
    http://ilpiccolo.gelocal.it/dettaglio/fondo-trieste-senza-fondi-verso-estinzione/1547332

  97. marisa

    Ma l’attuale situazione delle scuole triestine viene da lontano….

    E quando Trieste, fino a pochissimi anni fa, si portava a casa qualcosa come 30 milioni di euro all’anno senza destinazione di spesa?
    60 miliardi di vecchie lire sono una barca di soldi. Quante scuole triestine si potevano mettere a norma anche solo con una piccola parte di questa montagna di miliardi?

  98. capitan alcol

    Dici che in Friuli col Vajont non ci ha mangiato nessuno?

  99. marisa

    CAPITAN ALCOL, perchè non rispondi alla domanda invece di deviare il discorso con un “si ma anche voi”? E non mi pare che sia paragonabile il disastro del Vajont con Trieste, che non ha avuto nè morti nè territorio distrutto….

  100. capitan alcol

    Allora tu dici anche che le scuole in Friuli sono tutte funzionali, ben mantenute e pulite.
    Allora non si spiega come mai anche lì gli studenti scioperino di tanto in tanto.
    Saranno i soliti “fannulloni” forse.

  101. Paolo Geri

    #98. Marisa.

    Premesso che ero in anni non sospetti – parlo degli anni 80 – contrario al mantenimento del Fondo Trieste per le sue motivazioni di nase (di fatto un “indennizzo per i territori ceduti” che non aveva più ragione di esistere dopo il Trattato di Osimo) mi racconti quando “sino a pochissimi anni fa” il Fondo Trieste ammontava a 30 milioni di Euro all’ anno ? Perchè a me proprio non risulta.

  102. dimaco

    Capitno,il Vajont è un discorso a parte. li sono stati calpestati i diritti delle personeprima e assassinate poi in nome del guadagno. su quella tragedia ci hanno marciato e mangiato sopra i politici di tutta Italia. la popolazionefu abbandonatae si tentò adirittura di cancellare il ricordo stesso di quella tragedia immane e orribile deportando la popolazione in altre parti del veneto e friuli. Avrebbero dovuto metterli al muro tutti quanti senza processo per quello che vevano fatto in nome del danaro.

  103. lara

    Credo che ogniuno ha le proprie motivazioni potrebbero esser giuste o sbagliate entrambe..
    Dico solo che causa l’occupazione le società sportive intente a dare disciplina e insegnamenti ai giovani non posso fare i loro lavoro e che non mi spiego il lamentarsi delle fattiscienze strutturali ed impiantistiche delle scuole dove gli stessi studenti ne sono la causa per atti di vandalismo. Pura testimonianza niente provocazioni

  104. Marisa

    Setteminale IL NUOVO – UD – ANNO 2006
    IL FATTO – FONDO TRIESTE ADDIO
    Il governo ha deciso di chiudere i rubinetti di quello che veniva considerato un salvagente finanziario per la città. È la fine di un’epoca. E adesso?

    di Martina Seleni

    (…) Se fino al 2002”, spiega Degano (consigliere regionale nel 2006: Margherita Cristiano Degano), “ERANO GARANTITI 30 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, nel 2003 da Roma sono arrivati solo 23,6 milioni; nel 2004 si è scesi a 13 milioni per arrivare ai 5 milioni del 2005”.

    Gli ultimi milioni a marzo
    Il 25 marzo del 2005 la Commissione Consultiva del Fondo Trieste (costituita dal sindaco di Trieste Roberto Di Piazza, dal Presidente della Provincia di Trieste Fabio Scoccimarro e dai consiglieri regionali Bruno Marini di Forza Italia, Maria Teresa Bassa Poropat dei Cittadini, Igor Dolenc dei DS, Sergio Dressi di Alleanza Nazionale e Cristiano Degano della Margherita) ha ripartito gli ultimi 5 milioni. Il settore favorito è stato quello della produzione industriale ed edilizia, cui sono stati assegnati un milione e 600 mila euro, mentre per la ricerca sono stati messi a disposizione 700 mila euro e altri 600 mila euro sono invece stati destinati ai teatri, per investimenti vincolati all’acquisto di attrezzature come palcoscenici, poltroncine, proiettori. E l’unico a non sembrare affatto dispiaciuto è Roberto Di Piazza. Il sindaco di Trieste, in un documento di divulgazione dell’attività della Commissione risalente al 2003, si esprimeva in termini lusinghieri: “I risultati mi permettono di affermare”, scriveva Di Piazza, “che i fondi certamente vengono spesi bene. Considero indispensabile mantenere il finanziamento del Fondo per permettere ulteriori investimenti”. Il primo cittadino, però, dopo la mancata riconferma dei finanziamenti da parte dell’attuale governo nazionale, sembra non essere più della stessa idea: “Questo è un fondo”, ha accusato, infatti, il sindaco di Trieste “che ha garantito interventi a pioggia che non sono assolutamente serviti, migliaia di miliardi di euro che poi sono stati suddivisi in rivoli infiniti. Che, a loro volta, sono stati distribuiti a finanziare progetti senza progettualità. Il Fondo, invece, doveva essere utilizzato per far decollare l’economia. E poi, abbiamo ricevuto 3,7 miliardi di euro. Mi domando: ma dove sono finiti?” (…)

  105. dimaco

    Marisa ma perchè c’è l’hai tanto con Trieste e Gorizia( a volte)? Attacchi smpre su tutto, szonafranca, finanziamenti ecc. Senon li hanno dati ai friulani e pordenonesi ci sarà un motivo o no? La zona confinaria era una zonaaprticolare e godeva diregimi particolari. Se lo sapevamo prima (nel 45) avremmo potuto aiutarvi chiedendo il confine a Buttrio.

  106. Franci

    Penso solo che occupando scuole e facendo corsi autogestiti, forse qualcuno si ricorderà di noi studenti e proverà a fare qualcosa… si spera…
    Comunque il Liceo Galilei durante la prima giornata di occupazione ha fornito un depliant che illustra a tutti gli studenti della scuola le ragioni per occupare. Gli studenti sanno per cosa occupano e sanno anche che non conviene perdere ore di lezione anche perchè dopo sono solo da recuperare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  107. Paolo Geri

    # 105. marisa

    Appunto ! Sino al 2002. Cioè 8-9 anni fa ! E’ passata un era geologica dal punto di vista economico, sociale e politico.

  108. marisa

    DIMOCO, ma perchè non rispondi alla domanda che ho posto, invece di buttarla sul patetico (ma perchè ce l’hai così tanto con noi) ?

    Riscrivo la domanda: “Perchè con il Fondo per Trieste non sono state ristrutturate le scuole triestine?”

    Mi spieghi perchè porre questa domanda, che ritengo leggittima, è “avercela tanto con Trieste?”. Perchè non mi rispondi, invece di lanciare accuse?

  109. dimaco

    forse perchè qualcuno con quei soldi ci ha pagato parecchie cene? Non lo so.
    la mia domanda non era patetica , era una richiesta di chiarimento riguardo alle tue posizioni antitriestine e antigoriziane. Sei sempre che punti il dito e dici: voi avete avuto questo, voi avete avuto quello. Ma che ti frega dei soldi chelo stato dava a Trieste? Avrà avuto il suo motivo (politico principalmente) per elargire danaro a queste zone non ti pare?

  110. marisa

    @ PAOLO GERI

    Ma questo Fondo fino al 2009 c’era ancora (anche se finanziato 5 milioni all’anno) e lo avete avuto per 50 anni (finanziato 60 miliardi delle vecchie lire – attualizzate – all’anno). Le scuole triestine nel 2003 (anno in cui avete avuto 23,6 milioni di euro, ossia circa 47 miliardi di vecchie lire) erano in perfette condizioni? O erano scassate esattamente come oggi?

  111. marisa

    Ho capito. La mia domanda è così scomoda che nessuno mi risponde.

  112. mutante

    forse dimoco, non essendo presumibilmente il sindaco, non lo sa. la protesta degli studenti potrebbe servire anche da occasione per capire come vengono spesi questoìi soldi. essendo un comune abbastanza vasto e tentacolare (a differenza di altri…), è parecchio opaco. ma tenete conto che probabilmente con quei soldi vengono pagate tutte le associazioni che assistono disabili (tante e con tanto lavoro) e tutte le situazioni di difficoltà nsociale.

  113. massimiliano

    io eviterei di giustificare certe schifezze: scuole fatiscenti che rappresentano un pericolo per chi le frequenta.
    che i soldi siano stati spesi per altro, sembra lampante.
    qui non si deve confondere ciò che di giusto e buono viene fatto (tipo assistere i disabili) con quanto invece NON si è fatto per decenni.
    il problema è che in italia, a livello politico-amministrativo, quando si scoprono certi altarini (peraltro sotto gli occhi di tutti palesemente), il potente di turno è subito pronto a dire:
    “si, ma avete visto che bella barcolana abbiamo avuto”,
    oppure:
    “leggete le classifiche sulla qualità della vita”.
    non c’entra una banana, direi io: ti sto chiedendo come mai le scuole cadono a pezzi. delle altre cose, sinceramente (dato che è tuo dovere assicurare il buon funzionamento della cosa pubblica – in primis – istruzione e sanità), caro politico-amministratore, me ne fotto.

  114. Tergestin

    @ Marisa

    No go sufficenti dati sottoman (go zercado tra i mii libri, ma ghe xe casin a casa de recente) per poder darte risposte precise sul Fondo. Fondo che palesemente no ga aiutado i Triestini ne per le scole, ne per le industrie, ne pel Porto.

    Quindi preferisso in tuta onesta’ dirte: non so chi ne come ne ga beneficiado. Interessante saria saverlo, soprattutto per noi Triestini. Ti te ga qualche idea in proposito?

  115. capitan alcol

    Tergestin non chiedere troppo. All’ego friulanocentrico di taluni bastano le insinuazioni per provare un brivido di piacere.

  116. massimiliano

    Il Fondo Trieste elargiva Contributi a favore di Enti, Associazioni e Comitati diversi svolgenti attività sportive, turistiche, culturali, sociali ed educative per l’esecuzione di opere pubbliche comprese le opere marittime e portuali nonché le opere di interesse artistico, le acquisizioni di immobili, impianti ed infrastrutture e per interventi di carattere straordinario nel Territorio di Trieste.

    Ha indubbiamente finanziato qualche importante iniziativa, ma forse non c’è stata molta trasparenza.

  117. massimiliano

    Se parliamo di scuole, Marisa ha ragione da vendere.
    Diciamo che tra Ezit ed altri buchi neri gestiti dai soliti noti, “qualcosina” è stato bruciato…

  118. matteo

    non per dire ma il sindaco che ha fatto per le scuole triestine?

  119. matteo

    «Faremo dei prelievi dagli scarichi fognari delle scuole di Trieste, specie le superiori – ha detto Dipiazza – per poi avviare delle analisi per rilevare l’eventuale presenza di sostanze stupefacenti». «Una volta rilevato che all’interno di certe scuole si sia consumata della droga – ha aggiunto Dipiazza – a quel punto, di concerto con le forse dell’ordine, agiremo per individuare gli spacciatori». «Purtroppo però – ha concluso Dipiazza riferendosi agli spacciatori – anche quando vengono identificati, rimangono in carcere solo qualche giorno».
    http://aldorossi.splinder.com/post/21736074/trieste-il-sindaco-di-piazza-e-la-demagogia-delle-fogne

    oltre controllare le fogne ovvio?

  120. Matteo

    Sei uno studente?

  121. ufo

    E se i fazesi lo stesso nei candoti de piazza Unità? Visto la qualità de quel che i produci qualche dubbio vien spontaneo…

  122. marisa

    Commento 116 – @ CAPITAN ALCOL

    Ti posso garantire che da parte mia non c’è alcun piacere ad insinuare. Gli studenti hanno giustamente posto sul tappeto un tema vero: molte scuole triestine sono da ristrutturare. Da qui la mia domanda che non aveva alcun fine diffamatorio ma voleva essere un contributo al dibattito: “i soldi per ristrutturare gli edifici scolastici la politica triestina li ha sempre avuti (Fondo per Trieste). Perchè non li ha utilizzati per dare a Trieste delle scuole degne di questo nome?”.

    Non credi sia utile fornire agli studenti triestini che stanno occupando, anche questa chiave di lettura del problema, o lasciamo che diano la colpa solo al ministro Gelmini?

  123. mutante

    @massimiliano: sono un artigiano che si fa delle domande e tenta di darsi delle risposte, non sono un ministro o un amministratore, quindi è inutile che te la prendi con me?
    @marisa: ti prendi, vai in comune, e glielo domandi. così ti rispondono.

  124. Credo che il comune di Trieste – anche volendolo – non avrebbe potuto utilizzare i soldi del Fondo per Trieste per la ristrutturazione degli edifici scolastici.

    Infatti detto fondo aveva come finalità prevista dalla legge il sostegno delle attività produttive (e in seguito anche sociali) della zona.

    Oltre a ciò, di chi è la proprietà degli edifici scolastici triestini?

    Se non sono di proprietà del comune, l’assessore che avesse deciso di devolvere i soldi del fondo di Trieste per i restauri di tali edifici avrebbe potuto addirittura prendersi una querela.

    L.

  125. massimiliano

    @mutante
    mica me la prendo con te, scherzi!!
    anzi, sottolineavo solo il fatto che quello che dici sull’assistenza ai disabili è sacrosanto, però ciò non toglie che le istituzioni mancano in altre cose altrettanto importanti.
    nel senso che non credo che si debba scegliere tra l’assistenza ai disabili e la ristrutturazione delle scuole, perchè sono entrambe cose da farsi, l’una non deve e non può escludere l’altra.
    sei semplicemente stato troppo buono con chi amministra.

  126. Per quanto ne so,la manutenzione degli edifici scolastici di Trieste è di pertinenza della Provincia, almeno per quelli superiori. Alcuni di essi vi sono passati non molti anni fa, dopo esserlo stati ( fino agli anni ’80, direi a occhio) di pertinenza del Comune, per un passaggio di proprietà derivante dalla vecchia normativa asburgica. Così mi spiegavano i dirigenti delle scuole in Consiglio d’Istituto.
    Certo che dopo aver visto in alcune scuole certi alunni prendere a calci le porte, lasciare sigarette sulle scale, lasciare impronte di scarpe sulle pareti, mi chiedo come possano poi protestare: lo so che bastano pochi maleducati a rovinare il tutto, ma gli altri dovrebbero per lo meno isolare e stigmatizzare tali comportamenti.

  127. massimiliano

    @BIBLIOTOPA
    ai miei tempi le scuole erano già cadenti (30 anni orsono alle superiori). mi ricordo che utilizzavo gli stessi banchi in legno utilizzati da mio padre e dai miei due zii (tutti nello stesso istituto superiore).
    che poi ci siano dei deficienti che distruggono, non significa che nn bisogna manutenere le strutture.
    il problema è alla fonte, la provincia, all’epoca, era già di manica strettissima. i bidelli ed il personale amm.vo erano perennemente in crisi di strutture e di attrezzature di qualsiasi genere (carta igienica razionata, gesso col contagocce, carta A4, lampadine, etc. etc…). nn oso immaginare le condizioni di certe scuole dopo 30 anni, senza alcun intervento serio, solo tamponi di qualche preside o qualche bidello armati di buona volontà. ma non basta.

  128. @ bibliotopa

    Io invece credo che il comune di Trieste non abbia la proprietà e non gestisca proprio le scuole medie superiori.

    L.

  129. …è saltato un pezzo:

    Credo che la proprietà degli edifici delle scuole medie superiori sia ancora statale, ma la sua amministrazione sia in capo alla Regione FVG. Non so se la regione abbia poi delegato tale compito alla provincia.

    L.

  130. capitan alcol

    La gestione dell’edilizia scolastica in regione spetta alle province, questo fantastico ente inutile.

  131. #129 appunto, le scuole superiori da alcuni decenni sono gestite dalla Provincia. Ma, tanto per non far nomi, il Carli fino ad un certo periodo, perchè discendeva dall’imperialregia Accademia di Commercio e Nautica, a differenza di altre scuole superiori, dipendeva dal Comune.
    Vi era a suo tempo anche una differenza fra scuole come gli istituti tecnici che avevano già allora l’autonomia amministrativa e i Licei che non ce l’avevano: la differenza era notevole nei bilanci e nei capitoli di bilancio. Lo sanno tutti coloro che sono stati membri di Consigli d’Istituto e hanno letto e votato bilanci.

  132. Marisa

    Gli edifici scolastici delle scuole materne, elementari e medie sono di proprietà dei Comuni che ne provvedere alla manutenzione sia ordinaria che straordinaria.

    Gli edifici scolastici delle scuole superiori (compresi i Conservatori musicali- almeno a Udine e così) sono di proprietà della provincia che deve assicurare la manutenzione sia ordinaria che straordinaria.

    Poi nulla vieta che Comuni e Provincie ricevano finanziamenti dalla Regione considerato il fatto che normalmente non sono enti ricchi…..e ristrutturare o costruire un nuovo edificio costa molto.

  133. Marisa

    Così ad esempio a Udine, la ristrutturazione della scuola media Manzoni è a carico del Comune di Udine; la costruzione della nuova sede dell’Istituto professionale B. Stringher è a carico della Provincia di Udine. Provincia che si sta facendo carico anche della ristrutturazione dell’ex Tribunale che diventerà la nuova sede del Conservatorio musicale di Udine.

  134. Paolo Geri

    #Marisa
    “Perchè con il Fondo per Trieste non sono state ristrutturate le scuole triestine?”

    Ti ha già risposto Luigi. Perchè non rientrava nelle finalità previste dalla legge istitutiva del Fondo nè in quelle di rifinanziamento. Il Fondo Trieste poteva essere utilizzato per fini di incentivazione economica e solo negli ultimi tempi anche genericamenrte sociale. Comunque tutti i finaziamenti che venivano erogati dalla apposita commissione di gestione erano vincolati ad uno specifico scopo.
    Se la Provincia di Trieste (ma anche il Comune) avesse provato a utilizzare i soldi destinati ad altro preciso intervento (il Fondo Trieste non interveniva a contributo al bilancio) per la manutenzione delle scuole il Prefetto che presiedeva il Comitato di gestione del Fondo avrebbe bloccato e ritirato il finanziamento.

  135. Marisa

    @ PAOLO GERI

    Quanti milioni di euro del Fondo per Trieste sono stati dati all’università di Trieste?
    Anche questi finanziamenti rientravano nei “fini della incentivazione economica”? E quante associazione di tutti i generi sono state finanziate con il Fondo per Trieste?

  136. capitan alcol

    Sto cercando di capire per potermi fare un’idea il più possibile alla pari con gli studenti che protestano.
    Ma vedo solo commenti farciti di dietrologia che assomigliano sempre più ad arrampicate sugli specchi.

  137. Arturo Hardy

    Pieno sostegno da alcuni del personale docente, all’attività dei ragazzi del “Galvani”, che almeno hanno avuto il coraggio di denunciare lo stato di degrado nel quale riversa la pubblica scuola italiana. Rimaniamo stupiti per la totale mancanza di informazioni da parte della stampa nazionale e della poca adesione alla protesta da parte delle altre scuole d’Italia.

  138. @ marisa

    Ma se tu fai queste domande è perché sai la risposta o perché – al contrario – vuoi avere dagli altri una risposta?

    Vuoi sapere come si può finanziare col fondo per Trieste l’Università?

    L’Università fa una convenzione con una società privata, che gli commissiona un qualsiasi studio di fattibilità.

    A questo punto la finalità della legge è rispettata, e i soldi possono essere erogati, in funzione di tale studio.

    L.

  139. giorgio (no events)

    Per fare un po’ di chiarezza. Alla Provincia compete la gestione degli edifici delle scuole superiori, al Comune le scuole medie, elementari e materne. Ad esempio, nel caso del “Dante”, che è liceo ed anche media, c’è stato un bisticcio tra amministrazioni che ha fatto slittare la ristrutturazione.

  140. annamaria zuppello

    Sosteniamo gli studenti di Trieste e tutti gli studenti che hanno voglia di cambiare questo stato di cose. Sono una mamma e una cittadina che ha a cuore il futuro di mia figlia e di altri giovani ai quali noi non siamo stati in grado di “dare un futuro migliore”. Ora loro pagano le spese. non lasciamoli soli a protestare… Leggete l’articolo di Paolo Rumiz sul Piccolo di ieri e capirete chi sono questi studenti e quanti valori e conoscenze portano con sè a differenza di tanti adulti che credono di sapere già tutto.

  141. mutante

    @marisa: dopo tutte ste domande e risposte, monimominimo devi scrivere un articolo…

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