5 novembre 2009

Commemorazioni dei caduti austro-ungarici

Trieste. Riceviamo dall’Agenzia Nuova Mitteleuropa e pubblichiamo.

La manifestazione commemorativa pubblica è dedicata ai Caduti austro-ungarici “del Litorale e dei Popoli fratelli della Mitteleuropa” che rappresentano l’ultima, drammatica memoria storica di una plurisecolare convivenza nazionale, culturale e religiosa spezzata dai conflitti mondiali ed infine rinnovata dall’Unione Europea al di sopra delle differenze e dei confini.
Il protocollo, organizzato da Civiltà Mitteleuropea e dall’associazione k.u.k. I.R. Nr. 97, sarà plurilingue e pluriconfessionale (con preghiere cristiane, ebraica ed islamica). Quest’anno sono previsti anche delegazioni e messaggi ufficiali da Austria e Slovenia, e gruppi nelle divise storiche già presenti alle celebrazioni triestine per la beatificazione di Carlo d’Austria.

Sabato 7 novembre i partecipanti partiranno alle 16 in processione dalla chiesa di Prosecco (S.Martino) raggiungendo alle 16.15 il vicino cimitero militare austro-ungarico per le cerimonie ed i discorsi, cui seguirà il ritorno alla chiesta di Prosecco dove alle 18 si terrà una messa commemorativa solenne in italiano, sloveno, tedesco e croato.

Domenica 8 novembre la processione partirà invece alle 10 dalla chiesa di Aurisina (S.Rocco) per raggiungere alle 10.15 il cimitero militare austro-ungarico poco fuori paese, dove cerimonie e visita si concluderanno verso le 12; alle 12.30 si terranno le onoranze al monumento di Gropada.

I due cimiteri militari ospitano oltre 15.000 Caduti di tutte le nazionalità dell’Impero, inclusa l’italiana, del tratto del fronte difensivo dal Timavo al Carso. Tutte le località sono raggiungibili anche con linee bus ordinarie.

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109 commenti a Commemorazioni dei caduti austro-ungarici

  1. Richi

    “Il protocollo,(…), sarà plurilingue e pluriconfessionale”

    E questa e’ gia’ una gran bella cosa.
    Viva la Mitteleuropa.

  2. effebi

    onore e memoria per tutti i poveri cristi che ghe ga rimesso la pelle, ovviamente.

  3. jacum

    un saluto ai nostri caduti austriaci e ungheresi che hanno perso la vita nel difendere il nostro territorio e quindi il regno, ma che neanche col sacrificio piu’ alto sono riusciti a tenere lontani gli invasori.

    onore ai caduti.

  4. effebi

    impero, caso mai.

  5. Italo

    In territorio Italiano vi è la libertà di fare qualunque commemorazione. Bene.
    In slovenia non risulta possibile commemorare caduti italiani. Vedi Golobivnica.
    A Basovizza sono addirittura arrivati i titini i n divisa con vessilli della dittatura a commemorare i tre terroristi del Tigr in pieno territorio Italiano.

  6. effebi

    bon dei no stemo star qua a far polemiche su un post che ricorda poveri muli che ga perso la vita.

    se val per i fanti italiani mi digo che val anche per quei in grigioazuro: pochi de lori gaveva la consapevolezza e la volontà.

    la mia terra xe l’europa (almeno, come minimo…) e quindi me dispiasi e commemoro tuti quei che xe morti in tuti sti milleni su tuti i fronti, cole piere, coi bastoni, cole spade, cole spingarde, coi s’ciopi……

    iera mejo che no sucedeva, ma l’omo, anzi regnanti e imperatori no ga trovado de mejo che risolver le proprie beghe mandano el popolo a mazarse.

    fata ecezion per l’ultima guera voluda da dittatori, tute le altre xe sta colpa de cugini e cuginastri, fradei e fradelastri più o meno coronati che se ga fato longhi tra de lori mandando i altri a morir.

  7. Italo

    Per favore cancellare il post sopra. La prima frase è solo un copia-incolla che restituivo al mittente.

  8. L'Isonzomormorò

    @ jacum non te sa neanche che iera un Impero! ahahahaha vergognite!
    W L’IRREDENTISMO ITALIANO!!!

  9. jacum

    potrebbe sembrare un banale errore, ma io penso sempre all’austria come regno e poi come impero…

    ecco perche’ che ga derixo una sciocchezza invece di portare rispetto a dei caduti…

    e non c’e’ niente di cui vergognarsi.

    e sul irredentismo italiano ho solo parole di dolore e incomprensione…

    ONORE AI NOSTRI CADUTI!

  10. L'Isonzomormorò

    @ jacum “e sul irredentismo italiano ho solo parole di dolore e incomprensione…”
    Gli stessi sentimenti che provo io per le tue parole…

  11. Euroscettico

    anche i miei sentimenti Isonzo… 🙂

  12. Richi

    Savevo mi che i fassisti doveva assolutamente dar aria ale loro fogne. Peca’ che nissun ciol mai provedimenti.

  13. Euroscettico

    @ Richi tra ti jacum e Cagatoia non so chi xé più sfigado!
    Andè in Yugo! ARIA!

  14. Mauro Franza

    Meno mal che riva Euroscetico e L’Isonzo che mormora co le perle de civiltà e sageza.

  15. abc

    Quoto il commento 2

  16. Richi

    Aria te lo ghe lo pol dir a tu sorella. Mi son triestin da diverse generazioni (ti no so, ma go i mii dubbi). Non vedo perche’ dovessi telar, solo perche’ la mia citta’, citta’ che xe stada bella, fiorente, multientica e prospera per tanto tempo, la ga rovinada dei lagnosi analfabeti ultranazionalisti e xenofobi.

    P.S. La “Yugo” non esisti piu’, te lo savevi?

  17. jacum

    euroscettico e compagni,

    pensavo che questo post fossi per ricordar dei caduti…. ma se scivolái nel volgare.

    nisun se ga mai soniá de sputanar o insultar i caduti del’altra parte.

    se solo che irispetoxi e volgari e no merité njente!

    il declino di trieste nel periodo italiano é chiaro a molti, ma non a tutti purtroppo…

    io rimango “fedelissimo” come era stata trieste per l’anniversario dei cinquecento anni di dedizione all’AUSTRIA.

    vi ringrazio comunque delle vostre parole di odio, incomprensione e per un certo verso razziste perché mi danno la forza e la voglia di continuare a spiegare e chiarire agli italiani che non conoscono la nostra terra la VERITÁ storica dettati dai fatti e non letta sui libri di regime!

  18. Euroscettico

    cari amici… lungi da me offendere il ricordo di ragazzi, di govanissima età, morti in una guerra folle e sanguinaria. Io stesso sono stato morosato con una ragazza di Graz e visitando insieme a lei il Sacrario di Redipuglia, abbiamo reso omaggio anche al cimitero austroungarico sito poco distante dal ns. monumento!
    Ma mi chiedo (rivolto soprattutto al sig. Jacum), non ti sembra fuori luogo usare termini come “invasori”, “irrispettosi e volgari”, “irridentismo = Fascismo”. Qui, ho l’impressione che ci sia gente, che si sente orfana di una storia che non ha mai vissuto…
    Un saluto riappacificatore 🙂

    P.S. chiedo scusa per il comm. 13 sopra le righe senza dubbio.

  19. jacum

    euroscettico,

    accetto le tue scuse.

  20. Io direi di rimanere assolutamente fedeli al tema, che apprezzo: onoranze ai caduti dell’antica regione amministrativa austriaca del Litorale, di qualunque etnia essi furono.

    Mi domando però se per caso durante le commemorazioni qualcuno parlerà dei 1.047 triestini, 410 istriani e 324 goriziani che invece combatterono per il Regio esercito italiano.

    Ricordo per esempio Angelo di Valentini – nato a Trieste il 28 aprile 1894, muratore. Alpino dell’8° Reggimento, cadde il 24 maggio del 1915 (primo giorno di guerra per l’Italia) sul Pal Piccolo. Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

    Luigi (veneziano)

  21. Mio padre si commuoveva al ricordo di Guido Corsi, suo professore di Ginnasio, medaglia d’oro , morto sul Grappa.

  22. Richi

    Apprezzo el post. 18 de Euro.

    Sostanzialmente, mi credo che qua come disi Jacum e chiedi Luigi, nissun con un poco de sal in zucca sputtana i caduti da una e dall’altra parte.
    Go un profondo rispetto per dei poveri fioi mandai a morir per le follie e gli interessi de pochi e de certo non vardo nazionalita’, etnia e religion su ste robe.

  23. Guido Corsi.

    Nato a Trieste il 1 gennaio 1887, fu professore di lettere al Ginnasio di Trieste.

    Studioso brillante e dotato, si era dedicato specialmente agli studi classici latini e greci, lasciando una serie di lavori per lo più inediti, il più importante dei quali è uno scritto su Luciano di Samosata. Appassionato di montagna, ha lasciato anche dei piccoli componimenti poetici di soggetto alpestre.

    Arruolatosi volontario il 24 maggio 1915 nel 7° Reggimento Alpini, venne promosso capitano per merito di guerra. Alla testa della sua Compagnia Alpini del Battaglione Feltre, cadde il 13 dicembre 1917 in Val Calcino sul Valderoa, durante un’azione di difesa contro un attacco austriaco.

    Gli venne conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:

    “Nato in terra irredenta, dopo aver dedicato ai diritti della sua Patria tutto l’ingegno forte di molti studi, si offerse ai sanguinosi cimeli della guerra, fulgido esempio di eroismo ai dipendenti che lo amarono e che, chiamato ad altro ufficio, preferì non lasciare. Ferito mentre strenuamente combatteva, non appena guarito volle subito tornare al fronte e vi affrontò sempre faccia a faccia il nemico, fuori dalle trincee, primo fra tutti, più volte respingendolo con prodigi di valore anche se superiore in forze. Gloriosamente cadde colpito a morte sulla inviolata trincea, mentre i pochi superstiti della sua compagnia rintuzzavano l’avversario. Val Sugana 26 maggio 1916 – Cima Valderoa 13 dicembre 1917”.

    Luigi (veneziano)

  24. Marcus

    Per mi el rispetto va portato a tutti i caduti dei do conflitti. Quell che xe novo xe che finalmente se commemori anche i caduti austroungarici (i nostri) nel nostro territorio quanto dopo l’annessione all’Italia prima fascista e poi nazionalista no iera possibile.

    @ Luigi
    Quote
    Mi domando però se per caso durante le commemorazioni qualcuno parlerà dei 1.047 triestini, 410 istriani e 324 goriziani che invece combatterono per il Regio esercito italiano.
    Unquote

    Senza polemica o mancanza de rispetto ma no credo che i numeri dei morti triestini, istriani e goriziani che son passadi coi taliani perché irredenti (per qualchidun traditori) gabi messo un gran peso sul totale dei morti de queste terre da entrambi gli eserciti nella prima guerra mondial. Sotto una tabella dei caduti nelle 4 battaglie dell’ Isonzo. La prima colonna indica i caduti nostri e la seconda quella dei taliani:

    Quote
    Personalverluste der 1. – 4. Isonzoschlacht (Gefallene, Verwundete, Vermisste, Gefangene)

    Österreich-Ungarn Italien
    1. Isonzoschlacht 10.000 15.000
    2. Isonzoschlacht 46.000 42.000
    3. Isonzoschlacht 42.000 67.000
    4. Isonzoschlacht 25.000 49.000

    Unquote

  25. Nb nella battaglie del Isonzo mi credo che pochi iera dei “nostri” cioè triestini. I triestini austroungarici i li ga mandai in Galizia, come mio prozio che xe finì prigionier dei Russi, e i triestini irredentisti volontari pochi iera sul Isonzo, me sa che entrambi i Comandi gaveva paura che i fraternizzassi.

  26. @ Marcus

    Quanto dici è ovvio, anche perché chi combatteva per gli italiani contro l’Impero Austroungarico rischiava ipso facto l’impiccagione, se catturato dagli imperiali. E’ interessante la tua notazione “per qualchidun traditor”, giacché indicherebbe una scelta partigiana che mortifica tutto quanto il discorso che hai cercato di fare finora.

    Esisterebbero ancora “per qualchidun” i triestini “puliti” che hanno combattuto per l’A/U e quelli “traditori” che le hanno combattuto contro? E chi sarebbero questi “qualchidun”? Chi sarebbero questi imbecilli che a distanza di novant’anni dividono i morti “buoni” dai “cattivi”? Nutri qualche simpatia per codesti personaggi, per caso? Giacché questi personaggi sono esattamente uguali e contrari a quelli che ancor oggi considerano traditori tutti gli slavi che non furono fedeli al Regno d’Italia!

    Ad ogni modo, il nonno di mia moglie scappò da Fiume per combattere con l’Italia, mentre suo fratello venne richiamato dall’Impero. Teoricamente, avrebbero potuto spararsi l’uno contro l’altro.

    Come ti ha segnalato Bibliotopa, i morti triestini che combatterono con gli austroungarici nelle battaglie dell’Isonzo sono sicuramente molto rari, giacché i triestini vennero inviati – alcuni dicono perché gli austro-ungheresi non si fidavano della loro fedeltà – in assoluta prevalenza a combattere contro i russi. Prima ancora che l’Italia entrasse in guerra, nella battaglia di Leopoli dell’agosto/settembre 1914 il “famoso” 97° Reggimento di Fanteria (il “classico” luogo di inquadramento degli abitanti del Litorale) ebbe ucciso o ferito il 75% dei suoi effettivi.

    In senso più generale, rispetto al totale dei morti delle battaglie dell’Isonzo i triestini sarebbero stati comunque un’infima minoranza dei caduti anche se si fossero immolati tutti quanti lì.

    Gli abitanti del litorale irredentisti che combatterono per l’Italia sull’Isonzo furono invece moltissimi.

    Segnalo solo i caduti “irredenti” nella battaglia del Podgora (luglio 1915):

    Romeo Battistig
    Riccardo Carniel
    Pietro Ettore Lucchini
    Bruno Bloetz
    Umberto Gaspardis
    Edgardo Bolaffio
    Claudio Suvich
    Emo Tarabocchia
    Pio Riego Gambini
    Ettore Uicich
    Gino de Zotti
    Enrico Elia
    Armando Bedniawski
    Eugenio Rota
    Carlo Furlani

    Notoriamente, anche lo spalatino Francesco Rismondo (Medaglia d’Oro al Valor Militare) venne fatto prigioniero il 20 luglio 1915 mentre combatteva sul fronte orientale.

    Luigi (veneziano)

  27. …dimenticavo: le battaglie sull’Isonzo non sono state quattro, ma undici se consideriamo per undicesima quella di Caporetto, dieci senza quest’ultima:

    Prima battaglia dell’Isonzo – 23 giugno–7 luglio 1915
    Seconda battaglia dell’Isonzo – 18 luglio–3 agosto 1915
    Terza battaglia dell’Isonzo – 18 ottobre–3 novembre 1915
    Quarta battaglia dell’Isonzo – 10 novembre–2 dicembre 1915
    Quinta battaglia dell’Isonzo – 9–17 marzo 1916
    Sesta battaglia dell’Isonzo – 6–17 agosto 1916
    Settima battaglia dell’Isonzo – 14–17 settembre 1916
    Ottava battaglia dell’Isonzo – 10–12 ottobre 1916
    Nona battaglia dell’Isonzo – 1º–4 novembre 1916
    Decima battaglia dell’Isonzo – 12 maggio–8 giugno 1917
    Undicesima battaglia dell’Isonzo – 19 agosto–12 settembre 1917
    Dodicesima battaglia dell’Isonzo – 24 ottobre–7 novembre 1917 conosciuta anche come la Battaglia di Caporetto

    Luigi (veneziano

  28. Correggo come da specchietto riuassuntivo: dodici con Caporetto, undici senza.

    L.

  29. Beh, non è un problema, andate a leggere i nomi sulle lapidi dei cimiteri di Prosecco e Aurisina. Io ne ho letti un pochi a Prosecco.. poveri ragazzi,giovani, ma dai nomi assai poco nostrani. Purtroppo invece i nostri triestini morti in Galizia per l’Imperatore sono finiti in cimiteri che poi sembrano svaniti nel nulla. Non so se qualcuno là fa cerimonie commemorative..certo nessuno ne parla.

  30. matteo

    strano che se iera cusi iridenta non se ga aruola de piu, probabilmente non iera cusi come che i disi

  31. jacum

    a bibliotopa:

    guai a parlarne!!

    tutto deve esser dimenticato, tutto deve essere celato e nascosto. la storia non deve esser insegnata, la verità è scomoda.

    trieste italianissima con architettura tipo veneta istriota. e pussa via s’ciavo ignorante!

  32. @ Bibliotopa

    Mi pare che sfugga il senso delle proporzioni. La questione non può essere “vediamo di trovare nomi nostrani nelle lapidi dei morti”, ma “dove furono spediti a combattere gli irredenti”?

    Se credi di trovare “nomi nostrani” fra le lapidi, basti pensare alle seguenti statistiche:

    1. Gli “irredenti” del Litorale che combatterono per l’Italia furono poco meno di 2.000 in tutto. Non sto parlando dei morti, ma di tutti coloro che combatterono per l’Italia.
    2. I morti italiani sul fronte dell’Isonzo furono (inclusa Caporetto, quindi dal 1915 al 1917) 272.000. Non sto parlando del numero totale dei combattenti, ma solo del numero dei morti.
    3. Ipotizzando quindi per assurdo che tutti gli “irredenti” siano morti sull’Isonzo, troveresti un morto “nostrano” ogni 136 morti “regnicoli”.

    Ad ogni modo, confermo che salvo casi particolari, il Regio Esercito non si preoccupò molto di dove spedire gli irredenti a combattere. Io ho l’elenco completo dei volontari giuliano/dalmati e posso confermare che la maggioranza di essi venne spedita tranquillamente sull’Isonzo.

    Luigi (veneziano)

  33. @ matteo
    Forse non consideri adeguatamente il fatto che l’Italia entrò in guerra nel 1915, quando l’Austria aveva già mobilitato da un anno, spedendo i triestini in Galizia. Quindi un “irredento” per combattere con l’Italia se era già stato chiamato alle armi con gli imperiali doveva disertare in Galizia, attraversare le linee e passare con gli italiani, oppure se non era ancora stato chiamato alle armi doveva varcare di nascosto il fronte partendo da Trieste.

    Da ciò che vedo, una parte dei triestini che combatté con gli italiani se n’era andata via da Trieste e non dal proprio corpo di appartenenza, oppure in alternativa era passata in Italia in previsione dello scoppio della guerra.

    Per quanto riguarda il nonno di mia moglie, egli nel 1914 credeva che sarebbe scoppiata la guerra, e così ha caricato tutta la famiglia in treno e da Fiume è andato a Milano. Un anno dopo – quando l’Italia è entrata nel conflitto – si è arruolato in un reparto di genieri.

    Luigi (veneziano)

  34. temo di non essermi spiegata, visti i commenti, vi lascio a discutere fra di voi.

  35. Marcus

    @ Luigi
    menomal che go scritto nel post 24 “Senza polemica o mancanza de rispetto….” tuttavia xe ciaro che no se pol cambiar i fatti, la storia e i numeri dei morti e questo da de pensar.

    @ Bibliotopa e tutti
    go trovà il seguente link che sciarisci abbastanza le idee su come che xe sta vissuda la prima guerra mondial dal “Imperial Regio Reggimento de Fanteria Nr. 97” ovvero i muli nostri mandadi a morir per l’Impero in Galizia. Ognimodo i muli che xe stadi mandadi in viceversa dal centro Europa sul fronte nostro se merita altretanto rispetto.
    http://www.nuovolitorale.org/ir97.asp

  36. bulow

    i soldati italiani nella grande guerra erano povera gente, operai e contadini, mandati al massacro da generali macellai. idem per quelli austriaci. dopo la guerra, quando mia nonna e’ tornata a rozna dolina dopo un anno passato a wagna, il gioco preferito dai bambini era quello di cercare i brandelli dei corpi dei soldati attaccati agli alberi.

    http://www.youtube.com/watch?v=zoexfGuxgCk

  37. @ Marcus
    Se tu non avessi voluto far polemica, non avresti divuto inserire quel “traditori”. Invece è proprio da particolari come questi che tutto il tuo discorso si illumina della sua luce più vera.

    E’ un vecchio artifizio retorico, quello da te utilizzato: e comunque l’hai usato in modo troppo dilettantesco. Ad ogni modo, puoi sempre recuperare, affermando con me che chi crede che i volontari “irredenti” che combatterono col Regno d’Italia sono dei traditori è un imbecille, e che quindi domani e domenica se si volesse fare un vero discorso ecumenico non si ricorderebbero solo i triestini che combatterono con gli austroungarici, ma anche quelli che combatterono con gli italiani.

    Ma non sarà questo però lo spirito della manifestazione di domani e di domenica, visto che è dedicata unicamente ai “caduti austroungarici”.

    Sempre questo atteggiamento dei “morti nostri” e dei “morti altrui”.

    Luigi (veneziano)

  38. bulow

    ecco un pugno nello stomaco. queste foto sono esposte al museo della guerra di kobarid-caporetto-karfreit.

    http://pirancafe.wordpress.com/2008/10/18/60-second-kobarid-museum-advisor/

  39. abc

    @ Luigi Venziano.

    Commento 20

    Sei tu a non essere fedele al tema: l’omaggio è ai caduti austro-ungarici sepolti in 2 cimiteri dell’ex land del Litorale austriaco, non come sostieni tu.

    Io spero che vengano ricordati con l’occasione se mai i caduti (si può dire gli eroi?) di questo ex land sepolti nei molti cimiteri svaniti nel nulla della Galizia o degli altri fronti dell’Austria-Ungheria.

    I quasi 2000 soldati irredenti di questa regione che combatterono contro l’Austria sono stati sempre abbondantemente ricordati, celebrati e additati come esempio da seguire, in ogni manifestazione fin qui svolta in Italia. A loro sono stete dedicate vie, scuole, monumenti, ecc. come se fossero gli unici di qui che hanno combattuto lealmente e valorosamente.

    Forse sarebbe ora di incominciare a commemorare i nomi anche dei molto più numerosi soldati dell’ex Litorale austriaco che combatterono per la loro patria dalla parte dei vinti.
    E sarebbe anche il caso di incominciare a raccontare a scuola la storia di questa regione con maggior obiettività, visto che adesso da Europei lo possiamo fare, mentre fino a poco tempo fa non si poteva.

    Commento 37

    Il rimprovero su “morti nostri” e “morti altrui” è da respingere al mittente: per i vincitori caduti fu dopo la guerra costruito il sacrario monumentale di Redipuglia, mentre i vinti furono sistemati a fianco del cimitero comunale di Fogliano. Le commemorazioni del 4 novembre naturalmente solo a Redipuglia, non a Fogliano. Da quanto mi risulta fino agli anni ’60 (ora non so) sicuramente nemmeno uno straccio di ghirlanda per quelli di serie b di Fogliano a poche decine di metri di distanza.

  40. effebi

    un pensiero e un ricordo anche agli “austroungarici” che non combatterono per l’austoungheria ma con gli italiani come i legionari cecoslovcchi.
    Combatterono per la libertà della Boemia dal giogo imperiale, non solo qui sul fronte italiano ma in particolare su quello russo.

  41. Facciamo finta di capirci.

    In territorio oggi appartenente alla Repubblica Italiana io ricordo almeno una cinquantina di camposanti, memoriali o sacrari militari dedicati ai caduti dell’Austria-Ungheria o del Reich tedesco, ove ogni anno si svolgono delle celebrazioni in loro ricordo. Solo la faziosità impedisce di ricordare o di sapere o di segnalare che da anni e anni in svariate parti d’Italia il 4 novembre si tengono delle cerimonie COMUNI austro-tedesco-italiane per commemorare i morti italiani e quelli austroungarici!

    Queste celebrazioni si svolgono a partire dagli anni ’30 del secolo scorso, tanto che nel 1939 sul Piave vicino a Valdobbiadene è stato inaugurato un mausoleo austrotedesco in puro stile medieval/tedesco/nazista in granito nero, con tanto di enorme mosaico in suggestiva cripta illuminata da un’unica fonte luminosa dall’alto.

    Alle spalle, ecco l’aquila nazista con tanto di svastica: l’unico elemento scalpellato dopo la seconda guerra mondiale.

    Qui si sta parlando come alcune volte mi pare accada in questo blog in modo manifestamente o subdolamente manipolatorio: la brutta e cattiva Italia – covo di irredentisti e fascisti, che hanno rovinato Trieste – a petto dei paesi circumvicini belli, buoni e bravi.

    Addirittura si segnala il sacrario di Redipuglia – costruito in piena dittatura fascista – come simbolo dell’attuale mala predisposizione italiota.

    Questo quando fra l’altro anche i sassi sanno che chi scatenò la guerra del 1914-1918 fu l’Austria-Ungheria (e non la perfida Italia), che voleva ampliare di un bel po’ il proprio spazio d’interesse nei Balcani.

    Certo: l’Italia intervenne contro la volontà del proprio popolo, per purissimo ed egoistico interesse geopolitico. E che era: l’unico pezzo di spazzatura in mezzo a gigli di campo? Ma per piacere!

    E poi negli anni in cui si costruiva Redipuglia che accadeva nella civilissima Austria? In due milioni accoglievano a Vienna con isterico entusiasmo il compatriota Adolf Hitler, che dichiarò l’entrata della propria “Heimat” (così la chiamò nel discorso) nel Terzo Reich!

    E l’anno successivo quel criminale austro-tedesco di Adolf Hitler scatenava la peggior guerra di sterminio della storia del genere umano, col plauso di tutto il Grande Reich tedesco, ove l’Austria era stata ribattezzata nell’indifferenza generale “Ostmark” (Marca dell’Est).

    Ma veniamo ai nostri tempi.

    Avete voi notizia di manifestazioni a memoria dei morti italiani nei territori oggi austriaci o tedeschi, organizzati dalle autorità locali? Cribbio, no, ma loro sono comunque buoni e bravi.

    Siamo noi italiani ad essere fetenti e cattivi!

    Si facciano quindi queste due giornate a memoria dei morti austroungarici: questo è un DOVERE per chi oggi rilegge quei dolorosi fatti.

    E poi si suggerisca furbescamente che invece i morti del Litorale che combatterono per l’Italia furono dei traditori! Questo sì che è un segno di civiltà, di chiusura dei vecchi conti della storia, di pacificazione, di universalità nella considerazione dei morti.

    Per cortesia, lasciamo a casa quel vecchio ciarpame ideologico/nazionale che trasuda da certi commenti.

    Il re è nudo, cari miei.

    Luigi (veneziano)

    PS Tanto per informazione: la civilissima Austria come forse sapete ha dominato il Veneto per circa sessant’anni, ma mentre il ricordo dell’impero nella fedelissima Trieste è estremamente positivo, il ricordo dalle mie parti è (era: tutto infine si annacqua: per fortuna abbiamo anche il diritto a dimenticare, non solo il dovere della memoria) all’opposto estremamente negativo. Qui nelle saghe popolari il “crucco” è rimasto il vecchio nemico, quello che venne e spogliò le nostre terre usando il bastone, il fucile e il cannone.

  42. fluido

    @luigi
    forse OT ma sempre de quel se parla 😉
    anche per qualched’un a trieste de cultura slovena e idem per gli italiani a trieste in istria etc. quoto “è rimasto il vecchio nemico, quello che venne e spogliò le nostre terre usando il bastone, il fucile e il cannone” unquote . però saria bel non gaver nemici e con questo permeteme de citar una parte de una poesia:

    Vivano tutti i popoli
    che anelano al giorno
    in cui la discordia verrà sradicata dal mondo
    ed in cui ogni nostro connazionale
    sarà libero,
    ed in cui il vicino
    non un diavolo, ma sarà un amico!

    e saria bel che fusi cussì, ma forse prima o poi…

  43. fluido

    ma savevi che de banfield iera soprannominado l’Aquila di Trieste e che iera il miglior pilota della Kriegsmarine?

  44. L'Isonzomormorò

    sottoscrivo Luigi

  45. matteo

    @luigi

    friuli venezia giulia, nome imposto per volere e non perche si chiama cosi

    Il nome Friuli deriva dal latino forum Iulii, ossia “foro di Giulio” (o gens Iulia). La seconda parte del nome, ossia Venezia Giulia fu introdotta per volontà di Graziadio Ascoli, un linguista che propose di sostituire il nome con cui gli austriaci chiamavano la zona (Küstenland da cui deriva Litorale) con il nome attuale, richiamandosi alla tradizione romana della Venetia et Histria e delle Alpes Iuliae.
    http://www.comuni-italiani.it/06/

    gli austrotedeschi hanno avuto hitler ma gli italiani mussolini, le persecuzioni fasciste non sono state solo verso gli sloveni ma anche verso i friulani (storia poco conosciuta) che non parlavano in italiano

    gli italiani hanno dichiarato guerra al austria e non viceversa, non confondiamo l’inizio della guerra che si respirava gia da un anno ed è molto piu complicato del dominio nei balcani, la serbia si rifiuto di dare gli uccisori e per questo che scoppio, ma lo scoppio vide nazioni che si schieravano con la serbia e contro

    l’irredentismo a trieste non ha attecchito, senno perche la popolazione triestina ha devastato e bruciato le sedi della scuola della lega nazionale, il partito irredentista a trieste poi non contava di molta fiducia popolare perche lo abbracciava solo la borghesia, il popolo era in massa per il socialismo e l’austria si vede che non era cosi odiata come si vuole far pensare, oberdank fu tradito non da slavi ma da italiani che lo denunciarono alle autorita

    non vedo cosa centra venezia con trieste, trieste non è mai stata italia sino al 1918 e non era mai nemmeno stata sotto venezia

    da noi il porto è morto e quella citta che prima era la culla della cultura mitteleuropea con persone famose del epoca che venivano e andavano, una fiorente cultura ebraica artigiana e culturale insieme a persone di ogni etnia e razza è morta, trieste da citta fiorente è diventata secca

  46. @ Fluido

    Bravo! Quoto te e l’inno sloveno.

    Adesso però propongo una cosa nuova: una commemorazione di tutti i morti del Litorale, indipendentemente dal fatto che abbiano combattutto per l’Impero A/U o per il Regno d’Italia.

    Luigi (veneziano)

    PS Certo che so di de Banfield, ma tu sai che il nonno di mio nonno – chioggiotto – fu decorato al valore da Teghetthoff per la battaglia di Lissa?

  47. santacruz

    Avete voi notizia di manifestazioni a memoria dei morti italiani nei territori oggi austriaci o tedeschi, organizzati dalle autorità locali? Cribbio, no, ma loro sono comunque buoni e bravi. ( by Luigi )

    ORPO, NON SAVEVO GHE GAVESSIMO MAI OCCUPADO TERRITORI OGGI AUSTRIACI O TEDESCHI!!!

    … O FORSE TE SE RIFERIVI ALLA FORESTA DE TEUTOBURGO?

    :-)))

  48. Orpo: me par strano che no ti sa che in Austria ghe gera i campi di prigionia per soldati italiani, dove xe morti in migliaia.

    L’ignoranza xe ‘na bruta bestia.

    Luigi (veneziano)

  49. @ matteo

    Ecco l’orbo, che si “dimentica” di alcuni particolari, ne nasconde altri e ne inventa altri ancora.

    1. Hai stranamente dimenticato di dire che il signor Graziadio Isaia Ascoli – l’evidente prefascistone che s’inventò quell’orrore che è il nome di “Venezia Giulia”, era propriamente un suddito austroungarico, per la precisione un goriziano!

    2. Hai anche dimenticato di dire che Ascoli propose sì il nome “Venezia Giulia”, avendolo inventato sulla base di una serie di sue considerazioni, ma che allo stesso identico modo i signori austriaci si erano inventati proprio nello stesso periodo un nome – Litorale – che non esiste nella storia. All’interno di questo “litorale” misero località che il mare lo vedevano da trecento chilometri di distanza a che avevano invece i loro bei nomi storici, ovviamente superati da questo “Litorale”.

    3. Io non ho nessunissima fregola di difendere un criminale come Mussolini, né il suo governo, né tantomeno il modo del fascismo di rapportarsi con le minoranze. E’ però ai miei occhi ri-di-co-lo che un impero come quello austriaco, che sessantasei anni prima della Grande Guerra aveva represso in un mare di sangue i moti indipendentisti ungheresi e italiani, sia presentato come un candido giglio di campo, a petto degli orridi e ignoranti italiani. La mia città – Venezia – venne conquistata con la forza, dopo un assedio di un anno. E adesso venga pure fuori qualcuno a dire che il veneziano Manin e il dalmata Tomaseo in realtà erano dei traditori. Oltre a ciò, gli stessi che da giovani rendevano gli onori a Franz Joseph, da maturi condussero le SS a sterminare gli ebrei d’Europa. Bisognerebbe infatti ricordare che non solo Hitler, ma pure Franz Stangl – comandante di Sobibor e Treblinka, era un austrotedesco, esattamente come molti alti criminali nazisti: Atrhur Seyss-Inquart, Odilo Globocnik, Karl Hanke ecc. ecc.

    4. Gli italiani hanno dichiarato guerra all’Austria, questo è vero. D’altro canto è anche vero che gli imperi centrali e l’intesa corteggiarono l’Italia per un anno, purché entrasse dalla loro parte in una guerra già scoppiata non per volontà sua o perché (e questa era l’Austria) non entrasse, accontentandosi di qualche correzione dei confini. La storiella della Serbia che tutto sommato sarebbe stata colpevole dello scoppio delle ostilità raccontala pure a un altro: tutti quelli che hanno letto un minimo di questi fatti sanno come nacque l’ultimatum austriaco alla Serbia e come l’Austria aggredì il Regno di Serbia, dopo essersi pappata l’intera Bosnia qualche anno prima. Sempre nel segno dell’amore, sia ben chiaro…

    5. Non mi risultano assalti alle scuole della Lega Nazionale a Trieste città. Ciò che hai scritto è falso.

    6. L’irredentismo a Trieste non ha attecchito – tu dici. Che significa “non ha attecchito”? “Il Piccolo” – apertamente filoitaliano – l’hanno forse fondato dei buzzurri italioti? E il Riccardo Pitteri presidente della Lega Nazionale di dov’era? Di Foggia o di Trieste? E’ certo che l’irredentismo attecchì prima in Dalmazia e in Istria che non a Trieste, ma si dovrà pur riconoscere che una corrente irredentista triestina irredentista ci fu. Trieste diede più volontari per l’Italia dell’Istria e di Gorizia messe insieme: da ciò ne ricavo che probabilmente il maggior numero degli irredentisti – in senso assoluto – viveva proprio a Trieste. Sono certo che non fossero delle grandi masse, ma esistevano. Erano dei “traditori”? Era traditore e criminale Oberdan? Benissimo: è esattamente lo stesso assunto – uguale e contrario – di chi dice che i fucilati sloveni di Basovizza erano dei terroristi!

    7. Anche ammettendo che l’Italia non entrasse in guerra, il destino dell’Austria era comunque segnato. Questo aspetto non è sufficientemente preso in considerazione dai filoaustriaci d’oggi, i quali dimenticano che il movimento degli slavi nell’impero era impetuoso, e che l’unica speranza per l’A/U era quella di vincere la guerra, divenire “junior partner” dei ben più potenti tedeschi, trasformare lo stato da dualista a trialista, con conseguente stravolgimento dei rapporti con gli ungheresi. L’Impero era un frutto ben maturo, e solo la sua dabbenaggine “muscolare” fece ritenere ai pezzi grossi della corte e dell’esercito che con una guerra tutto quanto sarebbe stato rimesso a posto.

    8. Venezia c’entra con Trieste per i motivi che ho spiegato sopra: per sessant’anni fu territorio austroungarico, al pari di Trieste. Ma – ohibò – qui non esistono austriacanti, a causa proprio di quella “illuminata” politica di governo che lasciò più morti che bei ricordi. Questo significa che il “mito asburgico” – come insegna Magris – è esattamente un “mito”.

    Ci sarebbe ancora da dire sull’attecchimento del socialismo a Trieste, ma per ora mi fermo qui.

    Luigi (veneziano)

  50. santacruz

    Avete voi notizia di manifestazioni a memoria dei morti italiani nei territori oggi austriaci o tedeschi, organizzati dalle autorità locali?
    Cribbio, no, ma loro sono comunque buoni e bravi. ( by Luigi )

    http://www.ana.it/index.php?name=News&file=article&sid=7220

    Croce nera austriaca… do you know Luigi?

    Ah… bruta bestia l’ignoranza! 😉

    17° INCONTRO ITALO-AUSTRIACO DELLA PACE
    A RICORDO DEI CADUTI E DELLE VITTIME CIVILI DELLA GRANDE GUERRA
    venerdì 9 ottobre 2009, Cimitero Militare Italiano di Marchtrenk.

    Durante la Grande Guerra anche nella Regione dell’Alta Austria vennero allestiti vasti campi di prigionia, come ad
    Aschach an der Donau,
    Braunau am Inn, Freistadt, Marchtrenk,
    Wegscheid,
    Mauthausen.

    Il 17° Incontro italo-austriaco della Pace a ricordo dei caduti e delle vittime civili della Grande Guerra si svolgerà nel Cimitero Militare Italiano di Marchtrenk, località a circa 25 chilometri da Linz.
    In quel campo di prigionia furono deportati 25.000 soldati Italiani e Russi; 1.879 di quei prigionieri morirono soprattutto di tifo e di tbc e sono ancora sepolti nel Cimitero Militare che un tempo era annesso al campo di prigionia, Cimitero ancor oggi ENCOMIABILMENTE CURATO dalla Croce Nera Austriaca.

    By-by 🙂

  51. matteo

    1.Professore all’accademia scientifico-letteraria di Milano, Ascoli inventò la parola glottologia e fu il primo docente italiano di tale disciplina. Precedentemente tale insegnamento era impartito dai professori di “Storia comparata delle lingue classiche”. La sostituzione terminologica in “Glottologia” era opportuna in quanto non venivano studiate più solo le lingue classiche (greco e latino), ma anche il sanscrito, l’iranico ed il gotico
    http://it.wikipedia.org/wiki/Graziadio_Isaia_Ascoli

    2.il kustenland è l’adriatische kustenland, una regione che non evocava appartenenze nazionali come venezia

    3.non mi interessa delle altri parti d’italia e di venezia, non mi interessa l’istria e la dalmazia che con trieste non centrano assolluttamente nulla. tommaseo era per l’indipendenza di trieste insieme alla vicinanza di culture di etnie senza che queste prevarichino una sul altra, sapeva bene che trieste senza l’interno non contava nulla e aveva rispetto per le varie etnie. banda collotti – trieste

    4.non ho detto che quello era il motivo

    5.L’ira dell’aquila: lo scioglimento della società scolastica “Lega Nazionale” nel Litorale austriaco

    Trieste, 23 maggio 1915. Una folla furente gira per le strade. Il Regno d’Italia ha appena dichiarato la guerra all’Austria-Ungheria. È cominciata anche la rivoluzione interna contro il vecchio Stato asburgico? No, le masse sono leali all’Imperatore e tuttavia la polizia tenta – forse consapevolmente troppo tardi – di fermarle, perché stanno incendiando le roccaforti dell’italianità: la redazione del giornale “Il Piccolo” e l’ufficio di un’associazione apparentemente molto pacifica, la società scolastica “Lega Nazionale”. Perché questa associazione è vittima dell’ira del popolo triestino già poche ore dopo la dichiarazione di guerra? La risposta si può trovare tra gli avvenimenti degli anni precedenti la prima guerra mondiale, e questo saggio tenta di chiarire il contesto storico che fa da sfondo allo scioglimento di un’associazione tipica della monarchia danubiana1.
    http://www.storiaefuturo.com/it/numero_19/articoli/1_lega-nazionale-litorale-austriaco-trieste~1224.html

    6. l’irredentismo triestino era differente perche ci sono stati due pensieri, uno che voleva staccarsi dal austria ma non entrare in italia (slataper) e restare autonoma e l’altro nazionale che voleva l’italia, l’irredentismo ha attecchito alla borghesia italiana che vedevano l’ascesa della borghesia slava come una minaccia politica culturale e economica, le masse proletari non ne erano attirate. oberdank era uno slavo e italiano, l’italiano scampo quando la madre resto incinta, fu un traditore perche scampo dal austria per non fare il militare con la guerra in bosnia, venne dal italia per assassinare l’imperatore per questo era un terrorista, il tigr ha altri aspetti che non si possono paragonare con oberdank e l’au. se parliamo di terrorismo del tigr allora dobbiamo ampliare, erano terroristi, si erano terroristi contro lo stato fascista italiano erano terroristi insieme ai partigiani italiani, la prima organizzazione antifascista in europa non poteva che essere terroristica dato che democraticamente nello stato on poteva agire, agi in atti terroristici contro lo stato fascista italiano, la cosa era logica dato che lo stato fascista reprimeva la popolazione slava, sono diventati eroi del antifascismo perche lo combattevano con atti terroristici

    7. il leone d’isonzo

    8.non centra un tubo venezia con trieste, trieste scelse di stare sotto l’austria ed era fedele da piu di 500 anni

    il socialismo a trieste prese le masse popolari

  52. Benissimo! Allora noi italiani e gli austriaci siamo esattamente uguali.

    Con buona pace degli austriacanti in sedicesimo e degli irredentisti italioti fuori tempo massimo.

    Luigi (veneziano)

  53. Siamo uguali nel fatto che nel rispettivo territorio vengono commemorati non solo i propri soldati, ma anche quelli che furono nemici durante la Grande Guerra.

    L.

  54. abc

    @ L

    Replico al tuo commento 41.

    “Addirittura si segnala il sacrario di Redipuglia – costruito in piena dittatura fascista – come simbolo dell’attuale mala predisposizione italiota.”

    La mia intenzione non è questa.
    Non ho citato la dittatura fascista.
    Non ho mai parlato di “italioti” che considero una brutta parola e che qui mi pare hai usato solo tu.
    Non ho parlato di “attuale” mala predisposizione. Ti ho solo fatto presente come nella nostra provincia si commemoravano solo i “morti nostri” trascurando i “morti altrui”, comportamento che ora tu rimproveri a quelli della Mitteleuropa.
    Mi fermo qua perché sinceramente non mi interessa di irritarti.

    In merito a quanto scrivi in altri commenti, il Veneto mai fece parte dell’Austria-Ungheria sorta appena nel 1867, ma era parte di un regno autonomo staccato dall’Impero, dapprima assieme al Lombardo.

  55. @santacruz mi unisco a te nel ricordare le commemorazioni congiunte che hanno luogo in occasione degli incontri italo-austriaci della pace frutto in primis dell’impegno di Mario Eichta (trentino).la nota più bella è che sono cominciati al tonale già nel 1992.io ho partecipato a quello del 2003 a S.Michele al Tagliamento.http://www.eichta.it/

  56. santacruz

    … nemici durante la Grande Guerra. ( by Luigi)

    Ecco bravo, hai fatto bene a rimarcarlo… chè la II è stata TUUUUUUUUUUUUUUTTO un’altra cosa!

  57. Marcus

    @ Luigi
    che no te son triestin se capisci dei tuoi post, ma ho un serio motivo de pensare che non te son nemeno venezian, poiché lori xe normali.

    Te digo anche perché: Se mi scrivo,

    “Senza polemica o mancanza de rispetto ma no credo che i numeri dei morti triestini, istriani e goriziani che son passadi coi taliani perché irredenti (per qualchidun traditori) gabi messo un gran peso sul totale dei morti de queste terre da entrambi gli eserciti nella prima guerra mondial.”

    intendo che per quei che andava al fronte per l’impero, quei quattro gatti irredenti che xe passadi coi taliani, come doveva esser visti?

    Poi xe la facenda dove che te scrivi con enfasi su Vili Oberdank, che xe entrado nella storia fascista e anche taliana post bellica, come grande irredente, che in realta iera nient’altro che un comunissimo vigliacco terrorista che con il suo fallito attentato al imperador ga coppa 6 triestini di cui el più giovane gaveva appena 15 anni.
    Con permesso, ma già che se intitola una piazza de Trieste a Vili Terrorista se capisi che me pol anche dar fastidio e credo che più de qualchidun in sta città me darà ragion.

    Spero che te riesci capir che i triestini ga una loro storia che no centra con quella taliana, venexiana o de altri, pertanto cerca de rispettarla.

  58. L'Isonzomormorò

    da goriziano d.o.c. (quindi meticcio) posso pensarla come il buon Luigi o solo voi pensate di rappresentare l’opinione dei miei conterranei?!

  59. @ Marcus

    Ho sempre nutrito forti dubbi sulla tua capacità di comprendonio, ma questo tuo ultimo messaggio me li ha fugati.

    Tu non sei uno che non capisce: sei solamente l’ultimo scarto di produzione del nazionalismo: in questo caso un razzismo ideologico, che arriva a giudicare il passato col monocolo dell’ignoranza storica, che dispensa a posteriori patenti di “traditore” senza la minima capacità di interpretazione.

    Voi in preda all’ideologia siete tutti uguali.

    Saresti perfetto nelle mani del dittatorucolo di turno: il primo a immolarsi uscendo dalla trincea della più stupida battaglia, con la bandiera in mano e un ebete sorriso sulle labbra.

    Luigi (veneziano)

  60. @ abc

    Ok, ci siamo spiegati. Apprezzo il tuo tono e mi ci ritrovo perfettamente.

    E’ vero che il Veneto non fece parte dell’impero austroungarico, ma solo dell’impero austriaco, di cui l’Ungheria faceva parte.

    Il fatto che fosse un regno “autonomo” però – consentimi – è un tantinello forzato: era talmente autonomo che il re era lo stesso imperatore d’Austria, oltre a ciò come saprai il governo locale venne affidato da una parte alla locale classe politica guidata da fedelissimi dell’Austria, dall’altra all’esercito, che intervenne svariate volte anche solo per mantenere l’ordine.

    Quindi l’autonomia era ridotta al grado zero.

    Luigi (veneziano)

  61. @santacruz

    E’ vero che la II è stata tutta un’altra cosa, ma continuo a stupirmi del fatto che chi nel 1918 pianse la fine dell’impero, vent’anni dopo si comportò così:

    http://www.youtube.com/watch?v=KDQgQTyhFMo

    Luigi (veneziano)

  62. effebi

    …ci si dimentica sempre di citare i “traditori” (dell’austroungheria) sloveni che, da socialisti e comunisti, parteciparono con i parifede italiani ai moti di Trieste.

  63. @ Matteo

    1. Confermo: Graziadio Isaia Ascoli – l’inventore della definizione “Venezia Giulia” – era un goriziano, nato suddito dell’imperatore. Quindi guarda un po’ te da quale grembo è stata partorita cotale figliola di definizione.

    2. Tu scrivi: “il kustenland è l’adriatische kustenland, una regione che non evocava appartenenze nazionali come venezia”. Dovresti ripassare la storia: l’Adriatische Kustenland fu quello creato dai tedeschi nel 1943. Quello creato dall’Austria si chiamava “Österreichisches Küstenland”. E come è di solare evidenza evocava appartenenze statali evidentissime.

    3. Che ti interessino o meno le altre parti d’Italia, è una cosa che francamente non è il punto. Il punto è la “bontà di governo” degli austriaci, i quali da un lato sono ricordati bene, dall’altro pessimamente. La medaglia bisogna guardarla da entrambe le parti, mio caro. Ribadisco che non ho nessun interesse né fregola di difendere i criminali italiani, ma per cortesia non mi si venga a proporre come esempio di civiltà “dall’uovo fino ad oggi” il mondo tedesco e austrotedesco, senza ricordarne anche gli aspetti peggiori. E’ oramai proverbiale la frase: “L’Austria è stata così furba da far credere che HItler fosse tedesco, e Beethoven austriaco”.

    4. Che vuol dire “non era quello il motivo”? Tu vuoi continuare a raccontare la storiella per cui l’Austria non bramava di rimettere a posto i Balcani, aumentando i suoi confini e che inviò un ultimatum solo per pro forma, mobilitando anche in presenza di risposta positiva dei serbi?

    5. Gli attacchi cui fai riferimento sono una cosa ridicola, se tu l’interpreti come “segno del non attecchimento dell’irredentismo”. La Lega Nazionale nel 1915 venne abolita dall’A/U esattamente come era stata abolita la Pro Patria, dalla cui ceneri era poi risorta la Lega. Ma gli attacchi del 1915 furono unicamente il modo in cui una parte dei triestini (e non voglio dare indicazioni di tipo nazionale a queste manifestazioni, come altri hanno fatto) si scatenò contro ciò che – pure triestino! – gli ricordava i simboli più patenti dell’Italia. Altrimenti bisognerebbe dire che i triestini odiavano Giuseppe Verdi perché il monumento a lui dedicato venne assalito e deturpato nella stessa occasione! Comunque sia ti do una mano: un attacco ad una scuola della Lega ebbe luogo a Duino, parecchi anni prima. Fu opera degli sloveni del luogo.

    6. Forse non sai che Scipio Slataper modificò le proprie idee, tanto da arruolarsi volontario con l’Italia, morendo sul Podgora il 3 dicembre 1915.

    7. Embè?

    8. Ribadisco: Venezia c’entra con Trieste perché è la storia uguale e contraria di due città delle quali l’una – Trieste – fu fedele all’impero – l’altra – Venezia – cercò in tutti i modi di cacciarlo. Nei confronti della seconda, gli stessi imperiali visti da alcuni come dispensatori di pace, gioia e felicità, intervennero a cannonate, col blocco navale e prendendo la città per fame.

    Riguardo al socialismo che “prese le masse popolari”, è un’affermazione da prendere con le molle.

    Luigi (veneziano)

  64. Riguardo il punto 5, specifico meglio e ribadisco: nel 1915 non furono attaccate “le scuole della Lega Nazionale” (come da te scritto), ma “la sede triestina della Lega Nazionale”. La differenza è notevole.

    Luigi (veneziano)

  65. cagoia

    Dio vi abbia in gloria.
    Grazie comunque.

  66. Marcus

    @Luigi
    in riferimento all post 58 dove che spiego come mai per un esercito regolare come quello imperiale austro-ungarico, che combatte una guerra ufficiale (1915-1918) gli irredenti erano visti come traditori.

    Ecco quà la risposta de chi che sa tutto (post 60)

    Quote
    Voi in preda all’ideologia siete tutti uguali.

    Saresti perfetto nelle mani del dittatorucolo di turno: il primo a immolarsi uscendo dalla trincea della più stupida battaglia, con la bandiera in mano e un ebete sorriso sulle labbra.
    Luigi (veneziano)

    Unquote

    Penso che ora gavemo capì tutto.

  67. jacum

    La manifestazione commemorativa pubblica è dedicata ai Caduti austro-ungarici “del Litorale e dei Popoli fratelli della Mitteleuropa” che rappresentano l’ultima, drammatica memoria storica di una plurisecolare convivenza nazionale, culturale e religiosa spezzata dai conflitti mondiali ed infine rinnovata dall’Unione Europea al di sopra delle differenze e dei confini.

    ma perchè devo leger tuto sto drek?

    questo xe un post ricordar dei caduti, de una parte sola, e cosa centra tuto sto bordel….

    mi go parole solo de rabbia contro tuti quei che no ga rispeta l’onore dei caduti per la patria!

  68. matteo

    1. dunque non lavorava come professore a milano

    2. il kustenland aveva piu nomi, osteraichissches e anche adriatische

    3, siamo a trieste e restiamo a trieste, altre parti cosa dicono non mi interessano

    4. non ho detto che non era il motivo ma che non ho detto quello

    5. l’irredentismo a trieste valeva pochi iscritti, l’attacco alla lega nazionale come scuola se sarebbe stato fatto dai slavi sarebbe scoppiata una rivolta tra le etnie

    6. forse perche ha preso in sopravento l’irredentismo nazionale italiano borghese che diceva che gli slavi non contano nulla e saranno assimilati dalla dominanza culturale superiore italiana?

    7. oibo

    8. non centra nulla

  69. ser Paolo

    Matteo sia laudato

  70. @ matteo

    1. Evidentemente andato a Milano si era rovinato.

    2. Non è vero.

    3. Continua a non rimanere il punto.

    4. E quindi?

    5. L’irredentismo non era un club cui ci si iscriveva. E poi – concedimelo – non si dice “se sarebbe stato”, ma “se fosse stato”. E non sarebbe scoppiata nessunissima rivolta fra le etnie, visto che si era in guerra e quindi in altre faccenduole indaffarati.

    6. Io non sto parlando dell’irredentismo in generale, ma di Scipio Slataper che tu hai citato come fosse di una certa idea, invece alla fine della fiera – ma guarda un po’ te! – ne aveva un’altra. Sai: in genere l’evoluzione del pensiero di Slataper è cosa risaputa.

    7. Resta sempre il mio embè, che significa: “Spiegati”. Se la tua spiegazione è “oibò”, allora siamo messi bene.

    8. E’ evidente che non comprendi il nesso, ma non c’è problema. Leggi “Venezia e l’Austria” di Gino Benzoni e per te sarà un toccasana.

    L.

  71. Marisa

    ….a Romans d’Isonzo e ad Aquileia, i friulani sono ancor oggi austriacanti….figurati nel 1918….

  72. A Romans d’Isonzo… come dire New York City.

    L.

  73. Euroscettico

    …a Romans ed Aquileia poi, tutta la cittadinanza parla un ottimo tedesco… mah…

  74. matteo

    @luigi

    1.sicuro

    2.non lo chiamavano anche osteraichisches?

    3.siamo a trieste e non venezia, cosa pensano gli veneti veneziani è irrilevante

    4. che non ho detto quello che dici

    5. la guerra delle etnie è scoppiata quando la borghesia italiana triestina si è sentita minacciata dalla ascesa di quella slava, iscritti – un modo di dire

    6. e io parlavo in generale del irredentismo triestino

    7.umbo

    8. non centra un tubo venezia e non mi interessa leggere della storia veneta, sono a trieste e non a venezia

  75. Marcus

    Xe strano che i veneziani vol scriver la storia de Trieste su un giornal online de Trieste, saria come se mi me metteria come triestin a scriver la storia de Venezia su un giornal online de Venezia (quanto naturalmente no mi interessa).

    La stessa parabola val anche per i esuli e taliani arrivadi a Trieste dopo la prima e la seconda annession forzata de Trieste all’Italia.

    Torno all’ argumento “Commemorazioni dei caduti austro-ungarici”
    Modestamente detto i triestini rispetta i caduti delle due guerre de tutte le parti e etnie coinvolte nelle stesse, ma quei che ga vinto nella prima guerra (e perso nella seconda guerra) no rispetta altretanto i triestini caduti per la propria patria e nazion triestina.

    @ Luigi
    gli irredenti 1.047 triestini, 410 istriani e 324 goriziani passadi coi taliani nel primo conflitto non li considero eroi ma semplici traditori come del resto i vien visti anche de tutti quei che si riconosceva nella patria A/U che questa fossi stata buona o cattiva ma per quella i doveva diffender.
    Voglio anche ricordar che solamente sul fronte del Isonzo hanno perso la vita in battaglia 123.000 soldati austroungarici e 173.000 soldati italiani per un totale di 296.000 morti in battaglia.

    Il fallito attentato al Imperador fatto per mano del cosidetto irredente gorizian Wilhelm Oberdank (Guglielmo Oberdan), ha costato 6 vittime, tutti triestini, e per me era nient’altro che un vile atto de terrorismo.

    Come vedi Luigi non ce niente da enfatizzare sull’ irredentismo poiché in questo territorio sono morti in troppi per qualche ideologia malsana.

  76. @ richi

    1. pensa che non era nemmeno più goriziano

    2. In tedesco la parola “osteraichisches” non esiste nemmeno. E comunque non lo chiamavano “adriatisches”. Come ti ho già spiegato (e due!), la denominazione “Adriatisches Kunstenland” è stata inventata dai tedeschi nel 1943. Te lo segni per cortesia?

    3. “gli veneti” in italiano non esiste. Ma tu conosci la lingua o no?

    4. Sì, ma quello che dici è sbagliato

    5. Nella tua fiaba hai dimenticato Topolino. Allarga la visuale, caro mio, e pensa che i primi atti della guerra delle etnie sul “limes” orientale ebbero luogo in Dalmazia. Studia di più e riformula meglio le tue teorie.

    6. Vatti a rivedere ciò cha hai scritto. Hai parlato di Slataper e hai sbagliato.

    7. Ho capito: tu sei un personaggio del pianeta delle scimmie.

    8. In pratica, mi dici che ami nutrire la tua ignoranza.

    Ciao caro.

    L.

  77. @ Marcus

    Perché questo forum pullula di ignoranti come te e richi?

  78. Marcus

    @ Luigi
    facile dar de ignorante co no xe più possibile falsar la storia con racconti de fatti falsi e tendenziosi.

    Luigi te consiglio de raccontar la storia dell’ Istria (da sud del fiume Quieto in poi), della Dalmazia, de Venezia e dell’Italia dove che forsi te son più istruido e ascoltado.
    Comunque co te racconti la storia de questi nostri buoni vicini, ricordati de raccontarla giusta poiché anche lori no tollera formentatori, vedi l’esempio de Vili terrorista (Guglielmo Oberdan) che gli stessi italiani ga espulso dal Italia, perché persona non desiderata.

    Me raccomando “porta onor a quei 296.000 caduti nelle battaglie del Isonzo per una guerra folle e insensata” che xe nata proprio per via dei irredenti incoscienti de tutte le etnie inclusa quella italiana, i quali no credo affatto che dovremo commemorarli insieme alle vittime ufficiali di questo triste conflitto.

  79. Erika

    caro Marcos, Luigi almeno è informato e spesso le sue tesi le correla con tanto di link autorevoli, invece tu e i vari austriacanti come Jacum avete una conoscenza nozionistica della storia e mi ricordate tanto quei vecchietti che in betola, davanti a un bel bicchiere, sanno solo dire “..ah quando ierimo sotto l’Austria iera tutta un’altra roba…”. Rinnovatevi!

  80. effebi

    @erika…
    magari avessero una conoscenza nazionalistica… almeno riusciremmo a capire di che… nazione 🙂
    L’austria ? la slovenia ? il tlt ? la jugoslavia ? tutomenochel’italia ?

  81. Enrico

    arrivo in ritardo su questo blog… porto rispetto per i caduti austroungarici ma da goriziano d.o.c. dico W GORIZIA ITALIANA!

  82. Euroscettico

    quotato Enrico! 😉

  83. matteo

    gho letto su un sito interessante

    un “vero” triestin ga’ sangue missia’ col furlan, slavo, tedesco e italian

    parafrasando cio’ che altri hanno scritto :

    la mia patria va’ : dalla Rosandra (gnanche Muja) su pel Carso fino a Sistiana

    la mia patria xe’ quela del : si’, del : ja, del : da

    la mia patria ga’ una sola bandiera, la xe’ rossa co’ l’alabarda
    http://digilander.libero.it/Trieste.Storia/home.page.Trieste.Storia.index.html

  84. Marcus

    Che devo dir? Ognidun ga la sua opinion e la documenta come mejo credi. Resta che noialtri semo autoctoni triestini, bolognesi, napoletani ecc. e gli esuli purtroppo no se pol ciamar cussì, semplicemente perché i xe emigrati dalla loro patria istriana e dalmata e immigrati nella patria de qualchidun che appunto ghe vivi de sempre la e la considera casa sua.
    Faccio un esempio: se i esuli istro/dalamati se vol ciamar monfalconesi allora no i pol più tirar fora “Polemiche sulla targa di via dell’Istria a Monfalcone” (vedi altro articolo), la quale collocazione xe stada decisa dai autoctoni monfalconesi.
    Francamente credo che la gente istro/dalmata immigrata in terra straniera inclusa l’Italia ga de deciderse se vol diventar, dopo più de mezzo secolo, autoctona la dove che la xe rivada oppure passare per sempre per una popolazion straniera che no cerca altro che de sovraporsi polemicamente alle decisioni delle poplazioni autoctone e de conseguenza attirarse il comprensibile astio della maggioranza del posto che sia.

  85. Te vedi, Matteo, xe vero che el vero triestin ga sangue missiado, ma no solo quel che te disi ti, el pol esser anche un fià grego, un fià istrian, un fià dalmato, serbo, albanese, anche turco…. tuta gente che vegniva a lavorar, comerciar, viver a Trieste nei anni che la xe cressuda. E no i xe vignui solo dei loghi fra Sistiana e Val Rosandra, ma de assai più lontan, per cui el vero triestin secondo mi no dovessi serarse in sto picio teritorio, ma sentirse per lo meno europeo, pensando de che lontan che xe vignui i sui. Se no, el xe come quei veci triestini che se ga serado dentro i muri de Citavecia, e Maria Teresa ghe ga costruido vizin una città nova, tuta de gnete vegnuda de fora, alto che autoctoni! e xe quei che ga fato grande Trieste!

  86. Marcus

    @Matteo
    grazie per il link. Sto sito no lo conoscevo. Molto interessante!

  87. jacum

    cara erika, mi son veceto, ma no frequento bareti o osmize e co vado me fermo a un otavo e forsi do.

    sparar monade no vol dir eser aculturai!

    ricordo a tuti che i istrioti ga rovinà e continua a rovinar trieste.
    co xe rivai qua, e inveze de ndar oltre verso la loro madre patria, venetig, i se ga fermà a trieste con el benestar dei taliani….

    viva l’A e po bon xe questo el moto triestin!

    poco più de mile scalmanaj contro dozento mila abitanti… ma ne xe ndada mal!!

    deso semo in italia, ma questo no vol dir che ghe staremo per sempre!!

  88. Richi

    Luigi io non saro’ una cima sicuramente, la mia grammatica e le mie citazioni non sono certo alla tua altezza. Non c’e’ nulla di male ad ammettere di avere dei limiti no?

    Pero’ pure su di te qualche domanda me la sono fatta. Ad esempio:

    Come mai spesso viene fuori il tuo orgoglio di Veneziano (nulla di male, per carita’, io adoro Venezia) ma sei sempre qua a postare su Trieste?

    Come mai ti dai tanto affanno per tirar fuori un fottio di dati, statistiche e nozioni (spesso degni di un bibliofilo: complimenti, senza ironia) per dare addosso ai quattro gatti (che essendo un tipo sveglio, saprai bene che sono minoranza) di friulanisti, simpatizzanti dell’Austria eccetera?
    Io di tempo e risorse per fare ricerche simili ne ho pochini e presumo buona parte degli utenti.

    Come mai invece sembri chiudere tutti e due gli occhi in mezzo al numero sempre piu’ esteso di ultranazionalisti, di cui parecchi neofascisti (che appunto essendo sveglio, saprai che a TS non sono pochi, ma hanno la maggior parte delle poltrone che contano) che viaggiano in questo sito?

    Come mai si nota la tua piu’ totale bonarieta’ nelle decisioni della maggioranza (vedi il post dove davi addosso a chi non voleva il rigassificatore) ?

    Sai com’e’, la gente puo’ essere ignorante quanto vuoi, ma anche gli ignoranti, a volte, qualche domanda se la pongono.
    Senza rancore 😉

  89. Marcus

    Grande Richi, son le stesse domande che me son posto anche mi de un po de tempo.

    Comunque co te ga scrito…
    “Come mai spesso viene fuori il tuo orgoglio di Veneziano (nulla di male, per carita’, io adoro Venezia) ma sei sempre qua a postare su Trieste?”
    ….me xe venudo un dubbio. Ma el nostro Gigi Venezian xe de Venezia oppure un solito delle terre perdude?
    Sotto te trovi un link (anche ben fatto) che mostra una collezion de cartoline, ma no veneziane e nemeno triestine, ma…..?
    Sarà mica el sito de Gigi che ne ga già seppelido con tutto el TLT e questo senza domandarne nianche el permesso. Buona lettura.

    http://www.istriadalmaziacards.com/html/introduzione.php

  90. @ Richi e Marcus

    Quello segnalato da Marcus è il mio sito di cartoline. Sono un collezionista di cartoline istriano-quarnerino-dalmate, ma non è che ci voglia una laurea per capirlo: basta cliccare sul mio nome qua nel blog e… miracolo! si arriva proprio al mio sito.

    Adesso rispondo alle tue domande:

    1. Non capisco per quale motivo non dovrei postare su Trieste. Sono un grande appassionato di storia di queste terre, oltre a ciò io a Trieste ci lavoro.

    2. Amo scrivere dopo essermi documentato, e non sopporto i nazionalisti di ogni risma: sia quelli appartenenti a stati nazionali indipendenti, che quelli delle “piccole patrie” locali. Amo l’identità, ma troppo spesso la si declina in termini esclusivisti: “Mi so vero triestin, ti te son istrian o talian o vattallapesca. Pussa via!”. Ragazzi: qui dalle mie parti il 10% circa della gente è nata nell’est Europa o in Africa o in Asia, e siamo ancora qui a discutere su chi è il “vero triestin”? Svegliamoci ed attrezziamoci anche culturalmente, perché altrimenti siamo fuori del mondo!

    3. Gli ultranazionalisti o i fascisti sono quanto di più distante vi sia da me. Se tu tiri fuori il mio nome e fai una ricerchina in internet, troverai qualcosa che forse ti farà pensare a come piazzi malamente le tue etichette. Fra l’altro, proprio da Trieste anni fa mi sono arrivate alcune “delicate” minacce riguardanti me e la mia famiglia, proprio da parte di un gruppetto di fascistucoli molto, ma molto, ma molto, ma molto peggiori di quelli che vedo girare qua dentro.

    Più in generale, io riguardo a Trieste – che amo moltissimo – sono dell’idea che fino a quando la città non troverà un nuovo modo di essere quello che era ai tempi dell’Austria, e cioè motore propulsivo economico e culturale di un’area molto vasta, andrà sempre peggio. Questa è la premessa alla risposta successiva.

    4. Dubito moltissimo che “la maggioranza” dei triestini voglia il rigassificatore. Qui dentro credo di essere stato però l’unico a manifestare dei dubbi e la volontà di capire tecnicamente e legalmente che cosa significa un “rigassificatore”, contro il parere di tutti quelli che si sono espressi. Il fatto è che oltre a tutto ciò che ho detto prima non sopporto il populismo caciarone e ignorante, laddove tu sei intruppato in un gruppetto e gridi che una cosa è “bianca” anche quando si vede che è “nera”. La mia idea su Trieste è che queste eterne menate sui meriti e sui torti di cento o di sessanta anni fa debbano divenire materia da trattare con assoluta attenzione e rispetto, riconoscendone però il valore di INUTILITA’ e di FRENO rispetto all’oggi.

    Vogliamo che Trieste sia un volano per il futuro? E allora che si apra al bi-trilinguismo totale! Ragazzi: che problema c’è se trovo una scritta in sloveno accanto ad una scritta in italiano? Io divento meno italiano per questo? Credete possibile che i duecentomila (sto sparando un numero a caso) triestini italiani possano essere slovenizzati da cinquantamila sloveni o germanizzati da mille tedeschi? Facciamo diventare questa città un laboratorio in perenne movimento, dove i corsi universitari si tengono in varie lingue, dove nelle scuole chi vuole può fare anche un corso in più di sloveno o tedesco!

    Questa città ha bisogno disperato (come Venezia, d’altro canto) di un innesto massiccio di gente nuova, che venga dall’Africa o dalla Slovenia o dal resto dell’Italia. Gente giovane, che arrivi per vivere ed investire qui.

    Ma se la premessa per vivere qui è quella di diventare “italianissimi” allora campa cavallo: si inalzeranno nuovamente quegli steccati che ammazzano una realtà sociale e pure quella economica!

    Negli anni del boom di Trieste la città (non parlo del comune, ma della città) è passata da 70.274 abitanti nel 1869 a 121.816 nel 1890, per poi esplodere a 160.993 nel 1910. Fra questi 160.993 c’erano anche 32.513 “stranieri”, e cioè gente venuta ad abitare qui da zone al di fuori dell’impero austroungarico: dall’Italia, soprattutto. La ricchezza di Trieste è arrivata quindi in un ambiente attrattivo, e qui bisogna ricreare un ambiente attrattivo.

    Concludo quindi dicendo che a mio parere se Trieste diventerà un nuovo centro assolutamente anti-nazionalista ed inclusivo potrà nuovamente aspirare ad un ruolo fondamentale in questa parte del mondo, altrimenti io la vedo schiacciata da una parte da Venezia, che ha non solo un porto, ma anche un aeroporto, un apparato industriale sul territorio regionale di primaria grandezza e una serie di centri turistici (dalle città d’arte alle montagne, ai laghi al mare) che – con tutto il rispetto – il FVG non ha; dall’altra sarà schiacciata da Capodistria e da Fiume, che alle loro spalle hanno una nazione intera.

    Luigi (veneziano)

    PS Ricreare un “Territorio Libero di Trieste” (che nei fatti poi sarebbe limitato alla sola città di Trieste perché Slovenia e Croazia non molleranno mai e poi mai i territori dell’ex zona B del TLT) con le premesse ideologiche di un Marcus, le sue menate sui “veri treistini” e altra robaccia del genere, significa mettersi un bel cappio al collo e gettarsi allegramente nel vuoto. Se oggi Trieste dovesse camminare con le sue sole gambe, secedendo dall’Italia col suo solo territorio comunale, tornerebbe ad essere quel nulla che è stata per secoli e secoli nella sua storia, quando Capodistria era molto più importante di lei e nel piccolo borgo chiamato “Trieste” si parlava ancora il friulano.

  91. @ Marcus

    A proposito: io ho scelto di non collezionare cartoline triestine per una semplicissima questione economica. In Istria, a Fiume e in Dalmazia sono state stampate nel periodo di mio interesse (fino agli anni ’20 circa) circa 10.000 cartoline (è una mia stima). Se io collezionassi anche Trieste, dovrei aumentare la mia collezione di almeno un terzo. Lo farò in un’altra vita, a meno che tu non mi regali una certa cifra.

    Riguardo a Trieste, esiste un’eccezionale collezione on-line, messa su da un tizio che ho conosciuto via internet, e che mi ha dato dei preziosi consigli per il mio sito.

    Trovate la collezione di cartoline triestine qui: http://www.misterkappa.it/

    L.

  92. lànfur

    Luigi per una volta non posso che darti ragione su molti punti.
    Il fatto è che se si relizzasse tutto ciò che proponi allora i costruttori di lapidi e monumenti dovrebbero trovarsi un altro lavoro.
    Fabbricanti di cartelli?

  93. @ lanfur

    Se a Roma mettono su una lapide con scritto “Qui venne ammazzato Giulio Cesare”, descrivono un fatto storico.

    Se a Trieste mettono su una lapide con scritto “Qui ammazzarono Ferdo Bidovec, Fran Marušič, Zvonimir Miloš e Alojzij Valenčič”, oppure “Da qui sono passati gli esuli istriano/dalmati”, si ritiene che invece si parli di un fatto storico e contemporaneamente si faccia politica per l’oggi. Si “marca il territorio”, in un certo senso.

    Quando la storia sarà separata dalla politica e dalla lotta nazionale, i costruttori di lapidi avranno ancora più lavoro, perché potranno metter su tutte le lapidi che vogliono senza farsi tirare un uovo marcio sulla testa.

    L.

  94. Erika

    Se non ci fossero gli interventi di Luigi su questo blog, forse avrei già tolto Bora.la dai “preferiti”. Sono sincera! 🙂

  95. cagoia

    Perchè no ve trovè de qualche parte?
    Magari nassi qualcossa….

  96. lànfur

    D’accordo, ma non farmi tirare in ballo Ciampi che sennò qui si ricomincia.

    Tu sopra dileggi gli abitanti di Romans e Aiello in quanto paesi non abbastanza popolosi (non a livello di New York) per poter affermare che esista un sentimento nostalgico verso l’austria-ungheria. Non mi pare rispettoso verso questi altri ‘quattro gatti’ ( ma che fastidio ti danno?) che ricordano i loro caduti con lapidi prive di retorica (vedasi il modesto monumento a Gradisca) e ben diverse dalle altre trionfali e retoricamente patriottiche rappresentazioni sparse lungo il percorso dell’Isonzo.

  97. Euroscettico

    su su Cagoia non fare l’invidioso… 😉

  98. cagoia

    Figurite, son felicemente sistemà.
    E me faria piazer de cuor se anche altri rivassi trovar momenti de felicità.

  99. Euroscettico

    sappiamo che sei un uomo di cuore 🙂

  100. augh

    x Luigi Veneziano

    Sto cercando da diverso tempo di capire l’entità dell’irredentismo a Trieste. Le ultime fonti che ho trovato, di provenienza italiana, parlavano di 800 volontari da Trieste e 700 da Trento, con il dubbio che vi fossero compresi anche dei regnicoli (cittadini italiani residenti a Trieste). Tu dici che hai un elenco di 2.000 triestini, potresti farmi sapere qualcosa di più per favore? In seguito potremmo scambiarci altri dati sull’argomento, se ti interessa.
    Grazie

  101. augh

    x Luigi Veneziano

    I caduti triestini che ho rintracciato, sono i seguenti 54:

    Aldo Brandolin
    Alfredo Deschmann
    Angelo de valentini
    Antonio Bergamas
    Armando Bedniawski
    Attilio Debegnach
    Aurelio Brovedani
    Aurelio Krumpe
    Bruno Bloetz
    Carlo Bordon
    Carlo Furlani
    carlo stuparich
    claudio suvich
    Cornelio Zini
    Dante Banella
    Dante sirena
    Edgardo Bolaffio
    Egidio demetrio
    Emo Tarabocchia
    Enrico Elia
    Ettore Uicich
    Eugenio Rota
    Ezio Zini
    ferruccio dardi
    francesco martinuzzi
    Gaestano Stella
    Galileo magris
    Gino de Zotti
    Giovanni Maranzana
    Giovanni Poggiolini
    Giulio Matussi
    Giuseppe Gattinoni
    Giuseppe Spina
    Govanni ienco
    guido corsi
    Guido pascolatti
    Mario Fabbro
    Mario Hoffmann
    Mario Samero
    Pantaleone Zottig
    pietro accolto
    Pietro Ettore Lucchini
    Pietro podersai
    Renato Charlet
    Renato Mamolo
    Renato Toffoli
    Riccardo Carniel
    Roberto Maranzana
    scipio slataper
    sergio laghi
    Traiano Dellissano
    Umberto Gaspardis
    Umberto Lunazzi
    Umberto moretton

    Ma oltre ai 20-30 che conoscono tutti, degli altri ho trovato traccia solo sul sito della società sportiva Edera; non c’é
    alcuna traccia di loro su Internet, nemmeno nei siti specializzati coma la Lega Nazionale, quelli dell’Esercito ecc.

    Sai dirmi per favore se l’elenco è giusto, se manca qualcuno, chi manca eccetera?

    Grazie!

  102. vecchio scarpone

    Sono capitato in questo sito in quanto sto cercando documentazioni sui caduti austroungarici appartenenti al tirolo italiano (Welsch Tirol: il termine Trentino appare per la prima volta in un proclama di Napoleone datato Le Havre 28.05.1810) nella 1^G.M. La partecipazione dei nostri soldati nell’esercito austroungarico è stimata in 55.000 uomini con oltre 11.000 caduti al fronte o per causa di guerra.
    In alcuni interventi di questo sito sento usare il termine “irredenti”. Voglio ricordare che in un censimento effettuato nel 1912, oltre l’80% dei tirolesi italiani volevano rimanere “tirolesi”, tirolo che è stato la loro patria per oltre 7 secoli.
    Quelli che aspiravano a passare con l’Italia erano una esigua minoranza della popolazione. Nella realtà, la guerra combattuta dall’Italia con la scusa dell’irredentismo, é stata una vera e propria guerra di conquista.
    Basti a dimostrarlo la azione di snaturalizzazione messa in atto nei confronti del territorio e dei suoi abitanti. Quello che è stato fatto anche nel sud tirolo con la differenza che la diversità della lingua ha permesso di mantenere la diversità. Ciò che al tirolo italiano, purtroppo, non è riuscito.
    Perchè l’Italia non ha effettuato un referendum come aveva fatto in altre regioni italiane? Alcide Degasperi fu molto chiaro con il governo italiano: se si fosse chiesto il parere, la stragrande maggioranza dei tirolesi italiani avrebbe optato per il Tirolo e quindi per l’Austria.
    Una ultima cosa: mi sono guardato il codice militare di guerra dell’esercito italiano. Bene, se un cittadino italiano fosse passato al nemico ( come ha fatto Battisti ) sarebbe stato fucilato. Le autorità austroungariche hanno seguito la stessa logica: perchè ciò che va bene per l’italia non va bene per l’austria?
    Grazie

  103. Dimaco

    Viva l’Austria e maledetta quella barca che ve ga portai. 😀

  104. Fiora

    @104
    Poche, ma sentite parole.A volte ritornano con…una discola battuta da condividere!

  105. Garibaldina Partigiani

    Oggi il Presidente, garante della Costituzione, ha sanato la ferita inferta ieri alla città dai fascisti, collaborazionisti dei nazisti guidati da capi austriaci nella rioccupazione di Trieste nel 1943-45.
    Oggi, 100 anni dalla Vittoria. Rispetto per i caduti di tutti gli eserciti. Spennata la gallina asburgica. Distrutta la grande prigione: liberazione di tutti i popoli.

  106. Garibaldina Partigiani
  107. Archibald

    Garante della Costituzione….art.32 diritto alla salute….. e quella situazioncella dell’uranio impoverito? Garibaldina ,hai almeno qualche tacca sulla cintura? Quanti Fascistoni corrispondono alle borchie presenti? Saluti da Archibald.

  108. ufo

    Mah. Devo ancora capire cosa ci sia di tanto eclatante in questo discorso, oltre al fatto che almeno un politico italiano sa parlare rispettando la grammatica…
    A me sembra che, alla commessa di mettere assieme un intervento di X minuti, il ghostwriter del Quirinale abbia preso in mano il mitico ‘Libro Cuore’ e spuntato una per una tutte le caselle dei soliti luoghi comuni (meno il famoso ponte, magari). Dove si nasconderebbe questo “sanare di ferite”?
    Quanto alla Costituzione forse è meglio stendere un velo pietoso, che alcuni di noi aspettano da più di sessant’anni che gli articoli 3 e 6 entrino in vigore… Forse per il centenario?

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