15 Settembre 2022

“Simpatico mi”, poesie di Cergoly musicate da Fulvio Bozzetta

el sunto “Simpatico mi” del cantautore triestino Fulvio Bozzetta, in uscita il 20 settembre, è un atto d’amore verso il poeta Carolus Luigi Cergoly

“Simpatico mi” del cantautore triestino Fulvio Bozzetta, in uscita il 20 settembre, è un atto d’amore verso il poeta Carolus Luigi Cergoly (Trieste 20 settembre 1908, Trieste 4 maggio 1987) di cui vengono musicate diverse poesie rispettandone integralmente il testo e il ritmo.

PRESENTAZIONI LIVE A TRIESTE:

Con Fulvio Bozzetta chitarra e voce, Piero Purich sax soprano e tenore, Matteo Verdiani voce recitante, ingresso a offerta libera fino ad esaurimento posti

Martedì 20 SETTEMBRE ore 19.00 sala conferenze del Museo Ebraico via del Monte 5/7 alla conclusione del Premio Cergoly (che inizia alle 18)

Venerdì 23 SETTEMBRE h 20.00 Teatro dei Fabbri, Via dei Fabbri 2/A

 Venerdì 30 SETTEMBRE h 20.30 Casa del Popolo di Ponziana, Via Ponziana 14, a cura dell’associazione culturale Tina Modotti

Venerdì 14 OTTOBRE h 18.30 Casa della Musica, Via dei Capitelli 3

L’album è composto da 21 brani. Filo conduttore del lavoro, la poesia in dialetto di Cergoly e la chitarra e la voce del compositore Fulvio Bozzetta, cui si aggiungono un quartetto d’archi, arrangiamenti di fiati o una struttura di trio con contrabbasso e violino. Il titolo dell’album “Simpatico Mi”, è anche il titolo di uno dei pezzi, nonché una delle caratteristiche di Cergoly. Il lato A del cd ha un carattere storico e ripercorre le vicende per lo più tragiche del 900. Il lato B è dedicato all’amore/odio per la città di Trieste e alle due grandi passioni di Cergoly, le donne e il mare. «Di Cergoly – dichiara Bozzetta – si sa poco e poco si trova in rete. Non ci sono ricostruzioni attendibili della sua vita, delle sue azioni e dei suoi pensieri. Per me Cergoly è quello che scrive, come succede per tutti i grandi poeti. L’uso del dialetto triestino da parte di Cergoly è in grado di evocare immagini complesse, a volte con una sorprendente semplicità, a volte arricchendosi di arguti neologismi, dotti riferimenti storico-culturali e lessico mitteleuropeo. Le musiche non nascono a tavolino ma sono direttamente evocate dai versi e dal loro ritmo, prova ne sia l’uso dei tempi dispari che normalmente non utilizzavo».

La produzione esecutiva è dell’etichetta Lademoto Records con la supervisione di Al Castellana (il noto soul singer giuliano collaboratore di Neffa, Tormento, Sottotono, Fabri Fibra, Patty Pravo, Alan Sorrenti, Ghemon…) mentre le registrazioni e l’editing sono per lo più del suo braccio destro Daniele Dibiaggio, con la collaborazione di Lorenzo Visentin. Missaggio e master sono curati da Fulvio Zafret presso l’Urban studio della Casa della Musica di Trieste. Per gli arrangiamenti del quartetto d’archi ha collaborato Tommaso Bisiak, per quelli dei pezzi balcanici Walter Grison.

Fulvio Bozzetta è tra i fondatori del Canzoniere Triestino, proviene da studi classici ed esperienze con i primi gruppi musicali degli anni ‘60. Si dedica per anni allo studio della musica popolare triestina, anche con ricerche sul campo. Partecipa alle lotte del ‘68 e alla stagione della canzone politica. Inizia a comporre nel ‘78 e si avvale fino alla fine degli anni ‘90 della collaborazione di alcuni tra i migliori musicisti triestini, tra cui è doveroso ricordare il mitico bassista Sergio Candotti. All’epoca, però, non incide nulla; dedica molti anni alla professione di insegnante di matematica, senza però mettere mai da parte l’amore per la musica. Il suo debutto discografico arriva finalmente nel 2016, quando pubblica l’album “Metabolismo Lento” (Lademoto Records) in cui riprende alcuni successi passati e inserisce delle nuove canzoni, avvalendosi della collaborazione di eccellenze in campo musicale.

Tracklist e crediti:

  1. Voi che no gavè letto (Sergio Giangaspero chitarra, Margherita Zuccato e Andrea Monterosso violini, Rachele Castellano viola, Marco Arnese violoncello)
  2. Radice ungaro slava
  3. Vida de Duin (Andrea Zulian contrabbasso, Antonio Kozina violino)
  4. Piasso la ghe ga subito (Alessandro Vodopivec pianoforte)
  5. In corsia Stadion (Piero Purich sax soprano, Margherita Zuccato e Andrea Monterosso violini, Rachele Castellano viola, Marco Anese violoncello)
  6. Arone Pakitz (Walter Grison sax tenore e contralto, Gabriele Cancelli tromba e flicorno, Max Ravanello tuba e bombardino, Clarissa Durizzotto clarinetto, Pedrag Pijunovic tapan, Stefano Bragagnolo darbouka)
  7. Fuma el camin (Paolo Muscovi batteria, Max Ravanello tuba e trombone, Piero Purich sax tenore e soprano, Clarissa Durizzotto clarinetto, Alessandra Triadan sax contralto, Alessandro Vilevich tromba, Tommaso Bisiak flauto, Alessandro Vodopivec pianoforte, Daniele Dibiaggio tastiere)
  8. Del fu Eli (Margherita Zuccato violino, Rachele Castellano viola, Marco Anese violoncello)
  9. El kolo go balà (Walter Grison sax tenore e contralto, Gabriele Cancelli tromba e flicorno, Max Ravanello tuba e bombardino, Predrag Pijunovic tapan, Stefano Bragagnolo darbouka)
  10. Simpatico mi (Paolo Muscovi batteria, Max Ravanello tuba e trombone, Clarissa Durizzotto clarinetto, Tommaso Bisiak flauto, Alessandro Vilevich tromba)
  11. Hohò Trieste (Margherita Zuccato violini, Rachele Castellano viola, Marco Anese violoncello)
  12. Passeggiar la città (Paolo Muscovi batteria, Max Ravanello tuba e trombone, Clarissa Durizzotto clarinetto, Tommaso Bisiak flauto)
  13. Ponterosso (Margherita Zuccato violini, Rachele Castellano viola, Marco Anese violoncello)
  14. Poesia de un barbon (Andrea Zulian contrabbasso, Antonio Kozina violino)
  15. Cinque anni de Psichiatrico (Andrea Zulian contrabbasso, Antonio Kozina violino)
  16. Pot-pourri sul mar (Daniele Dibiaggio fisarmonica)
  17. Chi no capissi el mar
  18. Go visto le sirene
  19. Perché te voio ben (Alessandro Vodopivec pianoforte)
  20. No dirme niente (Andrea Zulian contrabbasso, Antonio Kozina violino)
  21. Cussì me piaseria

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