7 Settembre 2020

L’importanza della piramide ecologica anche nel mare

el sunto “Mangia ai piani bassi” è il quinto principio di sostenibilità promosso del progetto “Dal profondo del piatto” e riguarda la piramide ecologica

Il concetto di piramide ecologica, rappresentazione dei legami tra gli esseri viventi a seconda del loro livello trofico, è qualcosa che si sente in maniera molto comune e famigliare quando si parla dell’ambiente terrestre.
Alla base i produttori, ovvero le piante, subito sopra gli erbivori, o consumatori primari, che facilmente associamo a mucche e pecore, subito dopo i consumatori secondari, carnivori come la volpe, e infine i consumatori terziari, grandi predatori come il lupo, tigri e leoni.

Il funzionamento del sistema è legato a un continuo rifornimento di energia. Infatti, mentre le sostanze vengono continuamente riciclate, ad ogni passaggio parte dall’energia chimica immagazzinata con la fotosintesi clorofilliana viene trasformata in energia termica, non utilizzabile da parte degli organismi viventi. Una delle conseguenze di ciò è che solo una frazione di dell’energia fissata dalle piante è disponibile per i consumatori di 1’ ordine, una porzione ancora inferiore per quelli di 2’ ordine e così via. Occorrerà quindi una grossa quantità (in peso) di piante per nutrire una quantità minore di erbivori,che a loro volta potranno nutrire una massa di carnivori ancora minore. Questa situazione può essere visualizzata appunto come una piramide, alla cui base stanno i piccoli e numerosissimi vegetali, che costituiscono la maggior parte della materia viventi (BIOMASSA), e al cui vertice si trovano i carnivori, in numero tanto più limitato quanto maggiori sono le loro dimensioni.

Nell’ambiente terrestre ci viene automatico stabilire a quali livelli è principalmente indirizzata la nostra dieta: produttori e consumatori primari. 

Quando parliamo di ambiente marino, invece, la nostra percezione della piramide diventa molto più confusa e spesso dimentichiamo che in realtà anche in questo ecosistema valgono le stesse regole: ci sono i produttori (fitoplancton, alghe e piante marine), i consumatori primari (pesci erbivori, piccoli crostacei), i consumatori secondari (seppie, polpi, pesci di media grandezza) e infine i consumatori terziari, tra cui troviamo anche l’orata, il branzino, il tonno, il pesce spada e altri pesci che normalmente finiscono nei nostri piatti.

E’ tuttavia molto importante per l’equilibrio dell’ecosistema marino imparare a indirizzare la nostra dieta ai piani inferiori, esattamente come in quello terrestre. Così facendo andremo a prelevare specie che richiedono molta meno energia per crescere e che si trovano in natura in quantità maggiori.

Il contest grafico di questa settimana del progetto “dal profondo del piatto” tratta proprio il tema della piramide ecologica, con dodici lavori tra cui votare quello che maggiormente ne riassume il principio:

MANGIA AI PIANI BASSI

Lo sai che 1 kg di tonno equivale a 100 kg di acciughe? Scegli le specie che stanno alla base della piramide alimentare, evitando l’acquisto dei grandi predatori. Erbivori come le salpe, filtratori come le cozze e detritivori come i cefali richiedono molta meno energia per crescere e si trovano in natura in quantità maggiori.

Ecco gli elaborati, che si possono votare sulla pagina dell’Area marina Protetta di Miramare a questo link.

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