28 Settembre 2009

Pittsburgh e… la ‘vision’ per le nostre città

Cosa c’entra Pittsburgh in un blog sul Litorale? Forse solo la voglia di crescere del nuovo Bora.La che ci spinge a parlare della città americana che ha appena ospitato il G20?

La realtà è che mentre leggevo la descrizione del cambiamento incredibile fatto da Pittsburgh, pensavo a Trieste. Giorni fa c’era un interessante articolo su Corriere.it, e, scorrendolo, pensavo che molti dovrebbero leggere la storia recente di Pittsburgh. E poi in questi giorni i commenti al post sui motivi per cui a Trieste dovrebbero fare tappa le crociere erano virati sul profilo della città, sulle differenze con Venezia, e qualcuno ha richiamato Bilbao, qualcuno Saragozza..

Insomma mi è parso utile soffermarmi su questo, cioè sulle città che dovrebbero realmente essere i riferimenti per Trieste, riferimenti in termini di casistica da studiare ma anche in termini di concorrenza nella scena globale. Insomma, non Venezia, non Barcellona, non le città ancora più grandi che navigano su un’altra scala e sono in una dimensione diversa e superiore. Trieste dovrebbe smettere di pensare di essere una capitale porto dell’impero, e iniziare a guardare a Saragozza, Bilbao, Pittsburgh appunto.

Come ho scritto anche nel mio blog, Pittsburgh era il simbolo della città industriale e ora è divenuta simbolo della capacità di rinnovarsi e nuovo centro dell’economia della conoscenza. Guarda caso le similitudini con Trieste ci sono, dalle dimensioni (la città americana ha 310mila abitanti) alla presenza di una tradizionale industria pesante in crisi. Cosa hanno fatto a Pittsburgh? Come scritto da qualcuno in un commento citando Bilbao (Stripedcat), hanno avuto the vision, the focus, the infrastructures. In pratica hanno investito in formazione, conoscenza e innovazione e hanno creato una svolta positiva che ha rilanciato la città. Gli investimenti privati sono stati determinanti, , come scrive il Corriere, “hanno finanziato le università e le fondazioni culturali, così si è innescato un processo virtuoso che ha permesso alla ricerca di concentrarsi su progetti vincenti che hanno fatto man bassa di fondi federali, capitali che hanno attirato ricercatori e altro capitale privato”. Gli elementi sui quali hanno investito non sono forse gli stessi sui quali Trieste potrebbe giocarsi la partita e che dovrebbe imparare a valorizzare?

Ma, sempre riprendendo le parole di Stripedcat, occorrono anche le balls, e a Pittsburgh c’è stata la volontà politica “illuminata” che ha sostenuto questo processo: «Qui non si insegue la palla, ma cerchi di piazzarti dove pensi che la palla arriverà. Non si vive alla giornata, puntando sulla bolla del momento, ma si investe pensando alla prossima generazione e senza chiedere aiuti pubblici.”

A proposito, Pittsburgh ha il Sindaco più giovane d’America, Luke Ravenstahl, 29 anni…

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5 commenti a Pittsburgh e… la ‘vision’ per le nostre città

  1. Un sindaco 29enne, ottimo segno non solo che el se sia candidado, ma specialmente che la magioranza lo gabi votado.
    Sucedesi, qua, deso come deso?

    In Italia, per quanto mal va le robe, secondo mi ghe vol eser in grado de cior una direzion cultural e social fondamentalmente diversa dal resto del paese, più libera e spontanea.

    Più spazi per pensar, ghe vol.

    Più mezzi per giovani e meno giovani, che i posi migliorar el stile de vita in maniera attiva e creativa in senso lato.

    E, politicamente:

    – convogliar le energie verso obietivi positivi più che negativi (che no vol dir che se ga de eser d’acordo su tuto, vedi rigassificator). Sempre con testa, ma xe bisogno de far, far, far. E no parlo de due marciapie novi e po’ bon 🙁

    – renderse conto che se xe tuti sula stesa barca, e che convien remar nela stesa direzion, per el ben de tuti.

    – renderse conto che dandoghe diritti ale parti minoritarie dela comunità, la magioranza no perdi niente, ma a lungo andar ghe guadagna, proprio in modi de pensar.

    Se no se condividi nianche sti punti fondamentali, no se pol andar sai lontan, go paura. . .

  2. Triest, arm aber sgaia?

    el sexy lo ga’ za’ guanta’ Wowi…

    StripedCat
    (onoratissima, ringrazia Apu per il sehr Umweltfreundlich riciclo di commento!)
    😀

  3. Avatar Marcus

    “Trieste dovrebbe smettere di pensare di essere una capitale porto dell’impero, e iniziare a guardare a Saragozza, Bilbao, Pittsburgh appunto.”

    No go miga capì perché no dovessimo pensar che a Trieste ghe staria ben de esser la “Capitale Porto del Impero”?
    Allora gavemo l’Università, l’Area di Ricerca e quant altro che fa parte dell’investimento nella ricerca perciò in questo settor no gavemo de invidiar nissun, quell che no gavemo più de quando che xe arrivada l’Italia, xe el PORTO che comprendi ca. 1/4 del territorio cittadino!
    Ora sto porto perché il xe in uno stato de totale abbandono?
    Perché sta amministrazion taliana no vol che sta città porto ga de esser el porto de riferimento per il Centro Europa visto che xe anche previsto per legge?

    Allora Gian Matteo Apuzzo ai triestini no ghe ne frega a meno de esser una cittadina come Pittsburg anche perché i grandi eventi “G…” li gaveva già 290 anni fà e oggi li poderia gaver ancora de più se el porto lo podessi far funzionar, no con Rigassificadori ma con navi trans oceaniche.
    Visto che femo dei paragoni de città metto avanti la città porto tedesca Kiel (270.000 abitanti) sul mar Baltico. Sta cittadina ga registrado per il solo traffico di passeggeri 250.000 croceristi nell’ultima stagion (2009). Meno mal che la ghe xe solo palazzi in cemento armato poiché durante la seconda guerra i la ga raso al suolo e noi gavemo un centro storico in stile austro-ungarico che fa schifo e semo riuscidi forse a far transitar 10.000 crocieristi.

    Sarò suonado, ma mi spero che Trieste torni ad esser “capitale porto dell’impero” almeno di sta maniera ghe demo lavor ai nostri fioi invece de mandarli in giro per il mondo, appunto magari a Pittsburg, perché quà no i li lassa lavorar.

  4. Avatar apu

    Marcus, ho l’impressione che per il “fastidio” suscitato da quella frase (son d’accordo sul porto, figuremose, miga questo xè el punto, ma me par che xè importante capir a quale “impero” far riferimento oggi per far tornar grande el porto..) il commento inizi dandomi torto per finire col darmi ragione… guardiamo a Kiel allora, perchè no?

  5. “la nostalgia uccide la felicita’ ”

    Kiel batte Trieste 250.000 a 10.000

    😀

    e a proposito de cemento, Basel su certe architetture pesantine dei anni 70 ga’ fotizza’ benissimo un “archeotour del ‘900”, dove anche i vetrocementi e i alumini anodizzai ga pari dignita’ con i Mario Botta e Herzog+de Meuron normalmente osannai.

    ve digo solo che iero in pelegrinagio ai uffici de varie industrie farmaceutiche che visti “out of context’ gavessi classifica’ come oreeendi, ma visto tuto insieme, torre a canestro della BRI inclusa, e tutto spiega’ ben, alla fine no iera mal.

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