2 Luglio 2024

L’intervista a Manuela Mizzan: il teatro non per apparire ma per essere

el sunto L'intervista di Maria Fuchs all'attrice Manuela Mizzan

Abbiamo incontrato l’attrice Manuela Mizzan che ci racconta in particolare del suo attuale spettacolo dedicato alla star: l’indimenticabile pinguino Marco (ricordo con piacere l’incontro ravvicinato con l’adorabile pinguino, diventato la mascotte dei triestini:
e mio padre me lo ha fatto in misura naturale in 3d, perché io lo volevo portare a casa,
tanto era simpatico). Lo spettacolo ha la regia di Pierluca Famularo.

Ma vogliamo sapere tutto dalla protagonista… Ci racconta tutto su questo spettacolo?

Mi fa piacere parlare di questo spettacolo, perché anche io mi ricordo di Marco,
sicuramente una star nella nostra città e non solo. Sul palcoscenico la storia del pinguino
Marco, arrivato a Trieste quando in città c’erano ancora gli Americani, si intreccia con la
storia di Trieste: attraverso le chiacchiere di due tipiche signore triestine, si rievocano i
tempi in cui la Triestina era in serie A, Nino Benvenuti si laureava Campione del Mondo, il
cielo di Trieste si tingeva di nero a causa dell’attentato ai danni della Siot, la città era
invasa da cittadini di oltre confine che venivano a comprare i jeans. Io do voce ad una
delle due signore triestine e, assieme a me, recita la bravissima Liliana Decaneva;
completa il cast Riccardo Beltrame, che ha una doppia parte, Pierluca Famularo e la
giovane ma bravissima Alizù Amato. Narratrice è Carla Bellaveglia. Naturalmente, si
racconta anche la storia di Marco attraverso le parole di chi lo imbarcò in Sudafrica e di chi
se ne prese cura all’Acquario di Trieste per ben 32 anni. Non solo racconto: Marco è
anche presente sulla scena ma… questa è una sorpresa che bisogna assolutamente
venire a vedere a teatro!

Com’è nata l idea di questo suggestivo spettacolo?

Lo spettacolo è organizzato dall’Associazione La Macchina del Testo. È una lettura
scenica liberamente tratta dal libro del giornalista e scrittore Roberto Covaz, che Riccardo
Beltrame e Liliana Decaneva hanno adattato per il palcoscenico. È uno spettacolo
dinamico, adatto ad un pubblico di tutte le età, divertente e anche un poco commovente,
accompagnato da immagini d’epoca e dalla musica di tre musicisti dal vivo, componenti
del gruppo Bachibaflax.

Quando possiamo rivedere lo spettacolo?
Le prossime repliche saranno a Ronchi dei Legionari il 2 luglio e a Grado il 10 luglio. Per rivederlo a Trieste bisognerà per il momento aspettare febbraio 2025 come ospiti dell’Armonia Teatro. Speriamo arrivino altre richieste in città.

Quali sono i suoi prossimi progetti?

Da sempre io mi dedico prevalentemente al teatro. Proprio in questi giorni sto
partecipando alla quindicesima edizione del Bloomsday con l’Armonia Teatro. È il terzo
anno consecutivo che impersono Molly Bloom, moglie del protagonista de l’Ulisse di
James Joyce, Leopold Bloom; l’episodio è La Colazione, che si svolge nel IV capitolo del
libro. Quest’estate, come di consueto, riproporremo lo spettacolo in dialetto triestino,
sempre per l’Armonia Teatro, dal titolo “El destin xe ne la man”, per la regia di Riccardo
Fortuna. È un testo un poco noir, pieno di colpi di scena, dal ritmo serratissimo, che è
molto piaciuto al pubblico. Saremo prima in trasferta a Motta di Livenza e a Maniago, poi
saremo di nuovo a Trieste il 20 luglio al Teatro Basaglia (per la rassegna R… estate in
Armonia) e il 1° agosto al Museo Sartorio (per il Festival Ave Ninchi). Poi mi dedicherò ad
un progetto autunnale per celebrare i 40 anni di vita de L’Armonia Teatro – Associazione
tra le Compagnie Teatrali Triestine, che considero la mia famiglia. Attendo nuove proposte
anche da La Macchina del Testo, visto che con il pinguino Marco abbiamo iniziato una
bella collaborazione. E poi… chissà! Sono sempre pronta a nuove esperienze.

In uno tuo post avevi scritto:
Recitare è un esperienza che aiuta a conoscere meglio se stessi attraverso la
respirazione, uso degli organi fonetici, l’uso della parola, dell’intenzione, dell’intonazione
della voce.
E a conoscere meglio gli altri; cercando di vestire i loro panni, cercando di capire il
pensiero, le motivazioni, il loro vissuto.
Del resto, questa è un attività, che comunque tutti abbiamo provato a fare almeno una volta nella vita, magari da bambini: Facciamo che io ero…
perché il gioco è una cosa seria…
Sei sempre della stessa idea?

Certo! La ringrazio per aver conservato questo mio post, perché questa è proprio la mia
filosofia, se si vuole, anche di vita: studiare, prepararsi mentalmente, fisicamente,
concentrarsi e… divertirsi! Questo vale in ogni campo della vita: giocare seriamente.
Questo è il motivo per cui continuo a fare teatro, perché questa attività mi aiuta a
sviluppare le mie capacità. Molte persone, magari, pensano che fare l’attore sia un modo
per diventare famosi e basta e invece, a farlo seriamente, è un impegno molto intenso.
Studiare a memoria, trovare le intenzioni, i movimenti e fare squadra con i compagni di
palcoscenico, per me è soprattutto un viaggio dentro me stessa, non per apparire ma per
essere. Essere nei panni di qualcun altro. Infatti, più i personaggi si discostano dal mio
carattere, più ho soddisfazione e mi diverto. È un’ottima palestra che ho imparato a
frequentare fin da bambina. Poi, siccome non mi è bastata la pratica, anni fa ho deciso
anche di iscrivermi all’Università per studiare la teoria. Ma questa è un’altra storia.

C’è una domanda in particolare che vorrebbe che le facessi?

Sì, grazie. Vorrei che mi chiedesse qual è il prossimo personaggio che vorrei interpretare.
E la mia risposta è: vorrei essere una persona cattiva, senza scrupoli, una Lady Macbeth o
un Riccardo Terzo. Di solito interpreto personaggi brillanti e divertenti, per cui al mio
repertorio manca proprio un personaggio di questo tipo. Forse in futuro mi capiterà
l’occasione… perché non ho ancora intenzione di smettere!

 

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